Come i social network possono predire le epidemie (di consumi, sociali, virali). Parte 5
Si vuole presentare in questo e nei prossimi numeri di Prometeo, la trascrizione
dell’intervento del Prof. Nicholas Christakis (Università di
Harvard) nell’edizione 2010 di TED, tenutasi a Cannes nel mese di Giugno.
Il fattore chiave è che, perché funzioni, ci deve essere una
forma di influenza interpersonale. Non può avvenire per meccanismi di
divulgazione che influenzino tutti uniformemente. Questi ragionamenti possono
essere sfruttati, rispetto alle reti, anche in altri modi, per esempio, per
individuare le persone da trattare. Per esempio conoscerete probabilmente il
concetto di immunità del gregge. Se avete una popolazione di mille persone,
e vogliamo rendere quella popolazione immune ad un patogeno, non dobbiamo immunizzare
tutti.Se ne immunizziamo 960 è come se ne avessimo immunizzati il 100%.
Perché anche se i non immuni contraggono la malattia, non hanno nessuno
da infettare. Sono circondati da persone immuni. Perciò il 96% è buono
quanto il 100%. Alcuni scienziati hanno stimato ciò che succederebbe
se prendessimo il 30% delle persone a caso di queste 1000, e le immunizzassimo.
Quindi 300. Otterremmo un’immunità di qualche tipo a livello di
popolazione? La risposta è no. Ma se prendessimo il 30%, queste 300
persone, e ci facessimo indicare i loro amici e vaccinassimo oltre alle 300
persone anche 300 dei loro amici, si otterrebbeindian wife homemade blowjob lo stesso livello di immunità del
gregge come se ne avessimo vaccinato il 96% con un’efficienza maggiore,
ed un budget molto limitato. Idee simili possono essere utilizzate, per esempio,
per valutare la distribuzione di prodotti come le zanzariere nei paesi in via
di sviluppo. Potremmo capire la struttura della rete dei villaggi, individuare
gli individui che potrebbero promuovere questa idea per convincere gli altri.
Francamente, questo vale per qualsiasi prodotto. Se capiamo come individuare
il bersaglio, potremmo avere un grosso impatto in termini di efficienza per
raggiungere il nostro scopo. E in effetti, possiamo usare i dati che ci arrivano
dalle fonti più disparate, oggi, (per farlo).
Questa è una mappa di 8 milioni di utenti telefonici in un paese europeo.
Ogni puntino è una persona, e ogni linea rappresenta un volume di chiamate
tra le persone. E possiamo usare questi dati, che abbiamo ottenuto passivamente,
per mappare l’intero paese e capire chi è posizionato all’interno
della rete. Senza chiedere direttamente a loro, possiamo ottenere questo tipo
di comprensione strutturale. E altre fonti di informazione, come sicuramente
saprete, sono disponibili su meccanismi del genere, dall’interazione via
email, alle interazioni online, ai social network, e così via. E in effetti,
siamo nell’era che io definirei di raccolta “massiva-passiva” di
informazioni…(continua)
La trascrizione completa è consultabile su www.coachingemozionale.org alla voce Relazioni









