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Orgoglio & Storyboard

07 Lug 2020

-La visita periodica della delegazione della casa madre britannica presso la sede italiana della multinazionale era ad un tempo, per il Dir. Mktg Livio De Nutis, fonte di stress estremo e di indicibile spasso. Lo stress era imputabile all’ansia degenerata che invadeva i piani alti della Direzione, ossessionati dal più plateale degli window-dressing, declinato sotto forma di pressing asfissiante orientato a magnificare sistematicamente “l’ampio ventaglio di attività sviluppate”, a dissimulare se non edulcorare pateticamente verità inopportune, a giustificare con modalità spesso inverosimili e fantasiose evidenze numeriche incompatibili con qualunque idea di gestione sostenibile del business.

Il divertimento, d’altro canto, era connesso alla predisposizione minuziosa di un ciclopico cerimoniale (a fronte di una gestione ordinaria quanto mai lacunosa e approssimativa) degno di uno storico bilaterale tra grandi potenze ed ai risvolti di involontaria comicità che ne derivavano, riconducibili in particolare all’interpretazione di volta in volta umiliante, grottesca e più spesso penosa che i singoli offrivano nell’occasione.

Lo spettacolo era di prim’ordine per l’intera popolazione aziendale. Vedere un dirigente di alto rango usualmente sprezzante e disumano genuflettersi contrito (in alcuni casi nel senso letterale della parola) con espressione ebete e giuliva di fronte al suo Capo internazionale era fonte di godimento ed in qualche modo di riscatto per la folla dei paria e dei diseredati che affollavano la bidonville delle retrovie, rassegnati a immaginare un futuro senza speranze di progressioni, avanzamenti e gratificazioni. Apprendere dalla componente antagonista all’interno dello Staff di segreteria (una ancor giovane signora sedotta e puntualmente abbandonata prima che i suoi sogni impossibili si realizzassero da alcuni dei maggiori capataz, e dunque portatrice di un animus rancoroso e vendicativo, per quanto abilmente occultato) di un memorabile cazziatone nei confronti di questo o di quel top manager rappresentava una fonte indicibile di estasi e appagamento, oltre che un argomento di cui le cronache interne avrebbero sviscerato ogni dettaglio, in una narrazione via via più colorita e drammatica, con largo contributo di una fantasia collettiva particolarmente fervida e feconda.

In una situazione di oggettiva criticità del conto economico (che obbligava ad un cost-cutting implacabile e spesso miope su ogni voce di spesa), la profusione incontrollata di “speciali attenzioni” (che a volte sfioravano la bizzarria) riservate agli “illustri ospiti in casa vostra, perché noi non siamo che vostri grati e leali collaboratori” entrava prepotentemente nel campo del delirio. Consapevole della propria pochezza sul piano professionale e delle performance, il top management locale si giocava la carta della simpatia macchiettistica, della battuta anche greve, esasperando le caratteristiche ed i luoghi comuni italioti nella speranza di ingraziarsi la delegazione visitante. Si snocciolavano numeri e si tracciavano grafici suggestivi, ma si cercava di continuo la scorciatoia dell’adulazione e del complimento (anche gratuito e immotivato), se non apertamente quella della ricerca ansimante di una benevolenza compassionevole.

Alle affermazioni molto british (taglienti, essenziali, sottilmente ironiche) dei membri della delegazione ospitata corrispondeva la retorica roboante e chiassosa del management tricolore, addizionata di una incredibile gestualità e di una modulazione di toni talmente ampia (in pochi secondi l’Amministratore Delegato della filiale italiana era capace di passare dalpornmobile.online basso al tenore fino al soprano e perfino al falsetto) da provocare - nella rappresentanza italiana e perfino in quella d’oltremanica – forme di ilarità prima isolate poi sempre più collettive e fragorose, pressoché impossibili da controllarsi.

Nelle settimane precedenti la visita lo stesso A.D. aveva personalmente preparato l’evento, attingendo alla sua memoria infallibile per deliverare, come un anomalo Babbo Natale, il suo carico di “gadget” e “balocchi” personalizzati. Nella sua testa c’era un vero e proprio archivio, corredato dei sogni e delle debolezze ingovernabili di ciascuno. Spesso indicibili. Era soprattutto su queste ultime che in fondo faceva affidamento per garantirsi la felice riuscita della visita…

Di Vittorio Correale
Responsabile Marketing Area Private Banking Gruppo Mps di Gruppo MPS- Area Private
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