INFORMAZIONIAmbasciata di Germania (Ambasciata della Repubblica Federale di Germania) Ambasciate ed Enti Internazionali Ruolo: Ambasciatore Area: (responsabile) Top Management Michael H. Gerdts |
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(Adnkronos) - Cosa nascondono i vistosi occhiali a specchio con cui il presidente francese Emmanuel Macron si è presentato al World Economic Forum di Davos? Il look alla 'top gun' sfoggiato già da qualche giorno dal capo dell'Eliseo - che ha accompagnato battute, frecciatine e dichiarazioni accese sulla situazione geopolitica mondiale - non è certo passato inosservato, diventando virale anche sui social. Ed era stato lo stesso Macron a motivarlo con ragioni puramente mediche, non estetiche, ironizzando nei giorni scorsi sulla sua condizione, definita un inconveniente "antiestetico, ma completamente innocuo". Gli occhiali 'aviator' erano apparsi per la prima volta il 15 gennaio e, durante il discorso del nuovo anno alle forze armate alla base militare di Istres, il presidente li aveva anche tolti per un breve momento rivelando l'occhio destro arrossato e iniettato di sangue. Su cosa potrebbe aver determinato questa situazione prova a fare qualche ipotesi Lucio Buratto, direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) di Milano. Ciò che appare più probabile, spiega interpellato dall'Adnkronos Salute, "è un problema di tipo infiammatorio, come una uveite", cioè un'infiammazione dell'uvea, una sottile membrana molto vascolarizzata presente nell'occhio. Se si trattasse di questo, "non dovrebbe essere nulla di grave - osserva Buratto - ma l'uveite è abbastanza fastidiosa: la luce può dare parecchio disagio, c'è l'occhio rosso, e bisogna continuamente mettere gocce. In contesti come il forum di Davos dove c'è tanta gente che parla" dal palco a una platea, e "le luci sono sempre abbastanza forti. Poi la persona sente un po' di disagio anche per se stessa, all'idea di presentarsi agli altri con un occhio rosso. Da qui la scelta di un occhiale scuro per schermare la luce e l'aspetto dell'occhio. Però è una condizione che lascia la persona libera di fare tutto quello che vuole, di uscire, di muoversi". Mentre se Macron avesse una congiuntivite "non potrebbe stare tanto in mezzo alla gente", perché "può essere trasmissibile" se causata da un'infezione virale o batterica, come spesso accade. E se invece il presidente francese avesse fatto un intervento chirurgico "dovrebbe starsene tranquillo a riposo", prosegue l'analisi di Buratto. Vanno poi "escluse quelle patologie che non collimano per l'età, tipo la cataratta che peraltro richiede un intervento programmabile, quindi non sarebbe questo il caso". Si può ugualmente accantonare l'ipotesi di "un distacco di retina, perché in quel caso Macron starebbe a casa e non in giro", pur essendo gli impegni di questi giorni cruciali per un capo di Stato. A far propendere l'esperto per condizioni come l'uveite è anche la localizzazione in un occhio solo. "Le congiuntiviti sono quasi sempre bilaterali, quelle monolaterali sono abbastanza rare. L'uveite è invece quasi sempre monolaterale - assicura Buratto - Io ne ho viste davvero poche bilaterali, e sono le peggiori". A questo proposito c'è un precedente illustre: nel 2013 fece parlare a lungo i media la forma acuta che colpì l'ex premier Silvio Berlusconi, un'uveite bilaterale che lo costrinse a indossare occhiali scuri per periodo di tempo e a un certo punto rese necessario anche il ricovero in ospedale. Ancora una volta, gli occhi fragili dei potenti in primo piano. In presenza di uveite, continua Buratto, tra l'altro si può anche decidere di trattare l'infiammazione facendo "un'iniezione fuori dall'occhio sulla congiuntiva, così il cortisone e l'antibiotico sono molto più efficaci, quindi l'occhio può diventare rosso anche per quello". L'ipotesi di una patologia infiammatoria è in linea anche con le poche informazioni ufficiali sull'occhio di Macron. Un problema che è stato descritto come benigno e temporaneo, innocuo, senza dolore né conseguenze sulla salute o sull'attività presidenziale. Si è parlato anche di iperemia congiuntivale, e ancora di una lieve emorragia sottocongiuntivale, in riferimento alla macchia di sangue che appare nell'immagine che immortala l'occhio del presidente d'Oltralpe. Ma questa è un sintomo di diverse condizioni, ci può essere "nell'uveite, nella congiuntivite, nella blefarite, c'è anche in caso di ferite. Tutti hanno l'occhio rosso quando hanno qualcosa", chiarisce l'esperto. Ad ogni modo, conclude Buratto, sembra essere una di quelle cose "risolvibili in un tempo breve. Immagino che nel giro di 4 o 5 giorni lo rivedremo senza occhiali". In attesa della sua completa guarigione e dell'archiviazione del look aviator, i riflettori di mezzo mondo continuano ad essere tutti per lui.
(Adnkronos) - Silvia Celani è stata nominata head of innovation in Pno Digital, parte del Gruppo Pno, multinazionale europea leader nella consulenza per l’innovazione e la gestione di finanziamenti pubblici. Pno, nata nei Paesi Bassi nel 1982 per iniziativa di tre studenti, in 40 anni è cresciuta fino a vantare oggi una presenza in 10 Paesi europei con oltre 180 partner coinvolti nei progetti e una capacità di raccogliere fondi pari a 5 miliardi di euro all’anno. Opera nei principali settori dell’innovazione, tra cui agrifood & bioeconomia, scienze della vita & della salute, trasporti, mobilità e logistica, Ict, energia & ambiente e circular economy, chimica e manifatturiero avanzato. Ha uffici in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, e in Italia a Roma, Milano, Napoli, Bari e Brescia con un team di oltre 600 professionisti. "Il mio ingresso in Pno Digital - commenta Silvia Celani - ha l’obiettivo di posizionare Pno come leader nel mercato italiano nell’ambito della consulenza per l’innovazione e la finanza agevolata, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni innovative e competenze di strategic innovation advisor per costruire progetti innovativi che contribuiscono alla trasformazione digitale del Paese e orientarli a utilizzare i fondi più appropriati a disposizione a livello nazionale ed internazionale per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Una nuova sfida che ho accettato con entusiasmo, in cui potrò mettere a disposizione di una realtà internazionale e dinamica le competenze acquisite nel campo della progettazione e dell’open innovation e una profonda conoscenza del panorama italiano". Celani vanta oltre 20 anni di esperienza declinati in ricerca e innovazione: una carriera che inizia nel mondo della finanza agevolata e del no-profit, coordinando e vincendo diversi progetti di finanziamento europeo di varia natura tematica, dalle smart cities alla circular economy alla open innovation, con rilevanti partner internazionali, per poi evolversi in area marketing e innovazione in contesti tecnologici all’interno di multinazionali quali Ibm e business partner Sap. Negli ultimi anni, in qualità di responsabile innovazione in Acea e Open Fiber, ha supportato molteplici aziende e enti della pubblica amministrazione nel loro percorso di digital reinvention, coniugando l’esperienza di finanza agevolata ai nuovi bisogni di digitalizzazione".
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.