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Orgoglio & Story-board.

31 Mag 2007

Orgoglio & Story-board.Come stai, Livio? Oh, buongiorno, Dottor Muserra…. Bene, grazie, e lei? Ehm…che piacere sentirla…- nelle rare occasioni in cui l'avvoltoio lo chiamava, l'allora giovanissimo Livio De Nutis, neo-addetto alle media relations della casa automobilistica, non riusciva ad evitare di parlare a scatti. Cercava di nascondere l'apprensione sotto alcune quintalate di gentilezza (congenita) e positività (fasulla). Il suo vecchio Capo, nel passargli le consegne prima di andare in pensione, gli aveva parlato a lungo di quel signore: "Se Satanasso avesse avuto il pallino del giornalismo avrebbe fatto il suo tirocinio presso Carmelo Muserra"Ci sono novità per me? Bah…. ordinaria amministrazione.Strano. Da queste parti circolano altre notizie…. Prova a sentire qualcuno dei piani superiori….Carmelo Muserra provava un piacere perverso nell'immaginare le mani sudate dell'ex-stagista costretto ad arrampicarsi sugli specchi dell'insicurezza. Quella notte Livio non avrebbe chiuso occhio. Muserra lo sapeva bene. Con gli anni provava financo un po' di pietà per questi ragazzetti mandati allo sbaraglio. Non era il loro sangue che gli interessava, era come bere vino dozzinale in un lussuoso ristorante parigino. Ma quello del figlio di puttana è un mestiere serio, che non ammette tentennamenti e distinguo. A Carmelo pareva di seguirlo passo passo nel suo calvario, il povero Livio. L'ascensore che non arrivava mai, il filtro della segretaria di direzione con il suo sadico "Non si può disturbare", la porta chiusa e la riunione in corso, le lancette che si inseguivano, l'esitazione dietro il legno freddo che sembrava ghiaccio, la prima bussata blanda quanto bastava per domandarsi se non l'avessero sentita o se l'avessero sentita ma avevano altri cazzi per la testa. Tutto come previsto. Livio che lo richiamava per dire che non avevano nulla da dire. Era impersonale, asettico, mentre in cuor suo pregava la Dea della Clemenza.Il giorno dopo tutto tranquillo. Un bell'articolo. Non era firmato ma si sapeva chi c'era dietro, vero? Routine. Gli ultimi dati di bilancio e fatturato, le quote di mercato, solo qualche accenno a un problemino con l'Antitrust e a una certa empasse nella focalizzazione sul core business. Ci stava tutto, ci stava, altrimenti sarebbe sembrato scritto sotto dettatura, a pagamento. Il cardiofrequenzimetro di Livio ringraziava. Non gli telefonava per non disturbare e perché al Master gli avevano raccomandato di non essere mai troppo servo della gleba. Però, tra sé e sé, lo ripeteva: "Grazie, Dottor Muserra, mi ha risparmiato le tue frecce avvelenate". Forse gli sto davvero un po' simpatico, pensava. A quel punto a Livio era arrivata una telefonata. Dalla Direzione. Era una voce cortese ma un po' spocchiosa. - Hai visto? Devi cercare di essere più calmo, di controllare meglio le tue reazioni. Imparerai. Tanto rumore per nulla. Con le teste di cazzo non ti devi mostrare debole. Mai." Carmelo sapeva anche questo. Tutto calcolato. Era uno schema provato cento volte. Ormai non si allenava neanche più. Gli veniva spontaneo. Seguivano lunghe settimane di silenzio. Un giorno, di colpo, una allusione infondata che poi diventavano due che si facevano forza l'un l'altra. Sibilline. Capziose. Il buon Livio questa volta era bypassato. Per la grande casa automobilistica la storia poteva diventare seria. Qualche telefonata degli azionisti, fornitori preoccupati, sindacati sul piede di guerra, dipendenti allarmati.Era allora che scendeva in campo Roberto Ossicini, l'Assistente Personale dell'Amministratore Delegato, strappato ad una presunta concorrenza a suon di dobloni. Era nato a Cremona ma parlava l'inglese meglio dell'Arcivescovo di Canterbury. Era considerato un enfant prodige. Lo riconoscevi dai colli di camicia supponenti e dai nodi di cravatta taurini. Aveva seguito corsi di tutti i tipi: gestione strategica delle situazioni di crisi, marketing relazionale, pubbliche relazioni e - cosa ben diversa - relazioni pubbliche. Uno specialista, pensò De Nutis, uno che in faccende come queste gioca in casa, sul velluto. Lo ringraziò molto quando gli consentì di assistere alla telefonata. Alquanto irrigidito per l'emozione Livio si munì di block notes e si predispose all'ascolto, come uno studente di conservatorio davanti a un virtuoso solista.

Di Vittorio Correale
Responsabile Marketing Area Private Banking Gruppo Mps di Gruppo MPS- Area Private
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