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(Adnkronos) - Diciottomila firme raccolte in poco più di 10 giorni. Sono il 35% delle 50.000 necessarie per poter presentare la proposta di legge di iniziativa popolare al Parlamento, per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi). La campagna (https://5eurocontroilfumo.it), la prima del genere mai realizzata in Italia, è promossa da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Oggi, nella Giornata mondiale contro il cancro, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti che aderiscono all’iniziativa lanciano un appello a firmare, per raggiungere quanto prima le 50.000 firme necessarie. L’obiettivo principale della campagna è contrastare il tabagismo. Ogni anno, in Italia, circa 105mila casi di cancro, il 27% del totale, è determinato proprio dal fumo. In secondo luogo, la campagna vuole reperire risorse per il Servizio sanitario nazionale. Per poter garantire l’alta qualità e la sostenibilità del sistema e a tutti l’accesso alle cure innovative, è necessario investire di più in prevenzione. Si stima che più del 40% dei decessi per cancro sia dovuto a fattori di rischio modificabili, come fumo, consumo di alcol, dieta scorretta, sovrappeso e obesità. L’Italia, nel 2023, ha destinato alla prevenzione il 4,6% della spesa sanitaria complessiva, una percentuale, se si considerano i Paesi europei, inferiore a quelle di Regno Unito (5,6%), Olanda (5,2%) e Germania (4,8%). "Oggi si celebra la Giornata mondiale contro il cancro – spiega Massimo Di Maio, presidente Aiom -. La campagna '5 euro contro il fumo' è in linea con le finalità della giornata, tra cui rientra proprio l’informazione sui fattori di rischio. In pochi giorni dal lancio dell’iniziativa migliaia di cittadini hanno firmato. Circa 30 società scientifiche e oltre 15 associazioni di pazienti e fondazioni hanno aderito. Siamo soddisfatti, ma serve un ulteriore sforzo per arrivare alle 50.000 firme necessarie. Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio oncologico. Senza dimenticare gli altri stili di vita scorretti. Il consumo di alcol è correlato a 7 tipi di carcinoma e il grave eccesso ponderale a 12. Nonostante queste evidenze, in Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario". "La prevenzione rappresenta lo strumento per ridurre il numero dei casi di tumore e per sostenere l’incremento delle uscite per le cure innovative – continua Di Maio -. Nel 2024, in Italia, la spesa pubblica per i farmaci anti-cancro è stata pari a 5,4 miliardi di euro, in aumento del 13,8% rispetto al 2023, rappresentando quasi il 20% della spesa farmaceutica pubblica totale. L’innovazione non è solo un costo, ma si traduce in vite salvate". Nel nostro Paese, nel 2026 rispetto al periodo 2020-2021, è stimata una diminuzione dei tassi di mortalità oncologica del 17,3% negli uomini e dell’8,2% nelle donne. Sono dati migliori nel confronto con la media europea (-7,8% negli uomini e -5,9% nelle donne nel 2026 rispetto al periodo 2020-2022). "In Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito – sottolinea Di Maio -. Le terapie anti-cancro sono caratterizzate da meccanismi di azione sempre più specifici. La transizione verso trattamenti innovativi ad alta complessità, come l’immunoterapia e gli anticorpi farmaco-coniugati, offre opzioni in grado di migliorare la sopravvivenza e le possibilità di guarigione in un numero crescente di situazioni cliniche, ma pone questioni legate alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. La disponibilità di nuove strategie determina, inoltre, la necessità di definire linee guida specifiche per stabilire la corretta sequenza di questi farmaci". Il tema del World Cancer Day è 'United by Unique', per sensibilizzare cittadini, pazienti e Istituzioni a considerare l’unicità di ogni persona colpita dal cancro, garantendo una presa in carico che tenga conto degli aspetti emozionali, psicologici e sociali legati alla malattia. Aiom e Fondazione Aiom, che organizzano oggi a Roma il convegno nazionale World Cancer Day, aderiscono alla giornata mondiale. A livello globale, i nuovi casi di tumore sono più che raddoppiati dal 1990, raggiungendo i 18,5 milioni nel 2023, e i decessi oncologici sono aumentati del 74%, arrivando a 10,4 milioni. "In 10 anni, in Italia, sono stati tagliati 1.091 posti letto pubblici in Oncologia medica: nel 2013 erano 5.234, ridotti a 4.143 nel 2023 – spiega Di Maio -. Nel 30% dei centri manca ancora l’assistenza domiciliare oncologica e più della metà delle strutture (52%) è priva dei coordinatori di ricerca clinica, figure essenziali per condurre le sperimentazioni. Anche aspetti importanti dell’assistenza, come la psicologia clinica e la nutrizione clinica, rimangono subottimali in molte realtà. Oltre a posti letto e ospedali più moderni, servono più medici e infermieri. La scarsità di specialisti sta infatti interessando anche l’oncologia, sebbene in misura minore rispetto ad altre specialità. Inoltre vanno realizzate su tutto il territorio le Reti oncologiche regionali, oggi attive solo in circa la metà delle Regioni. Solo così può essere garantita la collaborazione multidisciplinare in tutto il percorso di cura". "Nel 2025, in Italia, sono stati stimati circa 390.000 nuovi casi di cancro, con una sostanziale stabilità rispetto al 2024 – afferma Rossana Berardi, presidente eletto Aiom -. Fortunatamente aumentano le persone vive dopo la diagnosi. Dall’altro lato, questo risultato positivo determina una ripercussione su chi si prende cura di loro. La gestione ottimale del paziente oncologico è un lavoro di squadra che coinvolge operatori sanitari e caregiver e per mettere davvero la persona al centro dobbiamo proteggere anche chi cura: oggi, secondo dati disponibili, gli oncologi arrivano a dedicare oltre la metà del loro tempo ad attività burocratiche e amministrative, sottraendo energie alla relazione e alla qualità della visita. E non è un dettaglio: il benessere degli operatori è una priorità di salute pubblica, tanto che si stima che fino a 8 giovani oncologi su 10 siano colpiti da burnout. In parallelo, dobbiamo riconoscere in modo strutturale il ruolo dei caregiver familiari che in Italia sono circa 7 milioni e rappresentano una parte essenziale del percorso di cura. Per questo è importante che il disegno di legge sul caregiver, approvato dal Governo il 12 gennaio 2026 e ora in discussione parlamentare, arrivi rapidamente a tutele concrete". Il cancro determina conseguenze negative anche sulla salute mentale. Il 20% delle persone con tumore è colpito da depressione, il 10% da ansia e oltre il 50% sviluppa disagio psicologico. È significativo anche l’impatto sulla produttività. Si stima che il cancro impedisca la partecipazione al mondo del lavoro di almeno 1,1 milioni di cittadini in Europa. Gli uomini e le donne con diagnosi di tumore hanno, rispettivamente, il 7% e il 10% di probabilità in meno di trovare un impiego rispetto alle persone senza cancro. "Le difficoltà finanziarie, associate alla diminuzione delle entrate dopo la diagnosi di tumore, possono influenzare negativamente la salute mentale, la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti – conclude Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom -. Inoltre, la mancanza di una occupazione o la riduzione del reddito possono portare all’isolamento sociale, limitando lo sviluppo delle capacità personali e professionali. I pazienti oncologici hanno necessità di tempo per i trattamenti e le visite mediche. E gli effetti collaterali delle terapie possono influenzare la capacità di svolgere le attività professionali, soprattutto nei periodi di trattamento attivo. Tutti questi fattori condizionano le prestazioni lavorative, l’acquisizione di competenze, la progressione della carriera e il reddito. Un approccio a 360 gradi della cura del cancro deve considerare anche questi aspetti".
(Adnkronos) - Il presidente dell’Inps Gabriele Fava e il Procuratore della Repubblica di Milano Marcello Viola, hanno firmato oggi a Milano una convenzione che avvia un percorso di collaborazione stabile finalizzato alla ricerca e la repressione delle violazioni in ambito contributivo, previdenziale e assistenziale, il potenziamento delle azioni di prevenzione e lo sviluppo di sinergie informative e investigative su notizie di reato anche con il coinvolgimento di altre Istituzioni. La firma è avvenuta nella sede della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano alla presenza di Antonio Pone, Direttore Generale vicario, Alessandro Romano, Direttore centrale Internal audit, Risk Management, Compliance e Antifrode, Mauro Saviano, Direttore del Coordinamento Metropolitano di Milano, Eugenio Fusco e Bruna Albertini, Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Milano. L’accordo, il primo del genere in Italia, rafforza un modello di cooperazione che consente scambi informativi più tempestivi, procedure più sicure e un coordinamento operativo più efficace nelle irregolarità che incidono sul funzionamento del mercato del lavoro e sulla correttezza delle tutele previdenziali. Le comunicazioni istituzionali saranno veicolate attraverso Posta elettronica certificata e strumenti digitali che assicurano integrità e riservatezza, mentre il Portale dedicato alle notizie di reato (NDR) garantirà un trasferimento immediato delle segnalazioni emerse durante le attività di controllo. L’Istituto metterà a disposizione della Procura le proprie strutture specialistiche, impegnate nella prevenzione e nell’individuazione dei fenomeni che alterano il mercato del lavoro e danneggiano i diritti dei cittadini e le imprese corrette. La Procura potrà richiedere approfondimenti istruttori e valutare iniziative congiunte, con l’obiettivo di assicurare un presidio di legalità solido e coerente. La Convenzione prevede incontri periodici per monitorare l’evoluzione dei fenomeni e definire strategie condivise, nella consapevolezza che la tutela del sistema previdenziale e del lavoro regolare rappresenta un interesse primario dello Stato. “Con questa convenzione mettiamo in rete competenze diverse e complementari, amministrative e investigative, per rendere più incisiva l’azione di prevenzione e di contrasto delle violazioni in ambito contributivo, previdenziale e assistenziale. La collaborazione nasce da un principio semplice e decisivo. La legalità non è un accessorio del sistema, è una sua infrastruttura. Quando si altera il patto contributivo, si manipola l’accesso alle prestazioni assistenziali o le tutele previdenziali, non si colpisce soltanto un ente, si incrina la fiducia collettiva e si sottrae futuro a chi lavora e a chi rispetta le regole. La collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano rafforza la capacità dello Stato di reagire con lucidità e tempestività. Abbiamo il dovere di tutelare le persone e di proteggere la concorrenza leale. Difendere il lavoro regolare significa difendere la dignità del Paese. In questa direzione, l’utilizzo dei canali digitali certificati e procedure più sicure di trasmissione degli atti non è un de taglio tecnico, è un modo concreto per rendere l'azione pubblica più affidabile, più trasparente e più efficace. La forza delle istituzioni si misura nella capacità di fare squadra, di distinguere ciò che è essenziale e di agire con rigore. Questa firma va letta così. Un impegno comune per garantire che le tutele restino ciò che devono essere. Diritti fondati su regole, equità fondata su responsabilità, protezione fondata su legalità’” ha dichiarato il Presidente Fava.
(Adnkronos) - "Il tema che affrontate è certamente centrale, è strategico nello scenario della nostra politica, italiana, e della politica europea sul clima. Noi non ci tiriamo indietro sul target ma siamo molto determinati anche a tutelare quelli che sono i diritti dei nostri cittadini e delle nostre imprese". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin in un video-messaggio in occasione dell'evento 'Gpl e le sue soluzioni rinnovabili a servizio del consumatore. Analisi degli impatti del meccanismo Ets2 nei settori del residenziale, dell’industria e dell’automotive'. "In Italia salgono le emissioni dei trasporti e restano stabili le emissioni del settore residenziale - spiega - L'Ets2, come noto, associa un costo all'emissione dei combustibili usati in entrambi i settori. Il Gpl, meno inquinante di benzina a gasolio, subirà un incremento di prezzo minore e risulterà favorito. E’ un vantaggio che aumenterà con la componente bio, sempre applicando criteri di sostenibilità. L'Ets2 partirà a pieno regime nel 2028, non più nel 2027 e questo ci darà più tempo per prepararci. E’ uno dei risultati ottenuti in Europa, dove abbiamo chiesto flessibilità e semplificazione. Sarà quindi un passaggio graduale anche grazie al Fondo Sociale per il clima che è alimentato dall’Ets2". "Puntiamo quindi ad evitare conseguenze negative che potrebbero interessare tutti i cittadini e le imprese - prosegue - Faremo tesoro delle esperienze del passato per tutelare le nostre comunità. La transizione ecologica ed energetica deve essere fondata su un equilibrio di neutralità, di pragmatismo. Va evitato un approccio ideologico e non vanno creati pesi insostenibili per tutti. Le opportunità ci sono e noi le valorizzeremo al meglio per il sistema paese e per gli italiani".