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Crocifisso sì, crocifisso no

02 Dic 2009

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di… religione" art. 3 della Costituzione.

Il crocifisso (cioè la croce con il Cristo) è un simbolo soprattutto cattolico. Come è noto altre religioni "cristiane" presenti in Italia (i valdesi, i battisti e altre chiese evangeliche) espongono la croce ma senza il corpo, per sottolineare che Cristo è risorto.

Affermare quindi tout court che il crocifisso è un simbolo della tradizione "cristiana" non è propriamente corretto. Meglio sarebbe dire che è un simbolo della religione cattolica. Religione praticata dalla maggioranza degli italiani, ma che, bisogna ricordarlo, non è più religione di stato dal 1984; da quando cioè fu firmato il nuovo Concordato tra lo Stato Italiano (Governo Craxi) e la Santa Sede.

Le principali novità rispetto al Concordato del 1929, che discendono come "corollari" dal citato art. 3 della Costituzione repubblicana, sono due:

- la religione cattolica non è più la religione di Stato

- l'insegnamento della religione cattolica nella scuola statale ha carattere del tutto facoltativo e può essere fatto solo su richiesta dell'interessato(opt-in)

A proposito di questo secondo punto c'è da notare che l'applicazione pratica spesso è disattesa perché normalmente è chi non se ne avvale che deve fare richiesta di esonero (opt-out)! Accade infatti spesso di ritrovarsi iscritti senza averlo richiesto…

Tornando al crocifisso la sentenza della Corte europea, emessa come è noto dopo il ricorso di una cittadina italiana che si sentiva appunto discriminata, ha ribadito in sostanza quanto era già presente nella nostra Costituzione e nel Nuovoanal mallu ass fuck Concordato. E cioè che il principio di uguaglianza e pari dignità, non consente di stabilire per legge la preminenza di un simbolo religioso di una parte, anche se questa è la "maggior parte" della popolazione italiana. In caso contrario la "pari dignità" delle minoranze sarebbe solo una vuota espressione.

Chi dice che "se si tolgono i crocifissi dalle scuole per non offendere le minoranze, allora per coerenza si dovrebbero abbattere anche le chiese e i campanili" dimostra, o fa finta, di non capire il senso dell'art. 3 della Costituzione. La scuola, come la strada, è un luogo pubblico. E infatti nel luogo dove si vive chiunque può esercitare i suoi diritti liberamente, vedendo e frequentando ciò che vuole, chiese, sinagoghe, moschee, circoli, associazioni, ecc.. Proprio per questo nessuno nella propria città potrà mai dire di sentirsi offeso o discriminato.

Se invece in un luogo più che "pubblico" come la scuola statale, il tribunale, l'ospedale, ecc., pagato con le tasse di tutti, lo stato concedesse questo privilegio ad una sola religione e addirittura lo difendesse con sanzioni economiche o disciplinari, non dovrebbe essere difficile, nemmeno per un laico, capire qual è la differenza sostanziale e perché la sentenza della corte europea debba essere rispettata.

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