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Santo Sepolcro chiuso, stop a Pizzaballa. Netanyahu: "Motivi di sicurezza". Il cardinale: "Ci sono stati fraintendimenti"

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella ...

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Online il terzo episodio di 'Amazing', il podcast Ama-Adnkronos per una vita più green

(Adnkronos) - È online il terzo episodio di "Amazing - idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del ...

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Santo Sepolcro chiuso, stop a Pizzaballa. Netanyahu: "Motivi di sicurezza". Il cardinale: "Ci sono stati fraintendimenti"

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, padre Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa. "Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza. “Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota. “Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato. “I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota. “Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto” afferma il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “È vero che la polizia – spiega il cardinale Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi, dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”. “Non ci sono stati scontri, - sottolinea ancora - tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera”. "Stiamo vivendo una situazione molto complicata", "ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza". Il patriarca di Gerusalemme ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace. All’inizio della celebrazione, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente "complicato". La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace. Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare "l'operazione colonialista". Intervenuto, poi, in un video collegamento con una Fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono". Il porporato ha poi tracciato un quadro critico della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: "Il 53% della Striscia, dove vivono oltre due milioni di sfollati, è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas. L’80% della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione. Mancano i medicinali, anche gli antibiotici di base. La gente vive letteralmente nelle fognature, nelle tende. Le scuole sono quasi tutte distrutte". "Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono -. La libertà di culto continuerà a essere garantita, a eccezione delle necessarie restrizioni". "La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv. Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme. "Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme". Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro". Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli". Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro. "Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa". Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro". "Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione". Sarà l'ambasciatrice Cecilia Piccioni, vice-segretario generale e direttore politico della Farnesina, riferisce in una nota la Farnesina, a ricevere domani l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled per esprimere la protesta del governo italiano per il divieto di accesso al Santo Sepolcro imposto oggi al cardinale Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo. L'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, è già intervenuto oggi a 'Tg4 - Diario della domenica', chiarendo la posizione del suo governo. "Non avevamo alcuna intenzione di offendere i credenti cristiani in tutto il mondo, ma si deve comprendere che siamo sotto attacchi missilistici", ha dichiarato spiegando che la misura è stata presa per "questioni di sicurezza". Peled ha spiegato, poi, che tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme erano stati chiusi per un mese dal momento che i missili hanno colpito l'area. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese. Il divieto imposto dalla polizia israeliana al patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e ad altri "tre sacerdoti" di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per la messa della Domenica delle Palme è "difficile da comprendere o giustificare". Lo ha affermato l'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, secondo cui si tratta di "una sfortunata forzatura che sta già avendo importanti ripercussioni in tutto il mondo." Huckabee ha sottolineato che, mentre tutti i luoghi santi della Città Vecchia sono chiusi per motivi di sicurezza legati ai raduni di massa, il provvedimento nei confronti dei rappresentanti della Chiesa cattolica appare sproporzionato. Le linee guida del Comando del fronte interno limitano gli assembramenti a un massimo di 50 persone e, secondo l'ambasciatore, i quattro rappresentanti della Chiesa cattolica rientravano ampiamente in tale soglia.

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Cni su Giornate nazionali ingegneria economica, tramontato Pnrr diventa strategico il partenariato pubblico-privato

(Adnkronos) - “Queste giornate dell’Ingegneria economica sono la sintesi di un percorso di collaborazione con Ance, un’alleanza che vuole essere il motore per ottenere delle regole certe”. Così Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, nell’intervento introduttivo dei lavori delle Giornate nazionali dell’ingegneria economica, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e Ance, evento svoltosi ieri pomeriggio e stamattina presso la sede del Cni. “Una nuova legge urbanistica - ha aggiunto Perrini - il testo unico delle costruzioni, regole certe che evitino casi come quello di Milano e della Puglia. Invitiamo il Governo ad affrontare queste questioni. In questo senso, le preoccupazioni degli ingegneri coincidono con quelle delle imprese. A questo proposito ringrazio il sottosegretario Morelli, la cui partecipazione al nostro evento è molto importante perché per noi è fondamentale la collaborazione e il confronto col legislatore”. Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni, ideatrice dell’evento insieme a Massimo Angelo Deldossi vicepresidente Ance, ha moderato i lavori e ha così commentato gli esiti dei due giorni di confronto: “Concluso il Pnrr, ritorna il valore strategico percepito per le opere pubbliche realizzate con il Partenariato Pubblico Privato. Nelle Giornate dell’ingegneria economica, Cni e Ance hanno sollecitato regole certe e tempi certi che possono essere monitorati con open cup, individuando i nodi critici ed intervenendo sui soggetti coinvolti responsabili, rendendo trasparenti i blocchi dell’iter e soprattutto risolvendoli. Qualità delle opere e competenze sono i driver per realizzarne la loro sostenibilità. L’impegno è rivolto anche nel dare emendamento al codice degli appalti per il diritto di prelazione, una priorità”. Nella prima giornata è intervenuto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. “Il Paese - ha detto - vive una fase di transizione determinata dalla chiusura del Pnrr. Venute meno queste risorse, come Governo abbiamo lavorato, tra le altre cose, sul Partenariato Pubblico-Privato per innovare questo modello. Abbiamo soprattutto mirato a superare quella impostazione quasi ideologica che si è registrata nel passato e che vedeva con diffidenza il rapporto col privato. In questo modo si sono limitate le opportunità di un sano rapporto tra pubblico e privato. Abbiamo, quindi, ripreso in mano questo strumento e delle norme a riguardo sono state aggiunte all’interno del codice degli appalti. E' importante sottolineare che affinché il Ppp possa essere efficace è necessario un approccio multidisciplinare per la scelta degli investimenti”. Sulla questione della prelazione Morelli si è espresso così: “Nel confronto con l’Europa sono emersi alcuni dubbi, come ad esempio quelli relativi alla prelazione, che ha visto la Commissione Europea prendere una posizione un po’ rigida. Ma abbiamo delle idee per superare questa ed altre difficoltà, tutti i dubbi che possono nascere. Per questo è necessario che il Governo nella sua interlocuzione in Europa abbia al suo fianco le professioni e le imprese, insomma il sistema Paese”. “Sulle regole certe richiamate dal presidente Perrini sul fronte dell’edilizia - ha aggiunto Morelli - stiamo lavorando alla legge sulla rigenerazione urbana e al testo unico. Non dimentichiamo il Piano Casa Italia attraverso il quale il Governo prevede di investire diversi miliardi di euro nei prossimi anni. Già oggi è previsto circa un miliardo. Infine, non va sottovalutata l’attuale crisi in Medio Oriente e le sue conseguenze, dopo che già la crisi Ucraina aveva fatto pesare i suoi effetti. Parliamo di problemi con le materie prime, la logistica, i costi dell’energia. Una situazione complessa che richiede delle decisioni importanti a livello europeo. Un momento che impone a tutti, anche professionisti e imprese, di ottimizzare le risorse già a disposizione e ridurre i rischi”. La prima sessione dei lavori è stata dedicata agli aspetti di concretezza e di sostenibilità del PPP. Claudia Maria Terzi (assessore alle Opere Pubbliche della Regione Lombardia) ha sottolineato come in Lombardia dal Pnrr solo per le ferrovie siano arrivate risorse per 3 miliardi di euro (nazionali) e 97 milioni di euro (regionali). Con la fine del Pnrr, l’attivazione del PPP diventa una necessità strategica. Secondo la Terzi il coinvolgimento del privato porta una serie di vantaggi: trasferimento del rischio, efficienza e tempi più rapidi, manutenzione garantita e innovazione. In Lombardia col project financing sono state realizzate tre autostrade per 4,8 miliardi di euro. Walter Tortorella (Ifel) ha citato alcuni dati significativi del Cresme, confermati dalle elaborazioni del Centro studi Cni. Nel 2025, su 24707 bandi pubblicati pari a 74,18 miliardi di euro, ben 2147 sono quelli in Ppp, per un totale di 27,847. Si tratta del 37% del totale degli importi dei bandi con una crescita nel 2024-25 del 25,6%. Cecilia Hugony (Assimpredil ance) ha incentrato il suo intervento su un caso specifico di utilizzo del Ppp relativo al Piano Casa. La seconda sessione è stata dedicata alla gestione della variabile nella realizzazione delle opere. Andrea Baldanza (Corte dei Conti), tra le altre cose, a proposito della cosiddetta “paura della firma” da parte delle amministrazioni pubbliche, ha sottolineato che il pericolo non deriva dalla Corte dei Conti, dal momento che con la Legge 7 gennaio 2026, n. 1 è stata delimitata la colpa grave. Regina Genga (Ragioneria Generale dello Stato) ha segnalato la criticità nei tempi di realizzazione dei lavori pubblici citando dati significativi. Nel periodo 2012-21, a seconda delle fasce di importi, sono stati registrati tempi oscillanti dai 13 ai 42 mesi per il pre-affidamento e da 2 a 7 anni e 1 mese per la realizzazione delle opere. In paesi come Francia e Germania, invece, si registrano tempi che sono all’incirca un terzo di quelli italiani. Fabio Corvo (Gruppo di lavoro Ppp del Cni) ha ripreso il tema dei tempi lunghi, soffermandosi sui “colli di bottiglia amministrativi”. La terza sessione ha riguardato il rischio idrogeologico e come la sua conoscenza è indispensabile nella valorizzazione del patrimonio nazionale, anche per le valutazioni immobiliari e le esposizioni creditizie. Domenico Condelli (consigliere Cni) ha ricordato quanto lo Stato spende per far fronte agli effetti del dissesto idrogeologico: negli ultimi 25 anni 25.858 interventi per 20,4 miliardi di euro spesi. Il che chiama in causa la necessità di attuare opportune politiche di prevenzione, anche al fine di ottimizzare le risorse pubbliche disponibili. Senza dimenticare il tema sempre più attuale della copertura dei rischi catastrofali attraverso le opportune polizze assicurative. Alessandro Trigila e Carla Ladanza di Ispra si sono concentrati sulle frane e sugli effetti di questi particolari eventi con 5,7 milioni di residenti italiani a rischio. In particolare, hanno illustrato come mappe e indicatori siano utilizzati per la pianificazione degli interventi e hanno presentato la piattaforma Idrogeo che consente di verificare i livelli di rischio di ciascun territorio nazionale. Giampiero Bambagioni (vice chairman United for smart sustainable cities-ONU), infine, ha illustrato il passaggio dall’analisi del rischio ambientale e fisico alla reale finanziabilità dei progetti. I lavori sono proseguiti stamattina con una sessione dedicata a tecnologia, interoperabilità e concorrenza. Filippo Romano (Segretario Generale Anac) ha sottolineato che, nell’ambito del più grande processo di digitalizzazione, la tecnologia informatica è richiesta per tutte le fasi della procedura a partire dalla progettazione, il che rende necessaria l’interoperabilità dei sistemi ed, in particolare, l’interoperabilità con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) gestita da Anac. Ottavio Ziino (Coordinatore dell’Ufficio Monitoraggio degli investimenti pubblici del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) si è soffermato sul Codice unico di progetto come chiave di accesso, coordinamento e intelligibilità della spesa pubblica per lo sviluppo. Giovanni Leone (ACI Informatica) ha sottolineato come l’eterogeneità dei tempi di realizzazione delle opere dipenda essenzialmente dall’efficienza amministrativa: il tempo è una variabile di capacità, non solo di complessità. In questo senso, il RUP ha un peso determinante. Daniela Pedrini (Gruppo di Lavoro PPP del Cni) ha declinato i concetti di tecnologie, interoperabilità, concorrenza e PPP nel settore delle infrastrutture ospedaliere. Giovanni Perillo (PM PPP Ippodromo di Agnano) ha illustrato il progetto di restyling e riqualificazione dell’area dell’ippodromo di Agnano, mostrando come il PPP possa garantire elevati standard qualitativi. Nella seconda e ultima sessione di stamane, dedicata alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, è intervenuta Irene Tinagli (presidente Hous Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’UE) che ha illustrato cosa si sta facendo in sede europea per la gestione della crisi abitativa. E’ emersa una grande complessità, soprattutto in termini di cambiamento della struttura della domanda, cui corrisponde una difficoltà di offerta che chiama in causa la necessità del riutilizzo del patrimonio esistente inutilizzato, sia pubblico che privato. Il tema è avere unità abitative a prezzi inferiori a quelli di mercato da realizzarsi in PPP. In questa direzione l’Europa agisce attraverso due volani: l’erogazione dei fondi di coesione e la concessione di maggiori garanzie pubbliche per attrarre investitori. Ezio Micelli (Housing advisory board UE) è partito dalla constatazione che, considerando le specificità del nostro e degli altri paesi, l’aspetto comune in Europa è un’evoluzione demografica ed economica che ha determinato un cambiamento della domanda di alloggi che non siamo stati capaci di anticipare. La casa diventa un fattore di sopravvivenza del settore produttivo, dunque si rende necessaria un’azione anche utilizzando strumento come il PPP. Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance, a fine giornata ha tracciato un bilancio dei lavori. “Oggi abbiamo a disposizione una grande quantità di dati, ma la qualità delle nostre decisioni non dipende dalla quantità ma dalla capacità di scegliere i dati che servono. La tecnologia oggi non basta più, serve una integrazione tra ingegneria, economia, gestione dei dati e competenze manageriali. Occorre un cambio culturale che coinvolga imprese, professionisti, istituti finanziari. Solo così potremo dare un futuro al settore delle costruzioni, migliorando la produttività per rispondere alle emergenze sociali trasformandole così da costo a investimento”.

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Online il terzo episodio di 'Amazing', il podcast Ama-Adnkronos per una vita più green

(Adnkronos) - È online il terzo episodio di "Amazing - idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del territorio", si parlerà di quello che si nasconde dietro al degrado urbano: un sistema complesso, che va dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie reti criminali che lucrano sullo smaltimento illecito. Verranno analizzate le strategie messe in campo da Ama e perché il decoro urbano è il primo pilastro per il controllo e la sicurezza del territorio. Gli ospiti di questo terzo episodio sono il direttore comunicazione, relazioni istituzionali e regolatorio di Ama Spa, Patrizio Caligiuri, e il primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente del commissariato Viminale, Fabio Germani, che dialogheranno con Lorenzo Capezzuoli Ranchi, host del podcast. "Amazing", un progetto Ama e Adnkronos. Disponibile su tutte le piattaforme, su podcast.adnkronos.com e amaroma.it.

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