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Orgoglio & Story-board.

17 Set 2007

Orgoglio & Story-board.La mediocrità come comune denominatore aziendale. Poteva essere questo il titolo del paragrafo che il Direttore Marketing Livio De Nutis avrebbe dedicato all'argomento, nel suo libro. Sembrava che in certe realtà la mediocrità costituisse un requisito di ammissione, o di esclusione, imprescindibile.Purtroppo siamo spiacenti di comunicarle che la sua candidatura non può essere presa in considerazione. Nel suo curriculum manca la certificazione di mediocrità. E noi non possiamo proprio permettere, lo comprenderà di certo, che una posizione tanto delicata venga ricoperta da un non-mediocre.In più di venti anni di rabberciata carriera De Nutis si era imbattuto nei mediocri più disparati: a voler praticare una grossolana spannometria, i gruppi etnici prevalenti all'interno del genus erano senza dubbio quello dei pavidi e quello dei furbastri. Si trattava di species con caratteristiche genetiche e comportamentali molto diverse; alcuni etologi aziendali sostenevano tuttavia di avere individuato in diverse sottorealtà degradate casi frequenti di meticciato, vera e propria sublimazione del peggio, cui avevano conferito il nome scientifico di "furbaster pavidus". Su un altro versante la stessa ricerca documentava in modo inoppugnabile come il tasso di mediocrità fosse di norma direttamente proporzionale alla posizione ricoperta negli organigrammi. Era ai piani alti delle Direzioni Generali che i sismografi della meschinità rilevavano le scosse di magnitudine più elevata. Ci si interrogava, in proposito, su quali misteriosi accorgimenti venissero adottati dai geologi della pochezza per mantenere in piedi simili strutture. Su questi ed altri consanguinei argomenti rifletteva De Nutis. La mole di ricordi e testimonianze di mediocrità era impressionante, un potenziale di perversa aneddotica capace di alimentare la biblioteca di Alessandria d'Egitto. Da dove cominciare?Situazione tipo. Ore 9.30. Riunione interfunzionale tra i responsabili degli uffici. Ordine del giorno di un certo rilievo. Il pavido doc non partecipa. Manda avanti le seconde (o le terze) file: meri registratori senza alcun potere di rappresentanza, avvolti dentro tratti antropomorfi. Alcuni modelli più evoluti dispongono di una funzione aggiuntiva, da perfezionare sul piano della flessibilità: di fronte a qualunque domanda loro posta (Qual è l'opinione del vostro ufficio in proposito? Potete validare il documento strategico? Facciamo un break?) rispondono indistintamente con un robotizzato, impersonale, quasi metallico..."Devo riferire al mio responsabile" Nella lunga notte della fuga dalle responsabilità brilla la stella sempiterna del "pancondivisionista": l'ideologo dello svincolamento, l'apologeta del quieto vivere, il filosofo teorizzatore della misteriosa dottrina dell'"inerzia dinamica". In cuor suo è refrattario alla scrittura e privilegia la tradizione orale, in continuità ideale con la scuola di Babilonia. Di recente si è convertito alla parola scritta, per ragioni di pura sopravvivenza, ma si è ingegnato subito: utilizza lo strumento del verbale - che ha trasformato da minaccia in opportunità - come un giubbotto antiproiettile, un prezioso frangiflutti temporeggiatore. Il verbale, nella sua visione e nella pratica operativa a cui si attiene, non esiste come tale, ma è il risultato della lenta ed estenuante sedimentazione di stadi progressivi di pre-condivisione (il pre-verbale, il pre-pre-verbale e così via), che riducono implacabilmente, step dopo step, l'area di sua diretta responsabilità, fino a renderla virtuale o ad annullarla del tutto. Il contemporaneo coinvolgimento di più di due pancondivisionisti su uno stesso argomento è considerato letale per qualunque azienda. Alcuni consulenti suggeriscono di procedere senza indugi all'estrema unzione. Di fronte a patologie così gravi e metastatizzate, il super-top-management, pur figlio della stessa eroica concezione della cosa aziendale, si determina a volte a sollecitare con toni ultimativi l'assunzione delle decisioni...- La prossima volta che in un verbale mi proponete di portare in delibera al CDA la scelta del colore degli infissi mi preoccuperò di consegnare personalmente ai consiglieri il vostro sacco scrotale!Messo alle strette, il pancondivisionista si adatta e si risolve a decidere (si ricorda peraltro che sul suo vocabolario personale il significato più estensivo del verbo decidere è "concorrere, al più, ad una decisione -> con immediato rinvio alla voce "altrui""). Ma anche in questo caso tira fuori il coniglio dal cilindro: una penna che cade per terra all'ultimo momento, uno spasmo improvviso, un subitaneo attacco convulsivo, perfino un improbabile gatto avvistato sotto il tavolo. Fateci caso: sarà sempre l'ultimo a firmare.

Di Vittorio Correale
Responsabile Marketing Area Private Banking Gruppo Mps di Gruppo MPS- Area Private
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