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Iran, contro i droni di Teheran tutti vogliono gli intercettori ucraini

(Adnkronos) - L'Ucraina diventa protagonista anche nella guerra contro l'Iran. Per respingere gli attacchi dei droni di Teheran, il Pentagono punta sugli intercettori ucraini. Kiev da anni deve far fronte agli attacchi che la Russia sferra con le ondate di droni Shahed, gli ...

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Nhrg, professionisti esperti e 25-35enni hanno trainato mercato 2025

(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con ...

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Forte (Ice): "Energia ambito strategico per sicurezza, competitività e indipendenza"

(Adnkronos) - “In un momento di contingenza internazionale critica come questo, l'energia si conferma essere un ambito strategico di intervento per l'Europa per garantire sicurezza, competitività e indipendenza. Investire nella transizione energetica oggi, con ...

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Iran, contro i droni di Teheran tutti vogliono gli intercettori ucraini

(Adnkronos) - L'Ucraina diventa protagonista anche nella guerra contro l'Iran. Per respingere gli attacchi dei droni di Teheran, il Pentagono punta sugli intercettori ucraini. Kiev da anni deve far fronte agli attacchi che la Russia sferra con le ondate di droni Shahed, gli stessi protagonisti nel conflitto iniziato il 28 febbraio in Medio Oriente. L'Ucraina si ritrova 'in cattedra' e il presidente Volodymyr Zelensky, che secondo Donald Trump da tempo "non ha carte in mano" nel complesso negoziato con la Russia, ora diventa un interlocutore di livello anche per Washington nelle vesti di fornitore, almeno di competenze se non di sistemi. Zelensky, dice ancora oggi Trump, "deve darsi da fare e concludere un accordo" con la Russia."Non avete le carte. Ora ne ha ancora meno", afferma, convinto che il presidente russo Vladimir Putin sia pronto a negoziare per la fine del conflitto: "Penso sia pronto a un accordo". Zelensky incassa l'ennesimo colpo e si prende una parziale rivincita a livello d'immagine: "Abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti una richiesta di supporto specifico per la protezione contro gli Shahed", scrive su X annunciando di aver "dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini in grado di garantire la sicurezza richiesta. L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono a garantire la nostra sicurezza e a proteggere la vita del nostro popolo", rivendica Zelensky. Il Financial Times delinea un quadro in cui il Dipartimento della Difesa statunitense e almeno un governo del Golfo sono in trattative per acquistare intercettori di fabbricazione ucraina. Gli stati del Golfo hanno utilizzato costosi missili Patriot per difendersi dalle ondate di droni iraniani Shahed fin da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato la guerra. Ma le loro scorte stanno diminuendo e ora guardano a Kiev per una difesa più economica contro il fuoco dei droni. L'Ucraina è stata pioniera nell'utilizzo di intercettori prodotti in serie, del costo di poche migliaia di dollari, per distruggere le versioni russe degli Shahed, lanciati a sciami contro le città del paese. Gli Shahed costano solo 30mila dollari, mentre i missili intercettori come i PAC-3 utilizzati nel sistema Patriot costano più di 13,5 milioni di dollari ciascuno. Un funzionario ucraino ha descritto i colloqui con il Pentagono come un argomento "delicato". "Tuttavia, è evidente che c'è un crescente interesse per i droni intercettori ucraini, che possono fermare gli Shahed ad un costo molto basso". Lo confermano le dichiarazioni di Zelensky, che ha detto di essere stato in contatto con lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, e con Mohammed bin Zayed al-Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, in merito all'uso della tecnologia anti-drone ucraina. "L'esperienza dell'Ucraina nel contrastare i droni 'Shahed' è attualmente la più avanzata al mondo", ha affermato Zelensky. "Tuttavia, qualsiasi cooperazione di questo tipo volta a proteggere i nostri partner può procedere solo a patto di non ridurre le nostre capacità difensive". Secondo gli esperti citati dal quotidiano l'Iran potrebbe aver accumulato decine di migliaia di droni Shahed. Ne ha lanciati a centinaia da quando è stato attaccato da Israele e Stati Uniti, utilizzandoli principalmente contro gli stati del Golfo per seminare caos e terrore e per prosciugare le scorte di missili terra-aria e aria-aria avversari. Facili da nascondere e utilizzabili a partire da qualunque punto di partenza, gli Shahed sono meno vulnerabili alle tattiche statunitensi e israeliane che puntano alla distruzione dei lanciatori e delle riserve di missili a terra. Kiev ha iniziato a utilizzare armi più economiche, come autocannoni e artiglieria antiaerea, per abbattere i droni, inclusi gli Shahed, che Mosca ha utilizzato contro l'Ucraina da quando ha lanciato la sua invasione nel 2022. Dall'autunno, l'Ucraina utilizza anche intercettori ad alta velocità che possono raggiungere i 250 km/h, in grado di fermare uno Shahed, la cui velocità massima è di 185 km/h. Finora Kiev non è stata in grado di schierare un intercettore efficace per i nuovi droni a reazione Geran-3 di produzione russa, in grado di volare a oltre 550 km/h. Secondo il Ministero della Difesa ucraino, Mosca ne ha lanciati 54mila contro l'Ucraina l'anno scorso. Kiev è preoccupata per le proprie forniture di munizioni anti-drone, ma conta sul fatto che se i paesi mediorientali utilizzeranno gli intercettori per droni al posto dei missili PAC-3 per le batterie Patriot, rimarranno più scorte globali di PAC-3 per l'Ucraina, che ne ha bisogno per difendersi dai missili balistici e da crociera. Tra gli intercettori per droni usati in Ucraina c'è il Merops, un drone ad ala fissa prodotto da aziende finanziate dall'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt. Un altro quadricottero - drone multirotore dotato di quattro eliche - a forma di proiettile, noto come Sting, prodotto dall'azienda ucraina Wild Hornets, è stato usato al largo di Odessa su droni navali Magura prodotti dalla startup Uforce. Anche la General Cherry, un'altra azienda ucraina, produce un drone intercettore veloce. Le tattiche iraniane nel Golfo imitano quelle russe contro la città costiera di Odessa, dove i droni Shahed sfiorano l'oceano in avvicinamento per evitare i radar e confondere gli intercettori missilistici. I droni intercettori schierati al largo hanno migliori possibilità di intercettarli, spiega un esperto ucraino citato dal quotidiano. In Ucraina, "ci sono una dozzina di aziende che producono intercettori cinetici – piccoli quadricotteri a forma di proiettile o droni ad ala fissa – per poche migliaia di dollari l'uno", spiega una persona a conoscenza dei colloqui.

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Nhrg, professionisti esperti e 25-35enni hanno trainato mercato 2025

(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.

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Forte (Ice): "Energia ambito strategico per sicurezza, competitività e indipendenza"

(Adnkronos) - “In un momento di contingenza internazionale critica come questo, l'energia si conferma essere un ambito strategico di intervento per l'Europa per garantire sicurezza, competitività e indipendenza. Investire nella transizione energetica oggi, con lo scopo naturale di controllare il valore del prezzo dell'energia, è ormai diventata una priorità assoluta. Per questa ragione la piattaforma di Rimini nel 2026 si attesta come un punto di riferimento internazionale nel settore, con i suoi 125mila metri quadrati di esposizione”. Lo ha detto il direttore centrale per i Settori dell’Export dell’Agenzia Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), Maurizio Forte, intervenendo alla prima giornata di ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg), fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. Un evento che Forte definisce “fondamentale” perché “vede la partecipazione dei massimi esponenti del governo, come il ministro Pichetto Fratin, insieme alle imprese espositrici e alle autorità locali. Fondamentale è anche il lavoro dell'Agenzia Ice, che ha portato 670 delegati da 67 Paesi per accrescere le opportunità di business. Poiché l'energia è un mondo molto complicato, è necessario muoversi come sistema Paese, agendo come una squadra e come una filiera unita”. Un’edizione caratterizzata da numeri che “segnano un record importante, con 24 padiglioni occupati, ben quattro in più rispetto all'anno scorso in un solo anno. Gli espositori sono 1065 e il 30% di questi arriva da 30 diversi Paesi, mentre i buyer sono 500 in rappresentanza di 50 nazioni del mondo”, illustra. “L'elemento interessante di questa manifestazione, fin dalla sua origine - approfondisce - è il fatto di non essere specializzata in un solo settore ma di offrire un panorama generale su tutti i comparti energetici e le relative tecnologie. In particolare, nell'ultimo anno è stata notata una forte crescita della domanda nel solare, nell'eolico e nello storage, ovvero nei sistemi di accumulo”. Il percorso di Key “dimostra un grandissimo interesse a livello nazionale - fa sapere Forte - se si pensa che solo quattro anni fa era una piccola costola della fiera Ecomondo, il grande sviluppo raggiunto in così poco tempo conferma quanto il settore meriti tutta l'attenzione che gli viene riservata. Le fiere hanno infatti un'importanza fondamentale nell'internazionalizzazione del comparto dell'energia e delle soluzioni per questo settore strategico della nostra vita”.

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