(Adnkronos) - Gli occhiali da sole specchiati di Emmanuel Macron sono tornati a catturare l’attenzione al World Economic Forum di Davos, dove il presidente francese ha conquistato la platea non solo con le battute e punzecchiature sul "bullismo" e le guerre "a quanto pare risolte" del presidente americano Donald Trump, ma anche sfoggiando un look che diventa più iconico ogni giorno che passa. Il nuovo dettaglio estetico del capo dell’Eliseo ha nuovamente fatto il giro dei social tra meme e video sul look "Top Gun", ma dietro la scelta c’è una spiegazione puramente medica: l’Eliseo ha chiarito che Macron è alle prese con un problema benigno e temporaneo all’occhio destro, probabilmente una lieve emorragia sottocongiuntivale, senza dolore né conseguenze sulla salute o sull'attività presidenziale. Gli occhiali "aviator" erano apparsi per la prima volta il 15 gennaio alla base militare di Istres, durante il discorso del nuovo anno alle forze armate. In quell’occasione Macron era arrivato con i classici occhiali da aviatore, tolti poi durante l’intervento, mostrando l’occhio rosso e iniettato di sangue. Nei giorni successivi li ha indossati di nuovo all’Eliseo, in occasione di un incontro sulla Nuova Caledonia, scegliendo un modello simile ma con lenti bluastre o leggermente riflettenti, notate dai media francesi per l’effetto più moderno e appariscente. Anche a Davos il presidente ha sfoggiato gli occhiali nonostante l'intervento fosse al chiuso, presumibilmente per proteggere l’occhio dalle luci intense e mascherarne il rossore residuo. Lo stesso Macron aveva ironizzato nei giorni scorsi sulla sua condizione, definendola un inconveniente "antiestetico, ma completamente innocuo" e citando l’"Occhio della Tigre" come simbolo della sua determinazione in giorni molto tesi per le mire di Trump verso la Groenlandia e relativi dazi annunciati. Nei giorni successivi ha spiegato di essere "costretto a portare gli occhiali per un po'", in attesa della completa guarigione. Su cosa potrebbe aver determinato questa situazione prova a fare qualche ipotesi Lucio Buratto, direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) di Milano. Ciò che appare più probabile, spiega interpellato dall'Adnkronos Salute, "è un problema di tipo infiammatorio, come una uveite", cioè un'infiammazione dell'uvea, una sottile membrana molto vascolarizzata presente nell'occhio. Se si trattasse di questo, "non dovrebbe essere nulla di grave - osserva Buratto - ma l'uveite è abbastanza fastidiosa: la luce può dare parecchio disagio, c'è l'occhio rosso, e bisogna continuamente mettere gocce. In contesti come il forum di Davos dove c'è tanta gente che parla" dal palco a una platea, e "le luci sono sempre abbastanza forti. Poi la persona sente un po' di disagio anche per se stessa, all'idea di presentarsi agli altri con un occhio rosso. Da qui la scelta di un occhiale scuro per schermare la luce e l'aspetto dell'occhio. Però è una condizione che lascia la persona libera di fare tutto quello che vuole, di uscire, di muoversi". Mentre se Macron avesse una congiuntivite "non potrebbe stare tanto in mezzo alla gente", perché "può essere trasmissibile" se causata da un'infezione virale o batterica, come spesso accade. E se invece il presidente francese avesse fatto un intervento chirurgico "dovrebbe starsene tranquillo a riposo", prosegue l'analisi di Buratto. Vanno poi "escluse quelle patologie che non collimano per l'età, tipo la cataratta che peraltro richiede un intervento programmabile, quindi non sarebbe questo il caso". Si può ugualmente accantonare l'ipotesi di "un distacco di retina, perché in quel caso Macron starebbe a casa e non in giro", pur essendo gli impegni di questi giorni cruciali per un capo di Stato. A far propendere l'esperto per condizioni come l'uveite è anche la localizzazione in un occhio solo. "Le congiuntiviti sono quasi sempre bilaterali, quelle monolaterali sono abbastanza rare. L'uveite è invece quasi sempre monolaterale - assicura Buratto - Io ne ho viste davvero poche bilaterali, e sono le peggiori". A questo proposito c'è un precedente illustre: nel 2013 fece parlare a lungo i media la forma acuta che colpì l'ex premier Silvio Berlusconi, un'uveite bilaterale che lo costrinse a indossare occhiali scuri per periodo di tempo e a un certo punto rese necessario anche il ricovero in ospedale. Ancora una volta, gli occhi fragili dei potenti in primo piano. In presenza di uveite, continua Buratto, tra l'altro si può anche decidere di trattare l'infiammazione facendo "un'iniezione fuori dall'occhio sulla congiuntiva, così il cortisone e l'antibiotico sono molto più efficaci, quindi l'occhio può diventare rosso anche per quello". L'ipotesi di una patologia infiammatoria è in linea anche con le poche informazioni ufficiali sull'occhio di Macron. Un problema che è stato descritto come benigno e temporaneo, innocuo, senza dolore né conseguenze sulla salute o sull'attività presidenziale. Si è parlato anche di iperemia congiuntivale, e ancora di una lieve emorragia sottocongiuntivale, in riferimento alla macchia di sangue che appare nell'immagine che immortala l'occhio del presidente d'Oltralpe. Ma questa è un sintomo di diverse condizioni, ci può essere "nell'uveite, nella congiuntivite, nella blefarite, c'è anche in caso di ferite. Tutti hanno l'occhio rosso quando hanno qualcosa", chiarisce l'esperto. A ogni modo, conclude Buratto, sembra essere una di quelle cose "risolvibili in un tempo breve. Immagino che nel giro di 4 o 5 giorni lo rivedremo senza occhiali". In attesa della sua completa guarigione e dell'archiviazione del look aviator, i riflettori di mezzo mondo continuano a essere tutti per lui.
(Adnkronos) - Silvia Celani è stata nominata head of innovation in Pno Digital, parte del Gruppo Pno, multinazionale europea leader nella consulenza per l’innovazione e la gestione di finanziamenti pubblici. Pno, nata nei Paesi Bassi nel 1982 per iniziativa di tre studenti, in 40 anni è cresciuta fino a vantare oggi una presenza in 10 Paesi europei con oltre 180 partner coinvolti nei progetti e una capacità di raccogliere fondi pari a 5 miliardi di euro all’anno. Opera nei principali settori dell’innovazione, tra cui agrifood & bioeconomia, scienze della vita & della salute, trasporti, mobilità e logistica, Ict, energia & ambiente e circular economy, chimica e manifatturiero avanzato. Ha uffici in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, e in Italia a Roma, Milano, Napoli, Bari e Brescia con un team di oltre 600 professionisti. "Il mio ingresso in Pno Digital - commenta Silvia Celani - ha l’obiettivo di posizionare Pno come leader nel mercato italiano nell’ambito della consulenza per l’innovazione e la finanza agevolata, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni innovative e competenze di strategic innovation advisor per costruire progetti innovativi che contribuiscono alla trasformazione digitale del Paese e orientarli a utilizzare i fondi più appropriati a disposizione a livello nazionale ed internazionale per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Una nuova sfida che ho accettato con entusiasmo, in cui potrò mettere a disposizione di una realtà internazionale e dinamica le competenze acquisite nel campo della progettazione e dell’open innovation e una profonda conoscenza del panorama italiano". Celani vanta oltre 20 anni di esperienza declinati in ricerca e innovazione: una carriera che inizia nel mondo della finanza agevolata e del no-profit, coordinando e vincendo diversi progetti di finanziamento europeo di varia natura tematica, dalle smart cities alla circular economy alla open innovation, con rilevanti partner internazionali, per poi evolversi in area marketing e innovazione in contesti tecnologici all’interno di multinazionali quali Ibm e business partner Sap. Negli ultimi anni, in qualità di responsabile innovazione in Acea e Open Fiber, ha supportato molteplici aziende e enti della pubblica amministrazione nel loro percorso di digital reinvention, coniugando l’esperienza di finanza agevolata ai nuovi bisogni di digitalizzazione".
(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.