Le nuove frontiere della comunicazione: sorvegliare e prevenire.
Quali sono le prospettive future della società dell'informazione? Se ne discute molto in questi tempi infarciti di intercettazioni, di spionaggi telematici e di apparente crisi della privacy.Se chiedete un giudizio a Paul Saffo, uno dei padri nobili dell'Istituto per il Futuro di Paolo Alto, vi risponderà esplicito: "la privacy è al tramonto: siamo ormai una società del ricatto. Tutto è in rete, tutto è memorizzabile, ognuno di noi lascia tracce".Non amo i guru e confido che la futurologia sia una scienza meno esatta della meteorologia. Ma lo spunto è interessante se pensiamo che invece sui giornali, in televisione, in internet e perfino al cinema (penso al bellissimo " Le vite degli altri" meritato Oscar di quest'anno) la privacy occupa sempre più spesso un posto di primo piano: sempre più spesso
infatti si verifica un fenomeno che chiamerei di "attenzione incrociata": parlando di comunicazione inevitabilmente si finisce per discutere di privacy e, viceversa, la riservatezza chiama in ballo i temi dell'informazione e del villaggio globale.La parola d'ordine che in ambito internazionale si va diffondendo quando si parla di questi temi è "ONE WORLD ONE PRIVACY", un vero e proprio slogan lanciato nel 2000 in occasione del Convegno mondiale sulla privacy svoltosi a Venezia. Un unico mondo, un unico sistema di regole per disciplinare il rapporto tra informazione e riservatezza. Sono passati alcuni anni da quando il tema fu lanciato ma la domanda resta la stessa: quali regole?Oggi il vero terreno di scontro su questi temi è Internet. Il Diritto di Internet è ancora in fase di formazione ed in evoluzione costante. Da una parte si continuano ad applicare le vecchie normative, cercando di adattarle
al cyberspazio con esiti spesso insoddisfacenti; dall'altra sempre più chiaramente emerge la necessità di individuare un nuovo approccio al problema della tutela dei diritti nella rete. Il meccanismo classico sul quale si basa la regola giuridica è assai semplice: si prevede una regola di comportamento (devi fare questo, non devi fare quello) ed una punizione per chi non rispetta la regola. Ma questo metodo nel cyberspazio non funziona più.Malgrado Internet crei uno spazio virtuale ed immateriale, le violazioni dei diritti (e penso soprattutto dei cosiddetti diritti della personalità, il diritto all'identità, all'immagine, al nome, alla riservatezza, all'integrità ed all'onore) se commesse nella rete tendono con grande concretezza a moltiplicare in modo esponenziale la loro capacità di danno e di lesioni perle vittime. È essenziale prevenire; punire è spesso inutile.
Occorre allora ripensare le leggi, abbandonando i metodi repressivi e sanzionatori, per approdare a nuovi territori le cui regole si basano su due concetti fondamentali: la prevenzione e la difesa. Occorrerà inoltre lasciare spazio all'autodisciplina perché i nuovi valori condivisi nella rete si diffondano con maggiore autonomia e convinzione.Anche la tecnologia può essere di grande aiuto mettendo a disposizione strumenti che impediscano azioni illecite in rete e che permettano di ricondurre ogni azione commessa ad una responsabilità individuale. La rete offre agli investigatori ed ai pubblici ministeri molte più possibilità di raccogliere prove documentali di quanto sia possibile nel mondo reale. Chi transita nella rete lascia sempre le sue tracce! Una grande opportunità per chi deve condurre indagini penali ma anche una fonte di potenziali abusi da parte di malintenzionati.
Ma se questo è vero allora altrettanto vero è che proprio sul terreno della privacy si giocherà la vera partita dei diritti della rete. Solo se si saprà trovare un reale equilibrio tra la giusta esigenza di riservatezza e la necessaria esigenza di prevenzione degli illeciti si potrà affermare un nuovo modo di disciplinare i rapporti tra le persone nella società dell'informazione che trae i massimi benefici dalla facilità di comunicare globalmente. Ancora una volta la privacy conferma di essere il centro di gravità attorno a cui ruota l'intera relazione tra l'individuo e la collettività.Per i politici, per gli uomini di comunicazione e per i giuristi è una nuova frontiera: servono regole nuove di zecca, basate su principi consolidati, per creare una società in cui le informazioni potranno davvero essere condivise velocemente e con fiducia. Questa è la vera sfida che occorrerà affrontare negli anni che verranno.









