Sardegna che passione
Proviamo a riflettere su un aspetto fondamentale del marketing: il Posizionamento
della marca. Sardegna, "L’Isola che Danza" è il claim,
la promessa, della Regione Sardegna per il Turismo.
Questa scelta è un fatto strategico, che deve accompagnarsi fedelmente in ogni situazione offerta dalla nostra Isola, e che, in quanto strategica, deve perdurare negli anni per rafforzarsi nel tempo. Più che una promessa dev’essere un giuramento. Solo così ci si fida di una marca
Bene:
la Sardegna è l’Isola che Danza, molto bello. Ma come la mettiamo
con la Settimana Santa? Il colpo allo stomaco si riceve quando si sfogliano
le brochurine diffuse dall’Assessorato al Turismo.
In prima pagina giustamente il logo, rafforzato da detta promessa
Il patatrac arriva però a pagina due: dopo una incipit simile, un’isola
che danza, cosa ti trovi? Gli Incappucciati!
Le processioni delle Confraternite per i suggestivi riti della Passione. Immagine
bellissima, ma stridente quanto a incoerenza con la promessa appena fatta. Una
frana
Ma poi, la Sardegna, danza?
No!
Non è certo questo a parer mio il nostro posizionamento, cioè
la nostra caratteristica forte tale che i viaggiatori vengano a trovarci. Una
persona sceglie di venire in Sardegna per danzare? L’espressione è
bella e poetica, ma non si addice alla nostra Isola. Si danza nelle città
con grandi tradizioni di balletto: Mosca, Parigi, anche Milano. Si danza a Bali
o alle Hawaii. Ma si viene in Sardegna per fare altro
Quale termine può rappresentare allora il motivo per visitare la Sardegna?
Quali caratteristiche deve possedere questa espressione che poi sarà
la promessa che facciamo ai nostri ospiti?
Dev’essere intanto un motivo vero, perché le promesse si DEVONO mantenere. Poi deve essere intrigante, altrimenti non interessa nessuno. E poi perdurare nel tempo, valido in tutte le stagioni e per tanti anni. Il posizionamento come già scritto sopra è un fatto strategico.
A me piacerebbe molto “Sardegna, l’Isola del mistero”.
Il mistero è certamente un fatto intrigante e seducente. Tutti noi siamo
attratti e vogliamo risolvere i misteri. Il mistero è connaturato all’essere
un’isola. Il mistero è affascinante. Il mistero è nero ed
elegante.
Siamo in grado di mantenere la promessa del mistero? Direi proprio di sì:
iniziamo dal Carnevale. Cosa c’è di più misterioso delle
maschere, e delle nostre millenarie tradizioni? Mamuthones e Thurpos, Boes e
Merdules; e non è forse misterioso Su Componidori sella Sartiglia, il
Carnevale oristanese?
Passiamo poi per la Settimana Santa, che del Mistero fa il suo significato:
la morte e la Resurrezione.
Segue maggio, il mese Mariano, ricco di feste e sagre a sfondo religioso. Ciascuna
di essa nasce da una leggenda, e non può esistere leggenda senza mistero.
E l’Ardia?
E i Candelieri?
E la Corsa
degli Scalzi?
Cambiamo scenario: l’estate! La scoperta delle calette, l’avventura,
e poi diciamolo, il cucco! Non èvibrator blowjob toy video tutto un mistero questo? Dai fondali
marini alla vita in discoteca il mistero avvolge, attira e stimola i visitatori.
Ancora tradizioni fino a settembre e ottobre, e la scoperta della Sardegna
fuori stagione. Cosa sarà?
Appunto: archeologia, il mistero dei Nuraghi, delle Domus de janas, dei Giganti
di Mont’e Prama, del significato dei templi del Sulcis;
e delle nostre chiese, ognuna con la sua lunga storia misteriosa da scoprire.
La storia di Eleonora poi,e della Carta de Logu di cui non si trovano gli originali.
Quant’altro di misterioso possiede la Sardegna? Lascio a voi di continuare
l’elenco, ma voglio aggiungere ancora una sola cosa
La tecnica che tanto sta funzionando per promuovere le marche, prodotti o destinazioni che siano, è lo Storytelling, l’arte della narrazione. Quanto è connaturata la capacità di raccontare, nella stile e filosofia dell’uomo sardo? E quanto, nella fiaba e nel racconto, il mistero si può stimolare, arricchire e, solo parzialmente, disvelare?
Ma ci vuole tanta, tanta passione
Alla Resurrezione!









