(Adnkronos) - "In questi quattro anni la posizione dell’Europa e dell’Italia è rimasta sempre la stessa: a fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni. Crediamo che sostenere l’Ucraina non sia solamente un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza di Kiev, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso più ampio del termine". Così la premier Giorgia Meloni, al termine dell'incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Come ho avuto modo di dire ormai in molte occasioni, dobbiamo sempre ricordare che, se oggi esistono le condizioni per lavorare a una pace giusta e duratura in Ucraina, lo dobbiamo soprattutto alla tenace resistenza del popolo ucraino e anche al convinto sostegno che l’Occidente ha assicurato in questi anni: due fattori che hanno impedito alla Russia di realizzare il disegno che si era prefissata, e cioè quello di invadere l’intera nazione, farla capitolare in pochi giorni e installare un governo fantoccio al posto di quello democraticamente eletto dagli ucraini", ha spiegato la premier nel corso delle dichiarazioni congiunte con il presidente ucraino. "L’Italia continuerà a promuovere, in sede G7 e in sede di Unione Europea, la pressione economica sulla Federazione Russa, che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale, insiste negli attacchi contro i civili e persevera nel colpire le infrastrutture indispensabili per la popolazione. Il ventesimo pacchetto di sanzioni che l’Europa si appresta ad adottare rappresenta, da questo punto di vista, un passaggio importante per ridurre ulteriormente le entrate che alimentano la macchina bellica russa", ha detto ancora la premier. "Allo stesso modo - ha proseguito Meloni - continueremo a lavorare anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, che è uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina, perché un’eventuale crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea". "Con il presidente Zelensky ci siamo anche confrontati sul processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, che l’Italia auspica al pari delle altre nazioni europee che hanno da tempo avviato questo cammino. Voglio ricordare, con un pizzico di orgoglio, quello che il sistema Italia ha messo in campo per aiutare il popolo ucraino ad affrontare l’emergenza e le fasi più dure, come è stato l’inverno appena trascorso. Noi abbiamo fornito, come era stato richiesto tempestivamente, caldaie industriali e generatori elettrici per far fronte ai blackout e alle interruzioni nelle forniture dovuti agli attacchi russi", ha spiegato ancora. "Ora ci stiamo concentrando sull’invio di macchinari medici, specialmente per i reparti di maternità. Credo che dobbiamo essere, come italiani, fieri di questo lavoro fatto a sostegno della popolazione civile", ha rivendicato Meloni. La premier ha poi parlato di una possibile "produzione congiunta di droni" tra Roma e Kiev. "Continuiamo il sostegno a 360 gradi nei confronti dell’Ucraina. Ci siamo oggi confrontati molto anche su come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa. L’Italia, in particolare, è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina, in questi anni, è diventata una nazione guida", le parole di Meloni. Dal canto suo, Zelensky ha dichiarato di "lavorare con i Paesi interessati", per la "protezione dagli attacchi degli Shahed e la loro difesa". Parlando a Palazzo Chigi, il leader di Kiev ha riferito di un "importante interesse dell'Italia" verso il programma di cooperazione sui droni: "Abbiamo concordato con Giorgia Meloni che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma". "Abbiamo bisogno assolutamente dei sistemi aggiuntivi di contraerea. Per noi sono vitali e possiamo lavorare insieme per la produzione di questi sistemi", ha detto ancora. "Nei primi giorni dell'invasione russa dell'Ucraina, l'Italia ha fatto una chiara scelta di valori – a favore della vita, a favore della nostra difesa. Lo sentiamo in ogni decisione, in ogni espressione di sostegno e solidarietà con il nostro popolo. Sono grato per tutta l'assistenza all'Ucraina", il concetto ribadito da Zelensky in un post su X pubblicato dopo il suo incontro a Roma con la premier, durante il quale il presidente ucraino l'ha tra l'altro informata della "situazione sul campo di battaglia e delle nostre necessità per rafforzare la protezione dei cieli". "Abbiamo discusso di cooperazione nel settore della difesa e abbiamo concordato che i nostri team elaboreranno i dettagli di un accordo sui droni tra i nostri Paesi. Abbiamo anche affrontato la situazione in Medio Oriente e nel Golfo nel contesto della guerra in Iran - ha scritto Zelensly - Abbiamo condiviso gli esiti dei nostri colloqui con i leader della regione e le valutazioni sulle posizioni chiave. È fondamentale che dopo questa guerra ci sia più sicurezza, non meno, e che gli interessi di tutte le nazioni siano rispettati. Come sarà la sicurezza dopo questa guerra è una preoccupazione globale. E in questo momento, tutti noi in Europa, in particolare, dobbiamo coordinarci in modo sostanziale – per salvaguardare sia i nostri interessi che il nostro stile di vita. Grazie, Italia! Grazie GiorgiaMeloni, per l'incontro e per il vostro sostegno".
(Adnkronos) - Viviamo davvero nell’epoca del “tutto e subito”? Non necessariamente. Secondo la ricerca ‘Gli italiani e il tempo ritrovato’, commissionata da Ichnusa ad AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, gli italiani stanno costruendo, momento per momento, un rapporto più consapevole (e risolto) con il proprio tempo. Il quadro che emerge è quello di un Paese in transizione positiva: il 46% ha già ritrovato il proprio ritmo - il 38% si descrive “in controllo del proprio tempo” e il 9% addirittura “a passo lento, per godermi davvero quello che faccio”. E il 45% si dichiara (molto o abbastanza) soddisfatto del proprio rapporto con il ritmo della vita. A commissionare lo studio è Ichnusa, la birra sarda che da sempre racconta un territorio dove il tempo si vive con intensità e rispetto, lo stesso principio che ispira ‘Ichnusa Metodo Lento’, l’ultima nata dello storico birrificio di Assemini che ha scelto di dedicare più tempo al cuore del processo birrario, la fermentazione, esprimendo al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti. Nel ranking delle esperienze che meglio rappresentano il “tempo ritrovato”, “una birra con gli amici” ottiene il 54% delle preferenze, superando persino il gesto simbolo della nostra epoca digitale e iperconnessa: spegnere lo smartphone per qualche ora (53%). A confermare questa bevanda come simbolo del tempo di qualità, per oltre 1 italiano su 3 (37%) bere una birra (da solo o in compagnia) è già oggi uno dei momenti ideali in cui è possibile ritagliarsi il “tempo giusto”, insieme a una passeggiata all’aria aperta (62%) e al relax sul divano (61%). Il cammino verso l’equilibrio non è privo di ostacoli. Il 67% degli italiani sente ancora che la propria vita segua una “tabella di marcia decisa dagli altri”, quella sequenza implicita di tappe che la società si aspetta: studiare, lavorare, sposarsi, fare carriera. Tra la Gen Z la pressione tocca l’81%. Eppure, gli italiani sanno esattamente cosa vogliono: dedicare più tempo alle relazioni profonde (59%), alla cura di sé (57%) e alle passioni personali (53%). Il lavoro si ferma al 21%, ultimo in classifica. Un segnale chiaro: per gli italiani il “tempo di qualità” è sinonimo di vita piena più che di produttività. Sul fronte della svolta personale, il 27% indica l’approccio mentale come la prima cosa da cambiare per ritrovare il proprio tempo. Imparare a vivere nel presente, senza rimpianti e senza accelerare. La cultura del “tempo giusto” travalica la dimensione personale e investe anche le scelte di consumo. Il 96% degli italiani apprezza chi, anche in ambito alimentare, si prende il tempo necessario per realizzare un prodotto fatto con cura: il 50% lo vede come “segno di attenzione”, il 46% come “una scelta interessante se porta a un buon risultato”. Applicato alla birra, questo principio trova una risposta entusiasta: alla presentazione di Ichnusa Metodo Lento, il 78% degli italiani si dichiara interessato a provarla. Con un picco dell’82% in Sardegna, terra natale di Ichnusa e unico luogo dove ancora oggi questa birra viene prodotta. “Quando quasi 8 italiani su 10 ci dicono che vorrebbero provare Metodo Lento, capiamo che stiamo parlando di qualcosa di più grande di una bevanda”, commenta Cristina Newburgh, Marketing Manager Ichnusa. “Non è una questione di rallentare per forza, ma di dare il tempo giusto a ciò che conta: alle persone, ai momenti, alle cose fatte bene. Metodo Lento nasce esattamente da questa convinzione, la stessa con cui, ad Assemini, facciamo birra da più di cento anni”. Se c’è un territorio che anticipa già oggi ciò che il resto d’Italia sta imparando, è la Sardegna. Solo il 24% degli isolani si definisce frenetico (vs 38% nazionale), il dato più basso d’Italia. La pressione della “tabella di marcia sociale” scende al 61% (vs 70% del Nord-est). L’adesione al principio “quando dedichiamo il giusto tempo tutto riesce meglio” è all’87%, tra le più alte d’Italia. Non è un caso che Ichnusa, nata e radicata in quest’isola, abbia scelto di raccontare proprio il valore del tempo. La ricerca lo conferma: gli italiani associano la Sardegna all’idea di tempo ritrovato. Un aperitivo al tramonto vista mare ad Alghero, il silenzio nel Supramonte, una cena lenta in Barbagia. Un immaginario che parla la stessa lingua di chi sceglie di usare il tempo giusto per fare le cose per bene. E Ichnusa Metodo Lento nasce dal rispetto per il tempo e dalla passione per la qualità. Per questa birra, infatti, i mastri birrai di Assemini hanno scelto di dare più tempo alla fase di fermentazione, il cuore del processo birraio. Questo tempo extra permette al lievito di lavorare con calma, il luppolo emerge con maggiore chiarezza, il corpo è più pieno risultando una birra molto bilanciata. Si tratta di una lager chiara con un grado alcolico di 4,3% vol., dal corpo pieno e gusto rinfrescante in perfetto equilibrio; il gusto è accessibile, adatto a più occasioni di consumo, perfettamente complementare a Ichnusa Non Filtrata. Ichnusa Metodo Lento è l’ultimo capitolo di una storia centenaria, che racconta la passione per la qualità e la continua voglia di innovare dello storico birrificio di Assemini.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.