(Adnkronos) - Affluenza al 14,92% alle 12 di oggi, domenica 12 marzo, nel referendum sulla riforma della giustizia. Si vota dalle 7 alle 23, e domani dalle 7 alle 15. Per votare è necessario presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale. Il dato definitivo dell'affluenza alle 12 è stato del 14,92%. Nel referendum costituzionale del 2020, sul taglio dei parlamentari, alle 12 l'affluenza era lievemente superiore al 12%. Oggi, quindi, è superiore di oltre 2 punti rispetto alla consultazione di 6 anni fa. Il dato è invece circa il doppio di quello che era stato rilevato alla stessa ora, nel giugno 2025, per la tornata referendaria che chiamava ad esprimersi su cinque quesiti, tra lavoro e cittadinanza. Al referendum abrogativo del 2025, nella stessa fascia oraria, l'affluenza alle urne era stata del 7,4%. E' l'Emilia Romagna con il 19,44% a registrare l'affluenza più alta. Vicina al 18% l'affluenza in Friuli Venezia Giulia con il 17,86%, seguita da Lombardia 17,57%, Liguria 17,50%, Veneto 17,06%, Toscana 16,90%, Lazio 16,28%, Marche 15,63%, Valle d'Aosta 14,80%, Piemonte 14,44%, Umbria 14,37%, Abruzzo 14,09%, Sardegna 14,07%, Trentino Alto Adige 13,36%, Puglia 12,12%, Molise 11,48%, Campania 10,96% , Sicilia 10,83%, Basilicata 9,84% e a chiudere con il dato più basso la Calabria con il 9,74%. Il quesito dice: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?". La legge prevede per i magistrati due carriere separate: una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti, ciascuna con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura, ricorda il dossier sul sito del Viminale. "La riforma incide in modo diretto sugli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta costituzionale e introduce una distinzione formale e funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente. In altri termini, 'separazione delle carriere' significa che i giudici e i pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e che condividevano il medesimo Consiglio Superiore della Magistratura, ora, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante, competente per i giudici; il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Ognuno di questi organi sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una propria composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento". La riforma introduce anche un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, "che sarà composta da quindici giudici - ricorda il Viminale - scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, e che avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. In particolare, i quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare saranno: o tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; o tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; o nove magistrati appartenenti: sei alla carriera giudicante, tre alla carriera requirente selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta Corte disciplinare tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato".
(Adnkronos) - "I consulenti del lavoro, così come i professionisti, svolgono una funzione essenziale nel Paese. Sono un pezzo fondamentale dell'economia della conoscenza, molto spesso addirittura si sostituiscono allo Stato e per questo vanno solo ringraziati per ciò che fanno a tutela della legalità del lavoro, per evitare forme di abusi e distorsioni". Lo dichiara Chiara Gribaudo, presidente della Commissione di Inchiesta sulle Condizioni di Lavoro Camera dei Deputati, intervenuta al congresso interregionale dei consulenti del lavoro Piemonte e Valle d'Aosta a Torino. "E' fondamentale -aggiunge- anche in questo tempo in cui l'intelligenza artificiale impatta pesantemente, riuscire a sostenere il loro lavoro. Io credo che le loro professionalità, la qualità degli ordini professionali, debbano essere valorizzate non in modo conservativo bensì multidisciplinare e avanzato; non basta cioè la neutralità fiscale ma servono, ritengo, incentivi al lavoro di qualità, al sostegno alla multidisciplinarietà e, fatemelo dire, anche un sostegno al welfare dei professionisti in modo più attuale". "In particolare mi riferisco alle donne, che rappresentano un pezzo fondamentale di questa economia della conoscenza ma che subiscono, talvolta per maternità, ma talvolta magari per il lavoro di cura, un taglio essenziale dei propri redditi. E' fondamentale quindi sostenere le donne professioniste in questo Paese", conclude.
(Adnkronos) - Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione. Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità. In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A. “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”.