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Milano-Cortina, Casasco (Fmsi): "Lavoro di squadra di Governo e Coni fondamentale"

(Adnkronos) - “È molto importante sottolineare come siamo arrivati a questa eccellenza dell’accreditamento olimpico di questo laboratorio. Ringrazio il Governo ed in particolare il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani per aver ...

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Commercio, Andreani (Uiltucs): "Bene Ancc-Coop su chiusure domenicali, sì a confronto"

(Adnkronos) - Le valutazioni di Ancc-Coop, sulle aperture domenicali nel commercio sono "lungimiranti, la riduzione del numero delle domeniche di apertura è obiettivo da sempre perseguito dalla Uiltucs. Consideriamo la liberalizzazione avvenuta col Governo Monti ...

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale ...

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Milano-Cortina, Casasco (Fmsi): "Lavoro di squadra di Governo e Coni fondamentale"

(Adnkronos) - “È molto importante sottolineare come siamo arrivati a questa eccellenza dell’accreditamento olimpico di questo laboratorio. Ringrazio il Governo ed in particolare il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani per aver spinto al fine di inserire all’interno della manovra di bilancio i fondi necessari a rendere tutto fattibile. Abodi è stato il realizzatore vero di quest’opera, senza risparmiarsi sotto il profilo dell’impegno profuso anche fuori dai canonici orari di lavoro, assieme al Presidente Mezzaroma ed alla squadra di Sport e Salute”. Così il Presidente di Fmsi Maurizio Casasco, presiedendo oggi a Roma la conferenza stampa di presentazione dell’accreditamento olimpico del nuovo Laboratorio Antidoping, presso il sito in via delle Rupicole. A proposito delle Olimpiadi invernali del prossimo marzo “oltre i momenti di difficoltà che abbiamo vissuto, abbiamo sempre avuto la collaborazione ed il supporto del Coni, conseguendo un risultato importante per tutto lo sport italiano. Non dimentico infine il Ministro Schillaci che non è presente in quanto inviato a Davos. Faccio infine i migliori auguri alla delegazione italiana in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina prossime all’inaugurazione”, ha concluso il Presidente Casasco.

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Commercio, Andreani (Uiltucs): "Bene Ancc-Coop su chiusure domenicali, sì a confronto"

(Adnkronos) - Le valutazioni di Ancc-Coop, sulle aperture domenicali nel commercio sono "lungimiranti, la riduzione del numero delle domeniche di apertura è obiettivo da sempre perseguito dalla Uiltucs. Consideriamo la liberalizzazione avvenuta col Governo Monti profondamente sbagliata". Così, con Adnkronos/Labitalia, Paolo Andreani, segretario generale della Uiltucs, il sindacato di categoria del commercio, ha commentato le parole di Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc-Coop, che oggi è tornato su 'La Stampa', a ricordare che le chiusure domenicali farebbero risparmiare alla Gdo oltre 2 miliardi, chiedendo di aprire il dibattito al riguardo. Un dibattito, un confronto tra le parti coinvolte al quale è pronta a partecipare la Uiltucs, per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario in Italia, sottolineando come, "allo stesso tempo, la maggiorazione oraria attualmente prevista per i lavoratori per la domenica -ha sottolineato Andreani- è insoddisfacente. Noi siamo favorevoli a innalzare la maggiorazione domenicale e quella festiva". "Quindi, bene al restringimento del numero delle aperture domenicali e festive, ma è necessario l’innalzamento della paga domenicale e festiva ad una maggiorazione che corrisponda al 50% per chi lavora la domenica e al 100% nei festivi, in tutti i luoghi di lavoro del terziario", ha sottolineato il segretario del sindacato. Anche Marianna Flauto, segretaria nazionale responsabile della cooperazione, accoglie positivamente le dichiarazioni di Dalle Rive. "La chiusura nelle giornate festive e domenicali -ha detto Flauto - sarebbe una risposta concreta in termini di miglioramento dei ritmi di lavoro e delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, che chiediamo da tempo. Siamo disponibili a governare questo processo di cambiamento per ricreare le condizioni per un lavoro sempre più sostenibile, che metta al centro le persone e le loro vite". E Andreani è anche intervenuto sulle dichiarazioni di oggi a 'L'Economia del Corriere' di Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces, che ha rilevato Carrefour, e ha annunciato circa 200 milioni di euro di investimenti e il progressivo ritorno alle insegne dello storico marchio Gs, confermando la revoca della cassa integrazione per gli addetti convolti, prevista prima dell'accordo. “La stabilità occupazionale non è un dettaglio: è una condizione strutturale che incide direttamente sulla qualità del lavoro, sulla continuità professionale e sulla possibilità di costruire competenze nel tempo. Investire in stabilità significa rafforzare l’intero sistema produttivo”, ha detto Andreani. “Negli ultimi anni – ha continuato Andreani – assistiamo a una contraddizione evidente: le imprese della grande distribuzione registrano una produttività significativa anche in ragione dei prezzi che praticano, ma la ricchezza generata non torna in modo adeguato a chi lavora, non viene redistribuita". "Il risultato è un modello che continua a scaricare il costo dell’efficienza sulle persone, invece di investire su occupazione stabile, salari dignitosi e tempi di lavoro sostenibili, a partire dall’innalzamento della qualità del riposo e del recupero”, ha concluso il leader della Uiltucs.

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.

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