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Orsini attacca l’Europa: “Miopia che spaventa, forse va cambiata la governance”. Allarme su energia e recessione

(Adnkronos) - È un giudizio netto quello che il presidente di Confindustria Emanuele Orsini consegna all’Europa. “Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”, afferma ...

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Santucci (Geely Italia): "Importante colmare gap tra università e mercato"

(Adnkronos) - “Personalmente credo che in Italia ci sia ancora un gap tra il mondo universitario e il mondo del lavoro. Aziende come la nostra cercano di avvicinarsi, o quantomeno di offrire una piattaforma su cui cominciare a sperimentare più da vicino il mondo del ...

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Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record

(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il ...

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Orsini attacca l’Europa: “Miopia che spaventa, forse va cambiata la governance”. Allarme su energia e recessione

(Adnkronos) - È un giudizio netto quello che il presidente di Confindustria Emanuele Orsini consegna all’Europa. “Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”, afferma intervenendo a Genova al convegno sull’economia del mare, mettendo in discussione la capacità dell’Unione di rispondere a una fase che considera già critica per le imprese. Il riferimento è alle tensioni economiche e ai rischi evocati dal Fondo monetario internazionale, che ha avvertito del pericolo di recessione in Europa in assenza di misure strutturali. Secondo Orsini, continuare a puntare su strumenti temporanei, come il taglio delle accise, non basta. Serve invece un cambio di approccio, anche sul piano della governance economica. Nel suo intervento, il presidente di Confindustria porta esempi concreti: difficoltà nel reperimento di prodotti sugli scaffali in alcune aree del Paese, criticità nei collegamenti aerei, tensioni logistiche. “Quando abbiamo questi problemi fare impresa è veramente complicato”, osserva, sottolineando come queste dinamiche non trovino ancora una risposta adeguata a livello europeo. Da qui la critica a un dibattito che, a suo avviso, resta ancorato a strumenti del passato: “Mi meraviglia che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito pubblico”, aggiunge, citando anche il contesto valutario con un euro-dollaro a 1,16 come ulteriore elemento di pressione. Al centro dell’analisi di Orsini c’è poi la variabile geopolitica. La prosecuzione delle tensioni internazionali, in particolare nell’area del Golfo, rappresenta un fattore decisivo per le prospettive economiche europee. “Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione”, afferma, spiegando che le stime del Centro Studi di Confindustria sono già orientate al ribasso: una chiusura rapida del conflitto porterebbe a una crescita dello 0,5%, mentre un prolungamento fino a quattro mesi significherebbe stagnazione. Oltre, il rischio è quello di una vera e propria recessione. È però sull’energia che emerge uno dei passaggi più delicati. Orsini ricorda come il costo sia passato “da 28 a 160 euro per megawatt”, un aumento che pesa direttamente sulla competitività delle imprese italiane ed europee. Da qui l’invito “a una riflessione” anche su un tema politicamente sensibile come il gas russo: “Mi risulta che continuiamo a comprarlo, passa da Amsterdam”. Un’osservazione che riapre il dibattito sulle rotte indirette di approvvigionamento e sulle contraddizioni della strategia energetica europea. L’obiettivo, ribadisce, resta uno: “Dobbiamo fare il possibile per salvaguardare le imprese”. Accanto alle criticità, Orsini richiama anche uno dei punti di forza del sistema produttivo italiano: l’economia del mare. Un comparto che vale “l’11,3% del Pil, 216 miliardi di fatturato”, con oltre un milione di addetti che diventano due milioni e mezzo considerando l’intera filiera. Numeri che, secondo il presidente di Confindustria, impongono una maggiore attenzione politica e industriale, soprattutto per un Paese con oltre 7.700 chilometri di costa. “In un momento come questo serve sostenere tutti i settori”, afferma, ricordando anche la solidità dell’export italiano, arrivato a quota 650 miliardi. Ma il contesto resta fragile: “Tutto quello che ci cade attorno è molto complicato”.

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Santucci (Geely Italia): "Importante colmare gap tra università e mercato"

(Adnkronos) - “Personalmente credo che in Italia ci sia ancora un gap tra il mondo universitario e il mondo del lavoro. Aziende come la nostra cercano di avvicinarsi, o quantomeno di offrire una piattaforma su cui cominciare a sperimentare più da vicino il mondo del lavoro”. Lo ha detto Marco Santucci, managing director Geely Italia, alla presentazione a Roma della nona edizione del Premio giovani comunicatori di Icch, un contest annuale rivolto a studenti universitari e giovani professionisti. Il contest, progettato per offrire a coloro che desiderano mettersi in gioco un’opportunità concreta di misurare competenze e creatività nei vari ambiti della comunicazione e del public affairs, si configura quindi come uno spazio di sperimentazione. “Forniamo ai giovani piani di prova reali su cui misurarsi”, ha sottolineato Santucci, evidenziando come questo approccio consenta ai partecipanti di emergere “in maniera meritocratica e concreta, sui contenuti che poi ritroveranno nel mondo del lavoro”. Geely Italia, in qualità di sponsor dell’iniziativa, mette a disposizione opportunità direttamente collegate allo sviluppo dei progetti. “Da un lato c’è la possibilità di testare e sperimentare questi progetti attraverso una vera implementazione”, ha spiegato. “Dall’altro, offriamo stage curricolari, esperienze lavorative e anche borse di studio”. Un approccio che punta a creare un collegamento diretto tra formazione e impresa, favorendo l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e, allo stesso tempo, permettendo alle aziende di individuare nuovi talenti in linea con le proprie esigenze.

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Marzo 2026 il quarto più caldo, temperature del mare quasi record

(Adnkronos) - Marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali, e ha registrato la seconda temperatura superficiale del mare (Sst) a livello globale più calda mai rilevata, il che riflette una probabile transizione verso condizioni di El Niño. E' quanto fa sapere il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). In Europa - avverte C3S - si è registrato il secondo mese di marzo più caldo mai rilevato, con condizioni più secche della media in gran parte del continente. Ciò è avvenuto dopo un febbraio più freddo della media ed eccezionalmente piovoso, con inondazioni diffuse, che ha segnato per il continente il terzo mese di febbraio più freddo degli ultimi 14 anni. Il mese di marzo è stato caratterizzato da condizioni di forte caldo e siccità anche in altre parti del mondo, come in alcune zone degli Stati Uniti e del Messico, in cui è si è assistito a un’ondata di caldo precoce senza precedenti e condizioni di siccità superiori alla media. Come è avvenuto già a febbraio, il C3S ha registrato forti contrasti nelle anomalie di temperatura, con valori sia superiori che inferiori alla media in tutto l’emisfero settentrionale. Nell’Artico, sia l’estensione massima annuale del ghiaccio marino che la media mensile di marzo hanno raggiunto i livelli più bassi mai registrati “I dati di Copernicus per il mese di marzo 2026 raccontano una storia che fa riflettere: una temperatura di 1,48 °C superiore a quella dei livelli preindustriali, l’estensione del ghiaccio marino artico più bassa mai registrata per marzo e temperature superficiali del mare che si avvicinano anch’esse ai massimi storici - osserva Carlo Buontempo, direttore del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus presso l’Ecmwf - Ogni dato è di per sé impressionante; nel loro insieme, dipingono il quadro di un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione. Dati affidabili, prodotti operativamente con miliardi di misurazioni effettuate da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche, che non sono più un lusso scientifico ma un elemento essenziale per qualsiasi seria risposta politica e di adattamento al clima”. Più nel dettaglio, secondo il set di dati Era5, marzo 2026 è stato il quarto mese di marzo più caldo a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 13,94 °C, ovvero 0,53 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024. La temperatura media sulla terraferma europea nel marzo 2026 è stata la seconda più calda in assoluto, con un valore di 5,88 °C, ovvero 2,27 °C al di sopra della media di marzo del periodo 1991-2020. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2025. La temperatura media superficiale del mare (Sst) per marzo 2026 nell’area compresa tra i 60°S e i 60°N è stata di 20,97 °C, il secondo valore più alto mai registrato per il mese. Il marzo più caldo mai registrato è stato quello del 2024, durante l'ultimo fenomeno di El Niño. Molti centri per il clima prevedono per la seconda metà dell'anno una transizione da condizioni neutre a condizioni di El Niño. La Sst giornaliera è aumentata costantemente per tutto il mese di marzo e si sta avvicinando ai valori record registrati nel 2024.

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