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Orgoglio & Story-board.

27 Feb 2007

Orgoglio & Story-board.Quando sentiva pronunciare quelle tre parole, "fidelizzazione clientela top", De Nutis cominciava a tremare come una finalista di Miss Italia. Non aveva tutti i torti: quella espressione, che in teoria trasudava gocce sapide di customercentricità e moderna tensione al miglioramento del servizio, nella pratica degradata della sua azienda equivaleva ben più prosaicamente ad accompagnare una mezza dozzina di impresentabili maiali ultradanarosi a sbavare dietro ogni forma di vita femminile. Con una doppia sottolineatura da riservare alla parola ogni. "Tra i compiti di un Direttore Marketing flessibile, in possesso di una reale capacità di ascolto delle istanze del mercato c'è senza alcun dubbio l'interazione sistematica, di più, quasi osmotica, con la fascia alta del parco-clienti. Essa denota l'attitudine ad interpretare e, se possibile, ad anticiparne i desiderata, che non possono essere confinati, naturalmente, allo stretto, arido territorio professionale. Il miglior Direttore Marketing conosce l'importanza dei sogni del cliente e il potere sconfinato del delightment". Era questa affermazione, pronunciata con aria pensosa e incontrovertibile, che conduceva e abbandonava De Nutis in un vicolo chiuso e claustrofobico. Dove ci porta quest'anno, il nostro capo-porcellone? Esordivano sempre così, quasi in coro, i diretti interessati. Erano più o meno sempre gli stessi, accomunati da pance ingombranti e racconti improbabili di epica sessuale. L'identikit era completato da una propensione inquietante all'utilizzo dello stecchino post-prandiale e, soprattutto, della parola "gnocca", così presente ed ossessiva da vivere ormai una propria dimensione decontestualizzata. - Caro De Nutis, la informo che ho già comprato una confezione maxi di pillole della felicità! Compreso il sottile messaggio subliminale? Mi raccomando, dunque: non perda tempo con le città d'arte e i musei, lì ci andiamo con quelle tritapalle delle nostre mogli..... Con queste premesse, il mappamondo a disposizione di De Nutis si restringeva irrimediabilmente. Il globo terracqueo si risolveva infatti in un unico blocco continentale con le fattezze, guarda caso, di una supermaggiorata: a comporlo erano approdi collaudati come Brasile, Cuba e Santo Domingo, luoghi di culto evergreen come Thailandia e Russia, ma anche realtà emergenti e dal forte significato evocativo, come i Paesi Baltici, la Romania, l'Ucraina, perfino la Bielorussia e la Moldavia. Andava sempre allo stesso modo. 1) Raduno in aeroporto con autisti e car vallet mobilitati per fare un po' di scena; 2) l'aereo privato noleggiato e tirato a lucido per favorire uno spirito cameratesco (aggregante, per essere più precisi) che raramente superava la soglia del rutto collettivo; 3) l'arrivo a destinazione e una prima presa di contatto con il territorio, a colpi di sguardi vetero-colonialisti del tipo "guardamiilrolexalpolsobellacavallinasonounuomodisuccessononpenseraimicadiresistermi..." respinti con ribrezzo dalla locale popolazione femminile di ogni età; 4) mangiate e bevute pantagrueliche interrotte di continuo da suonerie imbarazzanti e telefonate sbraitate sul muso dei collaboratori, immancabilmente "imbecilli che non sanno e/o non vogliono fare un cazzo"; 5) emersione progressiva del mattatore del gruppo, intorno al secondo giorno di viaggio, caratterizzato di norma da una dotazione inesauribile di barzellette di crescente volgarità; 6) richiesta esplicita, subito assecondata da De Nutis, di frequentare i locali più trendy della città, con ricadute inesistenti sul piano delle relazioni intersessuali e ragguardevole accumulo di brutte figure; 7) primi segnali di nervosismo, a stento placati da interminabili passeggiate di ricognizione preliminare nelle aree a luci rosa/rosse, costellate da umilianti scambi di battute con i promoter all'esterno dei locali; 8) quando comincia a delinearsi l'amara impraticabilità di soluzioni sessuali a titolo non oneroso e sale il tono della protesta ormonale De Nutis, istruito, plenipotenziato e (più che altro) minacciato in tal senso dall'Alta Direzione, è costretto al male estremo: attiva il contatto-chiave con il macrò locale di riferimento che in un pomeriggio qualunque materializza d'incanto giovani pupe entusiaste di fare la conoscenza con commenda ripugnanti e cialtroni. I signori partecipanti, disorientati da ego ipertrofici e deliranti, resteranno convinti per sempre della spontaneità dei gesti e delle parole. Viva l'incentive.

Di Vittorio Correale
Responsabile Marketing Area Private Banking Gruppo Mps di Gruppo MPS- Area Private
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