Lega Pallavolo Serie A FemminileLa Lega Pallavolo serie A femminile è un Consorzio delle società partecipanti ai campionati nazionali di serie A1 ed A2 femminile di pallavolo |
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(Adnkronos) - Il campionato di calcio o il medagliere olimpionico, il cane più bello e quello più brutto, fino a chi mangia più hot dog, alla corsa degli zombie e a chi lancia più lontano il telefonino: di gare e di record, in giro per il mondo, ce ne sono di tutti i gusti. Ma la classifica dei libri più letti nei bagni britannici proprio mancava. E dato che esiste e che evidentemente se ne sentiva il bisogno, indovinate chi si trova sul podio più alto. Ma 'Spare', naturalmente. La biografia del 2023 del principe Harry è stata votata come il libro numero uno da leggere in bagno in Gran Bretagna. Secondo un sondaggio commissionato dal marchio di carta igienica Cushelle, le persone non amano soltanto scorrere le notizie sui social media mentre sono 'in seduta' o leggere giornali e riviste e persino rispondere alle telefonate e alle videochiamate. I sudditi di Sua Maestà, infatti, prediligono anche i libri, e il bestseller del secondogenito di re Carlo ha la meglio su 'Come perdere gli amici e alienare le persone' di Toby Young, che si è classificato subito dopo, leggermente davanti a '1984' di George Orwell e a 'Breve storia del tempo' di Stephen Hawking. 'Febbre a 90°' di Nick Hornby completa la top five dei libri più avvincenti, seguito da 'Essere Jordan' di Katie Price e poi da 'Il codice Da Vinci' di Dan Brown. La psicologa comportamentale Jo Hemmings, che ha partecipato allo studio, ha detto al Mirror: "Il bagno è uno dei pochi luoghi in cui le persone si sentono brevemente distaccate dalle pressioni e dalle aspettative sociali, quindi spesso si sentono attratte da libri coinvolgenti, colloquiali o persino un po' provocatori. Un'autobiografia come 'Spare' si adatta perfettamente a questo stile: è facile da leggere una parte alla volta, è coinvolgente a livello emotivo, è basata su una narrazione personale e, non è un caso, il suo titolo può essere inteso anche come prezioso 'tempo libero'!". Secondo lo studio, i britannici vanno in bagno sei volte al giorno, trascorrendovi poco più di cinque minuti a sessione: ben sette giorni interi all'anno. Vanno in bagno per sfuggire a tutto. Quasi un terzo dei genitori confessa di fingere a volte di "dover andare in bagno" solo per sfuggire ai figli, mentre un quarto usa il bagno per evitare il partner e il 22 per cento vi si intrufola per non incontrare i colleghi di lavoro. La Hemmings ha aggiunto: “La vita moderna è incredibilmente rumorosa, a livello digitale, sociale ed emotivo. Le persone sono sovrastimolate e non riposano a sufficienza. Il bagno è uno spazio in cui i confini vengono culturalmente rispettati. Dietro una porta chiusa, si ha il permesso di fare una pausa. Non è un caso che le persone prolunghino le loro visite in bagno, sia per scelta che inconsciamente. Non si limitano a espletare i propri bisogni; si prendono un momento prezioso per regolare le proprie emozioni. Cushelle ha colto un'intuizione culturale geniale. Siamo alla disperata ricerca di quei pochi minuti di privacy perduti, e l'idea di una distrazione completamente consumabile, monouso e senza sensi di colpa è un colpo di genio”. Per la cronaca, il classico di Jane Austen, 'Orgoglio e pregiudizio', si è classificato all'ottavo posto, superando di poco 'La mia vita' di Alex Ferguson e 'Il diario di Bridget Jones' di Helen Fielding. In tutto questo, c'è da scommettere che, nel campionato del 2027, un nuovo libro che si affaccerà nei bagni britannici spiazzerà sia i grandi classici che la biografia di Harry. Se le scriverà (ed è molto probabile che lo faccia), Sarah Ferguson scalerà non solo questa, ma qualsiasi altra classifica con le rivelazioni sui suoi rapporti e quelli di Andrew Mountabatten-Windsor con Jeffrey Epstein e su come fu trattata Lady Diana dalla famiglia reale.
(Adnkronos) - Ancora due morti sul lavoro in Italia in meno di 48 ore. Nella mattinata di oggi, lunedì 23 marzo, in un’azienda di Selvazzano Dentro, nel Padovano a perdere la vita è stato un operaio senegalese di 22 anni rimasto incastrato nel cilindro del macchinario per il taglio delle lamiere su cui stava lavorando nel tentativo di rabboccare il liquido lubrificante necessario al macchinario stesso. Un suo collega è rimasto leggermente ferito alla mano destra nel tentativo di liberarlo. I sanitari del 118, giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso immediato per le gravi lesioni riportate. Sul posto anche i carabinieri della locale stazione e i tecnici Spisal dell’azienda sanitaria per le indagini sul rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro. Sabato un operaio di circa 30 anni, nativo di Andria, è rimasto ucciso nella zona industriale di Modugno, in provincia di Bari precipitando dal terrazzo di un capannone industriale dove stava lavorando. Sul posto, quale organo tecnico di accertamento dell’Autorità giudiziaria, sono intervenuti gli ispettori dello Spesal Area Metropolitana della Asl Bari, i quali stanno verificando le cause e le circostanze dell’incidente. I rilievi sono tuttora in corso. Dai primi riscontri, la vittima sarebbe caduta da un’altezza di circa sei metri, morendo sul colpo. Le cause del decesso saranno comunque stabilite dalla perizia medico legale.
(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude.