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Strategenius agency: "Per le imprese l'Ai è opportunità ma si può tramutare in condanna"

(Adnkronos) - Il paradosso della digitalizzazione italiana emerge con forza dai dati più recenti: mentre il mercato dell'intelligenza artificiale cresce del 58% nel 2024 e le grandi aziende con oltre 250 addetti superano il 50% di adozione Ia, il 70,2% delle ...

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Poste è 'Top Employer' per il settimo anno consecutivo

(Adnkronos) - Poste Italiane è Top Employer per il settimo anno consecutivo grazie all’eccellenza delle sue politiche e delle sue pratiche per le risorse umane. Il Top Employers Institute ha riconosciuto, in particolare, l’impegno dell’azienda nel promuovere, anche quest’anno, una ...

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Mundys, nasce Neya società benefit focalizzata su iniziative per la rimozione di CO2

(Adnkronos) - Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per ...

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Strategenius agency: "Per le imprese l'Ai è opportunità ma si può tramutare in condanna"

(Adnkronos) - Il paradosso della digitalizzazione italiana emerge con forza dai dati più recenti: mentre il mercato dell'intelligenza artificiale cresce del 58% nel 2024 e le grandi aziende con oltre 250 addetti superano il 50% di adozione Ia, il 70,2% delle imprese italiane rimane bloccato a un livello base di digitalizzazione secondo il Digital intensity index. Un divario che rischia di compromettere la competitività del tessuto produttivo nazionale, considerando che le pmi rappresentano circa il 45% del fatturato del Paese. I numeri raccontano una storia di opportunità mancate e di un sistema imprenditoriale che fatica a tenere il passo con la rivoluzione digitale. L'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese italiane con almeno 10 addetti è passata dal 5% nel 2023 all'8,2% nel 2024, raggiungendo il 16,4% nel 2025 secondo i dati Istat. Una crescita significativa che però nasconde profonde disparità dimensionali e settoriali. "Fare impresa in Italia oggi con l'intelligenza artificiale è un'opportunità ma si può tramutare in una condanna", afferma Manabe Repici, ceo di Strategenius agency, evidenziando come molte aziende non abbiano ancora compreso come sfruttare appieno il potenziale del digitale e l'importanza della reputazione e della presenza online. La situazione diventa ancora più critica se si considera che gli investimenti nel digitale in Italia cresceranno solo dell'1,5% entro il 2025, con l'Ia che si posiziona al terzo posto tra le aree di spesa Ict". Il gap digitale delle pmi italiane non è solo una questione tecnologica ma rappresenta una sfida strutturale per l'intero sistema economico. Mentre le grandi aziende accelerano nell'adozione di tecnologie avanzate, le piccole e medie imprese rischiano di essere superate da concorrenti meno capaci ma più abili nel marketing digitale. "Le pmi - sottolinea Repici - rappresentano circa il 45% del fatturato nazionale, ed è cruciale per loro colmare il gap digitale per evitare di essere superate da concorrenti meno capaci, ma più abili nel marketing digitale". La trasformazione digitale sta creando nuove opportunità lavorative e modificando profondamente il modo in cui i consumatori cercano informazioni online. L'intelligenza artificiale non si limita a migliorare l'efficienza operativa ma sta ridefinendo interi modelli di business. Il mercato dell'Ia in Italia, trainato principalmente dalle sperimentazioni con la Generative Ia, mostra un dinamismo che contrasta con l'inerzia di gran parte del tessuto imprenditoriale. "Siamo in un momento di transizione, dove l'Ia può fungere da ponte tra le generazioni più anziane e i giovani nativi digitali", osserva Repici, evidenziando come questa tecnologia possa facilitare l'integrazione tra competenze tradizionali e innovazione digitale. Un aspetto cruciale per un Paese dove molte pmi sono ancora gestite da imprenditori di generazioni precedenti, spesso restii al cambiamento tecnologico. Le prospettive future del mercato indicano una polarizzazione sempre più marcata tra aziende digitalizzate e quelle che restano ancorate a modelli tradizionali. L'automazione dei processi e la gestione avanzata dei dati diventeranno fattori discriminanti per la sopravvivenza sul mercato. Paradossalmente, però, emerge anche una nuova domanda di competenze umane uniche. "La spontaneità e l'autenticità diventeranno sempre più importanti in un mondo saturo di contenuti generati dall'Ia", prevede Repici, suggerendo che l'elemento umano manterrà un ruolo centrale nonostante l'avanzata dell'automazione. La sfida per le pmi italiane non è solo tecnologica ma culturale. Il ritardo nell'adozione digitale rischia di trasformarsi in un handicap strutturale in un mercato sempre più competitivo e globalizzato. 'La chiave del successo sarà la capacità di adattarsi e innovare, sfruttando le potenzialità dell'Ia per creare un futuro più prospero e sostenibile', conclude Repici. Un monito che suona come un ultimatum per migliaia di piccole e medie imprese che devono scegliere tra evolversi o rischiare l'obsolescenza. Il tempo per colmare il divario digitale si sta esaurendo. Mentre le grandi aziende corrono verso l'innovazione e il mercato dell'Ia continua la sua crescita esponenziale, le pmi italiane devono affrontare una trasformazione che non è più rinviabile. La digitalizzazione non è più un'opzione ma una necessità per garantire la sopravvivenza e la competitività del sistema produttivo nazionale.

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Poste è 'Top Employer' per il settimo anno consecutivo

(Adnkronos) - Poste Italiane è Top Employer per il settimo anno consecutivo grazie all’eccellenza delle sue politiche e delle sue pratiche per le risorse umane. Il Top Employers Institute ha riconosciuto, in particolare, l’impegno dell’azienda nel promuovere, anche quest’anno, una cultura organizzativa orientata alla partecipazione, all’innovazione e alla creazione di valore condiviso. Particolare valore è stato attribuito alla piattaforma “Insieme – Connecting Ideas”, ritenuta innovativa e molto apprezzata. L’iniziativa, dedicata allo sviluppo di progetti innovativi, sviluppati dai dipendenti di Poste Italiane è stata inserita nel Top Employers Best Practices Book per “il forte legame con la strategia Esg del Gruppo e la capacità di coinvolgere attivamente tutte le persone di Poste Italiane nell’attuazione del piano industriale e degli obiettivi di sostenibilità”. “Essere Top Employer per il settimo anno consecutivo conferma la forte spinta innovativa che Poste Italiane ha impresso nelle iniziative di valorizzazione e crescita professionale delle persone - ha dichiarato Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane - Il lavoro portato avanti in questi anni ha reso Poste Italiane un’azienda fortemente dinamica, capace di attrarre in misura sempre maggiore i giovani talenti”. “Il riconoscimento conferma che la crescita professionale delle donne e degli uomini di Poste Italiane è centrale nelle cultura aziendale - ha commentato Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane - La certificazione Top Employer premia la nostra capacità di lanciare iniziative nuove che stimolano il confronto di idee per contribuire alla crescita dell’azienda e per realizzare le migliori condizioni di lavoro per i dipendenti, coniugando crescita, risultati, innovazione e sviluppo”. La certificazione Top Employer 2026 si aggiunge ad altri riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane, come Equileap Gender Equality Eurozone 100 e Stoxx Global Esg Leaders

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Mundys, nasce Neya società benefit focalizzata su iniziative per la rimozione di CO2

(Adnkronos) - Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale. Sono limitate, ad oggi, le società nate in Europa con l’obiettivo della rimozione di CO2; ciò ha motivato la scelta di Mundys di avviare questa iniziativa sperimentale, allo scopo di verificare la solidità di questa innovativa branca di business. Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari, per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi di dollari, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. E’ in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale. Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di CO2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold Standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili. I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla Capogruppo. Una strategia, quella ESG di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25.000 aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della Capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti, tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.

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