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Un nuovo libro sulla Comunicazione Pubblica.

13 Apr 2007

Un nuovo libro sulla Comunicazione Pubblica.L'uscita in questi giorni di un mio libro, a sei anni di distanza da "Diritto di parola", mi suggerisce alcune considerazioni che vorrei condividere con i miei lettori.Sei anni sono un periodo di tempo assolutamente breve, ma per la comunicazione pubblica possono risultare un'eternità.In questo tempo è innegabile che questa disciplina risulti ancora come un grande mosaico non concluso, dove figure e contorni appaiono in gran parte sfocati.Una disciplina che qualcuno definisce "contigua", come se nella pubblica amministrazione ogni disciplina non fosse costretta a misurarsi e a integrarsi con tutte le altre.Salvo rare eccezioni, la comunicazione pubblica si muove nel bosco della pubblica amministrazione come una sorta di Cenerentola senza principe, una specie di Biancaneve con troppi nani intorno.Se dal caos nasce l'ordine come credevano i popoli antichi, la comunicazione pubblica è destinata a diventare una delle discipline più ordinate che si conoscano.Con questo nuovo volume vorrei quindi contribuire a ridurre una parte dell'attuale confusione teorico-pratica. Vorrei stabilire qualche "paletto" nel campo della teoria e stendere qualche solido filo in quello della pratica.Da questa premessa mi auguro risulti evidente che il mio lavoro si pone un ambizioso scopo: quello di riconoscere alla comunicazione pubblica, e di conseguenza ai comunicatori pubblici, dignità, competenze e professionalità proprie, così come richiede una moderna e non più surrogabile disciplina.Per farlo ho cercato di osservare e spiegare le cose senza alcun tipo di filtro deviante. Non ho mai avuto una visione "ideologica" della pubblica amministrazione che è e rimane tale solo se si rivolge a tutti e affronta e risolve le piccole e grandi questioni che limitano o impediscono lo sviluppo sociale e culturale delle nostre comunità.Nella mappa della comunicazione pubblica che ho tentato di aggiornare, non esiste la "terra di mezzo" degli eroi del Signore degli Anelli. O si è dalla parte degli innovatori o si è da quella dei conservatori.Esiste però un continuo quanto sotterraneo tentativo di riprendersi il terreno conquistato dall'innovazione per (ri)alzare le logore insegne della burocrazia a del corporativismo.Il passato che non passa mai, il presente che non cede il passo al futuro, il futuro impigliato nel presente.Così potrebbe essere definita, in estrema sintesi, l'odierna condizione della comunicazione pubblica.Per quanto mi riguarda, ho scritto questo libro con lo spirito di un viandante seduto sulla cima di una collina. Egli è fortemente immerso nel presente (la collina) ma allo stesso tempo può guardare al passato (la strada percorsa) e scrutare il futuro (il cammino che ancora lo attende).Questo è l'identico spirito che quasi trent'anni fa ha animato i pionieri di questa disciplina, ne ha cementato le buone ragioni, ne ha favorito i successi, ne ha confortato le sconfitte e ne ha respinto gli attacchi strumentali.

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