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(Adnkronos) - Donald Trump ha offerto a Nicolas Maduro l'esilio in Turchia. Il presidente del Venezuela ha detto no e il presidente degli Stati Uniti ha ordinato l'attacco condotto tra il 2 e il 3 gennaio, con l'arresto del leader di Caracas. E' il New York Times a svelare i dettagli che hanno portato all'interruzione del dialogo e all'ordine di Trump. Maduro, davanti alla proposta di riparare in Turchia, avrebbe ''rifiutato con rabbia'', secondo fonti americane e venezuelane coinvolte nei negoziati, poi falliti. "Gli ho detto che doveva arrendersi, doveva cedere. Non ho voluto trattare. Ho detto 'No, dobbiamo agire'", ha detto Trump riassumendo gli ultimi contatti con il presidente venezuelano. Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore americano, ha confermato che l'operazione era sostanzialmente pronta per Natale. Gli Stati Uniti hanno privilegiato i raid in Nigeria contro l'Isis, condotti il 25 dicembre, e hanno poi aspettato le condizioni meteo favorevoli per agire in Venezuela. Dopo una settimana di attesa, è arrivato il semaforo verde. Maduro ha avuto tempo fino a Natale, in sostanza, per evitare l'escalation. Il presidente del Venezuela nelle sue ultime apparizioni pubbliche ha spesso mostrato un atteggiamento di sfida, dando l'impressione di sottovalutare i messaggi provenienti da Washington: ha scommesso sul bluff di Trump, sottolinea il New York Times, e ha perso. L'offerta di una via d'uscita a Maduro è maturata mentre gli Stati Uniti stabilivano un dialogo sempre più stretto con la vicepresidente Delcy Rodriguez, individuata come candidata alla successione. La 56enne, scrive il quotidiano, ha "impressionato i funzionari di Trump con la sua gestione dell'industria petrolifera cruciale del Venezuela. Le persone coinvolte nelle discussioni hanno affermato che gli intermediari hanno convinto l'amministrazione che" Rodriguez "avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani nel Paese". "Seguo la sua carriera da molto tempo, quindi ho un'idea di chi sia e di cosa faccia", il giudizio di un alto funzionario statunitense. Trump, nella conferenza tenuta il 3 gennaio a Mar-a-Lago, ha spiegato che gli Stati Uniti assumeranno il controllo del Venezuela e collaboreranno con "un gruppo" per garantire la transizione. Il presidente non ha fatto nomi, ma è evidente che Rodriguez costituisca un punto di riferimento chiave in questa fase: "Non sto affermando che sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è certamente una persona con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui", ha aggiunto il funzionario.
(Adnkronos) - Renzo Iorio è il nuovo presidente di Federterme Confindustria, l’associazione che dal 1919 rappresenta il sistema termale italiano. Subentra a Massimo Caputi alla guida di un settore strategico non solo in ambito sanitario, ma anche per lo sviluppo turistico, territoriale, occupazionale e della salute termale del Paese. Nel suo primo intervento, Iorio ha ribadito il ruolo chiave delle terme come motore di benessere, coesione sociale e sviluppo locale: "Federterme Confindustria è un punto di riferimento imprescindibile per le politiche attive del settore termale. Le terme costituiscono un presidio economico e sociale insostituibile per le aree interne, generando occupazione qualificata, attrattività territoriale e servizi essenziali per le comunità locali. Sotto la mia presidenza, intensificheremo la difesa delle terme dotate di autentica acqua termale, tutelando il loro valore terapeutico esclusivo, e daremo impulso a un ambizioso programma di ricerca scientifica, con studi clinici avanzati, trials randomizzati e collaborazioni con università e istituzioni sanitarie, per validare le proprietà terapeutiche delle acque, innovare le applicazioni cliniche e posizionare il termalismo all’avanguardia della medicina evidence-based, integrandolo con turismo e benessere sostenibile". Renzo Iorio è Consigliere di amministrazione con delega alle relazioni istituzionali e associative di Terme di Sirmione Spa dal 2017, nonché Adjunct Faculty Member presso la Luiss Business School. La sua carriera vanta expertise in consulenza aziendale, finanza d’impresa, M&A e gestione di partecipazioni in Italia e all’estero. Ha guidato per oltre vent’anni l’espansione della multinazionale Accor in Italia e Sud Europa, ricoprendo incarichi dirigenziali in Ferrovie dello Stato e Anas Spa. Sul piano politico e istituzionale, è vicepresidente vicario di Federturismo Confindustria, dopo aver presieduto Aica Confindustria, Federturismo e il Gruppo Tecnico Cultura & Sviluppo; è inoltre membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Industriali di Napoli. Il Cavaliere del Lavoro Giacomo Gnutti, presidente e amministratore delegato di Terme di Sirmione Spa, ha commentato: “Formulo i migliori auguri di buon lavoro all’amico Renzo Iorio, che da anni condivide con noi le strategie aziendali. Sono certo che la sua profonda competenza del settore turistico e la sua esperienza del contesto Confindustriale e associativo, ricoprendo anche posizioni apicali, consentiranno a Federterme una nuova affermazione del termalismo italiano, patrimonio economico, sanitario e turistico, secondo in Europa dopo la Germania e quinto nel mercato mondiale”.
(Adnkronos) - Aumentare il numero di alberi in città, ma soprattutto distribuirli in modo diffuso, evitando grandi concentrazioni isolate, produce benefici concreti e misurabili. Lo sottolinea Renato Bruni, direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, intervenendo in occasione della piantumazione del 100.000° albero di KilometroVerdeParma. «Avere tanti piccoli boschi o molti interventi sparsi sul territorio aiuta a diversi livelli», spiega, «a partire dalla riduzione delle temperature locali». Dal punto di vista scientifico, evidenzia Bruni, «l’ombra di un albero è più fresca di quella di una tettoia», grazie ai processi di traspirazione delle piante, che contribuiscono anche a migliorare la permeabilità del suolo e la gestione delle piogge. Ma i benefici non sono solo numerici: «C’è un aspetto fondamentale di vicinanza tra esseri umani e alberi. Le città sono cresciute, la natura si è allontanata dalla vita quotidiana, e riportarla dentro gli spazi urbani significa migliorare il nostro rapporto con le piante, imparando a conoscerle semplicemente osservandole». «La città non può essere stravolta dal punto di vista urbanistico, ma può essere ripensata con intelligenza». È questo l’approccio indicato da Bruni. La chiave è individuare e valorizzare «gli spazi che consentono la convivenza tra le esigenze umane e quelle della città». Rotatorie, parchi, aree dismesse, ritagli lasciati dagli interventi urbanistici diventano così opportunità preziose. «Intervenire su questi spazi residuali piantando alberi è la strategia giusta», afferma. In questo percorso, l’arboreto che sorgerà in viale Du Tillot rappresenta uno degli sviluppi più significativi: «È un progetto importante, vicino alla città e inserito in un contesto infrastrutturale complesso, che dimostra come sia possibile portare la natura anche in luoghi inaspettati». L’obiettivo, conclude Bruni, è proseguire su questa strada «lavorando con le istituzioni e con i privati», per continuare a intervenire ovunque esistano spazi disponibili, trasformandoli in presìdi verdi capaci di migliorare ambiente, clima e qualità della vita urbana.