INFORMAZIONILaura ZanellottiPrometeon Tyre Group Auto, Moto e Veicoli Ruolo: Corporate HSE Manager Area: Government & Public Affairs Management Laura Zanellotti |
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(Adnkronos) - Il mare e la vela diventano il simbolo del viaggio che le pazienti oncologiche si trovano ad affrontare nel corso della malattia: da questa idea nasce 'Pazienti a bordo', progetto promosso da We Will Care, associazione no profit impegnata nel supporto psiconcologico, in collaborazione con la Fondazione Centro velico Caprera. Le evidenze scientifiche più aggiornate sottolineano come stress prolungato e infiammazione incidano nei meccanismi di insorgenza e progressione dei tumori: agire su questi aspetti significa intervenire in modo concreto sul benessere globale della persona. In quest’ottica, anche per il 2026 l’associazione apre una call per individuare 75 pazienti che potranno partecipare a un’esperienza di 7 giorni tra corso di barca a vela, supporto psicoterapeutico di gruppo e contatto con la natura, nello scenario dell’isola di Caprera. L’iniziativa – che si svolgerà in 4 diverse settimane, dal 6 giugno al 19 settembre 2026 – propone un’esperienza intensa che coinvolge pazienti, psicoterapeuti e istruttori di vela, per potenziare le capacità psicofisiche personali e a sviluppare una più profonda consapevolezza di sé. "Ormai è sempre più evidente quanto la dimensione psicologica incida sui percorsi di cura oncologici – spiega Gabriella Pravettoni, ordinaria di Psicologia presso il Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo), Università di Milano e direttrice della Divisione di Psiconcologia, presso l’Istituto europeo di oncologia Irccs (Ieo) -. Con questo progetto vogliamo offrire alle pazienti uno spazio protetto ma allo stesso tempo sfidante, in cui poter riattivare competenze e fiducia. La barca a vela diventa un contesto esperienziale potente: obbliga a stare nel presente, a prendere decisioni, a collaborare. Tutti elementi che aiutano le pazienti a uscire da una condizione di passività e a ritrovare un ruolo attivo nel proprio percorso di vita e di cura.” Il progetto prevede lezioni teoriche di navigazione ogni mattina, seguite da sessioni di psicoterapia di gruppo, seguite da lezioni pratiche in mare. Il contatto con la natura sarà centrale: le partecipanti soggiorneranno sull’isola in condizioni essenziali, lontane dal contesto quotidiano, favorendo un’esperienza autentica e immersiva. La call è rivolta a tutte le donne pazienti oncologiche maggiorenni, indipendentemente dal tipo di diagnosi, senza esperienza di barca a vela, in grado di nuotare e che abbiano già concluso eventuali trattamenti chemioterapici (quando previsti). Altri trattamenti in corso non rappresentano un limite alla partecipazione. Anche per il 2026 - informa una nota - il progetto mantiene una forte componente scientifica: "L’edizione 'Pazienti a bordo vela rosa' proposta nel 2025 e co-finanziata dalla Fondazione Prosolidar, ha portato a risultati entusiasmanti: riduzione significativa di ansia e depressione, miglioramento dell’auto-efficacia e del funzionamento relazionale. Un risultato particolarmente interessante, infine, è la riduzione dell’infiammazione sistemica di basso grado a 3 mesi dalla conclusione dell’intervento, sottolineando l’efficacia del progetto sulla promozione del benessere in donne con pregressa diagnosi di tumore - sottolinea Ketti Mazzocco, professore associato presso il Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’Università di Milano (Dipo) e direttore di Unità di Psiconcologia della decisione e promozione della salute, presso lo Ieo. - Il nostro obiettivo è misurare in modo sempre più preciso come esperienze integrate, che combinano psicoterapia, attività fisica e contatto con la natura, possano incidere sui biomarcatori dell’infiammazione. Questo progetto rappresenta un modello innovativo di intervento integrato, in cui il benessere psicologico non è solo supporto, ma parte necessaria della strategia di cura". 'Pazienti a bordo' è un progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione Centro Velico Caprera, che si occupa dell’ospitalità e di tutta la parte velica del progetto. "Siamo felici di supportare anche quest’anno un’iniziativa che unisce mare, formazione e benessere della persona – commenta Enrico Bertacchi, segretario generale della Fondazione Centro velico Caprera –. Crediamo profondamente nel valore educativo e trasformativo della vela: offrire alle partecipanti questa esperienza significa accompagnarle in un percorso di crescita, condivisione e riscoperta delle proprie risorse".
(Adnkronos) - "Stare qui mi dà speranza, mi dà gli occhi per guardare qualcosa di nuovo, una bellezza sicuramente diversa nell'idea e nella proposizione di una disabilità che oggi deve assolutamente raggiungere dei nuovi obiettivi anche nell'integrazione professionale. Quando dico bellezza non è ciò che si vede o la bellezza di una fotografia, ma è anche la voglia, la volontà di credere che questi siano percorsi continuativi che possano donare veramente l'integrazione". A parlare è la giornalista Eleonora Daniele all’inaugurazione della mostra fotografica 'Turbanti' alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi. "L'autismo oggi deve raggiungere nuovi obiettivi: sicuramente quello della ricerca e dell’assistenza, ma anche quello dell’inclusione. Le famiglie e i ragazzi autistici - spiega -devono essere considerati individui normali per la società, non devono essere messi da parte. Nelle scuole, nei mondi professionali e nella quotidianità serve un cambiamento di sguardo. Qui oggi abbiamo esempi concreti: ragazzi protagonisti di queste foto e famiglie che hanno reagito. Questo linguaggio dell’arte - conclude Daniele - è l’esempio di una nuova identità e di una reale possibilità di integrazione".
(Adnkronos) - Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione. Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità. In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A. “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”.