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Iran: "Se Usa attaccano risponderemo". Pezeshkian: "I nostri nemici cercano di seminare caos e disordine"

(Adnkronos) - "I nemici dell'Iran cercano di seminare caos e disordine". A dichiararlo, in un'intervista con i media statali del Paese, è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per ...

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Università Lum, al via Winter School su turismo sostenibile

(Adnkronos) - Trenta studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera parteciperanno alla winter school su 'Politiche e pratiche per un turismo sostenibile' organizzata dal 12 al 21 gennaio dall’università Lum 'Giuseppe Degennaro'. La winter school è ...

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KilometroVerdeParma celebre traguardo storico, piantato 100.000esimo albero

(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche ...

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Iran: "Se Usa attaccano risponderemo". Pezeshkian: "I nostri nemici cercano di seminare caos e disordine"

(Adnkronos) - "I nemici dell'Iran cercano di seminare caos e disordine". A dichiararlo, in un'intervista con i media statali del Paese, è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. Almeno 200 fino le vittime della repressione messa in atto dal regime di Teheran. Pezeshkian ha accusato "terroristi" legati a potenze straniere di uccidere, incendiarie moschee, attaccare proprietà pubbliche. Nell'intervista, citata da SkyNews, il capo dello stato iraniano ha esortato i cittadini a prendere le distanze da "rivoltosi e terroristi" che cercano di "distruggere l'intera società", ma ha poi espresso la disponibilità dell'establishment politico ad ascoltare il popolo e la sua determinazione a risolvere i problemi economici. L'Iran colpirebbe obiettivi militari e navali statunitensi in caso di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti al Paese. Ad affermarlo è stato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, minacciando apparentemente anche Israele. "In caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno nostri obiettivi legittimi", ha detto in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato. Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran. A riferirne è Ha'aretz, dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha scritto in un post su Truth che "l'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!". "Se è così competente, allora lasciamo che governi il suo Paese", ha scritto su X la Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, parlando del presidente americano. Oggi sull'Iran è arrivata una dichiarazione del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. "Una volta che il regime sarà caduto, faremo cose positive insieme a beneficio di entrambi i popoli", ha spiegato, secondo quanto riporta il Times of Israel. "Speriamo tutti che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia - ha aggiunto Netanyahu - E quando quel giorno arriverà, Israele e Iran torneranno a essere fedeli partner nella costruzione di un futuro di prosperità e pace". Le Forze di difesa israeliane sono operative e pronte a rispondere se necessario, scrive, a seguito dell'escalation di tensione in Iran, il Times of Israel. Le Forze di difesa israeliane valutano le proteste anti regime in Iran come una questione interna del Paese, ma, a seguito delle minacce odierne dell'Iran, che ha indicato obiettivi americani e israeliani come potenziali bersagli di una rappresaglia per un eventuale attacco americano, i militari hanno indicato di essere pronti a rispondere in caso di necessità. Il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha svolto valutazioni della situazione questa settimana alla luce delle proteste in Iran. Secondo quanto scrive il New York Times, che cita diversi funzionari statunitensi, il presidente Trump è stato informato nei giorni scorsi in merito a nuove opzioni per potenziali attacchi in Iran. Il leader della Casa Bianca - affermano le fonti - sta valutando se tradurre in pratica la minaccia di attaccare il Paese dove continua ad aggravarsi il bilancio della repressione della protesta popolare. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, scrive il quotidiano, ma secondo i funzionari starebbe valutando seriamente la possibilità di autorizzare un attacco in risposta alle azioni del regime iraniano contro i manifestanti. Al presidente sono state presentate diverse opzioni, tra queste quella di attacchi a siti non militari a Teheran, hanno affermato le fonti. Nuove proteste sono scoppiate ieri in serata a Teheran: decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplodono fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979. Il bilancio della repressione delle proteste in Iran da parte del regime è salito ad almeno 192 manifestanti uccisi in due settimane. Ad affermarlo oggi è stata Iran Human Rights, una Ong con sede in Norvegia. "Dall'inizio delle proteste, Iran Human Rights ha confermato la morte di almeno 192 manifestanti", ha reso noto l'organizzazione, avvertendo che il bilancio potrebbe essere molto più alto, poiché il blackout nazionale di internet da quasi tre giorni ha reso difficile il conteggio. "Il livello dello scontro con i rivoltosi è stato innalzato", ha annunciato questa mattina Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale, citato da SkyNews. Radan ha anche lodato gli "arresti importanti" effettuati, affermando che "i principali responsabili dei disordini della notte scorsa sono stati fermati".

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Università Lum, al via Winter School su turismo sostenibile

(Adnkronos) - Trenta studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera parteciperanno alla winter school su 'Politiche e pratiche per un turismo sostenibile' organizzata dal 12 al 21 gennaio dall’università Lum 'Giuseppe Degennaro'. La winter school è interamente finanziata nell’ambito del Tne international mobility programme – health education and advanced learning through collaboration, opportunities, networking and educational connections in Balkans and Ssian countries, promosso dal ministero dell’Università e della Ricerca e sostenuto dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEu, con l’obiettivo di rafforzare la mobilità internazionale, la qualità della formazione avanzata e il dialogo tra sistemi accademici. I partecipanti saranno accolti lunedì 12 gennaio, alle ore 10.30, dai saluti istituzionali di Massimo Salomone, presidente della sezione turismo di Confindustria Bari e Bat, con un intervento su 'Il futuro del turismo nel basso Adriatico: sfide e visioni sostenibili', e dall’avvocato Antonella Rago, direttrice generale dell’università Lum. "Con questa iniziativa – sottolinea la professoressa Patrizia Guida – l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' rinnova e rafforza il proprio ruolo nella cooperazione accademica internazionale e nella formazione avanzata sui temi del turismo. Desidero ringraziare in modo particolare il Comitato scientifico, di cui fanno parte, oltre alla sottoscritta, la prof.ssa Simona Attollino, il prof. Pasquale Del Vecchio e la dott.ssa Oriana Bellissimo, per il lavoro condiviso, il confronto costante e il contributo scientifico e progettuale che hanno reso possibile la costruzione di un percorso formativo solido e innovativo". Il programma della winter school prevede sessanta ore di attività formative articolate in lezioni frontali, laboratori applicativi, project work, visite di studio e incontri con operatori del settore. Le attività sul campo interesseranno alcuni dei contesti più rappresentativi della Puglia – Bari, Trani e la Valle d’Itria, con tappe a Locorotondo, Alberobello e Martina Franca – offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi direttamente con modelli di ospitalità sostenibile, valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo turistico integrato. L’impianto didattico della winter school si fonda su un approccio interdisciplinare, fortemente orientato alle politiche europee e alle buone pratiche territoriali, e vede il coinvolgimento di un corpo docente internazionale, tra cui le professoresse Eliana Laçei, Mirela Papa, Alma Hafizi e Lindita Kazazi. Il coordinamento scientifico e didattico è affidato alla prof.ssa Patrizia Guida, prorettrice con delega all’internazionalizzazione e Direttrice scientifica della Scuola di alta formazione sul turismo della School of management Lum, e alla prof.ssa Simona Attollino, professoressa associata di diritto e religione e direttrice scientifica dell’executive master in 'Turismo religioso e gestione smart dei beni culturali'. Il programma della winter school affronta temi di grande attualità quali le politiche europee per il turismo sostenibile, la digitalizzazione e lo smart tourism, l’economia circolare, lo slow tourism e il turismo interculturale, proponendo una lettura integrata dei processi di trasformazione del settore. Un filone di particolare rilievo è dedicato alla valorizzazione del patrimonio religioso e degli itinerari di pellegrinaggio, con approfondimenti sulle migrazioni di fede, sul ruolo storico degli ordini religiosi nei territori e sugli strumenti innovativi per promuovere l’esperienza del pellegrinaggio in chiave contemporanea.

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KilometroVerdeParma celebre traguardo storico, piantato 100.000esimo albero

(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.

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