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A Dresda, un viaggio nella storia e nella comunicazione.

31 Mag 2007

A Dresda, un viaggio nella storia e nella comunicazione.Hermann è un professore universitario newyorkese, ebreo tedesco nato nel 1930 e fuggito negli Stati Uniti con la madre e la sorella a causa delle persecuzioni razziali. Nella Shoah ha perso il padre, gran parte dei parenti e dei compagni d'infanzia. Un'angoscia profonda ha segnato gli anni della sua giovinezza ed egli sente il bisogno di ricostruire il filo di quel passato drammatico per raccontare al nipotino la storia della sua famiglia affinché la memoria non sia perduta per sempre. Pensa di scrivergli una lettera, che il ragazzo potrà leggere quando sarà più grande, ma si rende conto che non gli è possibile: frammenti di ricordi affiorano come incubi e si confondono, senza alcun senso apparente, come se quel tempo fosse sprofondato in un abisso.Pensa allora di partire per Dresda, la città dove è nato; forse questo viaggio potrà aiutarlo a ricordare e a scrivere. La città che egli rivede, dopo così lungo tempo, è molto differente da quella che ha conosciuto da bambino. Il quartiere dove viveva la sua famiglia non esiste più, cancellato dal bombardamento che nel febbraio 1945 ha bruciato la città. Al suo posto una lunga sequenza di palazzi tutti uguali. Nel centro storico i monumenti e le dimore barocche sono stati solo in parte ricostruiti. Durante il viaggio, nel treno che lo porta da Berlino a Dresda, nel taxi che lo accompagna da un luogo all'altro della città, nei percorsi a piedi e in tram fra vie e piazze che non riconosce, attraverso i suoi pensieri, le sue emozioni, i suoi ricordi, rivive la storia della capitale sassone e della Germania dal 1930 ad oggi, insieme alla storia degli ebrei tedeschi e del loro tragico destino, dall'assimilazione al genocidio. Camminando fra le vie della città dove è nato, alla ricerca dei luoghi della sua infanzia, Hermann prova un sentimento nuovo che lo lascia nell'intimo confuso e turbato. La comunicazione diventa nel suo caso l'unico modo per non dimenticare e conservare viva una memoria collettiva.È questa la trama del film documentario "Nach Dresden" di Vittorio Curzel, comunicatore poliedrico, che ha curato anche la fotografia, il montaggio e la regia dell'opera. Come un rito scaramantico e benaugurale, la presentazione del film al pubblico di Dresda è stata anticipata da una proiezione tutta italiana in occasione dell'incontro "50 anni di Europa. Comunicare per conoscere e partecipare", che si è tenuto martedì 29 maggio a Verona presso la Sala Convegni del Centro "Giorgio Marani" dell'Ospedale Civile Maggiore "Borgo Trento".Oltre a Vittorio Curzel, all'incontro ha partecipato Piercarlo Sommo, direttore della struttura di comunicazione dell'ASL di Torino e consigliere nazionale dell'Associazione Comunicazione Pubblica. A 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma, il legame tra storia, Europa e comunicazione pubblica è sempre più stretto. Comunicare missione e scelte delle istituzioni e creare partecipazione all'azione amministrativa è il dovere di quanti si occupano di comunicazione all'interno degli enti pubblici. Dalla memoria alla partecipazione, il filo rosso della comunicazione ha poi condotto al tema della democrazia e al ruolo strategico che gli operatori di Uffici per le relazioni con il pubblico e di Uffici stampa hanno nella gestione del rapporto con il cittadino. Trentatre dipendenti pubblici hanno ricevuto gli attestati di frequenza al lungo corso di comunicazione e informazione di pubblica utilità organizzato dall'Associazione Comunicazione Pubblica, che si è tenuto da ottobre 2006 all'aprile scorso.

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