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Wta Hobart, trionfa Cocciaretto: battuta Jovic in finale

(Adnkronos) - L'azzurra Elisabetta Cocciaretto comincia al meglio la stagione vincendo il torneo Wta 250 di Hobart. Netta la vittoria in finale contro l'americana e numero 3 del seeding e 30 Wta Iva Jovic con un doppio 6-4 che va a chiudere una settimana perfetta per Cocciaretto, con un solo ...

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Ecco il modello Eor per investire in India a zero rischi

(Adnkronos) - Negli ultimi tempi si è intensificata l’intesa politica tra India e Italia finalizzata alla crescita complessiva dell’interscambio economico, commerciale e finanziario. I leader dei due paesi si sono incontrati nel sesto bilaterale in tre anni, ribadendo l’impegno sul ...

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KilometroVerdeParma, piantato il 100.000° albero

(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola ...

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Wta Hobart, trionfa Cocciaretto: battuta Jovic in finale

(Adnkronos) - L'azzurra Elisabetta Cocciaretto comincia al meglio la stagione vincendo il torneo Wta 250 di Hobart. Netta la vittoria in finale contro l'americana e numero 3 del seeding e 30 Wta Iva Jovic con un doppio 6-4 che va a chiudere una settimana perfetta per Cocciaretto, con un solo un set perso in tutto il torneo, proveniendo dalle qualificazioni). Per la marchigiana si tratta del secondo titolo Wta in carriera dopo quello vinto a Losanna nel 2023. Grazie ai punti ottenuti l’azzurra risalirà alla numero 56 del ranking Wta.

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Ecco il modello Eor per investire in India a zero rischi

(Adnkronos) - Negli ultimi tempi si è intensificata l’intesa politica tra India e Italia finalizzata alla crescita complessiva dell’interscambio economico, commerciale e finanziario. I leader dei due paesi si sono incontrati nel sesto bilaterale in tre anni, ribadendo l’impegno sul Piano d’azione 2025-2029 in alcuni settori chiave (commercio, scienza, tecnologia, energia, difesa, spazio e connettività), e l’avvio di un nuovo progetto nel campo dell’innovazione, per accelerare start up e sviluppare intese tra imprese ed enti di ricerca. Sull’accresciuto interesse delle imprese italiane, anche pmi, per l’India Adnkronos/Labitalia ha intervistato con Vivek Ahuja (managing partner di Confiar Global) e Maurizio Quarta (managing partner di Temporary Management & Capital Advisors), entrambi membri del gruppo internazionale Imw international interim worldwide. In un contesto molto positivo, le aziende fanno ancora fatica ad operare: come mai? Secondo Quarta, "molte aziende straniere trovano complicato stabilire una presenza in India a causa del complesso e articolato sistema normativo, fiscale e di compliance, che implica costi operativi ancor prima di assumere un dipendente". Continua Ahuja: "Perciò il modello Employer of record (Eor) sta diventando la soluzione preferita dalle organizzazioni globali che desiderano entrare in India in tempi rapidi e con rischi minimi. In questo modo, le aziende possono operare senza dover costituire una propria entità legale, con un processo più semplice e vantaggioso. Il quadro normativo indiano spesso varia da uno Stato all’altro. Contratti di lavoro, ferie, contributi ai fondi, ritenute fiscali, sicurezza sociale, salari minimi, procedure di cessazione: le aziende straniere devono rispettare una vasta gamma di requisiti che differiscono a seconda della giurisdizione locale. Senza le necessarie competenze locali, il rischio di non conformità è significativamente elevato". Secondo Quarta, “il modello Eor elimina questo rischio. Le aziende possono affidarsi ad un fornitore Eor per gestire rapporti di lavoro, compliance, payroll, fiscalità e documentazione ed operare in modo rapido e sicuro. Un grande vantaggio è la rapidità. Costituire un’entità legale in India può richiedere diversi mesi e finché l’intero processo non è stato completato, un’azienda non può operare”. Spiega Ahuja: “Con un servizio Eor, invece, le aziende possono assumere e rendere operativo il personale in pochi giorni. Per le organizzazioni che vogliono testare il mercato o solo avviare un progetto pilota, la velocità rappresenta un importante vantaggio competitivo. Aziende di diversi settori, dalla tecnologia, all’ingegneria, alla manifattura, alla sanità, alla consulenza e ai beni di consumo lo stanno adottando. La soluzione Eor si è evoluta da servizio di supporto a vero e proprio strumento strategico”. Qual è l’impatto sui costi generali? “Costituire una società locale - spiega Maurizio Quarta - comporta anche spese ricorrenti come consulenze legali, costi di compliance, audit, registrazioni, pratiche bancarie, adempimenti societari, ecc. Inoltre, è necessario avere una struttura hr e payroll dedicata per gestire gli obblighi normativi verso i dipendenti. Per le aziende che desiderano iniziare con investimenti in scala ridotta o semplicemente testare il potenziale del mercato (come per molte pmi italiane), questi costi possono perfino scoraggiare l’investimento”. Spiega Ahuja: “il modello Eor elimina questi costi generali: le aziende pagano solo per la forza lavoro e per il servizio, con un budget semplice e prevedibile. Inoltre, beneficiano di un sistema hr, payroll e compliance completamente operativo fin dal primo giorno. Il provider Eor gestisce l’erogazione degli stipendi, le ritenute fiscali (tds), i contributi al fondo previdenziale e all’Esi, la relativa documentazione, benefit e supporto ai dipendenti, consentendo all’azienda di concentrarsi sulle attività core”. “Una grande azienda tessile - fa notare Ahuja - che assume un merchandiser in India tramite un Eor paga tipicamente lo stipendio del dipendente più una fee mensile che copre payroll, benefit e documentazione. Un merchandiser che guadagna 20,000 - 28,000 euro può essere inserito senza che l’azienda debba sostenere costi societari o pratiche normative. Oppure, un ruolo commerciale o di sviluppo, che richiede trasferte, rimborsi e monitoraggio degli incentivi, può essere gestito integralmente dal provider Eor con un costo ragionevole e senza necessità di registrazioni fiscali o societarie . In aggiunta alla fee del provider Eor, si applica l’Iva indiana Gst (Goods and services tax), che i clienti devono considerare nel costo totale”. “Le organizzazioni di molti settori - continua - utilizzano l’Eor per assumere: software engineer / professionisti IT, merchandiser / addetti qualità, finanza e contabilità, commerciali, consulenti / interim manager in vari settori, professionisti hr. Questo modello flessibile consente alle aziende di aumentare o ridurre rapidamente la forza lavoro in base ai progetti, senza impegni a lungo termine”. Il modello è utilizzato anche da grandi gruppi. Ahuja cita il caso “di una nota società USA nel settore tessile e dell’abbigliamento, che ha deciso di espandere le attività di sourcing e merchandising in India tramite Eor, invece di costituire un’entità locale. Nonostante la forte presenza globale, l’azienda ha preferito adottare una struttura snella in India per mantenere flessibilità, ridurre le complessità normative ed evitare impegni a lungo termine. L’intera forza lavoro dell’azienda è stata gestita tramite Eor. Le posizioni principali gestite sotto l’ombrello Eor nel caso specifico riguardavano professionisti del sourcing, della qualità e merchandiser. Per tutti i ruoli, l’operatività è stata garantita in pochi giorni, consentendo un rapido avvio dell’attività”. “Il modello Eor - commenta Maurizio Quarta - permette alle aziende italiane, specie alle pmi, di concentrarsi sulla crescita senza doversi occupare di compliance, requisiti normativi e attività operative. In molti casi, l’abbinamento con ruoli di temporary management consente poi di avere a disposizione una vera e propria filiale in maniera molto agile”.

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KilometroVerdeParma, piantato il 100.000° albero

(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.

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