(Adnkronos) - "L'Europa è l'ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano. Quella che abbiamo davanti è una un'antica sfida ideale e morale: difendere la nostra libertà costruendo finalmente gli Stati Uniti d'Europa. È sempre stato il nostro destino; ora non abbiamo alternative, dobbiamo compierlo". È l'auspicio del segretario di Azione, Carlo Calenda, per scongiurare la "dissoluzione dell'Unione europea" e la "sottomissione dei singoli paesi europei" voluta da "molte, potenti, forze schierate contro di noi: il complesso politico oligarchico americano, la Russia di Putin e la Cina di Xi". Ne parla Calenda nel suo ultimo libro 'Difendere la libertà. L'ora dell'Europa', edito da Piemme, una disamina in cui si sussegono analisi politiche e geopolitiche, oltre che riflessioni spesso correlate ad episodi vissuti in prima persona durante il suo incarico da ministro dello sviluppo economico durante il governo Renzi e poi Gentiloni. Riflessioni dell'Autore correlate anche a fatti indicativi, avvenuti e vissuti da Calenda in prima persona quando fu ministro dello Sviluppo economico, esecutivo Renzi, che diventano spunti per il lettore per interpretare in modo critico l'Italia nella complessità dello scacchiere internazionale. Calenda rivela del "primo tentativo di bloccare il rinnovo delle sanzioni (contro la Russia - ndr) in sede europea alla riunione dei rappresentanti a Bruxelles" che "finì in un nulla dopo una telefonata dura da parte del presidente Obama a Renzi. La Russia però capì subito che l'Italia era terreno fertile per spezzare il fronte europeo e ci invitò come Paese ospite d'onore all'annuale fiera di San Pietroburgo. Invito che accogliemmo prontamente". "L'impressione fu di una intollerabile arroganza che sconfinava nel malcelato disprezzo verso di noi - prosegue - Per Putin eravamo chiaramente solo un mezzo per mettere in difficoltà l'Europa". Un'Europa malvista, secondo il leader di Azione, anche dal presidente degli Usa Donald Trump, che "è un asset di Putin da molti anni. E' un agente del caos. Come ha giustamente osservato Robert Kagan 'la potenza degli Stati Uniti che ha sorretto l'ordine mondiale negli ultimi ottant'anni viene ora utilizzata per distruggerlo'". Ampio lo spazio dedicato da Calenda al suo sostegno ad oltranza per l'Ucraina, giustificato come "anche il frutto di una cambiale morale che sento di aver contratto con loro. Per opportunismo politico e incapacità di leggere la storia ho partecipato all'ipocrisia delle classi dirigenti europee che hanno ritenuto di poter sacrificare la Crimea per acquietare Putin. Nessuno in Europa era convinto di trovarsi di fronte a un cambio di paradigma nel rapporto con la Russia.... Solo il Regno Unito e gli Stati Uniti , dopo l'annessione della Crimea, capirono che Putin era diventato un nemico pericoloso per il mondo libero e che andava fermato mettendo l'Ucraina in grado di difendersi da una prossima invasione", scrive pur imputando allo stesso tempo all'ex presidente Usa Joe Biden di essere il responsabile della "precipitosa e vergognosa ritirata americana da Kabul nel 2021". Una ritirata che "ebbe un effetto rilevante sulla decisione della Russia, immediatamente successiva - sottolinea - di iniziare i preparativi per invadere l'Ucraina. Quando le potenze democratiche mostrano irresolutezza le autocrazie diventano più aggressive". Secondo Calenda, nel "declino del sistema fondato sulla pax americana" si inserisce "la caduta dell'ordine liberale" che "è partita lentamente venti anni fa ed è arrivata oggi a una fase di accellerazione complusiva. Questo scritto ha lo scopo di spiegare i mutamenti profondi che ci hanno portato a questo punto e come possiamo attraversare indenni questa epoca di ferro. ... Negli ultimi 20 anni le persone che vivono in una democrazia completamente libera sono passate dal rappresentare il 46% della popolazione mondiale al rappresentarne appena il 20%, Freedom House, l'organizzazione che dal 1941 monitora l'andamento della libertà nel mondo". Quello di Freedom House, secondo l'Autore, è un alert per tutti da tenere a mente anche perché "nel 2026 ci saranno le elezioni politiche in tre grandi nazioni: Francia, Italia e Spagna. I nemici dell'Europa libera uniranno tutti i mezzi a loro disposizione per condizionarle e rafforzare i partiti antisistema che operano spesso su loro procura. Sarà un attacco mediatico e cognitivo senza precedenti per dimensione e profondità. Contemporaneamente , tra il 2026 e il 2027, secondo molti osservatori internazionali è plausibile che un confronto diretto innescato dalla Russia metta alla prova l'efficacia della Nato e la tenuta dell'Ue. Prima della conclusione del terzo mandato di Xi nel 2027, è attesa inoltre una mossa cinese su Taiwan". (di Roberta Lanzara)
(Adnkronos) - Si sono concluse le preselezioni dei nominativi dei nuovi consiglieri aggiunti che potranno far parte della lista che il Consiglio nazionale uscente presenterà all’ VIII Congresso nazionale Int. La data è stabilita per il 9 ottobre a Roma, con l’ultima riunione del Consiglio nazionale l’8 ottobre, i delegati congressuali voteranno la nuova dirigenza nazionale per il triennio 2026-2029. Il Consiglio uscente ha ancora indicato Riccardo Alemanno come presidente nazionale e anche le altre cariche sono già attribuite, quindi i votanti conosceranno già i ruoli dei candidati. Nel corso del mese di giugno, sarà inviato a ciascun tributarista Int, il regolamento di partecipazione e anche le modalità di composizione di eventuali altre liste elettorali. Nell’ ultima riunione il Consiglio nazionale, su proposta del presidente, ha individuato il titolo del Congresso che sarà 'Io Tributarista' con sottotitolo a trent’anni dall’idea fondativa dell’ Istituto Nazionale Tributaristi. Sono infatti passati 30 anni da quando il Comitato promotore ha tracciato percorso, valori e ideali dell’ Istituto Nazionale Tributaristi, individuabile anche con l’acronimo Int. Da allora l’Int si è sempre distinto per correttezza nei rapporti interni ed esterni, negli ideali perseguiti ed acquisendo credibilità nei confronti delle Istituzioni, dando ai propri iscritti un valore aggiunto di serietà e competenza. Soddisfatto il presidente Alemanno che dichiara ironicamente: “Qualche anno fa un giornale mi aveva indicato come un ‘dinosauro della poltrona’, io avevo risposto che dinosauro mi stava bene, ma la poltrona no, perché quello su cui ero seduto era uno sgabello, spesso scomodo, ironia a parte, sono curioso di scoprire come mi definiranno per questa mia ennesima candidatura. Voglio ringraziare il Consiglio per l’unità dimostrata in questo triennio e ribadire che l’obiettivo è quello della sempre maggiore affermazione della categoria nel settore delle professioni, che è sempre stato prioritario senza dimenticare i valori etici che devono accompagnare la scelta di un percorso professionale e la tutela dell’utenza. L’Int era presente ed è stato determinante, per il raggiungimento di funzioni abilitanti come quella di intermediario fiscale o della rappresentanza del contribuente, senza dimenticare il supporto fattivo alla scritturazione della Legge 4/2013, nonché il sostegno delle professioni associative non organizzate in ordini o collegi e la difesa del libero esercizio della attività non riservate e che tali devono restare in ambito contabile e tributario, ma i tributaristi Int sono sempre stati in prima linea anche nell’assunzione delle responsabilità come per l’antiriciclaggio o per l’accettazione degli obblighi a tutela dell’utenza come quello di aggiornamento professionale o di sottoscrizione di polizza di r.c. verso terzi. Un percorso di crescita professionale costante che proseguirà, così come la crescita di Confassociazioni, la maggiore Confederazione di rappresentanza delle associazioni delle professioni ex Lege 4/2013, che l’Int ha contribuito a ideare e fondare.”
(Adnkronos) - Si è svolta oggi presso l’Università Iulm di Milano la nuova edizione del “L’Oréal For The Future Day”, l’evento annuale di riferimento per L’Oréal Italia dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. La giornata ha riunito collaboratori, media, Ong, istituzioni, clienti, fornitori, partner, studenti e innovatori per fare il punto sui traguardi raggiunti dal Gruppo e tracciare la roadmap verso l’obiettivo Net Zero entro il 2050. Il programma "L’Oréal For The Future", lanciato nel 2020, affronta le sfide planetarie attraverso quattro pilastri fondamentali: clima, natura, circolarità e comunità, con obiettivi basati su criteri scientifici (Science Based Targets) e risultati tangibili. Come azienda leader nel settore del beauty, L’Oréal ha misurato l'impatto della propria catena del valore sull'economia italiana: un fatturato generato di 3,9 miliardi di euro e 20.950 posti di lavoro . A questo si aggiunge un forte impegno sociale: 1,2 milioni di euro investiti annualmente in iniziative che, solo nel 2025, hanno supportato oltre 40.000 persone. "Come azienda leader nel settore della bellezza in Italia, sentiamo forte la responsabilità di guidare il cambiamento. Il programma 'L'Oréal for the Future' non è per noi un semplice impegno ambientale, ma il cuore della nostra strategia d'impresa - ha affermato Ninell Sobiecka, presidente e ad di L'Oréal Italia -. Da oltre 25 anni percorriamo questa strada, consapevoli che oggi più che mai serve il coraggio di osare con l’innovazione e con progetti ambiziosi e che dobbiamo prenderci cura del pianeta e delle nostre comunità. Agire uniti con tutta la nostra filiera è l'unico modo per costruire un futuro della bellezza che sia non solo eccellente, ma profondamente sostenibile". L'innovazione è il motore della trasformazione dei materiali e dei prodotti. L’Oréal Italia sta potenziando il mercato del refill e la standardizzazione dei materiali per massimizzare la circolarità, intervenendo anche sull’efficienza dei materiali promozionali (Posm) a punto vendita. "Il futuro della bellezza si ridisegna insieme ai nostri partner strategici - ha sottolineato Simone Targetti Ferri, Sustainability Director di L’Oréal Italia -. Lavoriamo fianco a fianco con i clienti per incrementare le quote dei prodotti ricaricabili e per educare il consumatore a nuove abitudini di consumo. Innovare significa anche efficientare i materiali a punto vendita e ridurre i resi, rendendo ogni attivazione promozionale un veicolo di consapevolezza ambientale, specialmente in vista di appuntamenti chiave come la Milano Beauty Week". L’evento ha visto la partecipazione del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in un videomessaggio ha evidenziato: "La sfida della sostenibilità richiede un impegno corale tra istituzioni, imprese e cittadini. Il lavoro che il Ministero porta avanti ogni giorno per la tutela degli ecosistemi e la promozione dell’economia circolare ha bisogno di un sostegno convinto. In un contesto nel quale chi acquista è sempre più interessato a conoscere l’impegno sui temi ambientali e sociali delle aziende, iniziative come quella di L’Oréal vanno nella direzione giusta e ci ricordano che le nostre azioni possono fare la differenza". All'incontro sono intervenuti inoltre Elena Grandi, assessore all'Ambiente e al Verde del Comune di Milano, Alessandro Cantoni, presidente della VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia, e la Rettrice della Iulm Valentina Garavaglia, confermando l'importanza del dialogo tra impresa, università e territorio. I traguardi di L’Oréal For The Future raggiunti nel 2025 sono stati diversi. Su lato energia, 100% di energia rinnovabile per tutti i siti gestiti e negozi diretti nel mondo. Il 56% dell'acqua utilizzata nelle fabbriche è riciclata o riutilizzata (lo stabilimento di Settimo Torinese è waterloop factory dal 2018); : Il 44% dei materiali proviene da fonti riciclate o bio-based; riduzione del 37% di plastica vergine rispetto al 2019. Infine, oltre 109.000 persone appartenenti a comunità svantaggiate hanno trovato impiego grazie ai programmi di Inclusive Sourcing. Gli obiettivi al 2030 puntano alla riduzione delle emissioni assolute Scope 1, 2 e 3 (rispettivamente del 57% e 28% rispetto al 2019), l'utilizzo al 100% di acqua riciclata nelle fabbriche e 90% di materiali bio-based approvvigionati in modo sostenibile, una riduzione del 50% dell'uso di plastica vergine per il packaging e avere 100% dei fornitori strategici che garantirà un salario dignitoso (Living Wage) ai propri dipendenti.