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Farmaci anti obesità per prevenire cancro correlato, verso maxi studio su 5mila persone

(Adnkronos) - Testare la potenziale efficacia della nuova generazione di farmaci per la perdita di peso come semaglutide e tirzepatide nella prevenzione del cancro correlato all'obesità. E' la proposta di un gruppo di esperti internazionali che suggeriscono di ...

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Atlas apre a Manhattan 1° hub italiano dell’East Coast per startup e imprese innovative

(Adnkronos) - Atlas, associazione aderente a Confindustria servizi innovativi e tecnologici impegnata nell’internazionalizzazione delle startup e delle imprese innovative italiane, annuncia l’avvio operativo del Transatlantic innovation hub, il primo ...

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Ambiente, innovazione in Mm: energia e materia dalle acque reflue

(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta ...

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Farmaci anti obesità per prevenire cancro correlato, verso maxi studio su 5mila persone

(Adnkronos) - Testare la potenziale efficacia della nuova generazione di farmaci per la perdita di peso come semaglutide e tirzepatide nella prevenzione del cancro correlato all'obesità. E' la proposta di un gruppo di esperti internazionali che suggeriscono di condurre uno studio decennale su 5mila persone ad alto rischio, che hanno cioè una condizione considerata precursore del cancro. In una nuova ricerca che sarà presentata al Congresso Europeo sull'Obesità (Eco2026) di quest'anno a Istanbul, in Turchia (12-15 maggio), gli esperti si dicono convinti che un lavoro simile fornirà le risposte necessarie. Il gruppo ha al suo interno studiosi noti per le loro ampie ricerche su obesità e cancro, esperti del mondo dell'industria e finanziatori ed è guidato da Matthew Harris, con un team di Manchester-Leeds, il quale rappresenterà la ricerca al Congresso con Andrew Renehan, Divisione di scienze oncologiche, Università di Manchester, Regno Unito. Si prevede, avvertono gli autori, che l'epidemia globale di obesità, oltre ai molti problemi correlati, causerà un'impennata nei tumori correlati all'obesità (ne esistono 13 inquadrati come tali, tra cui i più comuni sono il tumore del colon-retto, il tumore al seno in postmenopausa, il tumore dell'endometrio, l'adenocarcinoma esofageo e il tumore del rene). I team di Manchester e Leeds stanno collaborando alla progettazione di studi clinici per la prevenzione del cancro (il progetto Padriac, finanziato da Cancer Research Uk). E ora ritengono che le evidenze a sostegno della nuova generazione di farmaci per l'obesità (che includono gli agonisti Glp-1 e anche i doppi agonisti Glp-1/Gip) siano così solide da rendere necessario uno studio clinico su questi farmaci nella prevenzione dei tumori correlati all'obesità, al fine di fornire una valutazione definitiva del loro potenziale prima di un potenziale utilizzo in questo ambito. Nonostante l'entusiasmo che circonda questi farmaci, premettono gli esperti, gli aspetti pratici come i costi e la durata devono essere presi in considerazione in qualsiasi studio clinico. Uno studio che coinvolga la popolazione generale affetta da obesità, a basso rischio di sviluppare un tumore nell'arco di 10 anni, richiederebbe circa 50mila partecipanti per essere sufficientemente ampio, risultando quindi troppo costoso. Di conseguenza, il gruppo, riunitosi tra luglio e ottobre 2025 prima di formulare le proprie raccomandazioni, ha proposto uno studio randomizzato 1:1 che includa 5mila partecipanti in sovrappeso o obesi (Bmi 27-35) e con una condizione precursore del tumore, tra cui: esofago di Barrett, iperplasia endometriale, polipi del colon o steatoepatite metabolica con fibrosi. Il gruppo di intervento riceverà un agonista Glp-1 o un agonista del doppio recettore (Glp-1/Gip o Glp-1/amilina), insieme a un intervento comportamentale per la perdita di peso. Il gruppo di controllo riceverà solo un intervento comportamentale per la perdita di peso. Gli esperti, utilizzando simulazioni al computer, hanno eseguito una serie di scenari di sperimentazione e hanno stimato che una sperimentazione decennale in questa popolazione fornirà risultati quasi certi sulla possibilità che l'uso di farmaci per l'obesità riduca il rischio di sviluppare il cancro correlato all'obesità. "Questa metodologia innovativa e l'inclusione di esperti multidisciplinari hanno permesso di definire un protocollo di sperimentazione clinica realizzabile per l'indagine sulla prevenzione interventistica del cancro correlato all'obesità utilizzando questa nuova generazione di farmaci - dichiarano gli autori - In particolare, il consenso degli esperti e le simulazioni ci hanno permesso di proporre la selezione di una popolazione ottimale ad alto rischio, consentendo il passaggio alla pianificazione di una sperimentazione nel mondo reale". "Ora - commenta Harris - abbiamo farmaci in grado di raggiungere livelli di perdita di peso che in precedenza erano possibili solo con la chirurgia. Il passo successivo fondamentale è capire se questo possa effettivamente prevenire i tumori. Il nostro studio dimostra che, concentrandosi sui gruppi ad alto rischio, una sperimentazione definitiva è potenzialmente fattibile e scientificamente solida". "C'è stato molto entusiasmo tra gli esperti di cancro per il fatto che i farmaci per l'obesità potrebbero offrire una reale opportunità di prevenire centinaia di migliaia di tumori a livello globale", aggiunge Renehan. Sulla questione se gli studi clinici possano distinguere se sia la perdita di peso, un effetto specifico dei farmaci contro l'obesità, o entrambi a ridurre il rischio di cancro correlato all'obesità, gli autori spiegano che ulteriori analisi - utilizzando dati osservazionali per esempio negli studi LookAhead e Select (e altri) dovrebbero aiutare a fornire risposte. "Abbiamo appreso dagli studi su malattie non tumorali che i farmaci contro l'obesità potrebbero agire attraverso la perdita di peso e anche attraverso azioni biologiche dirette - osserva a questo proposito Renehan - Lo stesso potrebbe valere per il cancro. Nei futuri studi che utilizzano farmaci contro l'obesità per prevenire il cancro, dovremo progettare attentamente gli studi per verificare se entrambi questi meccanismi di prevenzione possano essere efficaci".

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Atlas apre a Manhattan 1° hub italiano dell’East Coast per startup e imprese innovative

(Adnkronos) - Atlas, associazione aderente a Confindustria servizi innovativi e tecnologici impegnata nell’internazionalizzazione delle startup e delle imprese innovative italiane, annuncia l’avvio operativo del Transatlantic innovation hub, il primo landing place italiano permanente a Manhattan dedicato all’ingresso e allo sviluppo delle aziende nel mercato statunitense. Con sede al 417 Fifth Avenue, nel cuore di Midtown Manhattan, l’hub nasce con l’obiettivo di superare il modello delle missioni temporanee e offrire alle imprese italiane un presidio stabile negli Stati Uniti, primo mercato mondiale per venture capital con oltre 170 miliardi di dollari investiti nel 2024 e sede di uno degli ecosistemi startup più dinamici al mondo. Il Transatlantic innovation hub offrirà servizi di landing operativo, lead generation qualificata, supporto per incorporation e compliance negli Stati Uniti, oltre all’accesso a strumenti di finanziamento dedicati alla fase di insediamento, grazie a un accordo con una piattaforma regolamentata in ambito UE. In Italia sono attualmente 11.788 le startup innovative registrate. Nel 2025 gli investimenti in venture capital hanno raggiunto 1,488 miliardi di euro (+32% rispetto al 2024), una crescita significativa, ma ancora distante dai principali ecosistemi europei. Non a caso, cinque dei sette unicorni italiani hanno completato round di finanziamento o percorsi di espansione proprio negli Stati Uniti. A guidare l’hub sarà Simone Tarantino, nominato managing director. Con un’esperienza internazionale in ecosystem building e advisory strategico, Tarantino avrà il compito di sviluppare relazioni con investitori, acceleratori e corporate americani e accompagnare le imprese italiane nel loro percorso di crescita oltreoceano. “Il Transatlantic innovation hub non è una vetrina, ma una piattaforma di execution radicata nell’ecosistema di New York: qui le connessioni diventano contratti e la visibilità si trasforma in capitale. Manhattan è uno degli ecosistemi più competitivi al mondo, dove le imprese dimostrano sul campo la loro capacità di giocare su scala globale”, dichiara Simone Tarantino. “Gli imprenditori italiani possiedono talento e competenze tecnologiche, ma spesso incontrano difficoltà nell’accesso ai grandi mercati per la mancanza di infrastrutture di supporto. Con questo hub vogliamo colmare quel gap, affiancando le imprese dalla fase di ingresso fino alla piena competitività internazionale”, afferma Tommaso D’Onofrio, presidente di Atlas.

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Ambiente, innovazione in Mm: energia e materia dalle acque reflue

(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.

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