(Adnkronos) - Gli Stati Uniti e Israele dispongono di informazioni di intelligence secondo le quali Mojtaba Khamenei è ancora vivo. Lo scrive Axios citando, ad esempio, il fatto che funzionari iraniani avrebbero cercato di organizzare incontri di persona con la nuova Guida Suprema dell'Iran, ma senza riuscirci per motivi di sicurezza. Allo stesso tempo il team per la sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump sta ancora lavorando per valutare chi sia effettivamente al comando a Teheran, come ha spiegato un funzionario statunitense. "Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini", ha dichiarato un alto funzionario israeliano ad Axios a proposito di Mojtaba Khamenei. "E' una situazione a dir poco bizzarra. Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi tutta questa briga per scegliere un uomo morto come Guida Suprema, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che stia assumendo il comando", ha aggiunto ad Axios un funzionario statunitense. In occasione del Nowruz, sul canale Telegram di Mojtaba Khamenei è stato pubblicato un messaggio scritto in cui si invocava l'unità, accompagnato da diverse foto della nuova Guida Suprema. Un funzionario statunitense ha dichiarato che la Cia sta cercando di stabilire se le foto siano recenti e ha fatto notare che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha diffuso un videomessaggio per il Nowruz, nonostante le minacce alla sua incolumità. "Ci aspettavamo di vedere anche Mojtaba in qualche forma. Non ha saputo sfruttare l'opportunità e la tradizione", ha aggiunto il funzionario statunitense ritenendo che sia "un segnale d'allarme importante". Raz Zimmt, direttore del Programma Iran presso l'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale di Tel Aviv, ha osservato che non ci sono prove che Mojtaba non stia svolgendo le sue funzioni, anche se le ferite subite nel raid del 28 febbraio e i problemi di sicurezza rendono difficile esercitare pienamente la sua autorità. "Date le attuali circostanze eccezionali, non ci si deve aspettare che appaia in pubblico ed è possibile che le sue condizioni di salute non gli consentano nemmeno di pubblicare un video per non rivelare al pubblico la gravità del suo stato", ha notato Zimmt.
(Adnkronos) - "Io credo che la vera sfida che oggi abbiamo davanti non sia tanto capire se abbiamo o no un'industria in grado di produrre prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, perché quella ce l'abbiamo, non dobbiamo dimostrarlo né dichiararlo: dobbiamo invece capire se riusciamo a unire i puntini di una rivoluzione industriale contemporanea chiamata intelligenza artificiale". Così Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali di Torino, intervenuto al congresso interregionale Piemonte Valle d'Aosta dei consulenti del lavoro. "Questa sfida significa investire in competenze, che significa investire sulle persone, che vuol dire investire sui prodotti: ripetere tre volte la parola investimento non è un errore della stessa frase, ma vuol dire credere in quello che possiamo fare, in quello che siamo e soprattutto in quello che potremo essere nel futuro. Io credo che le carte siano in regola -aggiunge- ma a questo punto è necessario dirci 'sì, lo vogliamo fare', e noi come industria vogliamo assolutamente giocare questa partita". "Con i consulenti del lavoro abbiamo un rapporto di collaborazione, un rapporto che allinea la visione: perché da una parte noi abbiamo bisogno di trovare e ricercare personale, avere i migliori contratti non più solo incardinati nel contratto nazionale, perché c'è il secondo livello, il welfare che oggi è parte integrante, soprattutto se coinvolgi talenti e devi anche fare dei piani di crescita, culturale di ruolo in azienda; dall'altra parte noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi nel realizzare il meglio, e soprattutto che questo 'meglio' sia supportabile economicamente da parte dell'azienda e sia di maggior godimento possibile da parte del collaboratore; e in questo, lavoriamo bene insieme", conclude.
(Adnkronos) - "Lo stakeholder engagement significa avere relazioni continuative con tutti i territori e i diversi pubblici con cui un'azienda ha a che fare: dai clienti, ai fornitori, alle istituzioni, ai dipendenti, oltre alle varie comunità di riferimento”. Così Carlotta Ventura, Chief Communication, Sustainability e Regional Affairs in A2a, in occasione dell’evento ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’ oggi a Roma. Realizzato da A2a in collaborazione con Assonime, l’incontro vede il contributo dei partner strategici The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano. Durante l’appuntamento è stato presentato l’Engagement Value Index report con cui il Gruppo ha misurato gli impatti generati sui territori. Per Ventura, "è necessario misurare tutto il lavoro che viene fatto sui territori perché è un importante investimento di risorse, in termini economici, di tempo, sia da parte dell'azienda che da parte degli interlocutori con cui siamo in contatto”, afferma. Poi aggiunge: “Si tratta di un beneficio concreto sia per le aziende che per le comunità. Dal dialogo con gli stakeholder nascono anche opportunità e si possono mitigare eventuali rischi che altrimenti non verrebbero intercettati”. Ma in che modo A2a ha sistematizzato lo stakeholder engagement? “Abbiamo delle riunioni fisse nel corso dell'anno in cui le proposte di dialogo vengono tradotte in attività concrete”, conclude Ventura.