Appunti per le vacanze
Luglio. Crisi o non crisi si avvicina agosto, il mese dedicato alle vacanze
e ad un primo bilancio dell'anno in corso. E anche se a far riposare (forzatamente)
milioni di italiani ci ha già pensato la crisi economica, a che punto
è il processo di riforma del settore pubblico?
La guerra per la riforma della P.A. avviata nel 1990 con la legge 142 sembra
largamente compromessa.
Dai vari fronti di lotta (semplificazione, innovazione, comunicazione) arrivano
i deprimenti segnali di una ritirata strategica generalizzata. Ultimo in ordine
di decreto -pardon, di tempo– è quella del burocratese.
Il linguaggio chiaro negli uffici e nei pubblici documenti non è più
obbligatorio, alla faccia del prof. Fioritto e delle tante commissioni ministeriali
nate, cresciute e morte nella più assoluta indifferenza.
Apprendiamo questa notizia negli stessi giorni in cui l'annuale ricerca Agcom
ci informa che un terzo degli italiani (20milioni di persone, circa) non usa
Internet. Gli utenti più assidui stanno nella fascia d'età tra
i 15 e i 19 anni. Non esiste una connessione generalizzata ma un esercito di
8 milioni sotto i 15 anni è pronto per navigare.
Che dire poi dell'editoria periodica e quotidiana che ha perso nel 2012 un miliardo
di Euro.
Ma torniamo al burocratese, perché se non si risolvono le cose più
semplici è inutile avventurarsi su strade apparentemente alternative
ma praticamente impossibili.
Il mancato obbligo di essere chiari si sposa con i 20 milioni di analfabeti
tecnologici e pone la domanda di sempre: ma che sia questa l'innovazione che
piace ad una certa burocrazia?
Un passo avanti e un passo indietro. E intanto la realtà ci consegna
una pubblica amministrazione sempre afflitta dagli stessi problemi.
Ma la semplificazione delle parole prima e delle procedure poi, non può
essere argomento da riservare a dotte discussioni. Incontri e convegni nei quali
si prende atto della crisi e ci si rivolge al sistema tecnologico come unica
alternativa per scoprire, troppo spesso, che non esistono le risorse necessarie
per un qualsiasi piano nazionale permanente.
Invochiamo dai dipendenti pubblici competenze e voglia di fare ma poi dove indirizziamo
queste volontà che quai sempre trasformano impegno ed entusiasmi verso
le stanche rive di antichi rifiuti.
Anche di questo dovrebbero occuparsi le Associazionihttps://pornmobile.online di settore e non solo di
segnare il territorio, fiera dopo fiera, come innocui mastini.
Una riflessione seria e capace di produrre iniziative concrete è ormai
indispensabile anche per i comunicatori pubblici. Il prossimo autunno si renderà
sempre più necessario un confronto tra tutti gli interessati.
Con questo intervento “Compubblica” si prende una pausa di
riposo e di riflessione. L’appuntamento con i lettori è rimandato
a settembre.
Un ringraziamento a tutti coloro che mi seguono e a quanti vogliono davvero
che le cose cambino anche nella Pubblica Amministrazione.









