Programma di Assistenza ai Dipendenti
Buongiorno! Questo mese ci soffermiamo su tre notizie significative che riguardano
l’ambito della prevenzione e della riduzione dello stress
lavoro-correlato.
È stato attivato anche in Italia un innovativo Programma di Assistenza ai Dipendenti gestito dalla nostra Società. Si tratta di un programma che mette a disposizione delle Aziende italiane uno strumento ampiamente diffuso all’estero. Il Programma viene offerto attraverso una piattaforma telefonica che fornisce aiuto ai dipendenti delle aziende che aderiscono all’iniziativa, fornendo:
- risposte precise su temi legali;
- aiuto alle attività extralavorative (informazioni su servizi di baby-sitting, artigiani, pratiche burocratiche, ecc.);
- sostegno psicologico in situazioni di stress personale.
L’iniziativa, innovativa per l’Italia, è utilizzata con successo da molte aziende multinazionali di qua e di là dell’Atlantico, come strumento di prevenzione e riduzione dello stress generato nel dipendente dalle “seccature” della vita quotidiana. Il Programma va oltre gli obblighi di legge riguardo la valutazione dello stress-lavoro correlato, introducendo degli elementi di prevenzione e di “cura” della relazione con il dipendente.
Il Coordinamento Tecnico Interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro ha pubblicato un manuale dal titolo “Indicazioni per la corretta gestione del rischio e per l’attività di vigilanza”. Si tratta di un documento tecnico assolutamente rilevante, che affronta ogni aspetto normativo, operativo, pratico riguardante la gestione del rischio stress lavoro correlato: la sua valutazione, le attività preventive, il rapporto tra datore di lavoro, lavoratori e organi di vigilanza. Il documento è frutto del lavoro di sintesi e di revisione del Coordinamento Interregionale PISLL e del suo sottogruppo, che ha impostato il manuale nella forma di FAQ.
Il testo riguarda i requisiti minimi affinché la valutazione sia considerata valida, i criteri per l’individuazione delle azioni correttive e i criteri per il controllo delle aziende da parte degli organi di vigilanza. Il documento sottolinea che il soggetto della valutazione è l’azienda stessa, che la compie al proprio interno grazie alle figure di cui si compone. In particolare ribadisce che:
- la valutazione è interamente promossa e gestita dal datore di lavoro e dalla direzione aziendale;
- l’oggetto della valutazione è l’organizzazione del lavoro (in fase preliminare, l’insieme degli elementi che possono costituire fattori di stress lavoro-correlato; in fase approfondita, la loro percezione da parte dei lavoratori);
- il processo è orientato alle soluzioni, soprattutto di natura collettiva e a forte valenza preventiva;
- la valutazione si impernia sulla partecipazione effettiva dei lavoratori attraverso un processo di coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti;
- durante la valutazione deve essere garantita sempre e comunque la centralità degli attori interni della prevenzione (RSPP, medico competente, RLS), a discapito dei consulenti esterni;
- la valutazione deve integrarsi nel complesso della valutazione dei rischi, deve essere descritta nel relativo documento e deve inserirsi nel programma generale di prevenzione e protezione con il relativo piano attuativo.
Il Coordinamento Tecnico si dichiara inoltre maggiormente propenso alla formazione degli attori della sicurezza piuttosto che all’assegnazione di incarichi di coordinamento a consulenti esterni (per es. psicologi). Il coinvolgimento di esperti esterni è considerato, in fase preliminare, una misura eccezionale da adottare qualora l’azienda non disponga di un’adeguata formazione al momento della valutazione dei rischi. In fase approfondita, invece, il coinvolgimento di consulenti esterni è considerato addirittura obbligatorio in relazione alla complessità della formazione del campione d’indagine e della valutazione delle percezioni soggettive.
Ancora prima dell’avvio dei lavori, secondo le indicazioni interregionali sono importanti le azioni propedeutiche:
- individuazione dei soggetti aziendali che partecipano al processo di valutazione (costituzione del team di valutazione);
- scelta dello strumento di valutazione (metodo da seguire);
- formazione dei soggetti valutatori sul metodo scelto;
- individuazione dei gruppi omogenei o delle partizioni organizzative secondo cui suddividere l’azienda;
- definizione delle modalità con cui comunicare con i lavoratori e gli RLS.
In sintesi, il documento si pone in continuità con altri importanti documenti in materia di stress lavoro-correlato, ma nello stesso tempo ribadisce un orientamento proprio che assegna all’azienda sempre più responsabilità nel gestire la valutazione degli eventuali rischi presenti al proprio interno.
Lo scorso 10 febbraio si è tenuto a Milano un convegno organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia sul tema della valutazione del rischio stress lavoro-correlato. A quattro anni dalla legge 81/08, dopo le indicazioni della Commissione Consultiva e della Regione Lombardia, la comunità degli psicologi lombardi ha sentito l’esigenza di fare il punto della situazione e definire la specificità dello psicologo nel processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato.
L'intervento dello PSAL della ASL Milano ha permesso importanti riflessioni sullo stato dell'arte della valutazione del rischio stress, indicando come molte aziende medio-grandi non siano ancora in grado di soddisfare i criteri di buone pratiche. Infatti, una recente ricerca condotta su un campione di aziende che hanno effettuato la valutazione del rischio stress, mostra come soltanto un terzo delle aziende valutate abbiano svolto correttamente il lavoro di prevenzione. La ricerca ha messo in luce le seguenti lacune:
- l’assenza di figure esperte nella valutazione dello stress lavoro-correlato (per es. psicologi);
- il non partecipazione di figure esperte nella prevenzione dei rischi (medico competente);
- il coinvolgimento degli RLS come motivo per alimentare conflitti verso il datore di lavoro;
- la pretesa degli RSPP di inquadrare il fenomeno secondo criteri di causa-effetto;
- la mancanza di informazione e di comunicazione ai dipendenti.
Successivamente, i relatori hanno messo in evidenza le difficoltà nell’affrontare questo argomento nelle aziende italiane, facendo comprendere come la valutazione dello stress lavoro-correlato non sia solo una valutazione del rischio, ma anche un elemento di cambiamento culturale nel panorama della salute e sicurezza lavorativa. La valutazione dello stress lavoro-correlato, affinché raggiunga gli obiettivi che si propone, non può prescindere da un’adeguata formazione della direzione aziendale: in particolare, si ritiene necessario che il management abbia una precisa cognizione del problema e delle possibilipornmobile conseguenze sull’intera organizzazione.
Sulla stessa linea si è parlato della necessità di uscire dalla logica della “diagnosi precoce” per arrivare ad un vero e proprio piano di prevenzione, volto a modificare i comportamenti che aumentano la probabilità che si presenti un determinato rischio. La prevenzione, inoltre, va di pari passo con la promozione del benessere, che non si esprime solo con la rimozione delle fonti di stress ma anche attraverso l’aumento della capacità dell’organizzazione di adattarsi ai fattori di stress. A webinar is an online event that is hosted by someone broadcast to a select group of individuals online. (A webinar is sometimes also referred to as a “webcast”, “online event” or “web seminar”.) You should learn about webinar software here.
Infine, gli interventi hanno messo in luce come il ruolo dello psicologo nel processo di valutazione, soprattutto se esterno all’azienda, sia di agire senza sostituirsi alle figure preposte alla prevenzione: lo psicologo non sarebbe tanto un esperto del problema, quanto un esperto del processo di valutazione e di coordinamento delle figure interne, che, come tali, vivono in prima persona la realtà organizzativa.
Grazie per l’attenzione!
Diego Scarselli e Laurence Duretz
PSYA ITALIA SRL
www.psya.it









