(Adnkronos) - Ha visto oggi il via al Milano Luiss Hub "Il tuo mondo, domani", ciclo di interviste a cura del giornalista e scrittore Massimo Nava, pensato per dare voce ai protagonisti della vita culturale, professionale e scientifica milanese e nazionale. Ospite della serata, il Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala di Milano, Fortunato Ortombina, alla sua “prima” al Milano Luiss Hub. Figura di riferimento della scena culturale italiana e internazionale, Ortombina ha raccontato il proprio percorso personale e la sua visione sul ruolo della cultura come fattore chiave di sviluppo e coesione per la comunità. Presente all'evento anche il Direttore Generale della Luiss, Rita Carisano. Gli incontri, aperti alla cittadinanza,offriranno uno spazio di dialogo per interpretare il presente e riflettere sul futuro alla luce delle trasformazioni politiche, economiche, sociali e tecnologiche in corso. “Con questa iniziativa la Luiss esporta non solo il suo modello di formazione, ma anche la vocazione a essere parte attiva del tessuto cittadino, contribuendo a costruire, nel capoluogo lombardo, relazioni e significati condivisi. In questo orizzonte, l’avvio del ciclo di incontri al nostro Hub di Milano rappresenta un segnale ulteriore dell’attenzione che l’Università riserva a interpreti di eccellenza della società contemporanea, capaci di orientare il dibattito pubblico e dare profondità alla vita collettiva" ha affermato il Presidente dell'Università Luiss, Giorgio Fossa, aprendo i lavori. Saranno numerosi i volti noti che, ogni mese, si confronteranno al Milano Luiss Hub, sui temi più diversi: dal cinema alla moda, dall’informazione alla salute, passando per il volontariato. Tra questi: l’attrice Cristiana Capotondi, il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, il co-fondatore di S. Egidio, Monsignor Vincenzo Paglia, la top manager Sabina Belli, il chirurgo Paolo Veronesi e molti altri. Con questa iniziativa, il Milano Luiss Hub si conferma laboratorio e polo culturale in dialogo con la città, un contesto ispirazionale in cui idee, testimonianze e saperi si incontrano e orientano il dibattito sui grandi temi contemporanei. Nato nel 2017 dalla collaborazione tra Comune di Milano, Università Luiss, Fondazione Giacomo Brodolini e Italiacamp, e situato in Via Massimo D’Azeglio, 3, nel cuore dell’Innovation District, l’Hub, è un ecosistema urbano dedicato alla sperimentazione di modelli innovativi di formazione, imprenditorialità e collaborazione sociale.
(Adnkronos) - Concentrarsi con più attenzione sugli inattivi, affrontando le sfide di politiche attive efficaci e formazione finalizzata alla ricerca di lavoro per quanto sono fuori dal mercato. Questa la 'road map' per il 2026 delle agenzie per il lavoro che sono pronte a svolgere un ruolo da protagoniste nel mercato del lavoro italiano, come spiega, in una lunga intervista ad Adnkronos/Labitalia, Francesco Baroni, presidente di Assolavoro, l'associazione nazionale di categoria. Presidente Baroni, il 2025 si è chiuso con risultati boom per l'occupazione e anche il 2026 è iniziato con dati positivi. Che prosieguo di anno dobbiamo aspettarci? Il 2025 si è chiuso con una crescita importante dell’occupazione, ed è molto positivo che questo risultato sia fondato soprattutto su contratti a tempo indeterminato, un elemento che dimostra una volta di più quanto certe paure sulla precarietà nell’attuale mercato del lavoro rischiano di essere immotivate. Detto questo, un tema ancora molto critico e sul quale vale la pena concentrarsi con decisione è quello degli inattivi, la cui diminuzione nel corso del 2025 ha registrato un numero ancora molto contenuto. Il 2026 nella nostra prospettiva rischia di essere un anno simile al 2025, con una buona tenuta dell’occupazione nonostante l’incertezza internazionale e geopolitica, e con una crescita del PIL debole. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale partire fin da subito con un lavoro serio e strutturato sul tema dell’inattività, costruendo politiche attive realmente efficaci attraverso una collaborazione pubblico-privato ancora più solida e più operativa. La crescita del lavoro riguarda in particolare gli over 50. Come aumentare la crescita anche delle altre componenti? Il dato sugli over 50 è certamente significativo, ma se vogliamo rafforzare la crescita anche delle altre componenti, a partire dai giovani e dalle donne, dobbiamo ragionare su interventi strutturali che guardino in modo importante all’orientamento e alla formazione, temi sui quali il nostro Paese ha ancora una oggettiva difficoltà. Difficoltà che generano aspettative non sempre coerenti con le richieste del mercato e, di conseguenza, portano ad un aumento del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Serve quindi un cambio di passo culturale e operativo in grado di incoraggiare percorsi formativi ad hoc, capaci di colmare il mismatch di competenze. È fondamentale anche che le persone siano messe nelle condizioni di “rimettersi in gioco”, perché oggi l’aggiornamento continuo non è più un’opzione, ma una necessità. Quali sono le tendenze che vi aspettate in particolare per il vostro comparto, quello del lavoro in somministrazione? Quali sono i settori per i quali vi aspettate un boom e quali invece quelli in sofferenza? Il 2026 per il lavoro in somministrazione sarà probabilmente un anno di continuità con il 2025. Ci aspettiamo una domanda stabile, ma fortemente concentrata su richieste di assunzioni di professionalità medio-alte, la cui difficoltà di reperimento tocca talvolta il 60%. Ci sono, infatti, settori che non accennano a migliorare dal punto di vista della disponibilità di lavoratori, pensiamo in particolare alla carenza di tecnici specializzati nell’automazione industriale, nelle soluzioni digitali, nel mondo della cyber security e dell’energia. Ma la difficoltà di reperimento riguarda anche settori più maturi e tradizionali, come quello delle costruzioni, della logistica, del turismo e del comparto socio-sanitario. In tutti questi ambiti si continua a fare una grande fatica a trovare gli operatori che il mercato richiede. Le Agenzie in questo contesto svolgono un ruolo strategico perché permettono alle imprese di rispondere con maggiore rapidità ai picchi di domanda e alle esigenze di organizzazione del lavoro. A vostro parere le misure previste dalla Manovra economica del governo per fisco e lavoro possono incidere sull'occupazione? Cosa manca a vostro parere? Noi guardiamo con attenzione e giudichiamo positivamente il lavoro del Governo, in particolare rispetto agli aiuti alle famiglie, alle misure per favorire l’inclusione femminile e ai contributi a sostegno dell’occupazione. Detto questo, torno su un punto che considero essenziale, ovvero la necessità di rafforzare in modo strutturato le politiche attive del lavoro. Questo tema è stato affrontato anche nell’ambito del Pnrr col programma Gol, anche se i risultati non sono stati particolarmente brillanti. Proprio per questo oggi serve, in questa direzione, un investimento più efficace, più misurabile e più vicino alle persone. Per quanto riguarda la situazione internazionale, come l'incertezza sui dazi Usa sta influendo sul mercato del lavoro italiano? È evidente che il tema non riguarda soltanto i dazi, che sono parte di un quadro più ampio. L’intera situazione geopolitica internazionale è oggi caratterizzata da un livello di incertezza che può incidere sulle decisioni delle imprese, sugli investimenti e, perciò, sulle dinamiche occupazionali. Il rischio, in contesti come il nostro, è che alcune aziende rimandino piani di crescita o riducano l’espansione, soprattutto nei settori più esposti alle catene globali del valore e alle esportazioni. Per questo è importante che il sistema Paese mantenga solidità, capacità di adattamento e strumenti rapidi per sostenere competitività e occupazione. In questo scenario la flessibilità “buona”, regolata e legale, come è la somministrazione di lavoro, diventa ancora più importante per gestire i cambiamenti senza riversare l’incertezza sulle persone. In che modo a vostro parere l'intelligenza artificiale sta cambiando il mercato del lavoro? L’intelligenza artificiale sta già cambiando il mercato del lavoro, così come sta crescendo in modo esponenziale l’impiego che le aziende stanno facendo di questa tecnologia, con un impatto che migliora l’efficienza, l’efficacia e crea nuove possibilità di occupazione. È chiaro però che il cambiamento sarà radicale. Dobbiamo abituarci tutti a vivere questa trasformazione, a cominciare dalla formazione e dallo sviluppo delle competenze necessarie per cogliere questa grande opportunità. Un’ultima domanda: sul lavoro nero, a che punto siamo e cosa si può fare di più? Sul lavoro nero c’è ancora tantissimo da fare, è un fenomeno che danneggia le persone, le imprese che operano nella legalità e la qualità complessiva del mercato del lavoro. Gli strumenti che le agenzie per il lavoro mettono a disposizione possono fare davvero la differenza nel superare certe patologie dannose, aiutando le aziende a trovare condizioni di flessibilità e di reperimento della manodopera pienamente allineate con tutte le regole del mercato del lavoro. È un patrimonio che va valorizzato di più, perché il contrasto all’irregolarità passa anche dalla capacità di offrire alternative concrete, legali e rapide ai lavoratori e alle imprese. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - “Da una decina d’anni l’olio di palma è stato oggetto di un vero e proprio attacco mediatico che ne ha determinato la demonizzazione sotto diversi aspetti. In Italia, in particolare, si è fatto leva su quello che è stato ritenuto l’elemento più sensibile per il pubblico: la salute. L’olio di palma è stato dipinto come un grasso sostanzialmente nocivo per chi lo consuma. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche si sono ulteriormente consolidate, portando a risultati inconfutabili che smontano completamente quelle che erano argomentazioni pretestuose utilizzate per demonizzare l’olio di palma”. Lo spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, al seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. L’esperto sottolinea come “la sostituzione dell’olio di palma con altri grassi, per motivi nutrizionali o salutistici, non comporta alcun beneficio. Anzi, ricerche molto recenti dimostrano che questo boicottaggio non è servito nemmeno a ridurre l’assunzione di grassi saturi nella popolazione italiana - sottolinea - nonostante la quasi scomparsa dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione complessiva di grassi saturi è addirittura aumentata”, afferma. Davanti agli allarmismi, come quello che per Donegani ha interessato l’olio di palma, “il consumatore dovrebbe esercitare il pensiero critico e ricordare che esistono fonti autorevoli e accreditate a cui fare riferimento - suggerisce - il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana, il Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha elaborato le Linee guida per una sana alimentazione della popolazione italiana. I documenti seri esistono - conclude - sono basati su evidenze scientifiche e non su suggestioni: basta consultarli e fidarsi di quelli”.