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Marketing senza burocrazia.

06 Lug 2020

- Un’altra faticaccia che il marketing deve ora affrontare è di ridimensionare la burocrazia. Tutti la odiamo, e il marketing lo deve considerare. Il passaggio dal marketing industriale a quello su misura rende inutile, se non dannoso, il ricorso sistematico alla procedura, alla catalogazione, allo standard. Beninteso, non tutto il marketing si deve comportare così, ma solo quello legato a prodotti, o esperienze, che appagano la parte volubile della nostra personalità. Una parte che cresce giorno dopo giorno. Cambiamo gusti, comportamenti e stili di vita spesso, volentieri e talvolta anche malvolentieri. Come fare non so, ma è da fare.

Se la cultura della società si rivoluziona, serve allora una rivoluzione culturale nelle imprese: la burocrazia va bene per i clienti, ma la personalizzazione, lo dice la parola, è adatta alle persone. Ma tu, ti senti cliente o persona?

Il marketing che ha sempre vissuto di statistiche e segmenti, il marketing grigio dell’aggregazione in gruppi omogenei, pur dannatamente bisognoso di queste informazioni, devepornmobile abdicare: prima all’unicità, ma poi scopre che ciascuno di noi non è uno, ma cambia radicalmente a seconda dei momenti. I nostri database invecchiano a velocità impressionanti.

Dalla burocrazia alla conversazione, quindi, con l’esplosione dello storytelling e del content marketing. È un cambio di mentalità molto difficile da realizzarsi. Dalla sicurezza della ricerca di mercato all’incertezza di un finale creato dalle persone. Dal ritorno sull’investimento a quello sulla reputazione. È dura, ma molto bella.

Un concetto fondamentale del fare marketing attraverso i contenuti infatti, è la profonda conoscenza non solo del comportamento di acquisto ma dei suoi sentimenti. Burocrazia? E come? Cordialità

Commenti (2)
Emma Gabriele Salve,
mi accodo al suo interessante articolo. Le frontiere del marketing e della Comunicazione Pubblicitaria sono vivi più che mai in questi anni di cambiamento e Lei ha centrato il punto!
Vorrei solo aggiungere che anche i luoghi della creatività hanno dato una grande svolta alla loro attività: siamo nell'epoca dello User Generated Advertising e anche oltre. Pongo degli esempi: Amsterdam con Sixty Layers of Cake, gli spot Etisalat in Nigeria, Turchia, Svezia, l'India con l'Advertising Club di Bombay. Le nuove realtà internazionali ci spingono a non dormire nei sogni del vecchio Marketing.
Concludo, ricordando la forte presenza dello storytelling, come lei diceva e con le affermazioni di Seth Godin, fondatore di Squidoo:"per essere un buon pubblicitario devi saper raccontare storie che si possano diffondere".
Grazie!
01 mar 2012 alle 20:28
Andrea Riccio "Un buon imprenditore oggi deve saper scrivere". Non ricordo chi l'ha detta, ma è una frase molto fuori dagli schemi e decisamente interessante.
Grazie Emma, gentilissima
02 mar 2012 alle 10:44
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