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Dagli slogan allo storytelling.

15 Mar 2012

- Cambia il mondo e cambia la comunicazione. Mentre la fretta ci spinge ed il tempo tutto nostro scarseggia, si allungano i tempi da dedicarsi ai brand. Paradossale? Certamente sì. La comunicazione, anticipatrice di mode e tendenze, intuisce il bisogno di calma e si prende tutto il suo tempo. Lasciamola raccontare: dallo slogan, il concentrato di messaggi, allo storytelling, l’espressione narrativa estesa.

Lo storytelling già da tanto è entrato nelle strategie comunicative delle imprese più sensibili, fin da prima che i mulini fossero bianchi. Ora si affina e la tecnica si divulga: cosa sta alla sua base? Il piacere che proviamo nel sentir raccontare una storia rispetto alla fatica di analizzare una tabella, pur con la stessa “quantità” d’informazioni. Ma è la qualità che parla alla nostra pancia, al cervello rettile, quello che memorizza e prende le decisioni. E’ un linguaggio a colori, ammaliante e coinvolgente, e perciò eleva la soglia di attenzione, rendendoci prima ricettivi e dopo creativi.

Cela infatti nel suo grembo un importante germe: vuol essere ri-raccontato, facendo aggiungere a ciascuno di noi nuovi spunti suggestivi. E’ la mamma del marketing virale e della co-creazione del messaggio.

Il racconto ci mette tutti d’accordo: secondo i sociologi rafforza il gruppo; per gli psicologi la nostra mente è connaturata alla creazione di storie; per gli antropologi è il nostro naturale strumento di trasmissione ed evoluzione della conoscenza.

Il racconto risveglia nel cervello meccaniche ancestrali e primordiali, stimolando il nostro desiderio di socialità e ci porta a condividerlo. Le storie rafforzano il legame affettivo nella persona, tra le persone ed il brand. Ma come ottenere questo privilegio? Gli scenari diventano storie quando le si aggiunge un’emozione. Ecco, la materia prima dello storytelling: l’emozione.

Ma non basta: per essere davvero forte, il racconto deve rappresentare una novità: pur intessuto su una trama che si ripete in tanti racconti, il suo disegno deve essere originale.

Deve essere utile: la sua morale deve sempre fornire un insegnamento pratico.

Magari fornire incentivi ottimo scivolo per indurre all’azione, che poi è sempre l’obiettivo finale: compra, oppure parla , bene o male, di me.

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