(Adnkronos) - Tre morti in montagna nella giornata di oggi, sulle Piccole Dolomiti, nei pressi del rifugio Bonelli in provincia di Cuneo e nel Torinese. Una valanga ha travolto quattro persone nei pressi del rifugio Bonelli in provincia di Cuneo. Una persona è morta, due sono rimaste ferite e sono in codice rosso mentre una è in codice verde. Da questa mattina, nell'area del bivacco Bonelli, a 2.300 metri di altezza, sono al lavoro il Saf vigili del fuoco, soccorso alpino, Sagf della Guardia di finanza, oltre agli elicotteri del 118 e dei vigili del fuoco, che hanno portato il personale in quota per le operazioni di soccorso. Uno scialpinista veneziano di 50 anni è morto questa mattina dopo essere stato trascinato per diverse decine di metri da una valanga, mentre con un amico stava scendendo il Vajo Gabele, sulle Piccole Dolomiti della zona di Recoaro Terme (Vicenza). Il distacco di neve mista a sassi è avvenuto mentre i due si trovavano nella parte finale della discesa. Il 50enne è stato travolto riportando gravissimi traumi alla testa e all'addome avendo sbattuto più volte sulle rocce affioranti. A dare l’allarme il suo amico, solo sfiorato dalla slavina e rimasto illeso, che lo ha raggiunto ed estratto dalla neve. Sul posto è intervenuto il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno e l'elicottero di Treviso Emergenza. Calati tecnico di elisoccorso ed equipe medica, il medico ha solamente potuto constatarne il decesso. L’amico è stato portato a valle, la salma è stata recuperata e affidata ai carabinieri. Un uomo è morto travolto da una valanga nel torinese. L'allarme è stato lanciato intorno alle 15 da un apparecchio satellitare Garmin dalla zona di Partia d'Amount, nel comune di Bobbio Pellice. Sul posto è stato inviato il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte con l'equipe al completo, compresa l'unità cinofila da valanga. Nel frattempo uno scialpinista di nazionalità francese ha raggiunto in autonomia il rifugio Jervis riferendo che il proprio compagno di gita era stato travolto da una valanga e trascinato al fondo di un vallone dove giaceva parzialmente coperto dalla neve "in condizioni incompatibili con la vita". La zona risultava particolarmente pericolosa sia per i soccorritori intervenuti che per il compagno di gita, per i continui distacchi. Il compagno di gita, illeso ma sotto shock, è stato trasportato all’elisuperficie di Pinerolo, a disposizione delle forze dell’ordine per i relativi accertamenti. Un altro allarme per valanga è stato lanciato intorno alle 14 dalla zona del Monte Albergian, nel comune di Pragelato. Sul posto è stato inviato il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte che con grande difficoltà per il vento ha sbarcato l'equipe completa di unità cinofila da valanga a valle del punto dell'incidente e una squadra di 4 tecnici di valle in una seconda rotazione. Nel frattempo la donna era stata estratta dal compagno di gita e presentava un forte trauma toracico e un principio di ipotermia, pur essendo vigile. È stata quindi raggiunta dalla squadra che le ha prestato le prime cure e ha proceduto con il trasporto a valle perché l'elicottero non era più in grado di intervenire a causa del vento.
(Adnkronos) - Si è concluso sabato 20 dicembre, a Salerno, il meeting di presentazione del Progetto 'Co-programmare con i giovani', iniziativa di rilevanza nazionale finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2024 (ai sensi dell’art. 72 del D.lgs. n.117/2017), che vede l’ente del terzo settore Moby Dick Aps vestire il ruolo di capofila di un partenariato composto da 13 enti del terzo settore attivi su tutto il territorio nazionale. "Chiudiamo - afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - tre giornate di straordinaria intensità, ma soprattutto di grande concretezza. Il meeting 'Co-Programmare con i giovani' non è stato solo un evento, ma un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. Abbiamo posto le basi per abbattere le barriere che spesso separano le nuove generazioni dai luoghi decisionali, dimostrando che il terzo settore può e deve essere il collante tra le istituzioni e i sogni dei ragazzi". "In queste ore di confronto – prosegue il presidente - abbiamo ribadito un concetto fondamentale: la legalità non è un concetto astratto o meramente normativo, ma si costruisce creando opportunità. Non esiste contrasto all'illegalità senza la valorizzazione del talento. Quando offriamo ai giovani gli strumenti per esprimersi e per incidere sul presente, sottraiamo spazio all'indifferenza e a qualsiasi forma di devianza. Come Moby Dick Aps, portiamo a casa la consapevolezza che la 'co-programmazione' non è un'utopia burocratica, ma l'unica strada percorribile. I giovani non chiedono solo di essere ascoltati, chiedono di decidere insieme a noi. Da domani – conclude Piemonte - il nostro impegno sarà trasformare le idee emerse in questi giorni in azioni tangibili, perché il futuro non è qualcosa che si attende, ma qualcosa che si progetta insieme". L'ente del terzo settore Moby Dick Aps guida il progetto in qualità di capofila nazionale, con l'obiettivo dichiarato di coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni italiane in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. Al centro, l’esigenza di ascoltare i bisogni reali dei giovani, stimolare il dialogo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative per comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Durante la giornata di chiusura sono stati affrontati due temi centrali per lo sviluppo del terzo settore: legalità e talento. Nel corso del talk sul tema 'Beni confiscati, quale futuro per gli Ets', sono intervenuti il prefetto Maria Rosaria Laganà, Direttore dell'Anbsc - agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Don Aniello Manganiello, Prete anticamorra; RevMan, Poliziotto Rapper; Anthony Lo Bianco, Presidente Valentia Aps; I Ragazzi di Via D’Amelio, Associazione Antimafia e di Promozione della Legalità. Nel panel successivo, l'attenzione si è spostata sul tema 'Generazione potenziale e talenti', con ospiti del mondo ecclesiastico a quello istituzionale, da quello dello sport a quello cultura, come: Michele Sciscioli, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; Claudio Gubitosi, fondatore del Giffoni Film Festival; Don Roberto Faccenda, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi di Salerno - Campagna – Acerno; Francesco Fiore e Roberta Borrelli, componenti della nazionale italiana di tennis per trapiantati; Pierluigi Gigante, Attore. Il meeting si è concluso con gli interventi di Ciro Castaldo, segretario Generale della Fondazione Banco di Napoli; Domenico Credendino, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana; Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps. Con Moby Dick Aps capofila compongono il partenariato di 'Co-programmare con i giovani' le associazioni: Tdm 2000 (Sardegna), Associazione Valentia Aps (Calabria), Fattoria pugliese diffusa Aps (Puglia), Piazza Viva Aps (Trentino Alto Adige), Campus Salute Aps (Campania), Festival della Filosofia in Magna Grecia (Campania), Senza confini Aps (Liguria), Amici del Villaggio Aps (Veneto), Mo.d.a.v.i. Aps-RA (Lazio), Sciara Progetti Aps / Ets (Emilia Romagna), Opes Aps (Toscana).
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.