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Non tutti i cibi vegetali fanno bene al cuore, ecco perché

(Adnkronos) - Una dieta a base vegetale non è una garanzia per il cuore. E' noto che la carne rossa, consumata in eccesso, può produrre effetti dannosi per la salute e aumentare i rischi di patologie cardiovascolari. E' meno diffusa, però, la consapevolezza delle conseguenze legate ad un ...

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Design, il 'made in Europe' dell’arredo in mostra a Parigi scommettendo su creatività e resilienza

(Adnkronos) - Con la Paris Design Week i marchi di design europei iniziano il 2026 scommettendo su creatività e resilienza. Protagonista, ancora una volta, il made in Italy. Presente a 'Maison & Objet', la fiera internazionale d’arredamento che ...

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Disastri naturali, nel 2025 danni per 224 mld di dollari

(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al ...

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Non tutti i cibi vegetali fanno bene al cuore, ecco perché

(Adnkronos) - Una dieta a base vegetale non è una garanzia per il cuore. E' noto che la carne rossa, consumata in eccesso, può produrre effetti dannosi per la salute e aumentare i rischi di patologie cardiovascolari. E' meno diffusa, però, la consapevolezza delle conseguenze legate ad un regime alimentare che comprenda prodotti vegetali ultraprocessati: è la qualità a fare la differenza e anche una scelta apparentemente saggia può rivelarsi pericolosa. Numerose ricerche hanno evidenziato che il consumo di grandi quantità di alimenti ultra-processati è associato a una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Altre analisi hanno sottolineato che le diete incentrate su alimenti di origine vegetale possono ridurre questo rischio a condizione che tali cibi rientrino in un'alimentazione equilibrata e vengano consumati in proporzioni appropriate. Ad integrare il quadro, provvede uno studio recente condotto in Francia dagli scienziati dell'INRAE (Istituto nazionale di ricerca per l'agricoltura, il cibo e l'ambiente), dell'Inserm (Istituto nazionale della sanità e della ricerca medica) e dell'Université Sorbonne Paris Nord che hanno esaminato in maniera approfondita la provenienza degli alimenti, non solo vegetale o animale. L'analisi ha riguardato anche la composizione nutrizionale degli alimenti, inclusi fattori come il contenuto di carboidrati, grassi, vitamine e minerali antiossidanti, insieme al livello di lavorazione industriale. Il maxistudio ha esaminato i dati di 63.835 adulti monitorati per una media di 9,1 anni, con alcuni individui seguiti anche 15 anni. Le informazioni su abitudini alimentari, cibi e bevande sono state raccolte tramite questionari online. Questo approccio dettagliato ha permesso ai ricercatori di classificare le diete in base alla quota di alimenti di origine vegetale e animale, con attenzione supplementare dedicata anche alla qualità nutrizionale e al livello di lavorazione dei prodotti. Gli adulti che consumavano più alimenti di origine vegetale di migliore qualità nutrizionale (con meno grassi, zuccheri e sale) e sottoposti ad una minima lavorazione industriale presentavano un rischio di malattie cardiovascolari inferiore di circa il 40% rispetto a coloro che consumavano meno alimenti di origine vegetale nutrienti e più prodotti di origine animale. Chi però consumava quantità maggiori di alimenti di origine vegetale ultraprocessati - pane integrale industriale, zuppe acquistate al supermercato, piatti di pasta pronti o insalate industriali con condimento - non presentavano un rischio cardiovascolare ridotto rispetto a chi metteva nel piatto meno prodotti vegetali e più alimenti di origine animale. In sostanza, alimenti vegetali di scarsa qualità rischiano di 'far male' quanto la carne rossa consumata senza criterio. Per questo, un rischio notevolmente più elevato è stato associato a diete caratterizzate da alimenti di origine vegetale di qualità nutrizionale inferiore e ultraprocessati. La lista nera includevano patatine, bevande alla frutta zuccherate o bibite a base di estratti vegetali, dolci o dolciumi a base di cioccolato, cereali per la colazione zuccherati e biscotti salati. In questo caso, il rischio malattie cardiovascolari era circa il 40% superiore a quello delle persone che consumavano più alimenti di origine vegetale di buona qualità nutrizionale con poca o nessuna lavorazione industriale. Per comprendere in toto il rapporto tra regime alimentare e salute salute cardiovascolare è necessario quindi valutare la qualità nutrizionale degli alimenti e il loro grado di lavorazione, oltre all'equilibrio tra componenti vegetali e animali. In termini pratici, questo si traduce nella raccomandazione a consumare alimenti di origine vegetale che siano sia di alta qualità nutrizionale e minimamente processati.

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Design, il 'made in Europe' dell’arredo in mostra a Parigi scommettendo su creatività e resilienza

(Adnkronos) - Con la Paris Design Week i marchi di design europei iniziano il 2026 scommettendo su creatività e resilienza. Protagonista, ancora una volta, il made in Italy. Presente a 'Maison & Objet', la fiera internazionale d’arredamento che si tiene a Parigi dal 15 al 19 gennaio, presso il Parc des Expositions Paris Nord Villepinte, il brand italiano Talenti, conosciuto in tutto il mondo per gli arredi outdoor d’alta gamma e che presto lancerà la prima divisione dedicata all’indoor. Nella capitale francese giunge con le idee chiare: “La presenza di Talenti a questo appuntamento fieristico internazionale - spiega Fabrizio Cameli, Ceo e fondatore del marchio - si inserisce in un percorso strategico di crescita e posizionamento globale, volto a rafforzare il valore del brand nei mercati chiave e a consolidare il dialogo con un pubblico sempre più attento alla qualità, all’innovazione e alla cultura del progetto". "In questo contesto presentiamo Elton - annuncia - in anteprima europea, una collezione che rappresenta un passaggio evolutivo significativo nel linguaggio dell’outdoor design contemporaneo ed è emblema della nostra visione. Firmata da Ludovica Serafini e Roberto Palomba, Elton nasce dall’incontro tra ricerca formale, eccellenza ingegneristica e profonda conoscenza delle esigenze dell’abitare moderno. Con questa proposta introduciamo una innovazione sostanziale nel panorama dell’arredo outdoor: per la prima volta, schienali e braccioli dei sofa diventano inclinabili grazie a un meccanismo integrato direttamente nella struttura, invisibile ma altamente performante". "Si tratta di una vera e propria rivoluzione di tipo tailor made - prosegue Cameli - che ridefinisce il concetto di comfort personalizzato, consentendo all’utente di intervenire non solo sulla configurazione modulare del sistema, ma anche sulle inclinazioni degli elementi, adattando l’arredo a diverse posture, momenti e modalità d’uso. Quello che può apparire come un dettaglio tecnico si traduce in realtà in un fattore distintivo di grande valore, capace di elevare non solo l’esperienza d’uso ma anche di portare il savoir-faire italiano ai massimi livelli, con soluzioni che coniugano precisione progettuale, qualità manifatturiera e cura del dettaglio". "La scelta di presentare Elton in questo contesto - sottolinea - riflette l’importanza strategica della Francia, che rappresenta oggi il primo mercato internazionale per Talenti, non solo in termini di volumi, ma anche come riferimento culturale e commerciale per il design di alta gamma. Il pubblico transalpino dimostra da sempre una particolare sensibilità verso il Made in Italy, riconosciuto come espressione autentica di eccellenza, creatività e affidabilità industriale. Dal settore residenziale al contract, fino al mondo della nautica, il design italiano continua ad essere un punto di riferimento imprescindibile, capace di dialogare con progetti complessi e contesti internazionali di alto profilo. Per Talenti, l’appuntamento di gennaio a Maison & Objet si configura quindi come il palcoscenico ideale per inaugurare un 2026 orientato alla crescita, all’innovazione e allo sviluppo di nuove opportunità, rafforzando il ruolo del brand come interprete autorevole di un lifestyle contemporaneo che unisce eleganza, funzionalità ed eccellenza italiana”. Made in Italy in sinergia con l’Europa, quindi, come dimostra anche la presenza del marchio belga Noël & Marquet al Paris Deco Home. “Per Noël & Marquet, partecipare alle principali piattaforme del design - afferma Stephan Offermann, Head of Marketing dell’azienda - è una naturale espressione della nostra identità. Il nostro marchio affonda le radici in una lunga tradizione artigianale, in cui patrimonio e innovazione sono indissolubilmente legati. Il design, per noi, è un linguaggio culturale che evolve attraverso il dialogo, la creatività e il rispetto delle proprie origini. Con oltre 75 anni di esperienza, crediamo che la vera qualità emerga quando i valori senza tempo incontrano l’espressione contemporanea. L’architettura e l’interior design svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il modo in cui gli spazi vengono percepiti e vissuti". "Attraverso il confronto con la comunità internazionale ed europea del design, riaffermiamo il nostro impegno verso l’eccellenza, la sostenibilità e l’autenticità. Le nostre collezioni nascono per ispirare architetti e designer a ripensare le pareti come un elemento integrante dell’architettura d’interni. Dettagli, proporzioni e materiali sono strumenti essenziali per creare spazi con carattere e profondità. Partecipare significa contribuire a una visione condivisa del design che va oltre le tendenze e si concentra sulla durata nel tempo. In qualità di riferimento globale nelle cornici decorative di alta gamma, battiscopa, cornici per sedie, pannelli murali e altre modanature architettoniche, Noël & Marquet incarna un impegno verso una qualità eccezionale e un design senza tempo. Consideriamo il design non solo come un prodotto, ma come una dichiarazione culturale duratura”, conclude.

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Disastri naturali, nel 2025 danni per 224 mld di dollari

(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati. Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025. Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.

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