(Adnkronos) - Angelo Madonia, ospite oggi 25 febbraio a 'La volta buona', è tornato a parlare delle polemiche sull'edizione di Ballando con le stelle che lo hanno visto protagonista: dalle liti con Selvaggia Lucarelli al motivo per cui non ha gareggiato in coppia con Sonia Bruganelli. Sulla sua esperienza nel dance show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, Angelo Madonia ha confessato: "Io e Sonia Bruganelli non abbiamo ballato insieme per proteggerci. Conosco bene la macchina di Ballando e so che ti avvolge sotto tutti i punti di vista”. E sulla sua relazione, il maestro di ballo ha aggiunto: "Siamo una famiglia allargata, abbiamo vissuto le nostre vite, lei con tre figli e io con due bimbe, ma non è faticoso. Siamo felici così". "C’è chi spera ancora che Sonia torni con Paolo Bonolis”, ha aggiunto Madonia che però non vede questo come un problema. "Non percepisco Bonolis come un fantasma nella nostra relazione. Ho pieno rispetto per lui". Sulle polemiche legate a Selvaggia Lucarelli, Angelo Madonia ha detto: "Fa commenti fuori dalla prestazione di Ballando e del lavoro che porti dopo tutta una settimana piena di lavoro. I suoi commenti danneggiano la giuria". L'esclusione del ballerino da Ballando con le stelle, era stata annunciata tramite una nota diffusa dalla Rai. Angelo Madonia ha aggiunto: "Quando Milly lo ha annunciato in diretta io ero a casa. Non ho sabotato il mio lavoro facendo parlare d’altro. Non era la prima volta che accadeva quella dinamica. A volte non si è più pronto a rispettare quel ruolo che devi ricoprire perché stai crescendo. Ero arrivato al limite". E su Federica Pellegrini, sua partner di ballo del dance show, ha detto: “Dopo il mio addio non abbiamo più parlato. Mi dispiace. Non c’è stato niente di diretto e scontroso. Finché ho fatto il mio lavoro, siamo arrivati con massimi voti. Non è stato semplice, ma dal punto di vista umano ci prendevamo".
(Adnkronos) - Sono ancora rilevanti le condizioni di svantaggio delle donne in Italia, nell’ambito lavorativo, familiare e sociale. Questo è quanto emerge dal Rendiconto di genere, presentato oggi a Roma dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, che contiene dati significativi relativi alla presenza delle donne nel mercato del lavoro e nei percorsi di istruzione, ai livelli retributivi e pensionistici, agli strumenti di sostegno al lavoro di cura, alla violenza di genere. Nel 2023, il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 52,5%, rispetto al 70,4% degli uomini, evidenziando un divario di genere significativo pari al 17,9 punti percentuali. Inoltre, le assunzioni femminili hanno rappresentato solo il 42,3% del totale. L'instabilità occupazionale, in Italia, coinvolge soprattutto il genere femminile in quanto solo il 18% delle assunzioni di donne sono a tempo indeterminato a fronte del 22,6% degli uomini. Le lavoratrici con un contratto a tempo parziale sono il 64,4% del totale e anche il part time involontario è prevalentemente femminile, rappresentando il 15,6% degli occupati, rispetto al 5,1% dei maschi. Il gap retributivo di genere rimane un aspetto critico, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre venti punti percentuali rispetto agli uomini. In particolare, fra i principali settori economici, la differenza è pari al 20% nelle attività manifatturiere, 23,7% nel commercio, 16,3% nei servizi di alloggio e ristorazione, 32,1% nelle attività finanziarie, assicurative e servizi alle imprese. Appena il 21,1% dei dirigenti è donna, mentre tra i quadri il genere femminile rappresenta solo il 32,4%. Per quanto riguarda il livello di istruzione, nel 2023 le donne hanno superato gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,9%), ma questa superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro. Le donne continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura. Nel 2023, le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 14,4 milioni, contro appena 2,1 milioni degli uomini. L'offerta di asili nido rimane insufficiente, con solo l'Umbria, l’Emilia Romagna e la Valle d’Aosta che raggiungono o si avvicinano all'obiettivo dei 45 posti nido per 100 bambini 0-2 anni.
(Adnkronos) - "Il nostro è un mondo un po' particolare per la natura stessa dell'impianto sportivo. I campi da golf appartengono a società private o ad associazioni sportive private. Per quanto riguarda il censimento, per noi è una cosa molto semplice: una società sportiva, per essere affiliata alla Federazione, dovrà disporre di un impianto omologato. Abbiamo più tipi di omologazioni, in funzione alla tipologia di impianto. Abbiamo impianti promozionali e campi regolamentari dove si possono svolgere manifestazioni di livello internazionale che sono 160-180 sul totale di 400 strutture affiliate. La nostra omologazione dura dieci anni e dopo dieci anni deve essere ri-verificata per adeguarsi ai nuovi assetti, soprattutto in materia di sicurezza. Per noi questo aspetto è molto semplice, ci sentiamo privilegiati". Così Franco Piras, consigliere della Federazione italiana golf, intervenendo al panel 'Sicurezza e impianti sportivi: un confronto tra federazioni, enti e progettisti' che si è svolto durante la prima giornata di lavori di Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde, giunto alla IX edizione. Un incontro che si posiziona tra i numerosi appuntamenti che compongono la rosa di eventi del palinsesto della manifestazione, a Fiera Milano Rho fino al 21 febbraio 2025. Per la Federazione italiana Golf il tema sicurezza è molto importante: "Sia in fase di costruzione, sia in fase di esercizio, sia per quanto riguarda gli utenti e i lavoratori che, nel nostro caso, lavorano all’aria aperta, le procedure standard di sicurezza sono normate dal Codice Civile. Molto importante, soprattutto per gli atleti -aggiunge- il safeguarding, introdotto nel 2024. Per il resto, ci rifacciamo fondamentalmente alle norme del Coni", afferma.