Marketing senza burocrazia.
Un’altra faticaccia che il marketing deve ora affrontare è di ridimensionare
la burocrazia. Tutti la odiamo, e il marketing lo deve considerare. Il passaggio
dal marketing industriale a quello su misura rende inutile, se non dannoso,
il ricorso sistematico alla procedura, alla catalogazione, allo standard. Beninteso,
non tutto il marketing si deve comportare così, ma solo quello legato a prodotti,
o esperienze, che appagano la parte volubile della nostra personalità. Una
parte che cresce giorno dopo giorno. Cambiamo gusti, comportamenti e stili
di vita spesso, volentieri e talvolta anche malvolentieri. Come fare non so,
ma è da fare.
Se la cultura della società si rivoluziona, serve allora una rivoluzione culturale nelle imprese: la burocrazia va bene per i clienti, ma la personalizzazione, lo dice la parola, è adatta alle persone. Ma tu, ti senti cliente o persona?
Il marketing che ha sempre vissuto di statistiche e segmenti, il marketing grigio dell’aggregazione in gruppi omogenei, pur dannatamente bisognoso di queste informazioni, devepornmobile abdicare: prima all’unicità, ma poi scopre che ciascuno di noi non è uno, ma cambia radicalmente a seconda dei momenti. I nostri database invecchiano a velocità impressionanti.
Dalla burocrazia alla conversazione, quindi, con l’esplosione dello storytelling e del content marketing. È un cambio di mentalità molto difficile da realizzarsi. Dalla sicurezza della ricerca di mercato all’incertezza di un finale creato dalle persone. Dal ritorno sull’investimento a quello sulla reputazione. È dura, ma molto bella.
Un concetto fondamentale del fare marketing attraverso i contenuti infatti, è la profonda conoscenza non solo del comportamento di acquisto ma dei suoi sentimenti. Burocrazia? E come? Cordialità









mi accodo al suo interessante articolo. Le frontiere del marketing e della Comunicazione Pubblicitaria sono vivi più che mai in questi anni di cambiamento e Lei ha centrato il punto!
Vorrei solo aggiungere che anche i luoghi della creatività hanno dato una grande svolta alla loro attività: siamo nell'epoca dello User Generated Advertising e anche oltre. Pongo degli esempi: Amsterdam con Sixty Layers of Cake, gli spot Etisalat in Nigeria, Turchia, Svezia, l'India con l'Advertising Club di Bombay. Le nuove realtà internazionali ci spingono a non dormire nei sogni del vecchio Marketing.
Concludo, ricordando la forte presenza dello storytelling, come lei diceva e con le affermazioni di Seth Godin, fondatore di Squidoo:"per essere un buon pubblicitario devi saper raccontare storie che si possano diffondere".
Grazie!
Grazie Emma, gentilissima