Username: Password:  
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi
articolo letto 6938 volte

Lusso, Emozioni, Gioielli – Parte 4

07 Lug 2020

Oggi ci troviamo con la D.ssa Fiorella Pallas (ex direttore marketing Gruppo Danone, mamma dell’acqua VitaSnella, da sei anni alla guida di Mii Amo Goielli, società che ha fondato nel 2004 e che segna la nascita dei Gioielli Olistici contemporanei) e con il Dott. Marcello Bedetti (socio della Bedetti Srl, prestigiosa gioielleria romana dal 1882).

D.C.: come è nata poi l’evoluzione con il macchinario di scansione energetica ed aurica? Cosa si va a scoprire con esso e che grado di attendibilità fornisce?

F.P.: in un primo momento la base rimane questa, tu scegli tre gioielli. Poi facciamo dei test di equilibrio kinesiologici e chiediamo al tuo corpo qual è lo strumento vibrazionale più giusto per te in questo momento. Tutti i gioiellieri e i consulenti sono addestrati a fare questi test.

Tu sai che stiamo vivendo in un momento in cui c’è un paradigma di fondo tra le persone, se non vedo non credo, se non vedo non esiste. Vagli a spiegare che il campo di percezione ha un andamento di una Curva di Gauss, perché ci sono persone che hanno un campo di percezione più allargato ed altre più ristretto. Tutto è una gaussiana, non è detto che le frequenze che non vedo non esistano. Ad esempio i pipistrelli, essi non ci vedono, ma hanno la funzione della ecolocalizzazione attiva poiché si muovono come dei radar attraverso l’emissione di ultrasuoni. Più precisamente sentono il rimbalzo delle frequenze sonore sugli oggetti, oppure i raggi ultra violetti li vediamo? No, ma essi esistono? Si.

Passiamo alla macchina della video Aura Station.

Nel 2000 mi fecero delle foto Kirlian solo che la macchina Kirlian è un sistema oggi considerato obsoleto, nel senso che misura una reazione del campo energetico in seguito alla somministrazione di uno stimolo e così il tuo campo energetico reagisce e viene fotografato. Dalle indagini che avevo fatto, avevo visto che c’era un macchinario nuovo e in tutta Italia ne erano presenti solo due esemplari. Sono andata a vederli, a testarli, ho fatto alcuni eventi con lo stesso M.B. grazie alle persone che possedevano questi macchinari, per capire se prima di tutto erano sintonici in base alla mia percezione. Questo perché affermo che questi gioielli hanno un certo tipo di frequenza che poi la macchina poteva smentire mettendone in risalto una diversa. Invece mi sono resa conto che questa macchina di biofeedback molto sofisticata rilevava il campo emotivo e quindi è capace di leggere attraverso il sistema aurico della persone estraendo da esso tutto l’andamento delle tue tematiche quotidiane. Ho deciso di usarlo come strumento per aiutare le persone a capire, è una Reason Why per intenderci. È la prova che questi gioielli hanno un effetto e te lo facciamo vedere.

D.C.: Marcello, Bedetti dal 1882, una gioielleria storica che porta con sè una tradizione familiare importante nata con la nascita del primo idrocronometro, quello del Pincio a Roma visitato da tantissimi turisti provenienti da tutto il mondo.

M.B.: si proprio così, il mio bisnonno con il fratello e un prete austriaco, Giovan Battista Embriaco, progettarano l’orologio ad acqua del Pincio, proprio recentemente ristrutturato dal Comune. Un monumento importante di Roma.

I due fratelli erano dei musicisti che avevano una sensibilità per i meccanismi complessi e diedero così l’avvio alla nostra storica attività. Ognuno di noi ha una sua nota o caratteristica fondamentale. I clienti Bedetti ci riconoscono molto per gli orologi e per i Rolex in particolare.

D.C.: tempo fa mi dicevi, a seguito della mia domanda, che nonostante la crisi il vostro magazzino Rolex ruota ogni anno sette volte…

M.B.: c’è un mercato che si sta riqualificando. La stessa Rolex sta cambiando anche un po’ la sua politica di distribuzione e noi stiamo solo cavalcando l’effetto positivo di questa scia.

D.C.: come il mercato invece della gioielleria ha reagito alla crisi e come la vostra tradizione ha incontrato l’innovazione?

M.B.: la gioielleria è stata più lanciata da mio padre, che come me ha studiato la gemmologia negli Stati Uniti, e che ha cavalcato quell’onda di entusiasmo che l’ha contrassegnata negli anni ’80 e ’90.

Zaffiri, rubini, diamanti venivano disegnati proprio secondo le esigenze del cliente dalla nostra bravissima designer, che poi facevamo realizzare dal nostro laboratorio. Questo era per noi un business trainante insieme a quello dell’orologeria.

Bedetti negli anni ’80 era già diventata una gioielleria famosa per i gioielli, il processo è iniziato già dal ’70. Il boom è stato negli anni’90. L’orologeria poi ha ripreso a tirare e la gioielleria ha cominciato a rallentare.

D.C.: come mai?

M.B.: intanto perché la “star” della matrice BCG stava diventando “vacca grassa” a causa del suo ciclo di vita. Tanti concorrenti stavano immettendo sul mercato prodotti che avevano tante pietre trattate, oliate e strutturalmente diverse da quelle orginarie, che potevano sembrare più pure ma che in realtà valevano davvero poco. Mancava soprattutto una certificazione autorevole come avviene per il diamante. Il mercato ha iniziato così a rallentare, così come i diamanti hanno iniziato a rallentare quando il colosso De Bears ha smesso di fare marketing e ha relegato questa attività alle singole gioiellerie e ai tagliatori, che ovviamente non hanno la stessa forza del colosso. Il mercato si è contagiato di tanti attori che sul mercato hanno iniziato a improvvisarsi.

D.C.: il gioiello di valore, di lusso come prima lo conoscevamo è oggi appannaggio di una nicchia di nostalgici?

M.B.: si, uno zoccolo duro, una nicchia del diamante è oggi rimasta. Mentre un gioiello che non sia di cristallo, a parte le linee di brand come Bulgari e simili che sono molto pubblicizzate, chiaramente non è con questo che generano i loro margini…

D.C.: un giovane oggi si abitua ai cicli stagionali della moda, che stanno iniziando ad abbassare sempre più il tempo di uscita dei prodotti (il settore auto ne è un esempio per i beni durevoli), trend che il fucking indian bhabhigioiello sta vivendo anche in connessione all’abbassamento della qualità…abbiamo anche visto con Fiorella che l’innovazione di un gioiello Mii Amo che incontra i bisogni della sua clientela fa si che un consumatore acquisti tre volte di più rispetto ad uno che compra un brand concorrente. Come il comparto della gioielleria si sta organizzando nei confronti di questa “de-mentalizzazione” in corso in vista del futuro?

Il giovane di oggi non sarà più educato al gioiello di lusso come accadeva prima, cosa sta succedendo?

M.B.: per esempio noi stiamo cercando di far conciliare il mondo della tradizione appartenente alla mia famiglia con il risveglio di questa epoca dove stanno venendo alla luce tutta una serie di insegnamenti e lezioni importanti sui modi di vivere, la consapevolezza e il dialogo di integrazione tra razze e oriente/occidente anche grazie all’ecologia, ad internet, alle vibrazioni di questo pianeta che stanno aumentando…Sto dedicando a questi concetti tutta una parte della nostra attività e dei nostri eventi. E’ un qualcosa che accade sotto i nostri occhi e non possiamo ignorarlo.

È importante essere consapevoli di quello che mangiamo, respiriamo, leggiamo e indossiamo così come del movimento e delle relazioni che coltiviamo. Ciò che ci mettiamo addosso, ha un significato, una vibrazione e quindi un effetto fisiologico. Un po’ come è differente stare con il telefonino acceso in macchina nel traffico cittadino o in mezzo alla natura col nostro strumento di potere.

Non ci sono ancora commenti
Effettua il login o registrati per poter pubblicare i tuoi commenti in tempo reale.
busy