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Quando scegliere è potere: la selezione di dati nella società dell'informazione eccessiva.

15 Feb 2007

Quando scegliere è potere: la selezione di dati nella società dell'informazione eccessiva.Sapere è Potere? Come possiamo difenderci dall'eccesso di informazioni disponibili in Rete? La domanda potrebbe sembrare paradossale: un luogo comune sostiene che "Sapere è Potere". Senza dubbio c'è del vero in questa formula. Basta un'occhiata sommaria all'evoluzione della cultura occidentale per averne una conferma: disporre di una gran massa di notizie ha sempre consentito di avere a portata di mano gli strumenti necessari per prendere le decisioni giuste. Da sempre la ricchezza di notizie è stata considerata un requisito del Potere. Fino a poco tempo fa il mondo era diviso in due: da una parte coloro che avevano accesso alla cultura, alle notizie, alla conoscenza, dall'altra coloro che ne erano esclusi. Solo chi disponeva di ingenti risorse economiche ed apparteneva ai ceti dominanti poteva accedere alle informazioni. Oggi le cose sono cambiate. La società dell'informazione mette a disposizione di tutti un fiume ininterrotto di dati. Questo processo, avviato con la diffusione di radio e televisioni, ha assunto dimensioni impressionanti attraverso Internet. È sufficiente collegarsi alla Rete, accedere ad un motore di ricerca e digitare una parola, per essere travolti da quantità impressionanti di informazioni su quel tema. Il tutto in tempo reale e a costo zero. Senza contare il fatto che gli strumenti di comunicazione ormai permettono di essere perennemente in connessione e di ricevere in ogni momento della giornata e-mail, fax, telefonate, sms: aumenta così la mole di dati che dobbiamo elaborare e valutare prima di prendere una qualsiasi decisione. Le conseguenze dell'informazione eccessiva Ma questa improvvisa ricchezza di Sapere aumenta davvero il Potere di ognuno di noi? Credo di no. Anzi, crea una situazione difficilmente gestibile nella quale l'abbondanza di nozioni non conferisce Potere, come succedeva in passato; al contrario è più difficile inquadrare un problema e formulare un giudizio. Il problema nella Rete si esaspera perché ognuno può mettere in circolazione dati, veri o falsi, senza controllo e senza spese ingenti. Diventa quindi essenziale disporre della capacità di gestire adeguatamente questa massa di informazioni, selezionando quello che è importante sapere da quello che è superfluo. L'overdose informativa C'è chi, molto suggestivamente, parla di Overdose informativa: mi sembra una bella definizione che riesce a descrivere questa pericolosa situazione con un'espressione che richiama alla mente gli effetti negativi collegati all'assunzione di sostanze che alterano il rapporto con la realtà. Internet è ormai il simbolo di questa società dell'informazione eccessiva e di un'epoca caratterizzata dalla disponibilità di una miriade di notizie, a buon mercato e con mezzi tecnici di facile utilizzo. Una grande opportunità di informazione porta con sé rischi rilevanti. Solitamente quando si lancia un allarme rispetto ad un rischio sociale la risposta più forte è quella che viene scritta dal legislatore sulle pagine dei Codici. Ma in questo caso credo che la legge serva a poco. La difesa dalla massa di informazioni inutili che circolano nel Web non può essere affidata solo ai Tribunali ed ai Garanti. Come difenderci dall'eccesso di informazioni Certamente una prima risposta può venire dai progressi tecnologici. Così accanto alle norme, che difendono e danno forma alla libertà di comunicazione permessa dalla Rete, avranno un ruolo i nuovi software, che offriranno filtri sempre più evoluti, e i search engine intelligenti, che ci aiuteranno nella ricerca mirata di dati. Ma la vera risposta di fronte a questo pericolo deve essere individuale e risiede nella capacità del singolo navigatore di selezionare gli elementi utili nella massa di informazioni irrilevanti: saper scegliere è Potere.

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