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Caso tedofori Milano Cortina 2026, la nota del comitato organizzatore: "Ecco quali sono stati i criteri di selezione"

(Adnkronos) - Fanno discutere i criteri di selezione dei tedofori di Milano Cortina 2026, alla luce di un'intervista di oggi alla Gazzetta dello Sport di Silvio Fauner, ex fondista e storico oro nella staffetta 4x100 a Lillehammer ...

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Santoro (Inps): "Con calo demografico servono occupazione e formazione"

(Adnkronos) - “Dobbiamo attivare il più possibile le persone che oggi sono ai margini del mercato del lavoro. Il tasso di partecipazione italiano è ancora più basso rispetto alla media europea, ma possiamo migliorare, aumentando l’occupazione femminile e dei giovani, ...

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale ...

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Caso tedofori Milano Cortina 2026, la nota del comitato organizzatore: "Ecco quali sono stati i criteri di selezione"

(Adnkronos) - Fanno discutere i criteri di selezione dei tedofori di Milano Cortina 2026, alla luce di un'intervista di oggi alla Gazzetta dello Sport di Silvio Fauner, ex fondista e storico oro nella staffetta 4x100 a Lillehammer 1994: "Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina" ha detto il campione azzurro, puntando l'attenzione sui tanti vip e influencer che in queste settimane hanno preso parte al viaggio della fiamma olimpica. Fauner ha lamentato l'esclusione dal gruppo dei 10.001 tedofori di tanti campioni dello sport, che avrebbero meritato quel palcoscenico: "Se escludiamo Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler protagonisti nell’accensione della torcia in Grecia, se togliamo Manuela Di Centa rappresentante del Cio, oppure Cristian Zorzi chiamato dal Coni Trentino, Marco Albarello dalla regione Val d’Aosta o Fulvio Valbusa dal sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ex fondista, tutti gli altri sono stati irrispettosamente dimenticati. Eppure, hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche". Alle parole di Silvio Fauner ha risposto il comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali, con una nota ufficiale: "In merito alle osservazioni dell’ex fondista Silvio Fauner sul metodo di selezione dei tedofori del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 - si legge - il Comitato Organizzatore desidera fornire alcuni chiarimenti. È importante ricordare che, pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica (Vicesindaco del Comune di Sappada): una condizione che rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul sito di Milano Cortina 2026". E ancora: "L’impresa della nostra Nazionale ai Giochi Olimpici di Lillehammer 1994 resta uno dei momenti più iconici dello sport italiano. Proprio per rendere omaggio a quella storica vittoria di squadra, Fondazione Milano Cortina 2026 ha invitato gli altri tre grandi protagonisti di quell’impresa a portare la Torcia Olimpica, uno dei quali ha già corso nella tappa di Aosta. Fin dall’inizio del progetto, il Comitato Organizzatore ha posto al centro del Viaggio della Fiamma le grandi campionesse e i grandi campioni dello sport italiano. Un principio che si è tradotto in scelte concrete sin dai momenti inaugurali del percorso tra Olimpia e Atene, che hanno visto protagonisti grandi icone del mondo dello sport invernale come Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler. Lo stesso spirito ha guidato le tappe italiane, con il coinvolgimento di figure di primo piano, come Caterina Banti, Stefano Baldini, Mario Armano, Marco Albarello, Mirko Vuillermin e molti altri. Nelle prime 36 tappe del viaggio, la staffetta ha infatti già ospitato un numero significativo di campioni azzurri, tra cui numerosi medagliati olimpici, molti dei quali appartenenti alle discipline invernali, e di generazioni diverse. La loro partecipazione ha contribuito a rendere questo percorso un’autentica celebrazione dei valori olimpici e della storia sportiva del nostro Paese". In chiusura, un'altra precisazione: "Il coinvolgimento degli atleti proseguirà nelle prossime settimane, secondo un programma costruito con attenzione, equilibrio e rispetto delle disponibilità individuali".

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Santoro (Inps): "Con calo demografico servono occupazione e formazione"

(Adnkronos) - “Dobbiamo attivare il più possibile le persone che oggi sono ai margini del mercato del lavoro. Il tasso di partecipazione italiano è ancora più basso rispetto alla media europea, ma possiamo migliorare, aumentando l’occupazione femminile e dei giovani, molti dei quali oggi non sono né in istruzione né in formazione né al lavoro. Abbiamo margini di intervento concreti attraverso formazione, conciliazione vita-lavoro e politiche di inclusione. Solo così potremo sostenere il mercato del lavoro e l’equilibrio del sistema previdenziale, essenziale per la tenuta dei conti pubblici.” Così Gianfranco Santoro, direttore centrale studi e ricerche Inps, in occasione del convegno 'Work shortage e sfida demografica: verso un nuovo paradigma del lavoro', presso Palazzo Wedekind, a Roma. L'iniziativa di Federmanager e dell’associazione allievi Sna mira ad analizzare l’impatto dell’andamento demografico su un mondo del lavoro in continua evoluzione. Secondo i dati Istat ed Eurostat, nei prossimi dieci anni l’Italia rischia di perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con effetti che si protrarranno fino al 2050. Santoro ha evidenziato come la transizione demografica italiana sia più marcata rispetto ad altri paesi europei, “sia per il calo precoce della natalità che per l’aumento della speranza di vita, rendendo l’invecchiamento della popolazione un fenomeno più evidente rispetto alla media Ue. Tutti i paesi industrializzati affrontano simili sfide demografiche”.

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Meno piogge ma più intense, le precipitazioni in Italia negli ultimi 200 anni

(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.

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