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(Adnkronos) - Sabato sera all'insegna del Biscione, che vince prime time e Access. 'Amici' in onda ieri 18 aprile su Canale 5 si aggiudica infatti il podio nella gara degli ascolti di ieri della prima serata con 3.009.000 telespettatori e uno share del 22.4%, lasciando in seconda posizione 'Canzonissima' su Rai1 che totalizza 2.283.000 spettatori e il 17.9%. Su Rete4, funziona bene un intramontabile della commedia all'italiana come 'Don Camillo e l’onorevole Peppone' che totalizza 1.002.000 spettatori e il 6.5% di share, mentre su La7 'In Altre Parole' conquista 1.302.000 spettatori con il 7.4% nella prima parte, ma scende a 670.000 spettatori con il 4.9% nella seconda parte 'In Altre Parole… Ancora'. Su Italia1 'Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo' ottiene 748.000 spettatori (4.6%), mentre sul Nove 'Accordi & Disaccordi' registra 579.000 spettatori con il 3.9%, su Rai2 'The Rookie' ne ottiene 613.000 pari al 3.8% di share. Su Rai3 'Il capo perfetto' raggiunge 546.000 spettatori e il 3.5%. Access prime time appannaggio di Canale 5, con 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti che totalizza 4.075.000 telespettatori e il 23% di share, mentre il 'concorrente' 'Affari tuoi' su Rai1 ne registra 3.935.000 spettatori e il 22.4%. Alla distanza il terzo gradino del podio che è di 'N.C.I.S. – Unità Anticrimine' su Italia1 con 1.065.000 spettatori e il 6.1% di share.
(Adnkronos) - A pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile. Milano, i dati sull’export del mobile del mese di gennaio 2026 fotografano un quadro complesso per il settore, ovvero una fase di forte rallentamento che è assolutamente prematuro interpretare: potrebbe trattarsi di un fisiologico rallentamento rispetto al gennaio 2025 caratterizzato dalla fase di accaparramento pre dazi, oppure una prevedibile e comprensibile battuta d’arresto che potrebbe proseguire o interrompersi sulla scia della direzione che il conflitto in Medio Oriente prenderà. La produzione industriale della manifattura a febbraio registra un + 0,9% e per il bimestre un -0,5% in linea con quella del mobile che risulta sostanzialmente stazionaria (-0,5% febbraio e -0,6% il cumulato del bimestre). Diverso lo scenario sul fronte export che apre il 2026 con un segno negativo, secondo dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, su fonte Istat, evidenziando una debolezza diffusa della domanda internazionale, con alcune aree che mostrano tuttavia maggiore resilienza. A gennaio le esportazioni di mobili italiani nel mondo, pari a circa 700 milioni di euro, calano del 13,1%, con una flessione diffusa sia nei mercati europei (-9%) sia in quelli extra UE (-17,4%). Particolarmente significativa risulta la contrazione verso gli Stati Uniti che tocca un -28,5%, Francia -6,1%; Germania -18,4%, Spagna -15,3%, Paesi Bassi -3,4%, Regno Unito -6,7% e Cina -46,6%. I paesi Opec registrano un -2,5%. Per trovare un segno positivo dobbiamo guardare all’Austria (+12,2%) e alla Repubblica Ceca (+11,4%), i cui volumi sono però ancora troppo piccoli per risultare determinanti nello scenario complessivo. “Nel 2025 abbiamo visto come la filiera legno-arredo abbia registrato un fatturato in lieve crescita (+1,4%), sostenuto dal mercato interno pari a 33 miliardi di euro (+2%) e un export che si è mantenuto pressoché stabile (+0,4%). Un risultato tutt’altro che scontato – spiega il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin - che le nostre imprese adesso devono cercare di difendere, pur trovandosi, ancora una volta, a gestire una situazione complessa e imprevedibile. Il Covid prima, la guerra in Ucraina, i dazi Usa, la Guerra in Medio Oriente e il caro energia. La capacità di reazione della nostra industria è stata messa a dura prova in questi ultimi anni, ma le risposte non si sono fatte attendere. Adesso si rende ancor più necessario rafforzare la presenza internazionale delle imprese, accompagnandole con maggiore decisione nei processi di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale, riducendo al tempo stesso l’esposizione alle aree più instabili, difendendo il posizionamento del prodotto italiano su qualità e valore aggiunto, evitando dinamiche di competizione esclusivamente basate sul prezzo", continua. "I dati ci dicono che ci sono segnali di miglioramento del clima di fiducia da parte delle imprese, in particolare il saldo dei giudizi sugli ordini espresso a marzo 2026, pur mantenendosi negativo, torna a migliorare dopo i primi due mesi del 2026 di oltre 13 punti percentuali. Adesso le aziende non possono essere lasciate sole. La competitività della filiera si gioca soprattutto sulla capacità di fare sistema: imprese e istituzioni devono muoversi insieme per consolidare il posizionamento internazionale del Made in Italy, difendendolo anche dalla concorrenza sleale sempre più diffusa”, continua. "Un elemento da monitorare riguarda infatti le dinamiche commerciali globali indotte dai dazi Usa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un incremento delle importazioni dalla Cina nella Filiera legno-arredo dell’1,3%), a fronte di una riduzione degli acquisti dagli altri Paesi extra UE (-1,6%). Questo fenomeno evidenzia una sostituzione nelle quote di mercato e un rafforzamento della pressione competitiva sui produttori europei", spiega ancora Federlegno. “In questo quadro – commenta Feltrin - il Salone del Mobile.Milano si conferma un appuntamento imprescindibile per tutto il settore: una piattaforma concreta e accessibile anche per le piccole e medie imprese, che qui possono avere il massimo risultato nel confronto diretto con i buyer. Non esiste infatti alternativa capace di offrire la stessa concentrazione di opportunità e visibilità. il Salone rappresenta una risposta tangibile alle difficoltà del momento: un luogo in cui le aziende possono rafforzare il proprio posizionamento e intercettare nuovi interlocutori, continuando al contempo a presidiare i mercati tradizionali". "Anche il percorso verso il contract, che sempre di più negli ultimi anni si è concretizzato come una grande occasione di business - e di cui l’edizione di quest’anno offre un primo, significativo “aperitivo” in vista del 2027 - va in questa direzione, inserendosi in un ambito sempre più strategico per l’industria del design: aprirsi al contract significa ampliare le opportunità di crescita e presidiare segmenti di mercato ad alto valore aggiunto”. Tra le opportunità emergenti si segnala l’Australia, anche alla luce del recente accordo commerciale di libero scambio siglato con l’Unione Europea. L’intesa prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee verso il mercato australiano, un miglioramento dell’accesso alle materie prime critiche e un rafforzamento dei legami strategici con la regione indo pacifica. Nonostante l’export italiano verso l’Australia rimanga contenuto (circa 180 milioni di euro) si evidenziando ampi margini di crescita: il Paese ha infatti un alto potenziale, presentando anche livelli elevati di ricchezza media, indicativi di una middle class ampia e con significativa capacità di spesa. È al 5° posto globale per ricchezza media per adulto e al 2° posto globale per ricchezza mediana, seconda solo al Lussemburgo (Fonte Global Wealth Report 2025 di Ubs). L’Australia, con 1.904mila milionari ha un quota molto elevata di ricchi rispetto alla popolazione totale (circa il 7%). Tutti valori che evidenziano un benessere diffuso e una distribuzione della ricchezza meno polarizzata rispetto ad altre economie avanzate. Infine, le prospettive di crescita rafforzano ulteriormente l’interesse verso questo mercato: l’Oceania (in cui l’Australia è il paese più importante) è infatti tra le regioni per cui si prevede una crescita sostenuta della ricchezza media per adulto nel prossimo quinquennio, seppure con ritmi inferiori rispetto a Stati Uniti e Cina.
(Adnkronos) - Un percorso formativo avanzato sui temi Esg, economia circolare e sostenibilità, con un approccio multidisciplinare e orientato all’applicazione concreta nelle imprese: è questa la proposta di Safte - Scuola di Alta Formazione per la Transizione Ecologica, promossa da Italian Exhibition Group (Ecomondo) insieme all’Università di Bologna, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa si avvale inoltre della collaborazione di partner quali Conai, Comieco e Ricrea, oltre al supporto di media partner tra cui Adnkronos, Rinnovabili, SolareB2B e altre testate specializzate. Prenderà il via il prossimo 17 aprile 2026 la quinta edizione della Scuola, rivolta a professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni impegnati nei processi di sostenibilità. Il programma, in calendario fino al 10 luglio 2026, è progettato per fornire competenze avanzate e strumenti operativi per affrontare le sfide della transizione ecologica, integrando aspetti ambientali, economici e normativi e promuovendo una visione sistemica basata sui criteri Esg. Attraverso il contributo di docenti universitari, esperti e rappresentanti di istituzioni e imprese, Safte punta a formare figure professionali in grado di guidare l’innovazione e integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali. Il percorso prevede inoltre momenti di confronto diretto con aziende e istituzioni, favorendo la condivisione di esperienze concrete.