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Il caffè fa bene al cuore? Lo studio e l'ipotesi sull'effetto protettivo

(Adnkronos) - Il caffè non è sempre dannoso per il cuore. E, secondo uno studio recente, potrebbe avere anche un effetto protettivo per soggetti a rischio. Lo studio clinico Does Eliminating Coffee Avoid Fibrillation (Decaf) ha acceso i riflettori sugli effetti della bevanda ...

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Violenza su donne, UniMarconi e Doppia Difesa sottoscrivono il protocollo 'Ricomincio da me'

(Adnkronos) - L’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha sottoscritto con Fondazione Doppia Difesa Onlus il protocollo di intesa 'Ricomincio da me', un accordo finalizzato al sostegno delle donne vittime di violenza e alla promozione di iniziative di ...

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KilometroVerdeParma, piantato il 100.000° albero

(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola ...

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Il caffè fa bene al cuore? Lo studio e l'ipotesi sull'effetto protettivo

(Adnkronos) - Il caffè non è sempre dannoso per il cuore. E, secondo uno studio recente, potrebbe avere anche un effetto protettivo per soggetti a rischio. Lo studio clinico Does Eliminating Coffee Avoid Fibrillation (Decaf) ha acceso i riflettori sugli effetti della bevanda su 200 soggetti costretti a convivere con aritmia cardiaca. Il Journal of the American Medical Association ha pubblicato i risultati della ricerca, che sono stati presentati anche alla conferenza dell'American Heart Association a New Orleans. Solo negli Stati Uniti, la fibrillazione atriale è una condizione diagnosticata a 10 milioni di persone. Questi soggetti possono presentare palpitazioni e potenzialmente rischiano insufficienza cardiaca, coaguli di sangue e ictus. Non è insolito che i medici consiglino a chi soffre di fibrillazione atriale di interrompere il consumo di caffè contenente caffeina, che può innescare un aumento della frequenza cardiaca. I risultati dello studio, citato recentemente anche dal Guardian, potrebbero modificare il quadro complessivo. La ricerca, durata sei mesi, ha coinvolto in particolare individui anziani tra Stati Uniti, Canada e Australia che avevano bevuto regolarmente caffè negli ultimi cinque anni. I soggetti coinvolti nello studio sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi: un gruppo ha ridotto l'assunzione di caffè, l'altro ha bevuto almeno una tazzina al giorno. Il monitoraggio dei partecipanti è avvenuto attraverso elettrocardiogrammi e dispositivi indossati, che hanno segnalato eventuali anomalie nel battito cardiaco. La ricerca ha evidenziato un dato che può apparire sorprendente: chi beveva caffè aveva il 17% di probabilità in meno di avere una recidiva di battito cardiaco irregolare durante lo studio. L'intervallo tra un episodio e l'altro, inoltre, si è allungato in maniera sensibile. Secondo il professor Marcus, cardiologo e docente presso l'Università della California a San Francisco, l'esito dello studio indica "quanto il caffè con caffeina sembri essere protettivo nel prevenire la fibrillazione atriale". La ricerca, in realtà, presenta anche limiti: è stata estesa a bevande diverse dal caffè ma contenenti caffeina e non ha valutato in maniera approfondita le differenze nelle abitudini di esercizio fisico o nella dieta dei partecipanti. In questo contesto, vanno evidenziate le parole della professoressa Johanna Contreras, cardiologa presso il Mount Sinai Fuster Heart Hospital di New York, alla NBC: lo studio fa ritenere che per chi soffre di fibrillazione atriale sia accettabile consumare caffè con moderazione. Ma l'esperta non si spinge ad affermare con certezza che la bevanda abbia proprietà protettive.

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Violenza su donne, UniMarconi e Doppia Difesa sottoscrivono il protocollo 'Ricomincio da me'

(Adnkronos) - L’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha sottoscritto con Fondazione Doppia Difesa Onlus il protocollo di intesa 'Ricomincio da me', un accordo finalizzato al sostegno delle donne vittime di violenza e alla promozione di iniziative di prevenzione culturale rivolte ai giovani. L’intesa individua nella formazione universitaria uno strumento concreto per favorire autonomia, inclusione e reinserimento sociale. In questo ambito, UniMarconi metterà a disposizione fino a dieci borse di studio per corsi di laurea triennale e master di primo livello, destinate a donne che ricevono o hanno ricevuto assistenza legale e psicologica da Doppia Difesa. L’obiettivo è offrire loro una reale possibilità di ripartenza attraverso l’accesso allo studio, favorendone l’inserimento professionale e accompagnandole verso il raggiungimento dell’indipendenza economica. Accanto al sostegno individuale, l’intesa si muove sul terreno della prevenzione culturale. Sono in programma attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità studentesca, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle diverse forme di violenza contro le donne, anche tenendo conto del fatto che i dati più recenti rivelano un aumento significativo delle violenze sessuali subite da ragazze molto giovani. Il contesto nazionale conferma la portata del problema. In Italia la violenza di genere si manifesta prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e può essere fisica, psicologica ed economica. Proprio la mancanza di autonomia finanziaria rappresenta uno dei principali fattori di vulnerabilità, rendendo più difficile per molte donne uscire da situazioni di abuso. La violenza contro le donne è riconosciuta, anche a livello europeo, come una forma di discriminazione strutturale, legata a disuguaglianze di potere ancora radicate. In questo quadro, la sensibilizzazione ha un ruolo strategico per intervenire sulle cause profonde del fenomeno e favorire un cambiamento culturale duraturo. "Il contrasto alla violenza di genere rappresenta un tema che UniMarconi, quale ente non profit, considera di fondamentale rilevanza, sia in relazione alla storica e significativa presenza femminile all’interno della propria comunità accademica e studentesca, sia per la funzione socioculturale che l’ateneo è chiamato a svolgere come istituzione accreditata", ha dichiarato Alessio Acomanni, presidente dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. "Con questa iniziativa l’Ateneo, già da anni impegnato nel sociale, offre gratuitamente un contributo serio e strutturato per la formazione universitaria a donne coinvolte in complessi percorsi di recupero dalla violenza, uno strumento quindi concreto ed efficace per la costruzione di percorsi di autonomia e di reinserimento professionale". "Doppia Difesa opera per proteggere le vittime di violenza, ma è molto attiva anche nella prevenzione, con iniziative di vario genere: per aumentare il livello di autonomia ed emancipazione delle donne; per accrescere la consapevolezza della gravità del fenomeno attraverso la sensibilizzazione; per diffondere informazioni sugli strumenti di tutela e per promuovere il superamento di stereotipi di ruolo”, ha spiegato Michelle Hunziker, presidente di Fondazione Doppia Difesa Onlus. “Con questo protocollo vogliamo favorire la ricostruzione dei percorsi di vita delle vittime di violenza, che aiutiamo sul piano legale e/o psicologico, e rinsaldare nelle giovani generazioni la cultura del rispetto, favorendo il superamento di stereotipi che possono ostacolare gli stessi percorsi professionali”.

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KilometroVerdeParma, piantato il 100.000° albero

(Adnkronos) - «Rendere il territorio più sano, più pulito e più biodiverso»: con questo obiettivo, cinque anni fa, è nato il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, che oggi celebra un traguardo storico con la messa a dimora del 100.000° albero. A sottolinearne il valore è Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma che definisce il risultato tutt’altro che scontato. «Ci siamo dati un obiettivo quantitativo perché è importante avere dei traguardi. Centomila alberi in cinque anni sembravano una sfida ambiziosa, e invece ce l’abbiamo fatta», afferma. Un successo reso possibile, spiega Chiesi, «grazie alla collaborazione delle istituzioni, dei privati, delle aziende, dei cittadini e delle associazioni», che rende questo risultato «il simbolo di una comunità che si prende cura di se stessa e del proprio territorio». La posa del Ginkgo biloba in viale Du Tillot segna anche l’avvio di un nuovo progetto: la nascita dell’arboreto urbano di Parma, concepito come museo a cielo aperto dedicato alla cura del territorio e alle generazioni future. È un Ginkgo biloba, pianta antichissima e straordinariamente resistente, a rappresentare il significato profondo del 100.000° albero piantato dal progetto KilometroVerdeParma. «La scelta non è casuale -spiega Maria Paola Chies-. Il ginkgo ci lega alla storia del pianeta: cresce lentamente, diventa imponente, ed è il simbolo di un amore per il territorio che richiede tempo ma si costruisce in modo solido». Chiesi ha aggiunto che l’albero messo a dimora in viale Du Tillot è anche il primo tassello dell’arboreto urbano, destinato a diventare «una grande biblioteca di alberi, con centinaia di specie diverse». Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla partecipazione condivisa di cittadini, bambini, istituzioni e partner. «Prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno», conclude.

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