INFORMAZIONI
alispa
ALI Agenzia per il Lavoro spa Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: HR Account Manager Area: Altro Manuel Addante |
INFORMAZIONI
alispa
ALI Agenzia per il Lavoro spa Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: HR Account Manager Area: Altro Manuel Addante |
(Adnkronos) - Israele ha intensificato gli attacchi contro varie aree della Striscia di Gaza, provocando decine di morti e feriti, tra cui donne e bambini, con l'obiettivo di sfollare quasi un milione di palestinesi. Secondo Al Jazeera, almeno 35 palestinesi, tra cui quattro richiedenti aiuto, sono stati uccisi dall'alba di oggi, di cui venti nella città di Gaza. Secondo fonti locali, i soldati delle Idf hanno aperto il fuoco con mitragliatrici pesanti direttamente sui civili in attesa di aiuti nel sud di Gaza e nella Striscia centrale, uccidendo cinque persone e ferendone molte altre. I corpi di altre 3 persone sono stati recuperati dalle squadre di soccorso e di protezione civile dopo il bombardamento di una casa nel campo profughi di Nuseirat all'alba. Durante la notte le Idf hanno inoltre sganciato prima bombe fumogene sulla città di Gaza, rendendo l'area irrespirabile e costringendo i palestinesi a lasciare tende, rifugi e case. Successivamente, si sono registrati raid violenti nel quartiere di Sabra, a sud di Gaza City, in concomitanza con il lancio di droni nell'area di Third Street, nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord-ovest della città. Le forze di occupazione hanno inoltre effettuato una cintura di fuoco nel quartiere di Zeitoun, a est di Gaza City, riporta Wafa che informa che le forze di occupazione hanno continuato a bombardare edifici residenziali a Jabalia al-Nazla, a nord della Striscia di Gaza, utilizzando robot dotati di trappole esplosive per distruggere le abitazioni dei civili. Aerei da combattimento hanno colpito un appartamento residenziale appartenente alla famiglia Daoud nella torre Shawa Hasri nella zona di al-Karama, uccidendo una donna e suo figlio, fa sapere ancora l'agenzia. "È impossibile che un'evacuazione di massa di Gaza City possa mai essere effettuata in modo sicuro e dignitoso nelle attuali condizioni", ha dichiarato la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Mirjana Spoljaric in una nota, descrivendo il piano di evacuazione come "non solo irrealizzabile, ma anche incomprensibile". Il capo della Croce Rossa ha ribadito che i piani israeliani per evacuare totalmente Gaza, in vista di una presa del potere militare, sono impossibili da mettere in atto. Secondo al-Jazeera, che cita media israeliani, un soldato israeliano è stato ucciso e altri 11 sono rimasti feriti nei combattimenti in corso a Gaza City, mentre quattro risultano dispersi. Secondo la ricostruzione, le truppe israeliane sono state attaccate dai miliziani di Hamas nel quartiere Zeitoun di Gaza City. Il ministero della Salute di Gaza ha registrato 10 decessi "dovuti a carestia e malnutrizione" nelle ultime 24 ore, tra cui tre bambini. Sale così a 332, tra cui 124 bambini, il numero totale di morti per fame dall'inizio della guerra a Gaza. La nuova offensiva delle Idf finalizzata a occupare Gaza City offre ad Hamas ''un'opportunità in più per rapire soldati'' israeliani. Lo ha dichiarato il portavoce delle Brigate Qassam di Hamas, Abu Obeida. "Questo aumenterà le possibilità di catturare nuovi soldati. I nostri combattenti sono in stato di allerta, preparati e con il morale alto", ha affermato. L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi. l'Unrwa ha dichiarato che i suoi magazzini in Egitto e Giordania sono pieni e pronti a consegnare circa 6.000 camion di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. "Il divieto imposto dalle autorità israeliane all'ingresso degli aiuti umanitari dell'Unrwa a Gaza deve essere revocato", ha scritto l'agenzia in un post su X sottolineando: "I nostri magazzini in Egitto e Giordania sono pieni e pronti a caricare circa 6.000 camion" se Israele ne approva l'ingresso.
(Adnkronos) - "La stagione è iniziata interrompendo il trend di crescita degli ultimi anni, nel senso che almeno nella prima parte c'è stato un rallentamento nelle presenze sull'Isola, un po' perché Pasqua è stata più avanti nel calendario, un po' per il meteo, e anche perchè l'anno scorso il G7 e una grossa produzione cinematografica hanno un po' 'falsato' i risultati. Quest'anno tra giugno e luglio ci sono stati dei piccoli rallentamenti rispetto all'anno scorso, ma poi comunque i tassi di occupazione delle strutture ricettive sono ancora più che buoni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Capri, sull'andamento della stagione turistica nell'Isola. Secondo Coppola "contrariamente al passato, quando ci sono stati dei cali, non ho visto altre destinazioni o comunque destinazioni concorrenti, che magari hanno beneficiato di questo calo di Capri. Questo mi lascia pensare che a impattare sull'andamento del turismo nella nostra Isola è stata la situazione internazionale, con più fronti di incertezza aperti, dalle guerre ai dazi", aggiunge. E Coppola sottolinea come "negli ultimi anni sull'Isola è cresciuto molto il turismo internazionale anche nel mese di agosto, che normalmente era quasi esclusiva degli italiani. Forse perché è un po' cambiato il concetto di vacanze: non è più villeggiatura ma è esperienza, si tende a fare meno giorni più volte l'anno o più volte durante l'estate piuttosto che stare un mese in una sola località. Questo ha fatto sì che il numero di turisti stranieri crescesse rispetto a quelli italiani. A Capri l'anno scorso c'è stato un boom di sudamericani, quest'anno tante persone dagli Stati Uniti, dalla Francia. Devo dire che non è possibile identificare una nazionalità prevalente ma c'è un respiro di turismo internazionale". E sulla durata media di permanenza dei turisti sull'Isola Coppola fa un distinguo. "Se io devo ragionare -spiega- sull'intero numero di visitatori dell'isola di Capri, devo registrare un grosso numero di turisti giornalieri. Non che non mi facciano piacere, ma credo che non sia possibile esprimere le bellezze e il potenziale turistico dell'isola con una visita di poche ore. Pertanto io lavorerei dal punto di vista comunicativo su una proposta di visita a Capri che si prolunghi con il pernottamento. Se invece dovessimo analizzare il numero di turisti stanziali, posso dire che il soggiorno medio è circa due notti e mezzo". E sull'andamento del fatturato per le strutture alberghiere sull'Isola Coppola specifica: "Rispetto all'anno scorso ci potrebbe essere un meno 10% di fatturato, però ripeto dobbiamo considerare che l'anno scorso, nel mese di marzo, il 30% degli alberghi era aperto per il G7 e abbiamo avuto una produzione cinematografica che ha bloccato un buon 40% di alloggi sull'Isola. Chiaramente questo è un dato che gira sul fatturato. Se dovessi fare soltanto un riferimento per la stagione estiva, cioè giugno, luglio, agosto possiamo dire che registriamo un leggerissimo calo", aggiunge. Per il presidente degli albergatori le mosse per il futuro dell'Isola sono chiare. "Sicuramente il nostro impegno, collaborando molto con le altre associazioni e con le amministrazioni, è quello di lavorare molto sulla comunicazione, per rendere più noti i percorsi turistici di Capri. A noi va bene, fa piacere, l'idea che Capri venga vista come una destinazione di lusso, però ci teniamo a non far sì che venga vista solo così, altrimenti rischiamo di diventare una destinazione di lusso mordi e fuggi, che sono un po' i due opposti. Il nostro obiettivo è invece pubblicizzare e promuovere il patrimonio artistico e culturale dell'Isola". Secondo Coppola infatti "il turismo culturale tra l'altro è utile anche quando si parla di destagionalizzazione, che è il migliore antidoto, attualmente all'over tourism, cioè pensare di allungare il periodo di attività sicuramente serve a deconcentrare e decongestionare i periodi più affollati". E dall'altra parte, secondo il presidente di Federalberghi Capri, "per quanto riguarda invece i servizi è chiaro che dobbiamo capire come agire sul grosso problema della viabilità. Sappiamo che una migliore mobilità aumenta la probabilità che un turista che non deve perdere tempo nelle file sicuramente avrà un ricordo migliore della sua vacanza, oltre che una qualità dei servizi nettamente migliorata", conclude.
(Adnkronos) - Benessere delle famiglie con animali d’affezione, l’Italia non tiene il passo: i servizi offerti nel settore pet care mostrano ritardi strutturali e forte disomogeneità tra Comuni costieri e interni. E' la fotografia del XIV rapporto nazionale 'Animali in Città' di Legambiente sulle performance dei Comuni e delle Asl nella gestione degli animali nei centri urbani (con il patrocinio di Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Enci, Fnovi, Amvi e Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva), presentato questa mattina in occasione ella 37esima edizione di Festambiente, il festival nazionale del Cigno Verde dal 6 al 10 agosto a Rispescia (GR). Nel 2024, su un campione di 734 amministrazioni comunali (appena il 9,3% dei comuni italiani) che hanno risposto in modo completo al questionario di Legambiente, solo il 39,5% (meno di 4 comuni su 10) ha ottenuto una performance almeno sufficiente nella gestione degli animali d’affezione. Di questi - spiega l'associazione - 82 Comuni costieri (il 12,7% del totale in Italia) e 652 interni (il 9% del totale) che, pur condividendo ritardi strutturali, dimostrano andamenti divergenti, con differenze marcate nella qualità e disponibilità dei servizi offerti ai cittadini e ai loro animali. La disomogeneità più evidente riguarda l’accesso ad aree libere per cani: presenti nel 36,2% dei Comuni costieri e nel 10,4% appena dei Comuni interni - rileva Legambiente - Altra differenza si registra per i servizi di pensione per animali, disponibili nel 57,3% dei Comuni costieri e in appena il 21,9% di quelli dell’entroterra. Nella gestione del fine vita degli animali d’affezione, invece, solo il 28% dei Comuni costieri e il 10% degli interni ha predisposto regolamenti per cremazione, tumulazione o inumazione. Altro tema sensibile sono botti e fuochi d’artificio, spesso fonte di stress per gli amici a quattro zampe - si legge nel report - ad adottare regolamenti specifici per limitarne l’uso il 21,9% dei Comuni costieri e l’8,3% di quelli interni. Ancora limitata, poi, la presenza di Sportelli Animali o di un Garante per i diritti degli animali (l’8,5% dei Comuni costieri e il 4,4% per quelli interni) e di un sostegno economico ai cittadini nella sterilizzazione degli animali (14,6% e 4,7%). Un grave ritardo dei Comuni costieri - avverte l'associazione - è costituito dall’adozione di un regolamento per la corretta fruizione delle spiagge da parte delle famiglie con animali d’affezione, presente solo nel 23,2% dei casi. Il Cigno Verde è tornato a denunciare, poi, l'assenza di una sanità veterinaria pubblica di prossimità. Non solo la fotografia dei ritardi da colmare. Anche quest’anno Legambiente assegna il Premio 'Animali in città' a quelle realtà virtuose che si sono distinte per l’offerta di servizi e azioni dedicate alla prevenzione del benessere animale, sulla base di 36 indicatori per i Comuni e di 25 per le Aziende Sanitarie. Tra le amministrazioni comunali premiate, Napoli che si distingue per la copertura sanitaria e l’integrazione tra servizi veterinari e socioassistenziali; San Giovanni in Persiceto (BO) che eccelle grazie a servizi integrati, un forte attivismo civico e ordinanze comunali efficaci; Modena per l’investimento economico significativo e una regolamentazione urbana completa a tutela del benessere animale. Tra i Comuni sotto i 5mila abitanti, premiati Zocca (MO) e Campodolcino (SO) per i loro investimenti in educazione civica e in progetti sociali adattati al contesto rurale e montano. Tra le Asl più virtuose, invece, si distinguono Napoli 1, Bergamo e Vercelli, che oltre a fornire dati puntuali, integrano meglio i servizi sanitari con quelli offerti dai Comuni, operando con proattività. "Il XIV Rapporto di Animali in città - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente - conferma che solo grazie a solide alleanze tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati è possibile garantire il benessere delle famiglie con animali d’affezione. Per questo chiediamo di promuovere ed agevolare la firma di 1.000 accordi o patti di comunità in tutto il Paese. È urgente rilanciare la sanità veterinaria pubblica di prossimità, obiettivo per cui chiediamo al governo di realizzare un piano nazionale a supporto delle Regioni che consenta l’assunzione stabile di 6mila veterinari e alle Regioni il raggiungimento complessivo di 1.000 strutture veterinarie pubbliche (850 tra canili sanitari e gattili sanitari e circa 150 ospedali veterinari pubblici), distribuite equamente sul territorio in rapporto alla popolazione servita. Inoltre, alle Amministrazioni comunali l'appello è di potenziare le aree verdi con libero accesso dedicate alle famiglie con cani, di valorizzare l’applicazione di regolamenti e ordinanze e rafforzare il senso civico grazie al supporto di 10mila guardie ambientali e zoofile delle associazioni di volontariato, per migliorare concretamente la qualità della vita di cittadini e animali”.