Margherita AdorisioChi è: ATTRICE PROFESSIONISTA DA PIU' DI 20 ANNI. HA LAVORATO NEI MAGGIORI TEATRI ITALIANI .UN CURRICULUM PIU' DETTAGLIATO SI PUO' TROVARE SU INTERNET O SU FACEBOOK |
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(Adnkronos) - I Fondi pensione e le Pmi possono creare una sinergia vantaggiosa per l’economia italiana. Da un lato, la crescita della previdenza complementare rafforza la stabilità economica delle famiglie; dall’altro, i fondi pensione, con le loro risorse, possono sostenere la crescita delle Pmi e aumentare la produttività (e quindi il Pil) del Paese. Questo in sintesi il dato saliente dello Studio “I fondi pensione e le Pmi italiane: il legame virtuoso tra crescita e previdenza” realizzato da Teha in collaborazione con Previdenza Italia e presentato oggi nell’ambito della 36° edizione del Forum “Lo Scenario dell’economia e della finanza” di Teha, in una conferenza stampa in cui hanno preso parte Nino Foti, Presidente di Previdenza Italia, e Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA Group. “I Fondi Pensione gestiscono il più grande patrimonio di lungo termine italiano, ma la necessità di rendimenti e rischi adeguati fanno si che la stragrande maggioranza delle risorse siano investite in titoli obbligazionari sui mercati esteri” ha commentato Nino Foti, Presidente di Previdenza Italia. Che ha aggiunto: “il nostro obiettivo è quello di riportare in Italia queste risorse investendole nell’economia reale del Paese, garantendo stabilità ai rendimenti grazie alla garanzia dello Stato di cui per Legge è dotata Previdenza Italia. Questo strumento potrebbe già oggi raddoppiare la quota di potenziali investimenti in PMI ma riteniamo ci siano i margini per ampliarne la portata ed attrarre oltre un miliardo all’anno di nuove risorse. Quello che serve è la piena attuazione del tessuto normativo secondaria.” Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di Teha sottolinea che “Nello studio abbiamo evidenziato la relazione virtuosa che occorre instaurare tra Pmi e Fondi pensione: in un contesto di calo demografico che prevede 3 milioni di italiani in meno al 2040, è fondamentale aumentare l’adesione alla previdenza complementare e, al contempo, canalizzare maggiori investimenti verso le Pmi, vera e propria ossatura del tessuto economico-produttivo del Paese: esse rappresentano infatti il 34% degli occupati e 2/5 del fatturato delle aziende italiane. Questo duplice obiettivo non solo rafforza la sicurezza economica delle future generazioni, ma genera anche un circolo virtuoso di crescita e innovazione per il Paese''. Secondo le analisi contenute nello studio, i lavoratori nella fascia di età 50-64 anni sono stati i principali responsabili della crescita dell'occupazione negli ultimi 5 anni. Tra il 2019 e il 2024, il numero di occupati in questa fascia è aumentato infatti del 12% (circa 963.000 persone). Con la diminuzione della popolazione in età lavorativa (-4,3 milioni al 2040), la priorità per sostenere la crescita del Paese diventa quindi l'aumento della produttività che, per mantenere gli attuali livelli di PIL, dovrà aumentare del 14% insieme ad una migliore efficienza e capacità di innovazione del Paese. In questo scenario, le Piccole e Medie Imprese rivestono un ruolo cruciale. Esse sono un pilastro per la competitività italiane, rappresentando oltre il 13% del totale europeo, impiegano il 33% della forza lavoro e generano il 39,2% del fatturato nazionale. Le Pmi, infatti, sono state protagoniste di una crescita superiore alla media nazionale sia in termini di occupazione (+11,1% tra il 2020 e il 2022) che di investimenti in Ricerca e Sviluppo (+42% nell’ultimo decennio) e produttività (+25%), superando le grandi imprese (+20%). Tra i fattori che ostacolano il loro consolidamento e la loro crescita lo studio segnala l’aumento del costo del credito e le difficoltà di accesso al capitale. Il costo del credito è aumentato drasticamente, passando dal 2% nel 2019 al 5,6% nel 2023, rendendo più difficile per le imprese finanziare i propri investimenti e, di conseguenza, innovare. Allo stesso tempo, il mercato dei capitali in Italia rimane meno sviluppato rispetto ad altri Paesi europei: a titolo esemplificativo, gli investimenti di Private Equity sul Pil sono pari allo 0,3% del Pil, un valore inferiore a quello di Francia (0,7%) e UK (0,6%). In questo contesto, le risorse della previdenza complementare, oggi pari a oltre 240 miliardi di euro, rappresentano un potenziale strategico da valorizzare per favorire un accesso più efficiente e rapido al capitale delle Pmi, contribuendo così alla crescita economica del Paese. Oltre alla loro funzione primaria di integrazione delle pensioni pubbliche, i fondi pensione svolgono infatti un ruolo chiave nel sostenere gli investimenti, incentivando la produttività e la competitività del sistema economico italiano. Attualmente investono circa 36 miliardi di euro (pari al 19% del patrimonio) in asset italiani, con una forte concentrazione nei Titoli di Stato, che rappresentano oltre il 70% di questi investimenti. Il peso dell’equity risulta ancora limitato, con solo il 5% del patrimonio destinato a titoli di capitale, anche a causa del fatto che il comparto azionario è scelto da appena il 10% degli iscritti. Questa situazione evidenzia un’opportunità di sviluppo: ''un maggiore investimento in titoli di capitale italiani -si sottolinea in una nota- potrebbe offrire un contributo significativo al finanziamento delle imprese, in particolare delle P,o, rafforzando così il tessuto produttivo del Paese. Incentivare una più ampia diversificazione degli investimenti dei fondi pensione, bilanciando l’esposizione tra obbligazioni e azioni, potrebbe generare benefici sia per gli aderenti, in termini di rendimenti, sia per l’economia, facilitando l’accesso al capitale e sostenendo la crescita e l’innovazione''. La normativa italiana sugli investimenti dei fondi pensione può essere inoltre una leva su cui fare forza. Ad oggi quest’ultima è già allineata a quella dei principali Paesi europei e offre strumenti utili per incentivare gli investimenti nell’economia reale. Tra questi, una fiscalità vantaggiosa che consente la deduzione dei contributi fino a 5.164,57 euro e una tassazione agevolata dei rendimenti al 20%, inferiore rispetto al 26% delle rendite finanziarie. ''In questo contesto -si evidenzia in una nota- inserisce l’azione di Previdenza Italia - realtà nata nel 2011 con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della Previdenza Complementare - che attraverso l’attivazione e la gestione di un’apposita sezione speciale del Fondo centrale di garanzia per le pmi, prevista dal Decreto-Legge n. 124 del 2019, punta a favorire un maggiore impiego di risorse da parte dei fondi pensione verso le pmi, ampliando le opportunità di finanziamento e contribuendo alla crescita del tessuto. L’effettiva operatività della sezione è tuttavia ancora bloccata in attesa dell’approvazione dei decreti attuativi''. Secondo le stime di Teha, una volta approvati i decreti attuativi necessari, la Garanzia di Stato sulla base dei valori ad oggi allocati potrà attivare fino a 2,3 mld di euro di investimenti dei fondi pensione in Pmi nel periodo 2026-2034. ''Questi investimenti -si evidenzia nello studio- possono favorire il consolidamento e la crescita delle imprese, con anche un significativo incremento occupazionale, con un potenziale di circa 250 mila nuovi posti di lavoro entro il 2034. Nell’ipotesi in cui tutti i nuovi occupati si iscrivano ai fondi pensione, questo ciclo virtuoso potrebbe addirittura generare un incremento fino a 12 mld di euro di risorse gestite della previdenza complementare al 2034''.
(Adnkronos) - "Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Trump e la firma dell’ordine esecutivo per l’introduzione di dazi 'reciproci' del 20% verso l’Unione europea, diventa fondamentale saper leggere tra le righe delle normative globali e trasformare le sfide in opportunità". Ad affermarlo Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a entrare, con successo, nel mercato americano. Secondo l'osservatorio di ExportUsa, la First Sale Rule - una disposizione ben nota nel contesto doganale statunitense - si conferma, oggi più che mai, uno strumento strategico per chi esporta verso gli Usa: "Questa regola - chiarisce Miranda - consente di calcolare i dazi doganali sul primo prezzo di vendita nella catena commerciale, il più basso, e non sull’ultimo prezzo pagato dal cliente americano. Il risultato? Riduzione del valore imponibile e, di conseguenza, dei dazi: un vantaggio competitivo tutt’altro che marginale". Ma c’è di più. "Tutto ciò che rientra - precisa - nella sfera dei servizi in generale e dei servizi digitali, software e piattaforme, non è soggetto a dazi. Un elemento che rende ancora più strategico per molte imprese italiane puntare sulla valorizzazione del proprio know-how immateriale. E torna in primo piano anche l’ecommerce diretto dall’Italia verso gli Usa: gli ordini con valore inferiore a 800 dollari sono esenti da dazi. Un'opportunità che diventa ancora più interessante se si considera che questa agevolazione non si applica più alla Cina, che oggi vede colpito anche l’e-commerce di basso valore (anche solo 5 dollari, ad esempio)". "Per l’Italia si apre così una finestra di opportunità concreta: possiamo essere più competitivi non solo nei prezzi, ma anche sul fronte della struttura commerciale. Per tutte le altre categorie merceologiche materiali, una mossa strategica oggi potrebbe essere quella di costituire una società negli Stati Uniti, in forma consortile tra più aziende dello stesso settore. Questa società agirebbe da importatore-distributore diretto, evitando il tradizionale ricarico del 30-35% applicato dai distributori terzi. In pratica, diventi l’importatore e il distributore di te stesso. Con tutti i vantaggi in termini di margini, controllo e rapidità di accesso al mercato che questo comporta. È il momento di muoversi con visione, coraggio e competenze internazionali. Non dimentichiamo che la conferenza stampa del Presidente americano ha ufficialmente aperto i negoziati. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per avviare trattative bilaterali con visione e apertura reciproca", conclude.
(Adnkronos) - Un'ondata di colore, solidarietà e partecipazione sta attraversando la scuola primaria Leonardo Da Vinci di Milano grazie a 'Il bosco invisibile', un progetto promosso dall'associazione dei genitori 'Amici della Leonardo' e realizzato in collaborazione con l'associazione 'We Are Urban! Milano', che lo ha già portato a termine in quattordici scuole. L'obiettivo è semplice, ma potentissimo: migliorare la qualità dell’aria e degli ambienti scolastici ridipingendo tutte le 36 classi in uso nell’istituto con Airlite, una speciale pittura che purifica l’aria, elimina in modo permanente muffe e batterie migliora la vivibilità quotidiana. L’impresa sta coinvolgendo oltre 200 genitori e volontari, decisi a regalare, nei primi due weekend di aprile, tempo, energie, braccia e buona volontà per dipingere la scuola di oltre 700 bambini, che è anche un punto di riferimento per tutta la zona Città Studi con i suoi oltre 90 anni di storia. Il risultato atteso? Classi più sane, pulite e accoglienti per alunni e insegnanti: "Il bosco invisibile è un progetto che trasforma la scuola, ma anche la comunità che la abita -spiega il preside della scuola Leonardo Da Vinci, Antonio Re-. Non solo muri ridipinti, ma relazioni che si rafforzano, alleanze educative che crescono e un esempio concreto di cittadinanza attiva". "Vogliamo che sia prima di tutto un momento di aggregazione -spiega l'associazione genitori Amici della Leonardo, che ha coordinato il progetto e lo ha finanziato per la maggior parte-. Abbiamo messo a frutto le competenze di ognuno nell’organizzazione e abbiamo scommesso sulla volontà di reinventarsi pittori per qualche ora per la realizzazione. Abbiamo scoperto un forte senso di comunità che aspettava il progetto giusto per emergere". L’iniziativa viene realizzata con il supporto di Wau! Milano, associazione che promuove la cura del bene comune, comprendendo anche la risorsa 'aria', attraverso la partecipazione diretta dei cittadini. "Siamo felici di aver incontrato tutti gli studenti della scuola per un momento didattico che promuove la cultura del bene comune a partire dall’importanza di un elemento vitale che non vediamo e che non dovremmo sentire -commenta Andrea Amato, presidente di Wau! Milano-. Un progetto che deve essere spiegato per meglio comprendere il valore un gesto di volontariato che presenta molteplici aspetti positivi". Tra i sostenitori del progetto, anche YesMilano, l’agenzia di promozione del Comune, che ha abbracciato Il Bosco Invisibile come esempio virtuoso di integrazione e attivazione territoriale: "Abbiamo coinvolto la nostra rete di studenti internazionali, oltre 11.000 a Milano, per mostrare come i progetti di comunità siano uno straordinario ponte di integrazione -afferma la direttrice generale di YesMilano, Fiorenza Lipparini-. Il bosco invisibile è un modello da raccontare e replicare". Innamorata del progetto anche l’associazione Officine Rousseau (realtà educativa storicamente riconosciuta fra Milano e provincia come ex cooperativa Centri Rousseau dal 1968) che ha deciso di dare supporto al progetto Bosco invisibile degli Amici della Leonardo regalando due ore di attività nel parco della scuola per i figli dei volontari. Fondamentale anche il contributo degli sponsor e dei partner locali. Vittoria Pirovano di Leonardo Frontero-Frontero Case, ha scelto di sostenere con un contributo economico l’iniziativa: "Abbiamo creduto da subito nella forza di questo progetto. E' raro vedere così tanto entusiasmo, concretezza e impatto positivo in un’unica iniziativa. Era naturale volerla supportare". Anche i fornai di zona, da Viale Romagna a Piazza Piola, hanno voluto partecipare, donando teglie di pizza e focaccia per le giornate di pittura, mentre il Carrefour di via Spinoza ha offerto le bevande e gli snack per chi ha esigenze alimentari particolari, dimostrando la sua consolidata affinità elettiva con gli studenti di tutte le età che popolano Città Studi. Il progetto, realizzato nei primi due weekend di aprile,trasforma la scuola Leonardo Da Vinci in un esempio concreto di collaborazione tra famiglie, istituzioni, associazioni e attività del territorio. Un bosco invisibile che ha reso visibile la forza di una comunità unita.