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Da punturine anti-obesità a prodotti 'Glp-1 friendly', l'esperto: "Cambierà modo di fare la spesa"

(Adnkronos) - Diete di tutti i tipi o l'attività fisica sempre più diffusa a tutte le età e rilanciata dai social sembrano inchinarsi al miraggio della perdita di peso senza fatica: i nuovi farmaci anti-obesità. Si chiamano analoghi sintetici del ...

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Milano-Cortina, Gruppo Tempocasa: "Prezzi immobili in ascesa nei quartieri chiave del capoluogo lombardo"

(Adnkronos) - Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma a Milano il loro riflesso è già ben visibile. Cantieri aperti, interventi di rigenerazione urbana e nuove infrastrutture stanno ridisegnando porzioni strategiche della città, incidendo ...

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Moda circolare, nuovi capi dal riciclo di tessuti misti

(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado ...

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Da punturine anti-obesità a prodotti 'Glp-1 friendly', l'esperto: "Cambierà modo di fare la spesa"

(Adnkronos) - Diete di tutti i tipi o l'attività fisica sempre più diffusa a tutte le età e rilanciata dai social sembrano inchinarsi al miraggio della perdita di peso senza fatica: i nuovi farmaci anti-obesità. Si chiamano analoghi sintetici del Glp-1, stanno vivendo un vero e proprio boom di consumi e sono la nuova miniera d'oro di alcune case farmaceutiche che hanno creduto nella loro efficacia contro i chili di troppo. "Di questi tempi è impossibile non aver sentito parlare di 'punture miracolose' per dimagrire. È un po’ la moda del momento la vera novità è sapere che il protagonista di questo successo, l'ormone Glp-1, non abita solo in farmacia: lo produciamo noi stessi, ogni giorno, proprio nel nostro intestino. Sta nascendo e progressivamente implementandosi, infatti, una nuova tendenza alimentare, definita 'Glp-1 friendly', che non promette magie, ma insegna a scegliere i prodotti giusti in grado di 'dialogare' con il nostro cervello e spegnere la fame nervosa". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum. Il Glucagon-Like Peptide-1 (Glp-1) "è un ormone prodotto dall'intestino in risposta all'ingestione di cibo. Le sue principali funzioni consistono: 1) nel migliorare la risposta insulinica così ottimizzando la quantità di zucchero nel sangue; 2) nell’inviare al cervello segnali per ridurre la sensazione di fame; 3) nel rallentare il passaggio del cibo all'interno dello stomaco così prolungando il senso di pienezza. In pratica - osserva - il Glp-1 è una specie di 'vigile urbano' del metabolismo: dice allo stomaco di svuotarsi più lentamente e segnala al cervello che siamo sazi. Chi, a torto o a ragione, segue terapie farmacologiche a base di questo ormone ne ha grandi quantità nel sangue, ma tutti possiamo dare una 'spinta' naturale a questo processo scegliendo i cibi giusti". "Cosa dovremmo mettere nel carrello per essere davvero 'amici' del nostro Glp-1? La parola d'ordine è complessità, ma non deve spaventarci. Intanto le fibre: non tutte le fibre sono uguali. Quelle solubili (come quelle dei legumi, dell’avena o delle mele) una volta arrivate nell’intestino fermentano e attivano i sensori che rilasciano l’ormone della sazietà. Poi le proteine: uova, pollo, pesce o yogurt greco non servono solo ai muscoli. Il corpo impiega energia per digerirle e, durante il processo, il segnale del Glp-1 diventa più forte. Infine i grassi buoni: l'olio extravergine d'oliva e l'avocado sono i lubrificanti di questo meccanismo: aiutano a mantenere i livelli di zucchero nel sangue stabili, evitando quei picchi di fame che portano a frugare nella dispensa. "Sui banconi dei supermercati e nelle farmacie iniziano a comparire prodotti con etichette specifiche: "Glp-1 Support". Si tratta spesso di integratori a base di fibre concentrate (come il glucomannano o l'inulina) o polifenoli (estratti di tè verde o berberina). Il loro ruolo è duplice: replicare l’effetto dei pasti completi per chi ha poco tempo e fornire supporto a chi sta utilizzando i nuovi farmaci per il diabete e l'obesità. Tali farmaci - ricorda l'immunologo - sortiscono l’effetto di spegnere quasi del tutto lo stimolo della fame. Se da un lato questo aiuta a perdere peso, dall'altro nasconde un'insidia: chi mangia pochissimo rischia di perdere non solo grasso, ma anche massa muscolare, ritrovandosi debole e con il metabolismo rallentato. Ed è qui che entrano in gioco i prodotti 'friendly' che, oltre ad assicurare nutrienti densi in pochissimi bocconi, forniscono proteine concentrate per evitare che il corpo riduca la sua massa muscolare, e fibre selezionate come l'inulina o il glucomannano, che aiutano l'intestino a lavorare bene anche quando le porzioni di cibo si riducono sensibilmente". "In breve, che si tratti di un aiuto naturale per chi non prende farmaci o di un supporto necessario per chi è in terapia, i prodotti Glp-1 friendly aiutano a dimagrire in salute, proteggendo il motore del nostro corpo (i muscoli) mentre si resetta la centralina della fame (l'intestino)", continua Minelli che elenca tre regole d'oro per iniziare: 1) "Iniziare sempre con una porzione di verdura cruda o cotta; poi continuare con la carne o il pesce o le uova o i legumi, in quanto i nutrienti proteici sono i più forti stimolatori chimici del Glp-1; solo alla fine consumare i carboidrati (meglio se integrali come riso venere o farro) perché, arrivando su un sistema già 'attivato', l'impatto sulla glicemia sarà minimo; 2) Meno zucchero, più volume: i cibi troppo raffinati (merendine, bibite) silenziano il Glp-1. Meglio un frutto intero che un succo; 3) Bere molta acqua: senza idratazione, le fibre non possono lavorare e il metabolismo rallenta. Un ulteriore accorgimento strategico può essere l’aggiunta di un cucchiaino di aceto di mele in un bicchiere d'acqua prima del pasto principale o come condimento: l'acido acetico aiuta ad ottimizzare la risposta insulinica e la gestione degli zuccheri". Le funzioni strategiche del microbiota nelle dinamiche operative del Glp-1. "Il meccanismo è un processo circolare in tre fasi, non che unisce salute intestinale e controllo del peso: 1) Il microbiota come "traduttore": tutto inizia con le fibre e i polifenoli. Questi non sono semplici nutrienti, ma 'messaggi' per i batteri che popolano il nostro intestino. Quando nutriamo correttamente il microbiota, questi batteri fermentano le fibre producendo acidi grassi a catena corta (Scfa), come il butirrato; 2) L'attivazione delle cellule 'L': questi acidi grassi agiscono come chiavi biologiche che aprono le cellule L, piccole centrali di produzione situate proprio nelle pareti intestinali. Una volta attivate, le cellule L rilasciano nel sangue il Glp-1; 3) Dal sangue al cervello: a questo punto, l'ormone prodotto dal 'secondo cervello' (l'intestino) viaggia fino al 'primo cervello', raggiungendo l'ipotalamo. Il messaggio è chiaro: 'siamo carichi di energia, puoi smettere di cercare cibo'. Contemporaneamente, il Glp-1 ordina allo stomaco di rallentare, garantendo che il senso di sazietà duri ore e non minuti". "Non mangiamo fibre solo 'perché fanno bene alla regolarità', ma anche per istruire i batteri intestinali a produrre l'ormone che spegne la fame. In quest'ottica, i prodotti 'Glp-1 friendly' non sono semplici cibi dietetici, ma veri e propri carburanti per la nostra farmacia interna", conclude Minelli.

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Milano-Cortina, Gruppo Tempocasa: "Prezzi immobili in ascesa nei quartieri chiave del capoluogo lombardo"

(Adnkronos) - Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma a Milano il loro riflesso è già ben visibile. Cantieri aperti, interventi di rigenerazione urbana e nuove infrastrutture stanno ridisegnando porzioni strategiche della città, incidendo in modo concreto – seppur differenziato – sul mercato immobiliare. Prezzi, domanda e dinamiche di compravendita raccontano di un cambiamento in atto, che secondo Gruppo Tempocasa assume forme diverse a seconda delle aree coinvolte. Tra i quartieri più interessati dalle trasformazioni spiccano Porta Romana, Rogoredo e Santa Giulia. Tre zone vicine geograficamente, ma con identità, maturità urbanistica e traiettorie immobiliari diverse. Da zona solida ma 'di passaggio', a Porta Romana il progetto di riqualificazione dell’ex scalo ferroviario e la realizzazione del Villaggio Olimpico hanno rafforzato un percorso di valorizzazione già avviato negli anni precedenti. "L’area ha registrato un progressivo consolidamento dei valori immobiliari, con quotazioni che oggi si collocano su livelli medio-alti del mercato milanese. I prezzi medi si attestano indicativamente tra i 4.800 e i 5.500 euro al metro quadro, ma nelle vie più centrali e per immobili ristrutturati o di nuova realizzazione si possono raggiungere valori sensibilmente superiori, fino a 7.000–8.000 euro al metro quadro, con punte più elevate per soluzioni di pregio" commenta Fabian Mamaj, titolare dell’agenzia Tempocasa di Porta Romana. La zona si conferma particolarmente attrattiva per l’investimento, grazie alla posizione semicentrale, alla dotazione infrastrutturale e alle prospettive legate alla futura riconversione del Villaggio Olimpico, destinato a diventare un grande residenza universitaria, con circa 1.700 posti letto. Un elemento che sostiene la domanda per le locazioni - soprattutto in ottica di medio-lungo periodo - anche alla luce del nuovo quadro normativo: la Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto una regolamentazione più stringente sugli affitti brevi, favorendo una maggiore stabilità del mercato e riportando l’attenzione sulle locazioni tradizionali e studentesche. In questo contesto, secondo le stime di mercato, nei prossimi anni Porta Romana potrebbe beneficiare di un ulteriore apprezzamento dei valori, stimato in un range compreso tra il 20% e il 30%, legato alla piena operatività delle nuove infrastrutture e del parco urbano. Scenario diverso a Rogoredo, dove l’impatto dei grandi interventi urbani si traduce in una crescita più graduale e diffusa. "I valori immobiliari si collocano su una fascia ancora accessibile, variabile in base a vie, tipologie e stato degli immobili, e continuano ad alimentare una domanda molto vivace. I valori immobiliari oscillano tra 2.500 e 3.500 euro al metro quadro circa. La domanda è sostenuta da utilizzatori finali già residenti in zona, giovani coppie in cerca della prima casa e investitori attenti al rendimento, attratti da un mercato delle locazioni dinamico e da opportunità di valorizzazione legate a ristrutturazioni e frazionamenti. Per esempio, un bilocale si affitta oggi tra 950 e 1.100 euro al mese", spiega Daniela De Angelis, titolare dell'agenzia Tempoagency di Rogoredo/Santa Giulia. Qui l’effetto Olimpiadi si traduce in una crescita graduale ma solida, che rafforza l’attrattività senza snaturare il tessuto esistente. Ancora diversa la dinamica di Santa Giulia. Quartiere di nuova generazione, nato nel 2008, rappresenta il volto più contemporaneo dello sviluppo urbano nell’area sud-est di Milano. "Si tratta di un mercato con valori già elevati, sostenuti da immobili recenti, servizi moderni e da una domanda con capacità di spesa medio-alta. Le quotazioni immobiliari di Santa Giulia partono da 4.400 euro al metro quadro circa e possono arrivare fino a 5mila, mentre per i bilocali che difficilmente scendono sotto la soglia dei 300mila euro. Anche sul fronte affitti, la richiesta resta sostenuta, con canoni per bilocali compresi tra 1.000 e 1.200 euro al mese, accessibili solo a un target ben definito", conclude De Angelis. Secondo Gruppo Tempocasa, l’effetto Olimpiadi agisce come catalizzatore selettivo e premia i quartieri capaci di intercettare domanda reale, qualità urbana, accessibilità e servizi, accelerando processi già in atto e ridisegnando, area per area, la geografia immobiliare della città.

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Moda circolare, nuovi capi dal riciclo di tessuti misti

(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.

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