INFORMAZIONIMarco Andreani |
INFORMAZIONIMarco Andreani |
(Adnkronos) - Il Consiglio Ue ha deciso di sanzionare il ministro dell'Interno iraniano Eskandar Momeni per la sanguinosa repressione delle manifestazioni delle scorse settimane. Lo riporta la Gazzetta Ufficiale Ue. In tutto sono inseriti nell'elenco 15 alti funzionari e magistrati del regime, oltre a sei persone giuridiche. Tutti vengono sottoposti a misure restrittive come il congelamento dei beni eventualmente detenuti nella Ue e non possono viaggiare nell'Unione (nel caso delle persone fisiche). In qualità di ministro, nota il Consiglio, Momeni, un pasdaran, "controlla le forze dell’ordine iraniane, responsabili di palesi e gravi violazioni dei diritti umani nel Paese. Momeni ricopre anche la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (Ircgc) e in tale veste controlla diverse forze di sicurezza dell’Irgc, comprese le forze di resistenza Basij". In questo "duplice ruolo, Momeni è responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta che ha provocato centinaia di vittime per mano di diversi reparti delle forze di sicurezza sotto il suo controllo. Inoltre Momeni è stato incaricato di condurre un’indagine sul decesso, nell’agosto 2024, di Mohammad Mirmousavi, torturato a morte dalle forze di sicurezza, e Momeni ha esonerato dalle accuse le forze di sicurezza incolpando la vittima". Momeni, aveva riferito nell'agosto 2024 l'agenzia Irna, nel suo discorso di insediamento ha invocato un "dialogo aperto con i cittadini, sottolineando la necessità di rispettare i loro diritti e le loro libertà". Sanzionati, tra gli altri, Mohammad Mohavedi-Azad, procuratore generale, il quale, accusa il Consiglio, "nel corso della sua carriera ha emesso e confermato condanne inique, in particolare nei confronti di manifestanti e minoranze, ha cercato di reprimere il dissenso e la libertà di espressione e ha sovrinteso a torture. Durante le proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025, in qualità di procuratore generale ha minacciato i manifestanti con la pena di morte per 'ribellione contro Dio' e ha chiesto di sequestrare i loro beni". In lista anche Seyed Majid Feiz Jafari, capo della Polizia, la quale "ricorre sistematicamente alla violenza e a metodi di intimidazione nei confronti di manifestanti e attivisti"; Ahmad Ali Faizullahi, comandante della brigata Saberin Takavar delle forze speciali del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (i pasdaran), molto attive nei massacri dei manifestanti; il giudice Iman Afshari che, in qualità di presidente della sezione 26 del Tribunale rivoluzionario di Teheran "ha svolto un ruolo centrale nel sostenere le politiche oppressive del regime iraniano, con la pronuncia di condanne a morte e di lunghe pene detentive nei confronti di prigionieri politici, attivisti per i diritti umani e minoranze etniche e religiose". L'elenco prosegue con altri capi dei pasdaran e alti funzionari del regime teocratico. Tra gli enti e le società figura anche la Iranian Audio-Visual Media Regulatory Authority (Satra), che "censura i contenuti politici e culturali, come le opinioni politiche dissenzienti espresse in spettacoli televisivi e film nonché le rappresentazioni relative al consumo di alcol, al fumo e all’assenza di hijab". Sul tavolo anche della designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdaran) come organizzazione terroristica. Una decisione che sarebbe considerata soprattutto simbolica, dato che l'Irgci è già sanzionato dall'Ue per violazioni dei diritti umani. "Oggi ci sarà eventualmente una decisione politica, poi la decisione concreta verrà nel giro di qualche settimana", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando di una "grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei su questa decisione dopo ciò che è accaduto le scorse settimane con la repressione che ha portato a migliaia e migliaia di morti tra i manifestanti", risultato che definisce "inaccettabile". Anche l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha detto di aspettarsi che "saremo d'accordo sull'inserimento della Guardia rivoluzionaria iraniana nella lista di organizzazioni terroristiche", sottolineando che tale designazione metterà i Pasdaran "sullo stesso piano di Al Qaeda, Hamas, Daesh". "Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come tale. È chiaro ciò che vediamo", prosegue, sottolineando che il bilancio delle vittime nelle proteste che ci sono state in Iran e i mezzi adottati dal regime "sono davvero, davvero gravi. Per questo stiamo anche mandando un messaggio chiaro: la repressione delle persone ha un prezzo". Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha intanto ordinato che vengano resi pubblici i nomi di tutte le vittime ed i "martiri" della recente ondata di proteste che ha scosso il Paese. Lo ha annunciato il vice responsabile delle comunicazioni dell'ufficio del presidente, Mehdi Tabatabaei, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Mehr. Tabatabei ha precisato che, su direttiva di Pezeshkian, "saranno resi pubblici i nomi ed i dettagli essenziali di tutte le persone che hanno perso la vita nei recenti tragici incidenti". Ha aggiunto che è stato messo in atto un meccanismo specifico per garantire che qualsiasi informazione ritenuta contraddittoria venga attentamente esaminata e verificata, precisando che la decisione del governo è una "chiara risposta" alle "affermazioni inventate e alle statistiche manipolate". Secondo Teheran, nelle proteste scoppiate a fine dicembre hanno perso la vita 3.117 persone, in gran parte uomini della sicurezza. Ben più pesante è il bilancio diffuso da media basati all'estero e attivisti, che sostegno che i morti siano stati decine di migliaia.
(Adnkronos) - "Il 2026 fin da questo mese di gennaio si presenta come un anno ancora complesso. E altrettanto vero che se si guarda l'andamento delle Borse e l'intrapredenza dei nostri imprenditori, e quindi la loro volontà di reazione, riteniamo che ci siano delle opportunità e delle possibilità, vedi il Mercosur, per poter fare delle interessanti azioni che porteranno nella manifattura ad un aumento dei fatturati e della penetrazione del prodotto made in Italy". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di It-ex, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.