Come i social network possono predire le epidemie (di consumi, sociali, virali). Parte 6
Si vuole presentare in questo e nei prossimi numeri di Prometeo, la trascrizione
dell’intervento del Prof. Nicholas Christakis (Università di
Harvard) nell’edizione 2010 di TED, tenutasi a Cannes nel mese di Giugno.
Ci sono moltissimi modi per raccogliere enormi quantità di informazioni in maniera passiva per creare delle reti di sensori per seguire la popolazione, capire cosa accade nella popolazione, e intervenire sulla popolazione per il bene comune, perché tutte queste nuove tecnologie ci dicono non solo chi parla con chi ma dove si trovano, cosa pensano in base a quello che caricano su internet, e quel che comprano in base ai loro acquisti.indian wife homemade blowjob E tutti questi dati amministrativi possono essere messi assieme ed elaborati per capire il comportamento umano in una maniera senza precedenti. Perciò, ad esempio, potremmo usare i dati sull’acquisto di carburante per il TIR. I camionisti viaggiano per lavoro e comprano il carburante. E vediamo una luce che si accende quando un camionista compra del carburante, e vediamo che la recessione sta per finire. O possiamo monitorare la velocità con cui le persone si muovono con i loro cellulari in autostrada e le compagnie telefoniche vedono quando la velocità diminuisce, che c’è un ingorgo. Possono mandare l’informazione ai loro clienti, ma solo ai clienti su quella particolare autostrada che stanno per arrivare ad un ingorgo! O possiamo monitorare il comportamento dei dottori nelle ricette mediche, passivamente, e vedere la diffusione dell’innovazione dei prodotti para-farmaceutici che avviene all’interno della rete dei dottori. O ancora, possiamo monitorare i comportamenti di acquisto delle persone, e guardare come tutti questi tipi di fenomeni si diffondono tra le popolazioni. E ci sono tre modi, io credo, in cui possiamo usare questi dati massivo-passivi. Uno è totalmente passivo come ho giù descritto – come nell’esempio dei camionisti, in cui non si interviene all’interno della popolazione. Uno è semi-attivo, come nel caso dell’influenza, in cui le persone fanno i nomi dei loro amici e poi monitoriamo passivamente gli amici per vedere se hanno l’influenza, e avere un certo preavviso. Un altro esempio, potrebbe essere, se siete una compagnia telefonica, individuate chi è centrale alla rete, e chiedete a questa gente, “invia un sms con il livello di febbre che hai ogni giorno. Solo un semplice sms”. Si raccolgono i dati sulla febbre delle persone ma da individui al centro della rete. E sarete in grado, su larga scala, di monitorare l’epidemia imminente con un input minimo. O, in ultima istanza, si può essere pienamente attivi – come diranno gli altri relatori oggi – laddove le persone partecipano ai wiki, fotografando, monitorando le elezioni, o caricando informazioni che ci permettono di monitorare e capire alcuni procesi sociali o fenomeni sociali. In effetti, la reperibilità di questi dati, credo, può portare ad una nuova era che io ed altri amiamo definire “scienza sociale computazionale”. E’ un po’ come quando Galileo inventò, beh non l’inventò, iniziò ad utilizzare il telescopio per guardare i cieli in modo diverso, o Leeuwenhoek si rese conto delle capacità del microscopio, beh lo inventò in effetti, e fu in grado di guardare alla biologia in maniera diversa. E ora abbiamo accesso ai dati più disparati che ci permettono di capire i processi sociali e i fenomeni sociali in maniera completamente diversa dal passato. E con questa scienza, possiamo capire esattamente come l’insieme diventa più grande della somma delle parti. E in effetti, possiamo usare queste conoscenze per migliorare la società e migliorare il benessere dell’umanità. Grazie.” (Fine)
La trascrizione completa è consultabile su www.coachingemozionale.org alla voce Relazioni









