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(Adnkronos) - Il dibattito sul futuro del sistema moda italiano si arricchisce di una voce radicata nel territorio. Gianni Gallucci, presidente di Confindustria giovani Fermo e direttore generale della storica azienda calzaturiera Gallucci, interviene, con un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, sulle sfide che attendono il comparto. L'azienda Gallucci, simbolo dell'eccellenza Made in Italy sin dai primi del '900, rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e innovazione. Quasi centenaria, a conduzione familiare e nota per il suo distintivo colore arancio, vanta diversi brevetti per invenzione industriale e una produzione realizzata al 100% in Italia. Un prestigio che ha portato le sue calzature a vestire le famiglie reali di Belgio e Svezia, star internazionali come Madonna e Jennifer Lopez, la famiglia Trump e icone dello sport mondiale del calibro di Klay Thompson, Stephen Curry e Kevin Durant. "Le recenti riflessioni di Diego Della Valle patron di Tod’s - dice - non sono una semplice difesa di categoria, ma un richiamo a una responsabilità condivisa tra imprese e istituzioni. In un momento di forte attenzione giudiziaria sul settore moda, è giusto che lo Stato controlli e vigili, ma è altrettanto necessario che tuteli il sistema produttivo e lavori concretamente per migliorare le condizioni in cui le aziende e i lavoratori operano". "Il sistema della moda italiana - fa notare - è sorretto da piccole e medie imprese artigiane, il cuore pulsante dei distretti produttivi che tutto il mondo ci invidia. Chiedere a queste realtà, spesso a gestione familiare, di sostenere da sole controlli complessi e responsabilità estese lungo tutta la filiera, senza un adeguato supporto istituzionale, significa metterle in serio pericolo. Le istituzioni devono essere presenti non solo per reprimere, ma per prevenire, accompagnare e rendere sostenibile la legalità". "La tutela del lavoro - spiega - intesa come garanzia di sicurezza, trasparenza e dignità, non è solo un dovere morale, ma un pilastro del valore stesso del Made in Italy". Tuttavia, l'imprenditore evidenzia un paradosso sistemico: "Il desiderio di mantenere standard sociali ed etici elevatissimi si scontra con una realtà di mercato globale profondamente sbilanciata. Il costo del lavoro resta tra i più alti d’Europa e la pressione fiscale continua a gravare in modo sproporzionato sulle imprese regolari. Senza un intervento strutturale che riequilibri questa asimmetria, riducendo il gap di prezzo attraverso una detassazione del lavoro, le eccellenze italiane rischiano di restare schiacciate in una morsa: da un lato l'impossibilità di abbassare i prezzi per competere con l'Asia, dall'altro l'insostenibilità dei costi fissi europei. La vera sfida della competitività oggi non si gioca solo sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità dello Stato di rendere economicamente sostenibile l'etica produttiva". "La competitività - avverte - è oggi una condizione indispensabile per difendere il Made in Italy e i posti di lavoro italiani. Se produrre in Italia diventa insostenibile, il rischio concreto è la perdita di competenze secolari e la creazione di 'crateri' industriali, con la scomparsa improvvisa di interi distretti". "Ridurre il cuneo fiscale - auspica - semplificare le norme e abbassare il costo del lavoro non significa rinunciare ai diritti ma metterli in sicurezza nel lungo periodo e ridurre persino l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. E’ fondamentale definire misure concrete che favoriscano la detassazione del lavoro e la difesa della competitività internazionale, senza imprese solide e messe in condizione di competere sui mercati globali, non può esistere lavoro di qualità".
(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Contenenti la memoria dell'atmosfera del passato, le carote di ghiaccio sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. L'apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio - spiegano i partner fondatori di Ice Memory Foundation - segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca' Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell'altopiano antartico. Avvenuto nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), il trasporto è stato gestito dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell'Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un'eredità per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l'atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire. Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell'ambito della 41esima campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Operato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l'intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l'Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale reso possibile dall'Enea nell'ambito del Pnra e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l'integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l'interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine. L'Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell'Unità Tecnica Antartica dell'Enea e con la collaborazione dell'Istituto Polare Francese (Ipev), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l'impatto della costruzione sull'ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l'anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. "Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora", spiega Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e senior associate member del Cnr-Isp. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, ecc… - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. "Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l'Azione nelle Scienze della Criosfera", dichiara Thomas Stocker, Università di Berna, presidente della Ice Memory Foundation. "Siamo l'ultima generazione che può agire - afferma Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation - È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un'eredità per l'umanità".