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La Buona Fede del Comunicatore

07 Lug 2020

Uno dei valori fondamentali del comunicatore è agire in buona fede. Questo significa che il soggetto agisce in maniera corretta secondo la sua coscienza: in poche parole agire senza malizia e nel rispetto delle regole. Per cui se il comunicatore nel suo discorso contravviene ad alcune regole o involontariamente arreca un danno a qualcuno, ma non è consapevole, non potremmo accusarlo di comunicazione scorretta.

La buona fede è un elemento fondamentale di correttezza e corrisponde all'agire di un soggetto che non intende ledere nessuno, né sospetta minimamente che il suo comportamento possa essere lesivo.

La buona fede deve essere:

- soggettiva, ossia essere inconsapevole di poter eventualmente arrecare un danno ad un soggetto;

- oggettiva, nel senso generale del dovere di correttezza nei confronti dei rapporti con gli altri come regola fondamentale di comportamento.

La buona fede ispira un comportamento, fucking indian bhabhioggettivamente corretto e leale, in qualsiasi circostanza di interazione con altri soggetti.

A volte capita che il messaggio che arriva al destinatario è distorto. Spesso la distorsione di un messaggio è direttamente proporzionale al numero di passaggi dalla fonte iniziale a quella finale e questa distorsione interpretativa molte volte è inconsapevole, agendo il soggetto in perfetta buona fede.

Un comunicatore può dire cose sbagliate ma se era in buona fede e ignorava di provocare un danno ad altri non lo si può incolpare di comunicazione scorretta, ma di comunicazione distorta.

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