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La vecchia storia della piccola impresa.

07 Lug 2020

Il Marketing si adatta sempre più alla piccola impresa. Le nuove tendenze infatti riportano ai vecchi tempi. Ricorsi storici.. Ciò che costituisce valore infatti è qualcosa che ricorda più l’ottocento che il novecento: il rapporto personale, il fatto a mano, la localizzazione intesa come significato di un luogo.

Il tutto inserito nella cornice dell’era digitale che, col suo carico di tecnologia ci porta lontano dalle macchine. Non inganni il paradosso, perché è una tecnologia leggera, fatta d’informazione e non di acciaio. A unire tali tendenze è la conversazione, altra cosa che le macchine non sanno proprio fare.
Si chiama Storytelling. Pessimo nome, a dispetto dell’importanza ch’esso dà alla forma!
Tutto ciò, si noti bene, si addice molto più alla piccola impresa. Pensiamo al lavoro di un artigiano artistico: se non lo si narra, si spiega, si svela, come possiamo trasmetterne il valore? Come far percepire il sacrificio, la creatività, il processo di soluzione dei problemi senza un dialogo con gli interessati?
Il prodotto artigianale ha valore se ha un senso, un significato. Altrimenti gli preferiamo quello industriale, più economico e perfettino Ho letto da qualche parte: “un nuovo imprenditore oggi deve saper scrivere”. Strano, ma proprio vero!.
Il presupposto per raccontare una storia infattipornmobile è avere il piacere di farlo. Se poi dalla narrazione vogliamo arrivare al dialogo la faccenda è ancor più stimolante.. Bisogna spingere gli appassionati a commentare.
Come? Sei punti: offrendo spunti che stimolino i cinque sensi, che tocchino nei sentimenti, che inducano a riflettere; che assecondino lo stile di vita di una persona, che la facciano giocare e soprattutto a socializzare, vero gol della conversazione. E, sempre, facendo domande.
Ciò diviene utile per valorizzare i propri errori che, si badi, sono spesso un valore aggiunto! Errori che rendono umano il prodotto, lo rendono “pari” rispetto alla persona con cui scambia, che non la fa sentire più un misero “cliente”?
Raccontare, allora. Premettete tre consigli?
Unu: seduzione. Parlare di cose desiderabili, e far immaginare alla gente di possederle
Dusu: sintesi. Frasi brevissime, concetti immediati. Qualcuno disse: “Scusa se la mia lettera è troppo lunga, non ho avuto il tempo per farla più breve”. Dolcissimo, rispettoso del tempo altrui. Ed era uno scrittore del secolo scorso, figuriamoci oggi.
Tresi: semplicità. Scrivere facile non vuol dire affatto essere stupidi.

Scusate, mi sono dilungato.
Felice Natale

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