Emergenza Turismo.
Il rapporto 2007 del World Economic Forum, il prestigioso organismo internazionale che misura dal 1979 l'indice di competitività turistica di più di 100 paesi, assegna all'Italia uno sconfortante 33° posto, ben dopo la Finlandia, il Portogallo e l'Irlanda.Ai primi tre posti figurano, in ordine, la Svizzera, l'Austria e la Germania. Agli ultimi, l'Angola, il Burundi e il Chad. Nella mappa sono indicati i livelli di competitività dei paesi europei (il rosso più scuro indica maggiore competitività) >> La graduatoria ovviamente non si basa sul numero di presenza turistiche né sul fatturato. L'indice è ottenuto valutando ogni paese sulla base di 13 elementi considerati "chiave" ai fini della competitività e dell'attrattività. Tra questi, il rispetto dell'ambiente, l'igiene e la salute, la sicurezza, la qualità dei trasporti, la
professionalità del personale, le risorse culturali e ambientali, i prezzi, ecc. Nel 2006 il business dei "Viaggi e Turismo" ha contribuito per più del 10% al prodotto mondiale lordo e ha dato lavoro a 234 milioni di persone, con una crescita dell'8,2% sull'anno precedente.Non sono pochi i paesi in cui questa attività è la più importante dal punto di vista economico. Soprattutto in molti paesi in via di sviluppo.Tornando all'Italia, perché invece di litigare sul ‘tesoretto' governo e opposizione non si decidono, una volta per tutte, a valorizzare questo immenso tesoro che abbiamo la fortuna, e non il merito, di avere? Com'è possibile che un paese che ha il più alto numero di siti "patrimonio dell'umanità", il più importante patrimonio archeologico e artistico del mondo, una cucina da far gola a tutti e un clima estremamente mite, anno dopo anno perda competitività?
Non trovando una spiegazione migliore, autorevoli analisti hanno sentenziato che la causa principale della nostra malattia sono i prezzi alti. Sarà. Tuttavia chiunque sia stato in vacanza in Francia, Olanda o Svizzera, sa benissimo che quello che da noi costa 100, lì si paga 200 o 300. Eppure quei paesi pullulano di turisti, moltissimi anche italiani. Chi va in Costa Azzurra o in Provenza, ad esempio, farà molta fatica a trovare qualcosa da migliorare. Ad un prezzo mediamente più alto, corrisponde, quasi sempre, un servizio adeguato.Io credo che l'Italia perda competitività soprattutto per la qualità dei suoi servizi e la scarsa considerazione che mostra di avere verso i turisti. Per la sporcizia e l'incuria di ciò che è pubblico (strade o treni è lo stesso), e spesso per l'incapacità e l'indifferenza di certe amministrazioni. Le montagne di spazzatura a Napoli, con gli immancabili
incendi alla diossina, non sono un problema di quest'anno. Li ho visti tali e quali tre anni fa, andando da turista a Procida. La novità è che se la spazzatura nei prossimi mesi sarà rimossa, i turisti che andranno a Capri e a Ischia questa volta dovranno ringraziare la Protezione Civile e il Presidente della Repubblica. Tutto questo vi sembra normale?









