(Adnkronos) - Il 2026 sarà ricco di royal weddings. Sarà l'anno delle nozze celebrate all'interno di castelli e dimore storiche (di proprietà...ça va sans dire), antichi manieri e lussuosi fortilizi. Dal principe Leka, pretendente al trono di Albania con la fotografa Blerta Celibashi a Eliza Spencer, nipote di lady Diana, con Channing Millerd, a Lukas von Lattorffe e la giovane contessa Marie von Wilezek. In terra d'Albione attesa la celebrazione per i matrimoni di Peter Phillips, figlio della principessa Anna e nipote di re Carlo con Herriet Sperling, mentre lady Marina Windsor, cugina dei principi William e Harry cconvolerà a nozze con Nico Macauley, discendente di un visconte. E ancora, in programma il matrimonio di altri 'cugini' illustri, tutti discendenti dal conte di Parigi, pretendente al trono di Francia, Leopoldine de Liechtenstein con Bruno Walter Pedrosa Joao di origini portoghesi, della principessa Hélène d'Orléans con Francisco Sottomayor Quinta, e della duchessa Sophie- Dorothée di Wurtemberg che sposerà il londinese Philipp Polack. Nozze in vista in casa Wurtemberg anche per la secondogenita del duca Philippe e della principessa Marie Caroline di Baviera, Pauline che convolerà a nozze con il conte Costantin zu Konigsegg- Aulendorf. Fervono dunque i preparativi per le nozze, la maggior parte delle quali saranno celebrate a partire dalla prossima primavera. E se i rampolli appartengono alle maggiori famiglie 'royal' o del gotha europeo, molti di loro hanno lasciato le famiglie d'origine per incarichi prestigiosi in seno ad imprese e istituzioni europee. Sono dunque tutti figli di un'Europa unita, senza confini e senza frontiere, ma spesso in seno alla grandi famiglie unitissimi per legami di sangue e dinastici. Per molti di loro si tratta di matrimoni aristo-borghesi che nulla toglieranno al fascino d'antan. Sarà il Liechtenstein a festeggiare il primo dei royal wedding del 2026 a febbraio. E sarà Bruno Walter Pedrosa Joao, produttore cinematografico e televisivo, a portare all'altare la principessa Leopoldine, figlia di Gundakar e Marie de Liechtenstein, nata principessa d'Orléans. Piccoli rampolli crescono nella maison de Liechtenstein, uno dei Paesi più piccoli d'Europa. Si attende infatti la data delle nozze di Lukas von Lattorff, il maggiore dei sette figli della principessa Tatjana del Liechtenstein e di Philipp von Lattorff, con Marie von Wiezek, anche lei imparentata, da parte della principessa Felicitas con il Liechtenstein ed in particolare con il principe Johann -Wenzel. Anche il conte Maximilian di Waldburg e Trauchburg, 33 anni ( i genitori sono Clemens e Georgina del Liechtenstein) ha chiesto la mano dell'affascinante Veonika Muller - Wilmes, responsabile dello 'sviluppo commerciale', della Banca di Zurigo. Ancora matrimoni tra i giovani 'eredi' della famiglia di Francia. Le date delle nozze, al momento sono top secret. E' grafico, presso l'agenzia Sieveling, e presto sposerà Marie- Thérèse de Waldburg-Zeil e Trauchburg, Philipp d' Oettingen -Wallerstein, 36 anni, il più grande dei nipoti della duchessa Diana di Wurtemberg, nata principessa di Francia. Analista finanziario lui, responsabile delle pubbliche relazioni in una società tedesca, il conte Géza zu Konigsegg- Aulendorf, appartenenente ad una delle famiglie più ricche d'Austria, ha scelto di unire il suo destino a quello della contessa Elena d'Arco-Zinneberg, cugina di Olympia, principessa Napoléon. E in terra di Germania si celebreranno i matrimoni tra il conte Mauritz Douglas, discendente dell'ultimo imperatore d'Austria e della contessa Emma zu Solms-Laubach, tra la contessa Marie von Eltz e Dhruv Raj Singh, cugino del Maharadjah del Japure. E tra le coppie royal che si apprestano al grande passo, due principi recidivi, alle loro seconde nozze. Il principe ereditario Leka d'Albania, già padre di una bambina, Geraldine, avuta dalla prima moglie Elia Zaharia, ha annunciato qualche mese fa il suo fidanzamento con la fotografa Blerta Celibashi all'interno di una splendida serata dove ha riunito un centinaio di amici, in località Ksamil, nel sud dell'Albania. Sarà forse per sempre...l'unione tra il maggiore dei nipoti di Elisabetta II, Peter Phillips figlio della principessa Anna e del capitano Mark Phillips e Mary Sanders. L'annuncio ad un anno dal loro primo incontro. Saranno sicuramente le nozze più attenzionate e scortate quelle tra Sara di Giordania (fidanzamento in abito Valentino alla presenza del re Abdallah II e della famiglia reale) con Ali al Sawaf fotografato in abito tradizionale. Studi al King's College, Ali Sawaf si è specializzato in informatica prima di diventare ingegnere specializzato in intelligenza artificiale. Ma il matrimonio più atteso dell'anno, il più fashion, il più glamour sarà sicuramente quello tra l'italianissimo Rocco Brignone, discendente da una famiglia di antichi banchieri torinesi e Talita von Furstenberg, primogenita di Alexander, nipote dell'Avvocato Agnelli, e Alexandra Miller, nipote della grande stilista e couturier Diana, che firmerà sicuramente il suo abito da sposa.
(Adnkronos) - "Il 2026 fin da questo mese di gennaio si presenta come un anno ancora complesso. E altrettanto vero che se si guarda l'andamento delle Borse e l'intrapredenza dei nostri imprenditori, e quindi la loro volontà di reazione, riteniamo che ci siano delle opportunità e delle possibilità, vedi il Mercosur, per poter fare delle interessanti azioni che porteranno nella manifattura ad un aumento dei fatturati e della penetrazione del prodotto made in Italy". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di It-ex, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale.
(Adnkronos) - “Puntiamo a integrare innovazione, tecnologia, affidabilità e attenzione all’ambiente per trasformare l’acqua in un’esperienza sempre più trasparente e migliore per i consumatori. I nuovi prodotti che stiamo lanciando, Purity e Smart Modernity, rappresentano una risposta concreta a questa sfida: soluzioni semplici e intuitive che integrano tecnologia IoT (Internet of Things) avanzata e contribuiscono a creare un vero e proprio ecosistema di acqua connessa”. Lo ha detto oggi a Milano Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italia, player di rilievo nei sistemi di trattamento dell’acqua, intervenendo al talk ‘L’acqua del futuro è smart’, nel corso del quale sono state lanciate le due nuove soluzioni smart e presentati, in anteprima nazionale, i risultati di una nuova ricerca Ipsos Doxa realizzata per Culligan, che evidenzia la crescente attenzione degli italiani verso la qualità dell’acqua da bere e il suo impatto sulla sostenibilità. “I consumatori chiedono sempre più trasparenza, affidabilità e responsabilità alle aziende – riprende Giampieri – Culligan si è sempre posta, e continuerà a porsi, come facilitatore del cambiamento, creando cultura dell’acqua e mettendo a disposizione informazioni chiare, supportate da evidenze scientifiche, che aiutino le persone a comprendere meglio l’acqua che bevono e, di conseguenza, a compiere scelte più consapevoli. Le nostre soluzioni promuovono l’idratazione e il benessere delle persone e, allo stesso tempo – aggiunge – consentono di ridurre, o meglio ancora eliminare, l’utilizzo di bottiglie in plastica monouso, facilitando scelte di vita più rispettose dell’ambiente”. “Nel 2025, l’utilizzo delle soluzioni Culligan a livello globale ha consentito di ridurre l’equivalente di 45 miliardi di bottiglie di plastica monouso: un dato che, meglio di qualsiasi parola, racconta il valore che le nostre soluzioni possono portare sul mercato”, sottolinea. Ma in che modo per l’azienda “il futuro dell’acqua è smart”? “La tecnologia serve a migliorare la qualità della vita, a creare efficienza operativa e, soprattutto, a offrire tranquillità e controllo ai nostri clienti – afferma Giampieri – L’innovazione, infatti, non è solo tecnologica, ma riguarda anche i servizi, che sono il cuore della nostra azienda. Crediamo fortemente che ogni interazione con i consumatori sia un’opportunità per costruire valore e fiducia nel tempo”. “Con queste nuove soluzioni – evidenzia – Culligan vuole essere più di una semplice azienda di servizi: aspiriamo a diventare una vera e propria community, con l’obiettivo chiaro e condiviso di portare ogni giorno acqua migliore, ovunque. È così che costruiamo un brand forte, riconoscibile e fondato, prima di tutto, sulla fiducia dei consumatori”. Acqua migliore e a basso impatto. Il presidente sottolinea inoltre l’impegno dell’azienda nel “ridurre il proprio impatto ambientale diretto”. Un esempio concreto è il progetto ‘Swap to Reusable’, che mira a convertire i boccioni monouso in boccioni multiuso, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 almeno l’80% della produzione riutilizzabile. “Si tratta di un importante progetto di sostenibilità industriale – sottolinea – che richiede investimenti significativi ma che produrrà risultati concreti e misurabili”. L’impegno di Culligan è misurabile anche attraverso la partecipazione come water partner alla Maratona di Bologna. “Nell’edizione 2025 abbiamo idratato, con acqua filtrata a chilometro zero, oltre 50mila tra atleti e visitatori, consentendo un risparmio di più di 80mila bottiglie di plastica monouso – ricorda Giampieri – Nel 2026 saremo nuovamente partner dell’iniziativa, con l’ambizione di raggiungere risultati ancora più significativi”, conclude.