(Adnkronos) - Apre oggi, mercoledì 21 gennaio, la camera ardente per Valentino Garavani, morto lunedì 19. Allestita presso PM23 in piazza Mignanelli 23 a Roma, resterà aperta anche domani giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. I funerali dello stilista, deceduto aRoma a 93 anni, si terranno invece venerdì 23 gennaio, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica 8 a Roma, alle 11. Se Versace ha sdoganato la sensualità e Armani ha riscritto i codici dell’eleganza, il signor Valentino è stato il couturier par excellence. “Ho sempre desiderato rendere belle le donne” andava ripetendo. E con merito. Polvere di stelle e Dolce Vita, da apprendista ad artista e custode dei segreti dell’haute couture. Riduttivo definirlo stilista, troppo poco parlare solo di ‘personaggio’. Valentino è stato unico nel suo genere. Una personalità "larger than life", direbbero gli americani, fuori dall’ordinario. E non a caso.
(Adnkronos) - "L'ipotesi di una Groenlandia a stelle e strisce è tornata prepotentemente al centro dell'agenda globale nel 2026. Non esiste un prezzo di mercato. Secondo un report pubblicato da Nbc News dove si citano fonti vicine all’amministrazione Trump, una valutazione ipotetica potrebbe essere di circa 700 miliardi di dollari, ma il valore strategico è incalcolabile. Gli effetti economici di questa mossa ridisegnerebbero gli equilibri mondiali su tre livelli distinti. Per gli Stati Uniti, l'operazione non sarebbe una spesa, ma un investimento sulla sopravvivenza tecnologica. Il vero asset è ciò che si trova sotto al ghiaccio: 1,5 milioni di tonnellate di terre rare". Così Diego Toffoli, responsabile investimenti di Intermonte advisory & gestione, conversando con Adnkronos/Labitalia sul 'valore' della Groenlandia per gli Usa. Intermonte è una Investment banking firm leader in Italia e punto di riferimento nel segmento delle mid & small caps. Secondo Toffoli, "inoltre, sebbene l'estrazione sia costosa e attualmente limitata per motivi ambientali, si stima che al largo delle coste ci siano circa 31 miliardi di barili equivalenti tra petrolio e gas". "Acquisire la Groenlandia significherebbe spezzare il monopolio cinese sui materiali indispensabili per chip, batterie e difesa. A ciò si aggiungerebbe il controllo delle future rotte artiche, il 'Canale di Panama del Nord', che promette di rivoluzionare la logistica globale riducendo tempi e costi dei trasporti tra Asia e Occidente e generando enormi entrate daziarie e logistiche. È un’assicurazione sulla supremazia americana per i prossimi cinquant’anni", aggiunge. Per l'esperto al contrario "per l'Europa e la Danimarca, l'equazione sarebbe in perdita. Se, da un lato, Copenaghen risparmierebbe 600 milioni all'anno di sussidi, dall’altro perderebbe il suo status di potenza artica riducendo il suo peso diplomatico nella Nato e nelle relazioni internazionali a quasi zero. Nello scenario attuale, l'ipotesi di acquisto è legata a minacce di dazi Usa contro i Paesi europei (fino al 10-25%). Se l'affare non andasse in porto e i dazi scattassero, l'Ue potrebbe subire una contrazione del pil stimata tra lo 0,1% e lo 0,2%, con la Germania tra i Paesi più colpiti", aggiunge. Secondo Toffoli, "per i 57.000 abitanti della Groenlandia, l’impatto sarebbe drastico. L’economia locale, oggi sussidiata da Copenaghen e basata sulla pesca (90% dell'export), verrebbe travolta da un’iniezione di capitali senza precedenti. Gli investimenti Usa in infrastrutture (aeroporti, porti, reti digitali) sarebbero massicci, molto superiori a quanto la Danimarca possa permettersi. L'economia attuale verrebbe stravolta dall'industria mineraria".
(Adnkronos) - Il Consorzio Italiano Biogas esprime soddisfazione per l'approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che contiene disposizioni normative che rafforzano l’integrazione del biometano nel sistema energetico nazionale. Grazie a questa misura si stabilisce l’obbligo, per le imprese di trasporto e distribuzione del gas naturale, di connettere alla rete sia i nuovi impianti di produzione di biometano sia quelli derivanti dalla riqualificazione di impianti di biogas esistenti. La misura approvata introduce inoltre la possibilità di interventi di potenziamento della rete, anche attraverso la collaborazione tra diversi operatori, così da superare gli attuali limiti infrastrutturali e favorire un utilizzo più ampio del biometano. Un passaggio fondamentale riguarda la ripartizione dei costi di connessione: il 70% degli investimenti e il 100% dei costi relativi ai sistemi di misura e compressione saranno a carico dei gestori di rete, mentre la quota restante del 30% sarà sostenuta dai produttori e il tutto sulla base di un criterio di allocazione dei costi su scala nazionale. Al fine dell’attuazione dei nuovi principi introdotti sarà necessaria una nuova delibera di Arera e le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. "La misura accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese. Non serve infatti solo lavorare sul supporto alla produzione ma serve anche lavorare sull’adeguamento dell’infrastruttura per accogliere la produzione decentralizzata. Il Consorzio ha fornito in questo senso un contributo attivo e costruttivo a questa misura, collaborando alla sua articolazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con Proxigas, mettendo a disposizione competenze tecniche e proposte concrete per garantire che la normativa potesse adeguarsi alle recenti direttive Comunitarie e che rispondesse alle esigenze dei produttori agricoli e dell’industria". Il Consorzio Italiano Biogas conferma la propria disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni e agli operatori del settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per accompagnare la crescita di un sistema energetico nazionale più integrato e sostenibile.