(Adnkronos) - Un piano a sei per riaprire il passaggio delle navi a Hormuz e la richiesta di una moratoria degli attacchi dell'Iran contro le infrastrutture civili, impianti petroliferi compresi. E' il documento sottoscritto oggi, giovedì 19 marzo, da Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone che si dicono disponibili a "contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto". "Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi alle infrastrutture civili, inclusi impianti petroliferi e di gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane", si legge nella dichiarazione firmata dai leader dei sei Paesi. "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l'escalation del conflitto. Invitiamo l'Iran a cessare immediatamente le sue minacce, il posizionamento di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e a conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", proseguono i leader. "La libertà di navigazione - si legge nella nota congiunta - è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell'Iran saranno avvertiti dalle persone in ogni parte del mondo, specialmente dalle più vulnerabili". "In linea con la Risoluzione 2817 dell'Unsc, sottolineiamo che tali interferenze con la navigazione internazionale e l'interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globale costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. A questo proposito, chiediamo una moratoria globale immediata sugli attacchi alle infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e di gas", proseguono i leader. I leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone si dicono disponibili a "contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto (di Hormuz, ndr)" e accolgono "con favore l'impegno delle nazioni che stanno intraprendendo una pianificazione preparatoria", si legge in una dichiarazione congiunta. "Accogliamo con favore la decisione dell'Agenzia Internazionale dell'Energia di autorizzare un rilascio coordinato di riserve petrolifere strategiche. Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, inclusa la collaborazione con alcune nazioni produttrici per aumentare la produzione. Lavoreremo inoltre per fornire sostegno alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le Istituzioni Finanziarie Internazionali", annunciano i leader dei sei Paesi, che concludono: "La sicurezza marittima e la libertà di navigazione vanno a beneficio di tutti i paesi. Invitiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionale". "Si tratta di un documento politico, non militare", che impegna l'Italia e altri 5 Paesi "a lavorare insieme per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di navigazione marittima", ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato a Tagadà su La7, parlando del testo firmato da Italia, Regno Unito, Francia, Olanda, Giappone e Germania nel quale si dicono disponibili a "contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz". "Speriamo che non ci sia l'escalation, noi stiamo lavorando per quello, lavoriamo per garantire la libertà di circolazione marittima, il traffico marittimo deve essere garantito però per evitare un peggioramento anche della situazione delle fonti energetiche - ha aggiunto Tajani - Lavoriamo insieme per il dialogo parlando con le varie parti, dando messaggi politici. In questo momento bisogna fare tutto ciò che è possibile per evitare una escalation, in una situazione veramente complicata perché l'Iran continua a colpire i paesi arabi sunniti, quindi c'è un crescendo di attacchi da parte dell'Iran che punta evidentemente al caos nell'area". Se si dovesse arrivare a una missione dell'Onu "per garantire l'attraversabilità dello Stretto di Hormuz noi faremo la nostra parte", ha assicurato il ministro degli Esteri ribadendo la necessità di "lavorare per una soluzione pacifica" per lo Stretto, che "faccia passare non solo i mercantili carichi di greggio ma anche di fertilizzanti", per scongiurare il rischio di una "carestia tremenda" in Africa.
(Adnkronos) - “Riguardo le ultime novità sul reddito d'impresa, l'aspetto centrale è il principio di derivazione, che viene messo un po’ a repentaglio dalle disposizioni di quest'ultima legge di bilancio. In particolare, si sta lavorando per mettere a fuoco eventuali miglioramenti. Sono abbastanza fiducioso che si potranno sistemare alcune cose che, evidentemente, non vanno”. Sono le dichiarazioni di Alberto Trabucchi, Condirettore Generale e Direttore Fiscalità d’Impresa, Assonime, in occasione dell’Ey Tax Talk 2026, l’evento che fornisce una panoramica dei principali temi di attualità in materia di fiscalità d’impresa, con un approfondimento sulle novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla Legge di Bilancio, nonché sui più recenti sviluppi in ambito di fiscalità internazionale, organizzato a Roma. Tabucchi entra nel dettaglio del principio di derivazione: “È fondamentale per la disciplina del reddito di impresa: il nostro Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) non ha tutti i presìdi di cui oggi sono dotati i principi contabili, sia internazionali sia nazionali, governati da organismi terzi e autonomi, che ci danno grande garanzia. In secondo luogo, la gestione del doppio binario contabile e fiscale è sempre molto complessa e foriera di dubbi, possibili errori o contestazioni in sede di accertamento e necessità di ricostruzione storica. Anche dal punto di vista della tenuta costituzionale - prosegue - una derivazione garantisce una migliore rispondenza delle regole di determinazione del reddito all'utile distribuibile e quindi, in una parola, una migliore rispondenza al principio di capacità contributiva”, conclude Trabucchi. Nel corso della mattinata, insieme a esperti di settore e professionisti, sono stati analizzati anche le implicazioni dei dazi e delle politiche commerciali sulla supply chain e i principali trend in materia di verifiche fiscali, con focus specifico sull’impatto delle pronunce della Cedu e i profili di gestione del rischio nei rapporti di subappalto.
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.