(Adnkronos) - La Russia avanza nella guerra con l'Ucraina, mentre l'Europa minaccia nuove sanzioni, invocate da Volodymyr Zelensky. In una giornata segnata dall'assassinio di Andriy Parubiy, ex presidente del Parlamento ucraino e segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, le truppe di Putin hanno continuato i propri raid sull'Ucraina, che ha risposto colpendo le raffinerie di petrolio russe. I nuovi sviluppi della guerra, mentre Donald Trump continua a lavorare per il vertice 'di pace' tra i leader Zelensky e Putin, hanno fatto prendere nuovamente posizione all'Unione Europea, in prima linea a ribadire il proprio sostegno a Kiev e a condannare l'avanzata russa. L'Ucraina centrale e sudorientale è finita nel mirino di ''un massiccio attacco russo'' questa mattina, ha dichiarato il governatore di Dnipropetrovsk. Tre persone sono morte e 42 sono rimaste ferite nei raid aerei condotti dalle forze armate russe nella notte e stamattina contro l'Ucraina. A Zaporizhzhia invece una persona è stata uccisa e 25 sono rimaste ferite, come ha dichiarato il governatore regionale Ivan Fedorov: "'I raid russi hanno distrutto delle abitazioni private, danneggiato numerose strutture, tra cui bar, stazioni di servizio e siti industriali'', ha scritto su Telegram. Il ministero della Difesa di Mosca ha inoltre affermato che l'esercito russo ha preso il controllo del villaggio di Komyshuvakha nell'oblast di Donetsk. Il ministero ha affermato che le sue forze hanno condotto con successo attacchi con armi ad alta precisione contro strutture missilistiche e aeronautiche ucraine, oltre che contro aeroporti militari in Ucraina. L'esercito ucraino ha intanto dal canto suo affermato di aver colpito due raffinerie di petrolio a Krasnodar, nel sud della Russia, e a Syzran, nella regione russa di Samara, durante la notte. In particolare nella raffineria di Krasnodar, che produce annualmente tre milioni di tonnellate di prodotti petroliferi leggeri, si sono verificate numerose esplosioni e un incendio. Le autorità russe di Krasnodar hanno dichiarato che la caduta di detriti di droni ha danneggiato una delle unità della raffineria e che è scoppiato un incendio su un'area di 300 metri quadrati. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 11 droni ucraini nella regione di Krasnodar durante la notte. "È assolutamente chiaro che Mosca ha utilizzato il tempo destinato alla preparazione di un incontro a livello di leader per organizzare nuovi attacchi massicci", ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X, commentando gli attacchi russi nella notte e denunciando raid con 540 droni, 8 missili balistici e 37 altri tipi di missili contro la popolazione civile. "L'unico modo per riaprire una finestra di opportunità per la diplomazia è attraverso misure severe contro tutti coloro che finanziano l'esercito russo e sanzioni efficaci contro Mosca", ha ribadito Zelensky concludendo: "Questa guerra non si fermerà alle sole dichiarazioni politiche, sono necessari passi concreti. Ci aspettiamo azioni concrete dagli Stati Uniti, dall'Europa e dal mondo intero". "I ministri hanno discusso di un prossimo possibile pacchetto di sanzioni contro la Russia. Fra le opzioni al vaglio, sanzioni secondarie nei confronti di chi sostiene Mosca, il divieto di importare beni russi, dazi e azioni contro la flotta ombra. Il fine è quello di esercitare la massima pressione sulla Russia, obiettivo che sarebbe maggiormente raggiungibile se fosse sostenuto anche dai partner d'oltreoceano", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea Kaja Kallas, durante la conferenza stampa conclusiva dopo il Consiglio degli Esteri informale della Ue a Copenaghen. Una posizione ribadita anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen: "Stiamo portando avanti il lavoro sull'uso dei beni russi congelati, perché è chiaro che il predatore deve pagare per ciò che ha fatto", ha detto in conferenza stampa con il primo ministro estone, Kristen Michal, "stiamo osservando che le forze russe stanno mettendo alla prova la nostra resilienza. Stanno sondando le nostre vulnerabilità, in particolare nello spazio aereo baltico e in mare", ha aggiunto Von Der Leyen ribadendo "vitale supporto politico, economico e militare" all'Ucraina. "Assistiamo alla brutale guerra della Russia contro l'Ucraina ed è molto evidente che Putin non si fermerà. Per questo è così cruciale e fondamentale rimanere coerenti nel nostro sostegno di ferro all'Ucraina e prenderci cura del nostro assetto difensivo", ha proseguito Von der Leyen, "continueremo a fornire un vitale supporto politico, economico e militare al nostro coraggioso vicino". Intanto il presidente americano, rivela all'Afp un funzionario della Casa Bianca, sta ancora cercando di organizzare un incontro tra i leader di Russia, Vladimir Putin, e Ucraina, Volodymyr Zelensky. "Il presidente Trump e il suo team per la sicurezza nazionale continuano a dialogare con funzionari russi e ucraini per realizzare un incontro bilaterale, volto a fermare le uccisioni e porre fine alla guerra", ha spiegato il funzionario, in risposta alle affermazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva espresso il timore che Trump potesse essere "manipolato" da Vladimir Putin. Secondo quanto rivela il Financial Times, inoltre, durante l'incontro alla Casa Bianca con i leader europei e Zelensky della scorsa settimana, Trump avrebbe suggerito di dispiegare forze di peacekeeping cinesi lungo una zona neutrale di 1.300 km come parte di un possibile accordo di pace con la Russia. L'idea, inizialmente avanzata da Mosca nel 2022, sarebbe stata accolta con scetticismo dai partner europei e respinta da Kiev per via del sostegno di Pechino all’industria bellica russa. La Casa Bianca ha però definito le indiscrezioni "false", precisando che in merito "non c’è stata alcuna discussione". Pechino, dal canto suo, ha negato ogni intenzione di inviare contingenti militari, dichiarando che i report "non sono veritieri". Il presidente Zelensky ha ribadito la sua contrarietà a un coinvolgimento cinese, accusando Pechino di aver aiutato la Russia sia nella produzione di armi sia nel reclutamento di cittadini cinesi per combattere in Ucraina. Kiev ha, invece, mostrato apertura alla possibile partecipazione della Turchia a una futura forza di peacekeeping, con Recep Tayyip Erdogan che ha offerto Ankara come sede per nuovi negoziati e ha confermato la disponibilità a contribuire alla sicurezza ucraina in caso di cessate il fuoco. Andriy Parubiy, ex presidente del Parlamento ucraino e segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, è stato assassinato a Leopoli da un uomo 'travestito' da rider di Glovo, che lo ha raggiunto con 8 colpi di pistola, come mostrato dalle telecamere di sicurezza della città ucraina. Dopo aver ucciso Parubiy sparandogli a distanza ravvicinata, il killer, che indossava un casco integrale, è fuggito a bordo di una bicicletta elettrica. La Procura generale ucraina ha aperto un'inchiesta sull'omicidio. Le circostanze e il movente rimangono al momento ignoti. "Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Tutte le forze e i mezzi necessari sono impegnati nell'indagine e nella ricerca dell'assassino", ha scritto in un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che parla di complotto deliberato: "Il crimine è stato pianificato con cura. Ma si sta facendo tutto il possibile per risolvere questo caso".
(Adnkronos) - Quando il mare chiama, lo Stato deve rispondere. Con questo motto l'Anab, l'associazione nazionale degli assistenti bagnanti lancia la proposta di una gestione pubblica della categoria. "La salvaguardia delle vite umane in contesti balneari -spiega ad Adnkronos/Labitalia Guido Ballarin, presidente nazionale Anab- rappresenta un diritto fondamentale ed è parte integrante del concetto moderno di bene pubblico. Oggi, la sicurezza in spiaggia è affidata quasi integralmente agli stabilimenti balneari privati, con conseguenze operative, economiche e sociali significative. Proporre una gestione dello Stato per gli assistenti bagnanti significa non solo tutelare meglio i cittadini, ma generare anche entrate statali dirette e indirette, rafforzando professionalità e coesione territoriale", sottolinea. Professionalità che, sottolinea Ballarin, in Italia al momento spesso e volentieri mancano, "nella misura di un 20% della forza lavoro necessaria per la stagione estiva.Questo deficit si traduce in difficoltà operative per gli stabilimenti, in particolare nei periodi di punta". "E gli stipendi, quando sono accettabili, si aggirano tra 1.300 e 1.800 euro mensili, ma con contratti poco rappresentativi e scarsa tutela. Noi segnaliamo da tempo che 'salari bassi e stagione troppo corta' rendono la professione poco attrattiva, aggravando la carenza di personale", aggiunge. Secondo Ballarin "la durata della stagione varia significativamente: dal maggio a settembre al Nord, e periodi ancora più corti al Sud. Questo rende incerto il lavoro e svilisce la professione". E l'assenza di assistenti bagnanti va di pari passo con spiagge meno sicure. "Sebbene le ordinanze impongano la presenza di un bagnino ogni 80–150 metri, nelle spiagge libere il servizio è spesso assente, soprattutto per motivi economici. Nel 2024 sono stati registrati 221 decessi per annegamento, con oltre il 50% dei casi verificatisi nelle spiagge. Questo evidenzia il ruolo cruciale degli assistenti bagnanti nel prevenire tragedie e l’urgenza di un servizio sistematico e continuativo", continua ancora. E qui arriva la proposta dell'Anab: "si propone la creazione di un corpo statale di assistenti bagnanti, analogamente ai vigili del fuoco o alla forestale, con contratti nazionali stabilizzati, formazione coerente e organico centrale. Il passaggio sotto gestione statale dovrebbe migliorare le condizioni economiche e normative, garantendo formazione continua, stabilità contrattuale e riconoscimento professionale. E il servizio non sarebbe gratuito: i concessionari balneari pagherebbero un canone proporzionato a metratura, presenze, redditività allo Stato, generando un fondo nazionale stabile per sostenere il servizio", aggiunge ancora. Per Anab i benefici derivanti da questa scelta non sarebbero pochi. "Uno Stato unico coordinatore assicurerebbe la presenza del servizio anche sulle spiagge meno profittevoli o libere, garantendo migliori standard di sicurezza. E stipendi garantiti, formazione certificata e qualità contrattuale renderebbero il lavoro più sostenibile e attraente per i giovani", aggiunge. Inoltre, per Ballarin, "l'insieme dei canoni, armonizzati a livello nazionale, costituirebbe una fonte di entrata stabile, in controtendenza rispetto alla situazione attuale di canoni relativamente contenuti rispetto ai ricavi. Con un servizio centralizzato e regolato, le responsabilità legali sarebbero chiaramente definite, diminuendo l’esposizione dei concessionari e dello Stato stesso. Una gestione statale, sinergica con le campagne come 'Spiagge Sicure', promuoverebbe una cultura della balneazione consapevole e sicura". In conclusione per Ballarin: "La proposta di un servizio di assistenza balneare gestito dallo Stato non è solo un passo verso maggiore sicurezza, ma una vera e propria strategia di equo sviluppo socioeconomico. Equiparare la figura dell'assistente bagnanti a quella dei corpi civili nazionali significa restituire dignità a una professione troppo spesso marginale". "Parallelamente, lo Stato può trasformare un bisogno sociale in un modello di investimento pubblico-professionale, con ritorni in sicurezza, occupazione e turismo", conclude.
(Adnkronos) - La Conferenza Unificata ha espresso parere positivo allo schema di legge delega per lo sviluppo del nuovo nucleare sostenibile. “Con grande soddisfazione - ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto - prendo atto della valutazione della più autorevole sede di confronto interistituzionale. Ora il testo sarà trasmesso rapidamente al Parlamento, per avviare un percorso molto atteso, che può dare all’Italia l’opportunità di sviluppare un’energia sicura, pulita, innovativa e orientata alla decarbonizzazione. Una strada di futuro su cui oggi facciamo un altro passo avanti”. "L’intesa raggiunta oggi in Conferenza Unificata sul disegno di legge delega per il nucleare sostenibile rappresenta un passaggio decisivo verso una strategia energetica moderna, sicura e a basse emissioni. È il risultato di un confronto costruttivo con Regioni, Province e Comuni, che hanno dimostrato responsabilità e visione condivisa. Il nucleare di nuova generazione potrà affiancare le fonti rinnovabili, garantendo stabilità e competitività al sistema produttivo. Avanti ora con il confronto parlamentare”, dichiara il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava. Il provvedimento punta a definire un quadro normativo organico sull’intero ciclo di vita della nuova tecnologia nucleare, sia a fissione sia a fusione. Il governo sarà delegato a varare uno o più decreti legislativi per disciplinare la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l’esercizio dei nuovi moduli, rivedere le competenze istituzionali, promuovere ricerca e formazione e riorganizzare la gestione degli impianti esistenti, dei rifiuti e del combustibile esaurito.