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Il futuro è oggi

07 Lug 2020

La terza edizione di Com.Lab, la due giorni dedicata al presente e al futuro della comunicazione pubblica, si è conclusa con un significativo successo.
Eppure siamo nell’anno forse più difficile per il cambiamento della pubblica amministrazione e, di conseguenza, per la comunicazione pubblica che respira con questo polmone. L’altro è quello delle nuove tecnologie anche queste non risparmiate da quei provvedimenti di spesa che stanno riportando il sistema pubblico indietro di molti anni. Ai tempi in cui si era costretti a scegliere tra mantenere servizi sanitari,culturali e sociali o fare quadrare i bilanci.

Nessuno nega che quello sia stato anche il tempo di qualche spreco ma gli eccessi vanno controllati e corretti nel momento in cui si manifestano e non livellati, una tantum, a suon di percentuali che non fanno differenza tra le Amministrazioni, le comunità che vogliono crescere e progredire e quelle che invece non prevedono e non programmano.

Tornando a Com.Lab possiamo affermare che le ragioni di quel successo si possono riassumere nella capacità della Associazione dei comunicatori pubblici di affrontare tematiche attuali, di mantenere una visione non corporativa della nostra professione,di dare voce a chi ha davvero cose nuove da dire e, infine, di mantenere saldi obiettivi e comportamenti.

Da molti anni rivendichiamo il diritto a voler capire, a non accettare idee e strutture preconfezionate. Non è possibile realizzare una comunicazione pubblica coerente e credibile se si prescinde da una reale volontà di cambiamento, se non si incide nei mille lacci e lacciuoli che tengono il cittadino imprigionato in una gigantesca ragnatela burocratica e lo rendono incapace non solo di partecipare ma persino di capire.

Abbiamo già il governo del fare evitiamo, se è possibile, la comunicazione del dire.Dunque vogliamo discutere e capire e dare un contributo non letterario affinché comunicazione e tecnologia possano diventare le nuove autostrade sulle quali il cambiamento dovrà muoversi e tenere il passo così come già avviene nella società.

Questa è la vera battaglia tra innovatori e conservatoripornmobile.online. Su questo terreno si gioca il futuro della comunicazione pubblica e non solo. Una battaglia che non vogliamo trasformare in una crociata perché siamo troppo rispettosi di chi ha idee diverse dalle nostre.

A volte ci capita di incontrare qualche rudere del passato che ci invita ad andare avanti con giudizio. Ma i tempi dei Promessi Sposi sono lontani. Chi più dei comunicatori pubblici ha proceduto con lentezza e con giudizio in questi ultimi vent’anni? Chi più di noi conosce i tempi di riflessione e di trasformazione delle culture del divieto, del permesso, del certificato.

Anche per questo non lanciamo squilli di rivolta ma chiediamo a tutti coloro che sono interessati ad una nuova pubblica amministrazione e a una diversa comunicazione di condividere con noi questi obiettivi.

A primavera rinnoveremo i nostri organismi direttivi. Lo faremo senza ricorrere a proclami o slogan ultimativi ma sulla base di un documento discusso nelle sue linee direttrici dai nostri delegati regionali le cui bozze saranno sottoposte al parere dei nostri iscritti e, infine, votato dall’Assemblea Nazionale di aprile.

Venti anni fa nascemmo con spirito di servizio e senza alcun retropensiero, oggi ci auguriamo di avere al nostro fianco un numero sempre più grande di amici, colleghi e neo laureati in scienze della comunicazione. Saranno loro quelli che dovranno coprire “l’ultimo miglio” e consegnarci, in questo inizio di millennio, una nuova pubblica amministrazione e una nuova leva di professionisti della comunicazione pubblica.

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