(Adnkronos) - E' il Donbass il vero stallo a una tregua in Ucraina. Se gli Stati Uniti hanno aderito alla richiesta della Russia perché Volodymyr Zelensky accetti di cedere tutti i territori della regione, il presidente ucraino non intende tuttavia accettare questa possibilità, confortato dagli analisti indipendenti che considerano l'eventuale cessione delle porzioni del Donetsk e Luhansk non ancora occupate da Mosca come un errore strategico. Nei giorni scorsi il Financial Times ha citato diverse fonti informate secondo cui la Casa Bianca ha condizionato la partecipazione alle garanzie di sicurezza per Kiev e a forniture militari una volta la guerra finita, al ritiro delle forze militari dalla regione orientale. Washington si è anche impegnata a garantire impegni 'specchio' dell'articolo 5 della Nato per coordinare una risposta militare in caso di attacco militare dopo la fune della guerra, garanzie giudicate tuttavia "troppo deboli" per l'Ucraina e "troppo ampie" per la Russia. Gli analisti dell'Institute for the Study of War continuano intanto a considerare la rinuncia all'intero Donbass da parte di Kiev come un passo falso. Se Mosca controllasse la regione, i soldati russi si troverebbero in una posizione più vantaggiosa per rinnovare attacchi contro l'Ucraina sudoccidentale e centrale in futuro, dopo un periodo di riposo necessario per il raggruppamento delle forze. Gli esperti sostengono soprattutto che la Russia avrebbe bisogno di spendere una quantità significativa di risorse, tempo e personale per acquisire il resto del Donbass. Un traguardo possibile, allo stato delle forze in campo, non prima dell'agosto del 2027. Anzi, il tasso di progresso delle forze di Mosca fra fine dicembre e inizio gennaio, a causa principalmente del maltempo, segnala che tale data potrebbe slittare oltre. "Un esercito ucraino forte e robuste garanzie di sicurezza Occidentali sono necessarie per effettuare una deterrenza efficace a una futura aggressione russa", spiegano, garanzie di sicurezza che peraltro Mosca respinge con forza, come ha fatto a fine gennaio il direttore dei servizi di sicurezza esteri, Sergei Naryshkin. Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che il nuovo round di colloqui trilaterali in corso tra Russia, Stati Uniti e Ucraina dovrebbe tenersi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il primo febbraio. "I negoziati sono previsti per il primo febbraio", ha dichiarato secondo quanto riferito dall'agenzia Tass, precisando che si tratta di una data "provvisoria", ma è "quella su cui stiamo lavorando per ora". Il gruppo "continuerà senza dubbio a lavorare", ha detto Peskov. "E' positivo che i contatti diretti siano iniziati. Sono trattative molto difficili, iniziate a livello di esperti", ha aggiunto. Due round di negoziati sull'Ucraina si sono svolti a porte chiuse ad Abu Dhabi il 23 e il 24 gennaio scorso. Il 24 l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff aveva anticipato un terzo round per la settimana successiva, vale a dire questa. Nel frattempo, dopo le parole del ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha - secondo il quale il leader di Kiev è pronto a incontrare personalmente il presidente russo - il consigliere del Cremlino, Yury Ushakov, ha rinnovato l'invito a Mosca per il numero uno di Kiev. Secondo Ushakov, Putin non avrebbe mai escluso un faccia a faccia con Zelensky e avrebbe ribadito più volte la propria disponibilità anche pubblicamente. "Se Zelensky è davvero pronto a incontrarsi, saremmo lieti di accoglierlo a Mosca", ha affermato, sottolineando che la Russia “non ha mai rifiutato e non rifiuta” contatti diretti. Il tema di un possibile incontro tra i due leader sarebbe emerso anche durante diverse telefonate tra Putin e Donald Trump. Stando alle parole di Ushakov, sarebbe stato proprio il presidente americano a suggerire di valutare un vertice diretto tra Mosca e Kiev. Dal Cremlino arriva però una precisazione: eventuali colloqui dovrebbero essere accuratamente preparati e orientati a risultati concreti. "I contatti devono essere ben organizzati e finalizzati a obiettivi positivi", ha spiegato Ushakov, assicurando che, in caso di visita, la sicurezza di Zelensky e le condizioni di lavoro sarebbero pienamente garantite. In precedenza, Sybiha aveva dichiarato ad European Pravda che Zelensky era pronto ad incontrare Putin per discutere la questione dei territori e della centrale nucleare di Zaporizhia. Il capo della diplomazia ucraina ha sottolineato che Kiev prevede di firmare un piano di pace in 20 punti, a condizione che venga concordato, perché le questioni più delicate, ovvero i territori e la centrale nucleare, restano ancora irrisolte. Sybiha ha definito i negoziati ad Abu Dhabi "molto difficili", ma ha notato un cambiamento qualitativo nella composizione del team negoziale russo. "Si tratta di persone diverse, e non ci sono state più lezioni pseudo-storiche. Le conversazioni erano molto mirate", ha detto Sybiha.
(Adnkronos) - Trentacinque anni di storia e un nuovo piano industriale triennale. Ibg s.p.a. società benefit, leader nel settore del food & beverage e partner d’eccellenza di PepsiCo, ha presentato presso lo stabilimento di Buccino (Sa) i risultati conseguiti e le strategie future nel corso dell'evento corporate 'Back to the Future. Nuovi spazi per nuove sfide'. L'azienda ha ripercorso 35 anni di successi sotto la guida del ceo Rosario Caputo, delineando un nuovo piano industriale triennale focalizzato su sostenibilità, innovazione tecnologica e impatto sociale. Presso lo stabilimento produttivo di Ibg spa sb, nella zona industriale di Buccino (Sa), erano presenti personalità del mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria, come: i vertici di PepsiCo, con Torben Nielsen, Gm vice president West Europe Foods e Paolo Rizzo, gm e ad PepsiCo Italia; i vertici di importanti istituti di credito nazionali come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Bnl; Valentino Valentini, viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit); Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della Regione Campania; Joseph Bagga-Taves, console all’ufficio politico-economico del consolato degli Usa a Napoli; Antonio D’Amato, cavaliere del lavoro e presidente di Seda international packaging group; Nicola Arnone, presidente di Società generale delle Acque Minerali S.p.A; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Antonello Sada, presidente di Confindustria Salerno. "Celebrare i 35 anni di attività del nostro stabilimento di Buccino – afferma Rosario Caputo, ceo di Ibg SpA Società Benefit - non significa solo guardare ai traguardi raggiunti, ma riaffermare il nostro legame indissolubile con questo territorio. Dal 1990 ad oggi abbiamo investito circa 70 milioni di euro per trasformare questa realtà in un polo d’eccellenza tecnologica e sostenibile, capace di competere ai massimi livelli nel mercato globale del beverage and food. Oggi, grazie anche al nostro nuovo piano industriale triennale da oltre 12 milioni di euro, guardiamo al futuro con la consapevolezza dei propri mezzi e il coraggio di innovare, poichè la velocità del cambiamento non è più un fatto eccezionale, ma una condizione strutturale per guardare con fiducia al futuro", sottolinea. "Per la nostra azienda – prosegue il ceo di Ibg spa sb - il futuro non è un luogo d’arrivo, ma il percorso incessante verso la linea dell’orizzonte. Il nostro cammino è chiaro, se il passato ci ha consegnato competenze e credibilità e il presente ci impone lucidità, il futuro ci chiede coraggio. Non abbiamo mai temuto i venti, nemmeno i più minacciosi. Non perché li sottovalutiamo, ma perché la nostra determinazione risiede nella capacità di adeguare le rotte e gli assetti organizzativi senza mai perdere di vista l'approdo. La solidità di un’impresa moderna non si misura evitando la tempesta, ma dimostrando di saperla attraversare: quando la meta è chiara, anche la tempesta diventa solo un banco di prova. Per confermare chi siamo e cosa sappiamo fare. Pertanto – conclude Caputo - continueremo a inseguire la linea del nostro orizzonte. Quella che ci porterà sempre più avanti”. 'Back to the Future', non è solo un titolo evocativo, ma un vero e proprio manifesto programmatico: tornare alle radici dei risultati ottenuti per governare consapevolmente la direzione futura. In un mercato globale in continua evoluzione che ha imposto e tuttora impone sfide difficili, Ibg spa sb ha saputo distinguersi trasformando le complessità del territorio in opportunità competitive, costruendo il proprio successo su quattro pilastri inossidabili: capacità di visione e di lettura del cambiamento; velocità di esecuzione e disciplina del fare; costruzione della fiducia; il valore del capitale umano.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.