INFORMAZIONIIsabel Abram |
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(Adnkronos) - Robot e droni ucraini controllati da un pilota che si trova al sicuro, in una posizione a chilometri di distanza dalla linea del fronte. E che permette di contrastare l'avanzata dei soldati russi, o di riconquistare territori, riducendo il rischio di perdite di uomini sul campo di battaglia. Con l'obiettivo di sostituire un terzo della fanteria con droni e robot entro quest'anno. E' la strategia utilizzata dall'esercito di Kiev, orgoglioso dei successi tecnologici acquisiti come spiega alla Cnn Mykola "Makar" Zinkevych, comandante dell'unità ucraina 'NC13' della Terza Brigata d'Assalto Indipendente ucraina, specializzata in sistemi d'attacco robotici terrestri. "La posizione è stata conquistata senza sparare un solo colpo", ha dichiarato alla Cnn Zinkevych, commentando l'esito positivo della missione che ha ancher portato alla cattura di prigionieri russi da parte di da robot e droni, senza il coinvolgimento della fanteria. Da anni i cieli sopra le linee del fronte in Ucraina sono invasi dai droni, che rappresentano una grave minaccia per la fanteria. Di conseguenza, gli ucraini hanno iniziato a sperimentare con droni terrestri – veicoli telecomandati che si muovono su ruote o cingoli – e sistemi robotici. Inizialmente venivano utilizzati principalmente per evacuare i feriti e rifornire le truppe, ma sempre più spesso anche per condurre missioni di assalto in combattimento. La Cnn nota che i droni terrestri sono molto più difficili da individuare e intercettare rispetto ai veicoli militari di dimensioni maggiori. Rispetto ai droni aerei possono operare in qualsiasi condizione meteorologica e trasportare carichi molto più consistenti. Sono inoltre più resistenti e hanno una durata della batteria molto maggiore. Alla fine dello scorso anno, il Terzo Corpo d'Armata, di cui fa parte la Terza Brigata d'Assalto Indipendente, ha dichiarato che un singolo robot terrestre equipaggiato con una mitragliatrice era riuscito a respingere un'avanzata russa per 45 giorni, necessitando solo di una leggera manutenzione e di una ricarica della batteria ogni due giorni. ''Dobbiamo capire che non avremo mai un numero maggiore di uomini'' rispetto alla Russia ''e non avremo mai un vantaggio numerico sul nemico'', ha affermato Zinkevych, sottolineando che ''dobbiamo ottenere questo vantaggio attraverso la tecnologia''. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato nei giorni scorsi che droni e robot hanno condotto oltre 22mila missioni solo negli ultimi tre mesi. "Più di 22mila vite sono state salvate quando un robot è entrato nelle zone più pericolose al posto di un soldato", ha dichiarato Zelensky in un discorso che celebrava i successi dell'industria tecnologica militare ucraina. Robert Tollast, esperto di guerra terrestre presso il Royal United Services Institute, un think tank britannico specializzato in difesa e sicurezza, ha affermato che i nuovi progressi in Ucraina "alimenteranno un acceso dibattito sull'opportunità o meno di considerare questi robot il futuro della guerra". Probabilmente, ha aggiunto, i droni terrestri avrebbero difficoltà a mantenere il controllo del territorio, paragonandoli all'utilizzo di carri armati senza il supporto della fanteria. Tuttavia, ha aggiunto, ora "salvano regolarmente la vita dei soldati nelle evacuazioni dei feriti, nelle pericolose missioni di rifornimento, nello sminamento e, sempre più spesso, nei combattimenti". E ha aggiunto che "questo è fondamentale in una guerra in cui l'osservazione aerea tramite droni ha reso quasi letale qualsiasi movimento vicino alla linea del fronte, anche immaginando un futuro in cui la Nato non combatta esattamente come in Ucraina, è quasi certo che questi sistemi troveranno molti impieghi in altre forze". Il piano di guerra di Kiev si concentra sia sulla difesa che sull'attacco. L'obiettivo è utilizzare dati e tecnologie per identificare in tempo reale ogni singola minaccia aerea e intercettare almeno il 95% di missili e droni, oltre a creare una "zona di fuoco" profonda dai 15 ai 20 chilometri lungo la linea del fronte, dove droni e robot operano senza sosta. Il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato la scorsa settimana che circa mille equipaggi sono già operativi nell'ambito di questo nuovo programma unificato. Secondo gli analisti citati dalla Cnn, i recenti progressi tecnologici hanno conferito all'Ucraina un netto vantaggio in termini di droni sul campo di battaglia. L'Institute for the Study of War, un'organizzazione statunitense che monitora i conflitti, ha recentemente valutato che questa superiorità dei droni "contribuisce probabilmente al rallentamento dell'avanzata russa e ai recenti contrattacchi ucraini". In una nota gli analisti hanno scritto che "sebbene nessuna delle due parti sia riuscita a ottenere un vantaggio decisivo, la campagna di attacchi a medio raggio dell'Ucraina ha permesso a Kiev di riprendere il sopravvento", aggiungendo che "la sfida ora per l'Ucraina sarà quella di rimanere un passo avanti alla Russia mentre questa risponde". Sebbene il vantaggio sul campo di battaglia derivante dall'impiego dei droni potrebbe non essere decisivo per l'esito della guerra, il netto primato di Kiev in questo settore sta attirando sempre più attenzione anche al di fuori dell'Europa. La prossima grande sfida per l'Ucraina è l'intelligenza artificiale. Kiev sta compiendo progressi nello sviluppo e nell'addestramento di modelli di intelligenza artificiale per sistemi senza pilota, utilizzando dati reali provenienti dal campo di battaglia. Molti, tuttavia, rimangono cauti. Ad esempio Zinkevych ha affermato che, pur comprendendo la possibilità di automatizzare alcuni processi, non è sicuro che le tecnologie autonome abbiano un ruolo sul campo di battaglia. "La decisione finale deve sempre essere presa da un essere umano - ha affermato -Affidereste armi all'intelligenza artificiale? Come possiamo essere sicuri che sarà in grado di distinguere un amico da un nemico? Come possiamo essere sicuri che non ci saranno malfunzionamenti o che qualcosa non andrà storto?".
(Adnkronos) - “Personalmente credo che in Italia ci sia ancora un gap tra il mondo universitario e il mondo del lavoro. Aziende come la nostra cercano di avvicinarsi, o quantomeno di offrire una piattaforma su cui cominciare a sperimentare più da vicino il mondo del lavoro”. Lo ha detto Marco Santucci, managing director Geely Italia, alla presentazione a Roma della nona edizione del Premio giovani comunicatori di Icch, un contest annuale rivolto a studenti universitari e giovani professionisti. Il contest, progettato per offrire a coloro che desiderano mettersi in gioco un’opportunità concreta di misurare competenze e creatività nei vari ambiti della comunicazione e del public affairs, si configura quindi come uno spazio di sperimentazione. “Forniamo ai giovani piani di prova reali su cui misurarsi”, ha sottolineato Santucci, evidenziando come questo approccio consenta ai partecipanti di emergere “in maniera meritocratica e concreta, sui contenuti che poi ritroveranno nel mondo del lavoro”. Geely Italia, in qualità di sponsor dell’iniziativa, mette a disposizione opportunità direttamente collegate allo sviluppo dei progetti. “Da un lato c’è la possibilità di testare e sperimentare questi progetti attraverso una vera implementazione”, ha spiegato. “Dall’altro, offriamo stage curricolari, esperienze lavorative e anche borse di studio”. Un approccio che punta a creare un collegamento diretto tra formazione e impresa, favorendo l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e, allo stesso tempo, permettendo alle aziende di individuare nuovi talenti in linea con le proprie esigenze.
(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.