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(Adnkronos) - Nuove speranze contro il cancro al pancreas da una pillola sperimentale che in fase 3, su pazienti con tumore metastatico, ha ottenuto un raddoppio della sopravvivenza rispetto alla chemio. I dati sono stati annunciati dall'azienda californiana Revolution Medicines, focalizzata sullo sviluppo di terapie oncologiche contro neoplasie dipendenti dal sistema Ras. Lo studio clinico globale RASolute 302, randomizzato e controllato, ha valutato daraxonrasib - farmaco capostipite di una nuova classe di Ras-inibitori - in pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac) metastatico precedentemente trattati. Il farmaco, somministrato per via orale una volta al giorno - riporta la società americana - ha prodotto "miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti nella sopravvivenza libera da progressione (Pfs)" di malattia "e nella sopravvivenza globale (Os) rispetto alla chemioterapia citotossica standard somministrata per via endovenosa. Nell'intera popolazione dello studio", il farmaco "ha dimostrato una Os mediana di 13,2 mesi rispetto a 6,7 mesi per la chemioterapia, con un hazard ratio di 0,40 (p "Sulla base dei risultati di questa prima analisi intermedia, tutti i risultati relativi agli endpoint Pfs e Os sono considerati definitivi", si legge nella nota di Revolution Medicines che intende presentare i nuovi dati "alle autorità regolatorie globali inclusa la Food and Drug Administration (Fda) statunitense", con "una futura domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di un nuovo farmaco (New Drug Application)" nell'ambito del programma pilota Commissioner's National Priority Voucher. La compagnia porterà i risultati del trial al congresso 2026 dell'Asco, l'American Society of Clinical Oncology. Fra tutti i principali tipi di cancro - spiega Revolution Medicines - il carcinoma pancreatico è il tumore più dipendente dal sistema Ras, con oltre il 90% dei pazienti che presenta forme causate da mutazioni nelle proteine Ras. Queste mutazioni comprendono una vasta gamma di varianti Ras che alimentano il comportamento aggressivo del cancro. Daraxonrasib, inibitore multiselettivo delle proteine Ras(On), è il primo farmaco sperimentale di una nuova classe di inibitori di Ras, progettato per contrastare un ampio e variegato spettro di driver oncogenici di Ras. "Per i pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico sono urgentemente necessarie nuove opzioni terapeutiche per aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita - afferma Brian M. Wolpin, professore di Medicina alla Harvard Medical School, direttore dell'Hale Family Center for Pancreatic Cancer Research al Dana-Farber Cancer Institute e ricercatore principale di RASolute 302 - I risultati, ampiamente attesi, di questo studio indicano che daraxonrasib rappresenta un passo avanti chiaro e significativo per i pazienti con carcinoma pancreatico che hanno manifestato una progressione della malattia dopo precedenti trattamenti, in genere la chemioterapia. Credo che questo nuovo approccio rappresenti un progresso molto importante per il settore, destinato a cambiare la pratica clinica dei medici e a migliorare l'assistenza ai pazienti con carcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattato". Lo studio RASolute 302 - approfondisce Revolution Medicines - ha arruolato pazienti con tumori pancreatici portatori di un'ampia gamma di varianti di Ras, nonché pazienti senza mutazioni Ras identificate. Gli endpoint primari dello studio erano la sopravvivenza libera da progressione di malattia e la sopravvivenza globale nei pazienti con tumori portatori di mutazioni Ras G12. Gli endpoint secondari valutavano la Pfs e l'Os in tutti i pazienti arruolati (popolazione intent-to-treat), inclusi quelli con tumori con e senza (wild type) mutazione di Ras identificata. "In questo studio clinico pivotale daraxonrasib, in quanto farmaco mirato, ha determinato un notevole miglioramento della sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma pancreatico metastatico precedentemente trattato, rispetto alla chemioterapia standard, in linea con i risultati precedenti - dichiara Mark A. Goldsmith, Ceo e presidente di Revolution Medicines - Questi risultati rappresentano un progresso potenzialmente rivoluzionario per i pazienti e sottolineano il potenziale di daraxonrasib di ridefinire il panorama terapeutico. Stiamo procedendo con urgenza verso le richieste di autorizzazione regolatoria a livello globale - aggiunge - e restiamo impegnati a sviluppare rapidamente questa terapia per i pazienti affetti da un'ampia gamma di tumori Ras-dipendenti. Siamo profondamente grati ai pazienti, alle famiglie, ai ricercatori e ai team di ricerca la cui partecipazione ha reso possibile lo studio RASolute 302, e non vediamo l'ora di condividere i risultati dettagliati con la comunità scientifica e clinica". "Riteniamo - conclude Goldsmith - che questi risultati convalidino in modo inequivocabile il nostro approccio pionieristico al trattamento dei tumori comuni dipendenti da Ras attraverso l'inibizione di Ras(On)", strategia alla base di "4 farmaci sperimentali in fase clinica con profili differenziati. Questa classe di inibitori riflette oltre 15 anni di investimenti in ricerca scientifica all'avanguardia, incluso il lavoro creativo di Warp Drive Bio, acquisita da Revolution Medicines nel 2018, che ha gettato le fondamenta tecnologiche iniziali che abbiamo sviluppato in un solido motore di innovazione per fornire e sostenere la nostra promettente pipeline".
(Adnkronos) - In un contesto di contrazione per il mercato della somministrazione di lavoro (–0,8% rispetto al 2024), Iziwork chiude il 2025 con risultati in controtendenza. A trainare le performance dell’azienda sono alcuni comparti particolarmente dinamici. In testa l’automotive, che segna un incremento record del 102% su base annua. Seguono il settore gomma-plastica, in crescita del 50%, e il turismo, che conferma il suo slancio con un +44%. Positivi anche i servizi (+33%) e il retail, che registra comunque un aumento dell’11%. Sul fronte delle professioni più richieste, spiccano i ruoli di sales assistant, figure commerciali e tecnici specializzati nei diversi comparti. Nel turismo, invece, la domanda si concentra su tutte le principali figure legate alla ristorazione e all’accoglienza. Guardando al futuro, Iziwork punta a un ulteriore sviluppo attraverso l’apertura di nuovi hub e il rafforzamento di divisioni specializzate. “Nel 2025 - commenta Alessia Giorio, worker acquisition manager - abbiamo osservato un mercato del lavoro dinamico, ma al tempo stesso più selettivo e segmentato rispetto al passato. In questo scenario, la differenza non è determinata solo dal volume delle candidature, ma dalla capacità di attivare rapidamente i canali più efficaci e intercettare candidati in linea con le esigenze delle aziende. I risultati ottenuti nei settori dei servizi, del retail e dell’hospitality confermano l’efficacia del nostro approccio, basato su una forte presenza sul territorio, sulla qualità dell’attraction e sulla vicinanza ai clienti. Oggi il recruiting richiede velocità, capacità di leggere i trend e una relazione continua con il mercato: sono questi gli ambiti su cui continueremo a investire”. Fondata in Francia nel 2018 e acquisita nel 2023 dal gruppo Proman, leader nel mercato del lavoro temporaneo e delle risorse umane, Iziwork è approdata in Italia nel 2020 introducendo un modello di business innovativo, fortemente basato sulla tecnologia. L’utilizzo di intelligenza artificiale e analisi dei dati in tempo reale consente infatti di ridurre tempi e costi nella ricerca del personale, posizionando l’azienda come partner strategico per le imprese. Dal 2021 è iniziato un percorso di espansione e consolidamento sul territorio italiano, con l’apertura dei primi otto hub regionali, tra cui Brescia, Bergamo, Torino, Parma, Pordenone, Verona, Roma, Ancona, oltre alla sede centrale di Milano. Un modello che permette di centralizzare le funzioni chiave e garantire una copertura territoriale più ampia rispetto alle agenzie tradizionali, mantenendo al contempo elevati standard di servizio. Attualmente Iziwork conta 110 dipendenti diretti e una presenza diffusa in diverse regioni italiane, tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. E', inoltre, prevista una nuova apertura a Crema, a conferma del percorso di crescita intrapreso. www.iziwork.com
(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das - Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese - commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone - perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”. Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo - Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi - commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica - Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni - afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting - La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”.