INFORMAZIONI![]() Mario AlemannoMediatica spa Informatica e Software Ruolo: Group HR Director Area: (responsabile) Human Resource Management Mario Alemanno |
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(Adnkronos) - Si è conclusa in modo pacifico, ma non privo di momenti finali di tensione, la manifestazione 'Palestina libera - Stop al genocidio', che ha attraversato oggi pomeriggio il Lido di Venezia. La partecipazione, secondo gli organizzatori, ha superato le 10mila persone, mentre fonti della Questura, come riferisce l'Adnkronos, stimano in circa 5.000 le presenze. Secondo i promotori del corteo, con in prima fila i centri sociali del nordest, è stata "una risposta potente al dramma di Gaza: abbiamo portato questa immane tragedia nel cuore della Mostra del Cinema, una marea di persone vuole la Palestina libera e fermare la guerra di Israele", hanno detto gli organizzatori. L'appuntamento ha visto il raduno dei manifestanti al molo di Santa Maria Elisabetta, dove, come previsto, è arrivata una motonave carica di attivisti e sostenitori della causa palestinese. Il corteo acqueo, che ha visto la partecipazione di circa 800 persone, è stato solo un preludio alla lunga marcia che ha attraversato il Gran Viale, Lungomare Marconi, via Marcello e via Dardanelli, concludendosi ancora una volta nel punto di partenza. Un percorso approvato dalle autorità locali, ma non privo di timori per l'ordine pubblico, visti gli sviluppi internazionali che hanno incendiato la discussione sul conflitto israeliano-palestinese. Chi ha partecipato La manifestazione, colorata da tante bandiere palestinesi, ha visto un ampio fronte di organizzazioni e movimenti, fino realtà politiche come Rifondazione Comunista, Assopace, Anpi. Non solo attivisti, ma anche tanti cittadini e una significativa presenza di volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, come la conduttrice dell'82esima Mostra del Cinema Emanuela Fanelli (Video), gli attori Michele Riondino e Roberto Zibetti, la regista Carolina Cavalli, fumettista Zerocalcare, le attrici Benedetta Porcaroli, Valentina Bellè, Ottavia Piccolo, Donatella Finocchiaro e Tecla Insolia, la regista e sceneggiatrice Margherita Ferri e la regista Laura Poitras. Tra gli esponenti politici, spiccava la presenza di Nichi Vendola di Avs. Nonostante il clima di grande partecipazione e l'impegno per il rispetto delle normative, un gruppo di manifestanti ha deciso di sfidare la sorveglianza delle forze dell'ordine, tentando un blitz sul red carpet della Mostra del Cinema. Circa 30 attivisti, dopo aver aggirato il cordone di polizia, hanno raggiunto la spiaggia proprio all'altezza del Palazzo del Cinema e sono riusciti a lanciare una bandiera palestinese al grido di 'Palestina libera'. Tutto si è svolta senza l'intervento di carabinieri, polizia e guardia di finanza che hanno gestito la situazione senza che si verificassero scontri. Nonostante l'alto rischio di tensioni, l'azione si è conclusa pacificamente, senza che si registrassero episodi di violenza. Il deflusso delle altre migliaia di manifestanti è avvenuto senza alcun intoppo, sotto gli occhi di decine di migliaia di persone presenti alla Mostra del Cinema, nel giorno di maggior afflusso, quando il Lido di Venezia è stato invaso da una folla immensa, attratta dalle proiezioni e dalle star del Festival.
(Adnkronos) - "Ci aspettavamo un'esenzione per i prodotti alcolici italiani, e europei in generale, in quanto non sostituibili con i prodotti americani, essendo delle indicazioni geografiche per lo più riservate al nostro Paese e agli altri Paesi fortemente produttori di questo genere di bevande, come anche la Francia. Sicuramente quello che sarà da capire nei prossimi giorni è se ancora ci sono spiragli per un'esenzione da questi dazi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio nazionale Grappa, commenta la dichiarazione congiunta Ue-Usa che ha formalizzato oggi l'intesa politica raggiunta lo scorso 27 luglio in Scozia tra la presidente Von der Leyen e il presidente Trump in materia di dazi, con tetto massimo al 15%, e che non prevede esenzioni per vino e superalcolici. E Caffo, amministratore delegato del Gruppo Caffo 1915, sottolinea l'importanza del mercato Usa per il comparto ricordando che "secondo i dati Nomisma, il valore dell’export di distillati italiani si aggira intorno ai 2 miliardi di euro annui, con gli Stati Uniti che rappresentano circa il 13% di questo valore. Il 2024 aveva registrato un incremento del 26% delle esportazioni verso il Nord America". Secondo l'imprenditore "nel caso in cui questi dazi vengano definitivamente confermati anche per vino e superalcolici serve un orizzonte temporale certo. Non ci dobbiamo ritrovare qua il mese di agosto dell'anno prossimo a discutere se i dazi dal 15 poi passano al 30 o al 50%. Se è veramente il 15 almeno che sia confermato per un periodo abbastanza lungo, penso a un orizzonte temporale di 3 o 5 anni che permetta alle aziende dei vari Stati europei e anche alle istituzioni proposte di potersi organizzare per gestire questi maggiori costi sui mercati americani". E Caffo sottolinea la necessità da parte dei diversi stati Europei e della stessa Ue eventualmente di "dedicare delle risorse alla promozione in maniera tale da non fare crollare i volumi di esportazione di vino e alcolici negli Stati Uniti da parte dell'Italia e dell'Europa in generale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - 'Matriarche e Memorie'. È questo il tema della Giornata mondiale dell'elefante (World Elephant Day) di quest’anno, celebrata come ogni anno il 12 agosto. La Giornata 2025 ha infatti un focus sul ruolo cruciale delle femmine di elefante nel guidare e preservare la storia dei loro branchi. Così il Wwf in una nota in cui ricorda che la leadership del branco di elefanti è affidato ad una femmina adulta ed esperta che è responsabile di guidare il gruppo, prendere decisioni cruciali su dove andare a reperire acqua e cibo e su come reagire ai pericoli. La Giornata mondiale dell’elefante è anche occasione, per il Wwf, di lanciare l’allarme sullo stato di conservazione di queste specie, promuovendo le azioni di conservazione che contrastano bracconaggio, commercio di avorio, perdita di habitat e conflitti con l’uomo, e sensibilizzando sul ruolo chiave che gli elefanti svolgono negli ecosistemi e sul loro valore culturale. In 8 Paesi asiatici (Cambogia, Cina, Laos, Indonesia, Malesia, Myanmar, Thailandia e Vietnam) restano fra gli 8-11mila elefanti in natura. La popolazione residua di elefante asiatico oggi occupa appena il 5% del suo areale storico. Conosciuti come 'ingegneri dell'ecosistema e giardinieri della foresta', gli elefanti asiatici svolgono un ruolo cruciale - spiega il Wwf - disperdendo semi e sostanze nutritive attraverso i loro escrementi mentre si spostano, creando percorsi nelle foreste dense e modificando gli habitat forestali a beneficio di altri animali. Anche le loro impronte possono formare piccoli ecosistemi che fungono da habitat per organismi come alcuni anfibi. La perdita e la frammentazione degli habitat, i conflitti con l'uomo e il bracconaggio hanno causato un allarmante declino della popolazione: in alcuni Paesi sono rimasti solo poche centinaia di individui in natura. La coesistenza è certamente un fattore chiave per garantire un futuro all’elefante. L’India è il paese dove è presente la più grande popolazione di elefante asiatico (la popolazione di elefanti in questo paese si attesta tra i 25-30mila individui, pari a quasi due terzi della popolazione globale di elefanti asiatici). "Nel complesso, il mantenimento della più grande popolazione esistente di elefanti selvatici al mondo, in un contesto fortemente antropizzato come quello indiano - spiega il Wwf - è reso possibile da un solido quadro istituzionale, politico e giuridico dedicato alla conservazione". Anche gli elefanti africani si trovano ad affrontare forti difficoltà. Il loro numero è drasticamente crollato, passando dai 12 milioni stimati circa un secolo fa ai 415mila riportati nell’ultimo censimento. Le due specie presenti sono l’elefante di savana (Loxodonta africana), classificato come 'in pericolo', e l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis), inserito tra le specie in 'pericolo critico'. Il bracconaggio resta la causa principale del declino di entrambe le specie: si stima che ogni anno, infatti, vengano uccisi circa 20mila elefanti per il commercio illegale di avorio. A questo si aggiungono le uccisioni generate dai conflitti con le comunità locali, in crescita a causa della deforestazione (trasformazione di aree di foresta e savana in coltivazioni), carenza di cibo o di acqua. Da oltre 30 anni il Wwf porta avanti programmi di conservazione in Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo e Gabon come le azioni di mitigazione dei conflitti con l’uomo, lo sviluppo del programma 'Zero Poaching', la collaborazione con il programma Traffic per ridurre il commercio di avorio, il lavoro di sostegno alle comunità locali attraverso lo sviluppo di attività economiche sostenibili, l’educazione ambientale, l’assistenza medica e il sostegno alla scolarizzazione. Grazie al progetto 'Una foresta per gli elefanti', nel territorio del Tridom (Gabon, Camerun, Repubblica del Congo) il Wwf sta realizzando azioni di studio e monitoraggio tramite fototrappole, analisi genetiche e tagging, rafforzamento del sistema antibracconaggio, aumentando le risorse disponibili per gli uffici che lavorano sul campo, le tecnologie avanzate e la formazione delle guardie. Il progetto prevede, inoltre, un’intensa attività finalizzata a migliorare la convivenza tra elefanti e comunità locali, tramite azioni volte a mitigare i conflitti attraverso un nuovo approccio, denominato Safe, che punta al raggiungimento di 5 obiettivi generali misurabili: sicurezza per le persone, sicurezza per la fauna selvatica, protezione delle proprietà umane, protezione dell’habitat, monitoraggio efficace.