(Adnkronos) - "Sento il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere". A dirlo è stato i l ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte di Cassazione. Tutte le attività per l'innovazione tecnologica, ha continuato il ministro, "sono state compiute nel pieno rispetto della legge: troverei irriguardoso soffermarmi a smentire alcuni ripugnanti insinuazioni che in questi giorni sono state diffuse sull'ipotesi di interferenze illecite, da parte nostra, sull'attività esclusiva e sovrana della magistratura". "Nell'ambito del diritto penale - ha aggiunto - non ci siamo accaniti in una proliferazione dissennata di indiscriminati interventi persecutori, piuttosto abbiamo inteso colmare alcuni vuoti di tutela determinati da intollerabili forme di aggressività, di sopruso e di frode soprattutto verso i soggetti più deboli e da nuove forme di criminalità connesse all'uso improprio delle innovative tecnologie informatiche e dell'intelligenza artificiale". In vista del referendum, ha continuato, "auspico che il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza". "Abbiamo detto che ci sono buone ragioni per criticarla, ma abbiamo anche aggiunto che le buone ragioni cedono alle ragioni migliori: entrambe possono essere espresse con raziocinio, senza rancori e senza retropensieri elettorali", ha aggiunto. Nel suo intervento Nordio ha letto l'articolo della riforma che conferma l'indipendenza della magistratura: "Un'interpretazione diversa da questa letterale è un'arbitraria e malevola distorsione offensiva della logica ermeneutica e dell'etica politica - ha sottolineato - L'attribuzione al legislatore dell'intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria". "Mi auguro che questa vuota polemica venga ripudiata dagli intelletti più maturi", ha spiegato. "Se il popolo respingerà" la riforma "resteremo fermi al nostro posto rispettandone la decisione. Se al contrario la confermerà, inizieremo il giorno successivo un dialogo con la magistratura, con il mondo accademico e l'avvocatura per le necessarie norme attuative", ha quindi aggiunto. I padri costituenti "hanno previsto la possibilità di adeguare il testo, elaborato con tanta sapienza, all'evoluzione dei tempi e delle idee. Non vi è quindi nessun reato di lesa maestà a cambiare ciò che a suo tempo è stato considerato suscettibile di cambiamento", le parole di Nordio. "Nel diritto civile - ha continuato - abbiamo puntato al recupero di efficienza e funzionalità degli uffici attraverso il rafforzamento e la revisione degli organici del personale". "Nella magistratura abbiamo attuato ben 5 procedure concorsuali", ha quindi aggiunto ricordando "l'obiettivo ambizioso e in via di realizzazione la copertura integrale degli organici entro il 2026". Nordio ha poi fatto riferimento alla "stabilizzazione del personale Pnrr che si sostanzierà in un impegno aggiuntivo di 349 mln euro del ministero della Giustizia per l'assunzione di 9.368 unità". “Mi spiace che sia stato usato il termine blasfemo che io userei per manifestazioni e situazioni differenti da questa. Noi abbiamo delle opinioni che riteniamo fondate e che difendiamo, che hanno la loro dignità”. Così il presidente dell’Anm Cesare Parodi dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. “Quindi non mi sento di condividere il termine ‘blasfemo’, il ministro lo ha usato, ne prendo atto -ha aggiunto - ma non mi pare il termine più appropriato, e io non la penso evidentemente così”. Parodi ha definito ‘molto bello l'intervento del Primo presidente Pasquale D’Ascola che ha sottolineato l'assoluta centralità in concreto dell'indipendenza della magistratura”.
(Adnkronos) - Ha visto oggi il via al Milano Luiss Hub "Il tuo mondo, domani", ciclo di interviste a cura del giornalista e scrittore Massimo Nava, pensato per dare voce ai protagonisti della vita culturale, professionale e scientifica milanese e nazionale. Ospite della serata, il Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala di Milano, Fortunato Ortombina, alla sua “prima” al Milano Luiss Hub. Figura di riferimento della scena culturale italiana e internazionale, Ortombina ha raccontato il proprio percorso personale e la sua visione sul ruolo della cultura come fattore chiave di sviluppo e coesione per la comunità. Presente all'evento anche il Direttore Generale della Luiss, Rita Carisano. Gli incontri, aperti alla cittadinanza,offriranno uno spazio di dialogo per interpretare il presente e riflettere sul futuro alla luce delle trasformazioni politiche, economiche, sociali e tecnologiche in corso. “Con questa iniziativa la Luiss esporta non solo il suo modello di formazione, ma anche la vocazione a essere parte attiva del tessuto cittadino, contribuendo a costruire, nel capoluogo lombardo, relazioni e significati condivisi. In questo orizzonte, l’avvio del ciclo di incontri al nostro Hub di Milano rappresenta un segnale ulteriore dell’attenzione che l’Università riserva a interpreti di eccellenza della società contemporanea, capaci di orientare il dibattito pubblico e dare profondità alla vita collettiva" ha affermato il Presidente dell'Università Luiss, Giorgio Fossa, aprendo i lavori. Saranno numerosi i volti noti che, ogni mese, si confronteranno al Milano Luiss Hub, sui temi più diversi: dal cinema alla moda, dall’informazione alla salute, passando per il volontariato. Tra questi: l’attrice Cristiana Capotondi, il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, il co-fondatore di S. Egidio, Monsignor Vincenzo Paglia, la top manager Sabina Belli, il chirurgo Paolo Veronesi e molti altri. Con questa iniziativa, il Milano Luiss Hub si conferma laboratorio e polo culturale in dialogo con la città, un contesto ispirazionale in cui idee, testimonianze e saperi si incontrano e orientano il dibattito sui grandi temi contemporanei. Nato nel 2017 dalla collaborazione tra Comune di Milano, Università Luiss, Fondazione Giacomo Brodolini e Italiacamp, e situato in Via Massimo D’Azeglio, 3, nel cuore dell’Innovation District, l’Hub, è un ecosistema urbano dedicato alla sperimentazione di modelli innovativi di formazione, imprenditorialità e collaborazione sociale.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.