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Cento volte comunicazione.

15 Feb 2007

Cento volte comunicazione.In questi giorni esce il centesimo numero della rivista "Comunicazione Pubblica". Un periodico interamente dedicato alla comunicazione pubblica e inviato agli iscritti dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, oltre che a studiosi, docenti e amministratori. Nelle prossime settimane i cento numeri diverranno un CD promozionale a disposizione di tutti coloro che vorranno utilizzare un importante strumento di studio e di lavoro. Significativamente, si tratta di un numero monografico, interamente dedicato ai risultati della tredicesima edizione di COM-PA e che annuncia già la prossima edizione che, come sempre, si terrà a Bologna il 6, 7 e 8 novembre 2007. Spesso le ricorrenze servono per rinnovare i meccanismi del ricordo e parlare del passato ma, poiché il traguardo raggiunto deve essere considerato solo un nuovo punto di partenza, parleremo molto di futuro. Questo, ovviamente, non significa non riconoscere e far conoscere, ai più distratti, quanto cammino dal 1990 ad oggi abbiamo percorso. Sono stati anni importanti che, per riassumerli in un'efficace sintesi, potremmo definirli quelli che hanno visto la nascita e l'affermazione dei primi professionisti della pubblica amministrazione: i comunicatori pubblici. Non è stato un cammino facile in un Paese dove, come testimoniano gli avvenimenti di questi mesi, imperversavano lobby ad ogni piè sospinto. Dove ci si identifica sempre meno in grandi progetti o nel bene comune, preferendo inseguire particolarismi di ogni genere. Eppure siamo riusciti in un'impresa che allora appariva quasi impossibile: rendere "visibili" la comunicazione pubblica e i comunicatori pubblici. Lo abbiamo fatto con impegno e coerenza, rifiutando il gioco delle appartenenze, senza issare vessilli di questo o quel colore ma solo quello della competenza. Questa è stata e rimane la strada maestra che abbiamo deciso di percorrere per valorizzare la comunicazione pubblica ma soprattutto per ampliarne compiti e funzioni. Non ci hanno mai convinto né le scorciatoie della forma senza sostanza, né le imitazioni di altri modelli e diverse realtà, né quella sorta di improvvisazione che a molti sembra ovvia quando si parla di questa disciplina. Come Associazione, registriamo una percezione sempre più diffusa soprattutto a livello locale, sul vero significato del nostro lavoro, sulla sua reale funzione, su cosa la gente vuole che siamo. Anche per questo i documenti che abbiamo approvato sulle "trasversalità" della comunicazione (sanità, ambiente, Europa) e quelli che approveremo nei prossimi mesi sono stati e sono decisivi per farci uscire da quel dibattito sempre più incomprensibile su come ci chiamiamo anziché su cosa facciamo. Di questo risultato siamo fieri e lo dovrebbero essere anche coloro che nelle pubbliche amministrazioni troppo spesso ragionano come impiegati e non come professionisti pubblici. Lo stesso successo di COM-PA 2006, che in questo numero viene analizzato nei numeri e nei contenuti, è la miglior conferma della nuova realtà che rappresentiamo. Adesso, davanti a noi, stanno il riconoscimento professionale, le piante organiche, i percorsi di formazione e aggiornamento, una più forte relazione con il sistema universitario. Obiettivi rilevanti per i quali è necessario l'aiuto di tutti. Per questo chiediamo più iscritti alla nostra Associazione, più presenze a COM-PA, più visibilità nel territorio. Lavorare, ciascuno per quanto di propria competenza, in questa direzione è il modo migliore per dare significato a parole come cambiamento e innovazione. Dopo un non breve periodo di incontri e confronti i sindacati nazionali del pubblico impiego ci hanno confermato che il loro "impegno sarà nel portare avanti un percorso contrattuale per l'attuazione della legge 150". Che questo impegno venga rispettato sarà il nostro impegno nell'anno appena iniziato. Una nuova pubblica amministrazione e nuovi cittadini avranno sempre più bisogno di una comunicazione fatta di sostanza e contenuti, di nuove tecnologie e di strumenti innovativi. In una parola, di quella comunicazione per la quale ci battiamo da sempre e che, nei cento numeri della rivista "Comunicazione Pubblica", è stata costantemente al centro delle nostre riflessioni e delle nostre realizzazioni.

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