(Adnkronos) - "Basta, basta, free tutti i maranza". Si apre con queste parole il nuovo singolo di Ghali, 'Basta', pubblicato a sorpresa sulle piattaforme digitali dal rapper italiano di origini tunisine la notte scorsa. Un brano che l’artista aveva già fatto ascoltato in anteprima ai fan in occasione di alcuni concerti nei mesi scorsi e la cui release non sembra casuale: stasera si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, evento che ha posto Ghali al centro di un acceso dibattito politico. Solo poche ore prima di rilasciare il nuovo brano, Ghali ha pubblicato suoi social una lunga lettera, scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale denuncia di essere stato escluso dall’esecuzione dell’inno di Mameli durante la cerimonia di apertura dei Giochi, dopo un primo invito da parte degli organizzatori. Nel testo, l’artista racconta di sentirsi accettato solo a determinate condizioni, e di aver visto ridimensionata la sua partecipazione, compresa la rinuncia a una poesia sulla pace che avrebbe potuto includere anche l’arabo. "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro” scrive nel messaggio citando il celebre articolo di Pier Paolo Pasolini 'Io so'. Nel brano invece, dalla durata di un minuto e 59 secondi, Ghali affronta senza mezzi termini i temi legati a soldi "cifra troppo alta, mamma mi è svenuta in banca", ribellione "non mi sono mai piaciute le regole”, e resistenza “sono da solo ma sembro un esercito”. Tra barre incisive e sonorità arabeggianti, l’artista sembra voler rivendicare la propria identità. 'Basta' arriva in una fase complessa per Ghali, caratterizzata dalle polemiche nate attorno alla sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, prevista stasera dalle 20 e arricchita dalla presenza di grandi nomi della scena internazionale come Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Cecilia Bartoli e Lang Lang. La scelta di includere il rapper nel cast dello spettacolo ha provocato forti reazioni in ambito politico, in particolare da parte di alcuni rappresentanti della Lega, che considerano Ghali troppo schierato a favore della causa palestinese. Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque". Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato". Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque". Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato".
(Adnkronos) - Un confronto a tutto campo su Ia, didattica e futuro. Mercoledì 4 febbraio, a partire dalle 9.30, la sede principale dell’Università eCampus, a Novedrate (Como), ospiterà 'eCampus, didattica aumentata e Ia: il ruolo delle università nelle politiche di innovazione', una giornata di lavoro dedicata alle intelligenze artificiali, al plurale, per approfondire il ruolo delle università nelle politiche di innovazione: la formazione di nuove competenze, la trasformazione delle professioni, la cybersecurity e i nuovi linguaggi. Un dibattito aperto in cui l’ateneo metterà a disposizione della collettività i risultati della ricerca e della terza missione nei suoi vent’anni di esperienza. L’università non può limitarsi a 'comprare' l’intelligenza dall’esterno, ma deve concorrere a formarla, personalizzarla e addestrarla, trasmettendo agli studenti competenze critiche, etiche e tecnologiche. Una posizione che dialoga idealmente con il dibattito aperto a Stanford all’indomani della diffusione dei sistemi generativi e che eCampus sviluppa oggi in una prospettiva autonoma, fondata su un approccio artigiano al sapere, capace di rendere i singoli profili professionali protagonisti consapevoli dei processi di innovazione. Il programma della giornata seguirà un percorso coerente con questa impostazione. Al mattino il confronto si concentrerà sul rapporto tra innovazione e formazione dei professionisti del futuro e sulle professioni in trasformazione. Il Piano strategico di Ateneo costituirà il filo conduttore delle diverse sessioni, emergendo nei temi della didattica, delle competenze, dell’impatto sociale e delle politiche di innovazione. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sul rapporto tra tecnologia e salute, sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione e, infine, sul ruolo della ricerca e dei dottorandi nei processi di innovazione, prima della chiusura affidata a un momento informale di networking. A dare voce al dibattito sarà un parterre ampio e multidisciplinare, grazie ai contributi di Amarildo Arzuffi di Fondimpresa, Antonella Guidazzoli di Cineca, Pier Guido Lezzi di MaticMind Milano, del giornalista Carlo Massarini, del saggista Michele Mezza e dell’atleta olimpico Matteo Melluzzo. Per l’Università eCampus interverranno Marco Arnesano, Luisella Bocchio Chiavetto, Riccardo Botteri, Placido Bramanti, Manuela Cantoia, Elisabetta Cattoni, Luca Cioccolanti, Gloria Cosoli, Venusia Covelli, Leonardo Fiorentini, Oleksandr Kuznetsov, Enrico Landoni, Lorenza Lei, Giovanni Liberati Buccianti, Alfonso Lovito, Barbara Marchetti, Marco Margarita, Elisa Pedroli, Francesco Pigozzo, Cristian Randieri, Paolo Raviolo, Marco Rondonotti, Maria Lucrezia Sanfilippo, Enzo Siviero, Manuela Vagnini e Fabrizio Vecchio. L’evento, aperto a tutti, aiuterà a comprendere come la didattica aumentata e le intelligenze artificiali stiano ridisegnando il ruolo dell’università nelle politiche di innovazione.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.