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(Adnkronos) - E' stata la giornata della svolta sul caso di Anguillara. Il cadavere della 41enne Federica Torzullo è stato ritrovato domenica 18 gennaio in un terreno vicino alla ditta del marito Claudio Carlomagno, dopo giorni di ricerche. Il cadavere era stato sepolto in una buca con un mezzo meccanico e ricoperto di rovi in un fondo vicino a quello in cui ha sede la ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno. L'uomo, rende noto il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, è stato fermato per omicidio aggravato. Il riconoscimento della donna, che era scomparsa dall'8 gennaio, è avvenuto grazie agli indumenti e agli oggetti che aveva addosso. Il ritrovamento è avvenuto nella via comunale di San Francesco. Tracce di sangue sono state trovate anche nella cabina armadio, sul mezzo meccanico e sui vestiti da lavoro. Per la procura è incongruente la ricostruzione del marito sui suoi movimenti. "Manca l'arma del delitto" e "Carlomagno, se libero", si legge nella nota della procura, "potrebbe ostacolarne la ricerca, nonostante nell'immediatezza la Procura di Civitavecchia abbia sequestrato l'abitazione, le autovetture e l’azienda". "Per tali ragioni la Procura di Civitavecchia in data odierna ha proceduto al fermo di Carlomagno". All'interno della macchina di Agostino Claudio Carlomagno "sono state repertate tracce di sangue, compreso il bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell'auto; tracce di sangue sui vestiti da lavoro dell'indagato, sul pavimento dell'ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti". Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori mette l'accento in una nota sull'incongruente "ricostruzione, fornita dall'indagato, sia in sede di denuncia che in sede di sommarie informazioni". Non è vero, si sottolinea nella nota del procuratore, che l'uomo la mattina del 9 gennaio non è tornato a casa dal lavoro "in quanto le telecamere lo immortalano, mentre fa rientro" ne' che ha "trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell'autovettura utilizzata in posti diversi". Secondo la ricostruzione della procura "è vero, invece, che Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante convinto di avervi lasciato il portafoglio". "L'indagato si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare, trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio". A testimoniarlo, si legge nella nota, c'è anche il fatto che "il cellulare dell'indagato e quello di Federica sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito". Il cellulare di Federica Torzullo non è stato ancora trovato. "So che era sua intenzione recarsi autonomamente in caserma, ma fondamentalmente è stato arrestato prima" ha detto l'avvocato Andrea Miroli, legale di Carlomagno.
(Adnkronos) - Engineering, leader nei processi di digitalizzazione per aziende e pubblica amministrazione, guidata dal ceo Aldo Bisio, ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la certificazione Top Employer Italia, rilasciata dal Top Employers Institute. Il riconoscimento viene assegnato alle organizzazioni che si distinguono per l’eccellenza delle politiche e delle strategie hr e per la loro concreta applicazione, con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone e la qualità dell’ambiente di lavoro. Alessia D’Addario, chief people, general services hse officer del Gruppo Engineering, ha commentato: "Il conseguimento, per il secondo anno consecutivo, della certificazione Top Employer rappresenta un importante riconoscimento del percorso di crescita intrapreso e del lavoro costante svolto negli ultimi quattro anni per rafforzare le nostre politiche e pratichE HR. Essere Top Employer significa per noi allinearci ai più elevati standard del mercato, e in molti ambiti anche superarli. Le persone restano al centro della nostra strategia: continuiamo a investire nello sviluppo delle competenze, nel benessere e nella costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo, in cui ogni persona possa sentirsi valorizzata, ispirata e supportata, e messa nelle condizioni di esprimere appieno il proprio potenziale". Per l’ottenimento della certificazione Top Employer Italia 2026, Engineering è stata nuovamente sottoposta a un processo di valutazione strutturato, basato su oltre 250 domande, che coprono 6 macro-aree e analizzano 20 ambiti chiave delle pratiche hr. Anche quest’anno, tra i principali punti di forza sono emersi la people strategy, accompagnamento al cambiamento supportata da una forte attenzione all’ascolto delle persone di engineering, e l’impegno sulla diversity, equity inclusion. Nel corso dell’ultimo anno, l’azienda ha inoltre rafforzato le proprie performance in particolare nelle aree di wellbeing, learning e onboarding, confermando un approccio sempre più integrato, evoluto e realmente centrato sulla persona. L’approccio di Engineering al wellbeing è stato potenziato per supportare il benessere mentale, fisico, sociale e finanziario con iniziative quali la creazione di un portale dei benefit personalizzato e il lancio di eng-care, un servizio di supporto psicologico per offrire uno spazio sicuro e confidenziale a chiunque desideri confrontarsi con una persona professionista. Le attività di learning sono state ripensate attraverso l’adozione di piattaforme innovative, percorsi personalizzati e un ecosistema di formazione continua che consente a ogni persona di sviluppare nuove competenze sia tecnologiche che di business e di disporre degli strumenti necessari per costruire in autonomia il proprio percorso formativo. Anche l’esperienza di onboarding è stata ridisegnata per essere sempre più coinvolgente e strutturata, garantendo supporto fin dal primo giorno per accompagnare le persone nelle responsabilità concrete su progetti significativi. Il programma Top Employers testimonia l’impatto positivo che le organizzazioni certificate possono generare su milioni di persone. Nel 2025, il Top Employers Institute ha certificato in 131 Paesi e regioni oltre 2.250 aziende, di cui 143 in Italia, contribuendo a migliorare la vita lavorativa di oltre 14 milioni di persone nel mondo.
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.