Marketing Mediterraneo
Sarà il desiderio del mare, o forse ho solo voglia di parlare di cose
serie. Ma il MARKETING MEDITERRANEO è argomento di vera
importanza. L’influenza degli stili di consumo anglosassone, più
ancora “americani” si sta fortemente attenuando.
Il baricentro dello stile di vita si sposta, per noi, più da questa
parte
Ma attenzione: il Mediterraneo è la “terra”
più complessa del mondo.
Dal punto di vista culturale, sociale, religioso, da sempre, sono sempre “successe
più cose” qui che altrove. Che io sappia, naturalmente
Il Mediterraneo è un mezzo di comunicazione
E tira un’aria tesa, sul mare, da un po’
Marketing, non divaghiamo. Un umido libeccio scalda le riflessioni di pensatori
vicini alla disciplina, scoprendo la realtà: siamo nei guai?
Quali? Dice che una buona domanda è meglio di una buona risposta: sono
d’accordo
Forse che le persone vogliono essere ascoltate, e le imprese non lo sanno fare,
per esempio.
Quì c'è una BELLA
INTERVISTA a due personaggi particolarmente interessanti: Bernard Cova e
Giampaolo Fabris...
Chiariamo un’altra cosa: sono le "opere", cioè le invenzioni
concrete, che cambiano le discipline (L. Khan). E il marketing, lungi dall'essere
una scienza, è una disciplina. Gli insegnamenti vengono da maestri che
non appartengono ad alcuna graduatoria. Sono quelli seguiti dalle persone che,
con l'acquisto, pagano poi di tasca propria (non sempre...)
Allora, quali sono i guai che ci affliggono?
Certo, in senso metaforico, non sono (siamo?) mica nei guai, io. Ma ho timore,
sono un padre
Di una cosa sono sicuro: non ci sono più certezze. Tutto cambia velocemente
ed in maniera emotiva. L’era della ragione, quella logica, matematica,
industriale, cede il passo all’era della sensazione, dell’emozione,
del sentimento. Dell'ideazione e della condivisione.
Per quanto tempo non so, ma mi profuma che non sarà cosa di breve periodo
Anche perché se condivido un prodotto in parte vi devo rinunciare, se
condivido un'idea invece non me ne privo, anzi è probabile che venga
perfezionata
Possono le aziende riconvertirsi a questo “modello di busness”?
Devono. Non per vendere fumo anzi. Per vendere reale soddisfazione. Molti, troppi
prodotti “concreti” erano solo fumo Dall’acqua all’automobile.
Valgono molto di più sensazioni immateriali come la sicurezza, il benessere,
il tempo. Soprattutto il tempo
Il durante, infatti, più che la fine. Cioè si apprezza più
il co-creare un prodotto che non utilizzarlo Una metafora: è più
bello navigare che non arrivare a destinazione. Per la prima c’è
la barca a vela, per la seconda va meglio il gommone. E’ il postmoderno,
fatto di tempi più dilatati e sostenibili
E’ il tempo della curva, altra metafora simbolo della flessibilità,
che non della linea retta simbolo dell’efficienza. E’ un tempo più
femminile che non maschile. Dell’emisfero destro della nostra mente non
di quello sinistro. E’ tempo di pensiero laterale, creativo e collaborativo,
più che non “verticale”, logico, schematico ed individualistico
Ancora, più della fedeltà che non della conquista
E’ tempo di desideri, non di bisogni. Ma i desideri sono insaziabili,
almeno secondo Freud…
I “Bi-sogni”. Figata, vero?
Ma per chi fosse della piccola impresa, che gli frega di questa gazzosa? Chi
pensa così chiuda pure con questa rubrica. Mi rivolgo a chi si vuole
rimettere in discussione, mi pare che i tempi siano maturi…
qualcosa forse sta andando a marcire.
E infatti è anche il tempo del piccolo contro il grande: SI
MOLTIPLICANO LE NICCHIE, mentre i segmenti sfuggono, diventano indecifrabili.
QUÌ C'È UN
BREVE VIDEO di Chris Anderson, che ha teorizzato molto bene il concetto
(sorry... it's in english)
Giuseppe DE
RITA, grande osservatore della società, rimane disorientato. Scrive:
“gli italiani sono oggi incomprensibili. La società è
sempre più sparpagliata. Spezzettata. È una mutazione che non
so spiegare. Dieci anni fa avrei parlato di neoborghesia, venti o trent’anni
fa di sommerso o di postmodernità.
Quella di oggi è una società a coriandoli. Non
la si può studiare se non antropologicamente. Detto da me da un sociologo,
è come se mi tagliassi i coglioni”
Ancora Bucci, da cui ho tratto ispirazione per questo post, saggiamente osserva:
"chiariamo prima i problemi, poi cerchiamo le soluzioni"
La strada, meglio, la rotta quindi è indicata Partecipazione, collaborazione,
condivisione
Vorrei raccogliere degli spunti pratici per vedere come possiamo trovare dei
prodotti, dei servizi, o comunque delle emozioni, degne di essere pagate un
certo prezzo
o ancor meglio scambiate, che seguano tale rotta
È un BRAINSTORMING
: non dobbiamo avere paura di dire stupidaggini
L’importante è non farle. Non troppo grosse almeno…
Ci sono ricascato: “Brainstorming” è un termine militare,
psicoinglese, incomprensibile
Non certo mediterraneo
In italiano, più prolisso, sta per tempesta di cervelli, una trasfusione
creativa d’idee seguita da una fase logica di rimessa in ordine delle
idee stesse, di una loro selezione e gestione per metterle a frutto
Trovare quello che le gestisce… il manager. Figura rara quihttps://pornmobile.online da noi
Ora poi c’è una strana tendenza in atto: l’uso di un linguaggio
più evangelico, più religioso comunque partecipativo: QUI
UN BREVE APPROFONDIMENTO di MARCO MASSAROTTO
Che coincidenza, visto che il Mediterraneo è una culla delle religioni…
Allora: quali caratteristiche vorremmo nei nostri prodotti,
o servizi, o emozioni?
Buon bagno..









