Username: Password:  
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi
PDFStampaE-mail
articolo letto 5933 volte

Le famiglie in tempo di crisi: una risposta esiste.

06 Lug 2020

- I numeri della crisi in Italia sono allarmanti. Nell'arco di soli tre anni (2007-2010, dati Istat) i bambini che vivono in famiglie relativamente povere sono passati da 1.655.000 a 1.876.000 (+ 18,2%) e quelli che vivono in povertà assoluta sono aumentati da 482 mila a 653 mila (il 6,3%).

In una situazione come quella attuale, i drammi familiari scoppiano, si esasperano e, purtroppo, i primi a pagare sono proprio i figli, i più giovani e vulnerabili.
Un minore su quattro vive in una famiglia a basso reddito, uno dei valori più alti a livello europeo. Il 18% dei giovani vive sotto la soglia di povertà e sono ben 2 milioni i bambini poveri.

Se le cause risiedono principalmente nella mancanza di risorse economiche, che si ripercuote tanto sulla quantità quanto sulla qualità dei servizi a sostegno delle famiglie, la risposta del servizio pubblico sembra sempre più assente.
Stiamo, infatti, assistendo a una vera e propria frattura tra ente pubblico e cittadino, che non si sente più protetto. Frattura che è possibile curare attraverso una rete territoriale capillare del privato sociale, ossia l’insieme di associazioni che operano in modo autonomo con finalità sociali o altruistiche.

SOS Villaggi dei Bambini, organizzazione che da più di 60 anni si occupa di accoglienza di bambini privi di cure familiari e di sostegno alle famiglie in difficoltà, si propone come attore nel panorama del privato sociale, offrendo una risposta ai nuclei familiari colpiti dalla crisi. Lo fa grazie al progetto “SOS per Famiglie”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e avviato nel 2012.
Nato con l’obiettivo di sostenere le famiglie indian gf bf sexnumerose e monogenitoriali a rischio povertà ed esclusione sociale, attraverso una rete di auto e mutuo aiuto, il progetto punta a raggiungere inizialmente 160 famiglie, per poi allargare il numero di beneficiari nel corso dei due anni di sperimentazione.

La prima fase del progetto, sviluppata in collaborazione con l’Istituto Innocenti di Firenze, prevede un’analisi qualitativa dei servizi di accoglienza offerti all’interno delle case famiglie che compongono i Villaggi SOS di Trento, Vicenza, Ostuni (BR), Morosolo (VA), Saronno (VA), Roma e Mantova.
Nella fase successiva, SOS Villaggi dei Bambini metterà a disposizione delle famiglie appartamenti, centri diurni, asili nido e offrirà attività di supporto alla genitorialità, servizi sanitari e professionisti dedicati, per sostenerle nel superamento del momento di disagio.

Non ci sono ancora commenti
Effettua il login o registrati per poter pubblicare i tuoi commenti in tempo reale.
busy