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Eni Award 2012

02 Lug 2012

- Si è svolta il 15 giugno al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente di Eni Giuseppe Recchi e dell'Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2012. Il premio, istituito nel 2007, è divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell'energia e dell'ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell'importanza critica assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità.

La Commissione Scientifica del Premio è composta da 24 membri tra cui i due Premi Nobel Harold Kroto e Robert Richardson, rettori di università, ricercatori e scienziati, espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale.

Nelle edizioni che si sono succedute sono stati premiati ricercatori provenienti da 14 paesi: Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Norvegia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti d'America, Canada, India e Australia. Tra di essi si annoverano tre Premi Nobel. Sono stati migliaia i ricercatori coinvolti a livello mondiale che negli anni hanno presentato le proprie ricerche e altrettante le numerose personalità che le hanno garantite o hanno fatto parte delle varie commissioni di valutazione.

I premiati di questa edizione si sono distinti per le loro ricerche nel campo delle nuove frontiere degli idrocarburi, delle energie rinnovabili e non convenzionali, della protezione dell'ambiente e nel debutto nella ricerca.

In particolare, il Premio "Nuove frontiere degli idrocarburi" è stato assegnato, per la sezione upstream, a Fabio Rocca, professore emerito di Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano e ad Alessandro Ferretti, Amministratore Delegato di "Tele-Rilevamento Europa" (TRE) - spin-off del Politecnico di Milano - per lo sviluppo di un nuovo algoritmo di elaborazione di dati provenienti da sistemi di rilevamento satellitare, che, combinati con tutte le altre informazioni che si raccolgono normalmente durante la coltivazione dei giacimenti, possono riuscire a migliorarne lo sfruttamento, individuando le aree più promettenti per eventuali operazioni di ottimizzazione, permettendo di ottenere più idrocarburi a parità di interventi, sempre nel più assoluto rispetto della sicurezza e protezione dell'ambiente.

Di Laura Barbieri
Responsabile Contenuti Web di Eni spa
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