(Adnkronos) - Vicenzaoro January ha chiuso oggi l’edizione con gli Stati Uniti in testa ai visitatori esteri. La percentuale complessiva delle presenze straniere si attesta al 60% del totale, in linea con l’edizione record del gennaio dello scorso anno. Accanto agli Usa, in vetta Regno Unito, India e Germania. Il business hub di Italian Exhibition Group (Ieg) conferma la sua capacità di selezionare le migliori aziende del made in Italy e internazionali lungo tutta la filiera dell’industria del gioiello, in un contesto segnato dall’instabilità del prezzo dei metalli preziosi e dalle tensioni sul commercio globale. Ulteriore leva strategica del successo, la collaborazione con Ice Agenzia, che ha portato oltre 560 buyer di alto profilo al salone del gioiello. Tutta la community del gioiello si muove lungo le rotte internazionali per Vicenzaoro. Tra i 130 Paesi presenti, i mercati più in crescita, oltre agli Stati Uniti, si confermano Turchia, India, Spagna, Francia, Regno Unito e Germania, che insieme costituiscono i bacini principali per l’industria del gioiello. In particolare, gli Stati Uniti rappresentano il 7% della visitazione estera complessiva, confermandosi mercato strategico per l’offerta italiana e internazionale presente in fiera. Accanto ai mercati consolidati, emergono dinamiche di crescita significative in Paesi come Serbia, Lituania e Kazakistan che crescono complessivamente del 60%. Performance significative si registrano anche in Asia con India (+40%) e Cina (+20%). In Europa occidentale, mercati maturi come Francia e Regno Unito crescono rispettivamente del 23% e 12% con segnali di ulteriore rafforzamento. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una manifestazione capace non solo di consolidare i mercati storici, ma anche di aprire nuove rotte di sviluppo. "Ancora una volta, Vicenzaoro ha promosso formazione, cultura d’impresa, informazione economica: così i buyer hanno trovato tutta la filiera, e le imprese tutte le esperienze abilitanti per competere sui mercati. Cinque anni fa, l’accento cadeva sulle potenzialità dei canali digitali per questa industry, oggi sull’ottimizzazione dei processi produttivi per bilanciare il costo delle materie prime. E questo è un esempio di quel che intendiamo con people, product, places", sottolinea Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg. Protagonisti, insieme a Vicenzaoro, la leadership indiscussa di T.Gold per le tecnologie, che da settembre debutterà nel perimetro del quartiere fieristico col completamento del nuovo padiglione, e lo straordinario successo di pubblico per Vo Vintage, mostra mercato per l’orologio di secondo polso e la gioielleria d’epoca. Successo che si estende al debutto dei Vo Awards, che hanno premiato tradizione manuale artigiana unita al design e capacità di utilizzare nuove leghe e materiali. Così come protagonista è stata Cibjo, la Confederazione internazionale dell’oreficeria, che ha già scelto Vicenza per il suo prossimo congresso mondiale a settembre 2026. Alta qualità che vive anche nel tessuto della città, durante i giorni di manifestazione, grazie al ViOff, il fuori salone di Vicenzaoro in collaborazione con il Comune di Vicenza, che è stato aperto dal “Golden Talk” in fiera con oltre 650 studenti per conoscere le opportunità lavorative nel mondo dell’oreficeria e gioielleria. Ieg ringrazia tutti gli espositori che hanno contribuito al successo di Vicenzaoro January 2026 e tutti i partnerdi manifestazione: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice Agenzia, Confindustria Federorafi, Confartigianato Orafi, Confcommercio Federpreziosi, Cna Orafi, Club degli Orafi Italia, Confimi Industria Categoria Orafa ed Argentiera, Assogemme, Assocoral, Afemo – Associazione Fabbricanti Esportatori Macchinari per Oreficeria e le rappresentanze istituzionali di Regione Sicilia e Regione Campania. Contribuiscono all’agenda della manifestazione anche autorevoli realtà internazionali: Cibjo – Confederazione Mondiale della Gioielleria, Gjepc India - Gem and Jewellery Export Promotion Council, Hkjja - Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association, e Francéclat tra gli altri. Vicenzaoro e T.Gold danno appuntamento alla community internazionale dal 4 all’8 settembre prossimi in un quartiere fieristico di Vicenza che si presenterà rinnovato, Vo Vintage dal 4 al 7 settembre. La Jewellery Agenda di Ieg prosegue con Oroarezzo dal 9 al 12 maggio, SIJE a Singapore dal 9 al 12 luglio e Jgtd a Dubai dal 27 al 29 ottobre. E infine in autunno con il Valenza Gem Forum e il Summit del Gioiello Italiano di Arezzo.
(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all'occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto "sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell'impresa - spiega - Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. “Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c'è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio - dichiara Stefani - Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell'impresa”. “Oggi, un giovane che entra all'interno del mondo dell'impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante - continua - Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”.
(Adnkronos) - “Da una decina d’anni l’olio di palma è stato oggetto di un vero e proprio attacco mediatico che ne ha determinato la demonizzazione sotto diversi aspetti. In Italia, in particolare, si è fatto leva su quello che è stato ritenuto l’elemento più sensibile per il pubblico: la salute. L’olio di palma è stato dipinto come un grasso sostanzialmente nocivo per chi lo consuma. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche si sono ulteriormente consolidate, portando a risultati inconfutabili che smontano completamente quelle che erano argomentazioni pretestuose utilizzate per demonizzare l’olio di palma”. Lo spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, al seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. L’esperto sottolinea come “la sostituzione dell’olio di palma con altri grassi, per motivi nutrizionali o salutistici, non comporta alcun beneficio. Anzi, ricerche molto recenti dimostrano che questo boicottaggio non è servito nemmeno a ridurre l’assunzione di grassi saturi nella popolazione italiana - sottolinea - nonostante la quasi scomparsa dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione complessiva di grassi saturi è addirittura aumentata”, afferma. Davanti agli allarmismi, come quello che per Donegani ha interessato l’olio di palma, “il consumatore dovrebbe esercitare il pensiero critico e ricordare che esistono fonti autorevoli e accreditate a cui fare riferimento - suggerisce - il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana, il Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha elaborato le Linee guida per una sana alimentazione della popolazione italiana. I documenti seri esistono - conclude - sono basati su evidenze scientifiche e non su suggestioni: basta consultarli e fidarsi di quelli”.