(Adnkronos) - Il 2025 è stato un anno positivo per il mercato dei mutui, dato certificato dall’aumento dei principali indicatori, come emerso dall’osservatorio congiunto Facile.it - Mutui.it, a partire dall’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari, cresciuto del 3% su base annua e arrivato a 138.538 euro. Positivi anche i dati legati ai più giovani che, nonostante le difficoltà oggettive con cui spesso devono fare i conti, hanno rappresentato una fetta fondamentale per il settore dei mutui; nel 2025, secondo l’osservatorio, il 39% delle richieste totali di finanziamento arrivava da un under 36 (percentuale in aumento del 7% rispetto al 2024), mentre se si guarda ai mutui prima casa, 1 richiesta su 2 arriva da un aspirante mutuatario con meno di 36 anni di età. Fondamentale, in questo senso, è stato il Fondo Garanzia Prima Casa; secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it, più di un under 36 su tre (35%) ha fatto ricorso alla garanzia statale per presentare domande di finanziamento all’istituto di credito. Sul fronte dell’offerta, nel 2025 le banche hanno mantenuto condizioni favorevoli. Il tasso variabile, a seguito dei tagli della Bce, è diminuito diventando l’opzione più conveniente del mercato. Il fisso, che invece si è mosso al rialzo trainato dall’andamento dell’Irs (l’indice di riferimento europeo per questo tasso), è comunque rimasto su livelli sostenibili ed è stato la scelta preferita da più di 9 italiani su 10, anche grazie alle politiche degli istituti di credito, che hanno spinto questa tipologia di tasso contenendo gli spread applicati. Nel 2025 gli italiani hanno confermato il loro amore per il mattone e anzi, anche grazie al sostegno dei mutui, è aumentato il numero di compravendite che, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate nei primi 9 mesi del 2025, sono aumentate del 9%. Fondamentale nel sostenere il mercato è stato il settore dei mutui; la percentuale di chi ha comprato casa tramite un finanziamento è cresciuta arrivando a superare il 47% nel terzo trimestre dello scorso anno. Guardando più da vicino ai dati emersi dall’osservatorio di Facile.it e Mutui.it si scopre che, nel 2025, il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo è stato pari a circa 208.500 euro, stabile rispetto al 2024, mentre sono aumentati la durata media del finanziamento, passata da 24 a 25 anni, e l’Ltv (loan to value), passato da 71% a 73%. Significativo l’andamento delle surroghe: il peso percentuale delle richieste è diminuito del 20% su base annua, passando dal 29% del 2024 al 23% del 2025. Un calo dettato dall’andamento dei tassi; da un lato il variabile che è diminuito riducendo così la platea di mutuatari che potevano ottenere un vantaggio cambiando tasso, dall’altro il fisso che a seguito delle oscillazioni dello scorso anno ha ridotto ulteriormente i benefici legati a questa operazione. Se si limita l’analisi ai soli mutui richiesti per la prima casa emerge che è aumentato sia l’importo medio richiesto, pari a 145.018 euro (+4%), sia il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto i 198.728 euro (+4%). Rimangono sostanzialmente stabili, invece, l’età media del richiedente (37 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (26 anni). Secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it oggi per un finanziamento medio da 126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile le migliori offerte a tasso fisso disponibili online partono da un tasso (Tan) del 3,23% con rata di 613 euro. I tassi sono sensibilmente migliori per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (Tan) pari a 2,85% e una rata di 588 euro. Per la surroga, invece, il miglior Tan disponibile online è pari al 3,51% (rata di 631 euro). Per quanto riguarda i tassi variabili, come detto, oggi risultano essere i più convenienti; le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (Tan) pari a 2,29%, corrispondente ad una rata di 552 euro, quindi 61 euro in meno rispetto alla migliore fissa. Per gli immobili di classe A o B i tassi variabili green partono invece da 2,19%, con una rata di 546 euro.
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Contenenti la memoria dell'atmosfera del passato, le carote di ghiaccio sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. L'apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio - spiegano i partner fondatori di Ice Memory Foundation - segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca' Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell'altopiano antartico. Avvenuto nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), il trasporto è stato gestito dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell'Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un'eredità per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l'atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire. Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell'ambito della 41esima campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Operato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l'intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l'Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale reso possibile dall'Enea nell'ambito del Pnra e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l'integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l'interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine. L'Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell'Unità Tecnica Antartica dell'Enea e con la collaborazione dell'Istituto Polare Francese (Ipev), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l'impatto della costruzione sull'ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l'anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. "Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora", spiega Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e senior associate member del Cnr-Isp. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, ecc… - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. "Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l'Azione nelle Scienze della Criosfera", dichiara Thomas Stocker, Università di Berna, presidente della Ice Memory Foundation. "Siamo l'ultima generazione che può agire - afferma Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation - È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un'eredità per l'umanità".