(Adnkronos) - "È stato un papà severo, ma oggi è lui che prende in giro noi". Così Marianna e Marco Morandi, ospiti oggi a La volta buona, raccontano il loro rapporto con papà Gianni Morandi. I due fratelli, nati dal matrimonio del cantautore con Laura Efrikian, ricordano con affetto gli anni dell'infanzia: "Io volevo fare la mamma con Marco, lui era un bambolotto per me", racconta lei. Al contrario, Marco ricorda tutte le volte in cui veniva svegliato di notte "perché lei voleva giocare con me". Oggi il rapporto padre-figli è cambiato: "Ci prende sempre in giro, c'è molta autoironia nella nostra famiglia", dicono entrambi ricordando che papà Gianni "è stato molto severo, rigido, basato su dei principi fondamentali". Valori che oggi, Marco, papà di tre maschi, riconosce, con orgoglio, di aver trasmesso ai suoi figli: "A volte quando parlo con loro mi rendo conto di rimproverarli esattamente come papà Gianni faceva con me". I due parlano poi della famiglia allargata e del loro fratello minore, Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro, nato dal matrimonio di Morandi con Anna Dan, sua attuale moglie. Marco ricorda il momento emozionante di quando papà Gianni è salito sul palco del Festival di Sanremo per duettare con il figlio Tredici Pietro: "È stato davvero un momento emozionante, papà aveva la voce rotta. Noi non l'avevamo mai visto così emozionato. A noi non hanno raccontato nulla, è stato bellissimo".
(Adnkronos) - In un panorama caratterizzato da un’offerta culinaria sempre più ampia (con oltre 300 mila imprese di ristorazione attive in Italia, secondo l’ultimo rapporto Fipe) e da una grande quantità di informazioni disponibili online, scegliere dove uscire a mangiare è un processo articolato. La rete rappresenta oggi una vetrina fondamentale per i ristoranti, ma richiede anche agli utenti di orientarsi tra molteplici stimoli e contenuti. A evidenziarlo è un nuovo studio di TheFork, piattaforma leader nella prenotazione dei ristoranti, che analizza il fenomeno noto come 'paradosso della troppa scelta', da cui emerge come recensioni, ricerca assistita e passaparola siano oggi leve fondamentali e integrate per supportare gli utenti in questo processo. Oltre un terzo degli italiani over 24 (34%) afferma che un’ampia scelta di ristoranti rappresenta un valore e li fa sentire liberi di decidere. Il 21% riconosce che la varietà di opzioni è utile, ma comporta un investimento significativo di tempo per valutare le alternative, mentre il 14% dichiara di sentirsi indeciso quando le possibilità diventano troppe. In questo contesto, i nuovi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave: aiutano a orientarsi tra le opzioni disponibili, rendendo le scelte non solo più rapide, ma anche più mirate e accurate. Oggi le recensioni costituiscono lo strumento principale per orientarsi nella scelta di un ristorante. Per il 43% degli italiani di almeno 25 anni (e per il 56% di chi prenota online) rappresentano il fattore più influente. Subito dopo, con il 33%, viene la possibilità di valutare personalmente dettagli come foto, menu e atmosfera del locale, sulla base delle informazioni disponibili online. L’ecosistema di contenuti su TheFork evidenzia quanto questo trend sia consolidato e in continua crescita. Nel 2025 sono state pubblicate 3 milioni di nuove recensioni nel mondo (1,2 milioni in Italia), a dimostrazione dell’elevata partecipazione e coinvolgimento degli utenti. A conferma dell’importanza attribuita a questo 'passaparola digitale', tra gli utenti TheFork che lasciano una valutazione quasi uno su due scrive anche un commento, contribuendo così a costruire un sistema ricco di contenuti ma soprattutto basato sulla fiducia condivisa. Allo stesso modo, chi legge e valuta queste informazioni dedica tempo e attenzione: TheFork rileva infatti che, prima di prenotare, gli utenti trascorrono in media sull’app oltre 13 minuti sulle pagine delle recensioni, mentre da un sondaggio di dicembre 2025 emerge che il 43% ne consulta da 4 a 7, a dimostrazione che la fase decisionale è sempre più approfondita e guidata dai contenuti. Accanto alle recensioni, cresce il ruolo della tecnologia nel semplificare le scelte dei consumatori. Con Chiedi a TheFork, la funzionalità di ricerca basata sull’intelligenza artificiale lanciata da TheFork a settembre 2025, la piattaforma punta a trasformare la ricerca in un’esperienza più intuitiva e conversazionale. In poco più di sei mesi, questa funzione ha supportato ricerche crescenti, con picchi raggiunti proprio in Italia, confermando un’adozione particolarmente significativa nel nostro Paese. I dati mostrano anche un alto livello di efficacia: il 76% degli utenti passa dalla pagina dei risultati a quella del ristorante, confermando che le proposte corrispondono alle reali intenzioni di chi cerca. Per quanto riguarda le modalità di ricerca, si osservano tendenze interessanti: se il 71% delle ricerche avviene tramite testo, crescono modalità più naturali e immediate, come i comandi vocali (14%) e i suggerimenti automatici (15%). Proprio questi ultimi si rivelano determinanti nel supportare la scelta: dalla Ricerca emerge che il 20% degli utenti reputa i suggerimenti personalizzati utili a semplificare e rendere meno stressante il processo di scelta. Anche la fiducia nei contenuti generati dall’AI è elevata: l’80% dei feedback sui riassunti automatici delle recensioni è positivo, confermando come questi strumenti possano ridurre la complessità e accelerare le decisioni. In un contesto sempre più digitale e sovraccarico di informazioni, cresce anche il desiderio di affidarsi alle persone reali. Lo conferma anche il sondaggio di TheFork e YouGov di dicembre 2025: 8 italiani su 10 over 25 considerano determinante il parere di amici e familiari nella scelta di un ristorante. Accanto a recensioni e algoritmi, torna centrale il valore del consiglio diretto: passaparola, raccomandazioni e suggerimenti della propria rete diventano strumenti preziosi per orientarsi. È in questa direzione che si inseriscono le funzionalità social di TheFork Feed, che permettono di scoprire ristoranti attraverso i suggerimenti di amici e persone di fiducia. I dati confermano chiaramente questo trend: oggi la piattaforma conta già 2 milioni di relazioni di follow, con una crescita costante nel tempo. L’adozione della funzione è diffusa in tutti i principali mercati europei, con l’Italia che si distingue come il Paese più attivo in termini di connessioni e utilizzo della rete sociale. A rafforzare ulteriormente questa dinamica contribuisce anche l’evoluzione della piattaforma, con l’introduzione di profili pubblici e della spunta blu, che valorizzano account autorevoli e rendono ancora più immediata l’identificazione e il follow di voci credibili. Lo studio di TheFork rivela un cambiamento nel comportamento degli italiani: oggi non si tratta più di trovare un ristorante, ma di orientarsi tra un numero sempre maggiore di opzioni. Recensioni, intelligenza artificiale e consigli di amici e familiari non agiscono più separatamente, ma come un unico ecosistema che guida le scelte, riduce l’incertezza e rende il processo più rapido e sicuro. In questo contesto, gli strumenti di TheFork aiutano gli utenti a combinare dati, tecnologia e passaparola per decidere con maggiore consapevolezza.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.